L’infezione da HIV non può essere diagnosticata attraverso i sintomi né attraverso le comuni analisi del sangue. L'unico modo per accertarla è quello di sottoporsi al test per l’HIV. L’esito del test è positivo se viene riscontrata l’infezione da HIV (sieropositività all’HIV).
L'Importanza del Test HIV
Il test è l’unico modo per sapere con certezza se è stato contratto l’HIV. Conoscere il proprio stato sierologico è la strada migliore sia per iniziare il più precocemente le terapie che per prendere provvedimenti anche nei confronti del partner.
“Ho scoperto di essere positivo meno di un mese fa.[…] Io, nella mia sfortuna, sono stato estremamente fortunato avendo scoperto l'infezione praticamente subito.
L’infezione da HIV, nel nostro paese, è ormai considerata un’infezione cronica che lascia spazio a progetti di vita personali, lavorativi e familiari, compreso quello di diventare genitori. Non esiste ancora una cura in grado di guarire dall’HIV ma, se l’infezione viene diagnosticata precocemente, le terapie antiretrovirali disponibili offrono un’aspettativa di vita paragonabile a quella della popolazione generale.
Oltre a sostenere lo stato di salute, le terapie antiretrovirali hanno un’importante funzione preventiva: riducendo la quantità di virus nell’organismo, riducono significativamente anche il rischio che l’HIV venga trasmesso ad altre persone.
In Italia è però altissima e in costante crescita la percentuale di diagnosi tardive: sono molte, dunque, le persone non consapevoli di aver contratto il virus e che arrivano al test HIV in uno stato di salute già debilitato.
La diagnosi precoce offre importanti vantaggi: innanzitutto la possibilità per le persone con HIV di ricevere adeguate cure, assistenza e sostegno. Inoltre, offre la possibilità di prevenire il rischio di trasmettere il virus ad altri. È importante sapere che i benefici delle terapie antiretrovirali sono maggiori per chi inizia precocemente il trattamento. Per le persone che risultano HIV negative, il test offre invece un vantaggio in termini di certezza e tranquillità.
Per evitare rischi futuri è necessario rispettare poche e semplici regole e praticare Safer Sex nelle avventure di una notte, nei rapporti occasionali, ma anche all’inizio di una nuova relazione.
Dove Effettuare il Test HIV
Puoi effettuare il test negli ospedali, nei centri di cura delle IST (Infezioni Sessualmente Trasmissibili) e nei laboratori di analisi accreditati. Le modalità di accesso cambiano di struttura in struttura, chiedi informazioni.
Nella maggior parte dei servizi sanitari del nostro Paese non serve ricetta medica, non bisogna essere a digiuno, è gratuito e anonimo e il risultato può essere ritirato solo dalla persona interessata.
La tutela della riservatezza della persona assistita è regolata da una legge (135/90).
In ogni ASL è presente almeno un Centro di offerta per il Test per HIV e Counseling (CTC),; questi centri forniscono anche counseling pre e post-test.
Si può fare nelle strutture pubbliche o nei laboratori accreditati (in caso di strutture private i costi sono a carico dell’interessato).
Tipi di Test HIV
I test per l'HIV sono in grado di evidenziare la presenza del virus o degli anticorpi diretti contro di esso.
Test Anticorpali
Questo tipo di test non ricerca direttamente il virus nel sangue, ma rileva gli anticorpi anti-HIV, che si sviluppano solo a seguito dell’infezione. Poiché l’organismo non produce immediatamente gli anticorpi, vi è dunque un periodo in cui il test non è in grado di diagnosticare l’infezione (Periodo Finestra). A seguito di un comportamento a rischio, l’indicazione è quella di effettuare il test ad un mese di distanza, periodo sufficiente a riscontrare il contagio nella quasi totalità dei casi.
Il test Elisa (Test Hiv-Ab o test di terza generazione) non ricerca direttamente il virus nel sangue, ma rileva gli anticorpi anti-Hiv, che si sviluppano solo a seguito dell’infezione.
Gli anticorpi anti-HIV compaiono nel sangue in un periodo compreso tra 3 settimane e 3 mesi (periodo finestra) dopo il contagio ed è, quindi, possibile effettuare un test a partire da circa un mese dopo il comportamento o l’evento a rischio. Il risultato del test, però, per essere considerato definitivo, deve essere confermato dopo 3 mesi, nei test di terza generazione.
Test Combinati
Questo tipo di test, oltre ad individuare gli anticorpi anti-HIV, è in grado di rilevare la presenza di una particolare proteina (l’antigene P24) che compare e aumenta significativamente dopo pochi giorni dal contagio.
Il ComboTest ( Test Combinato, Test Hiv-Ag/Ab o test di quarta generazione), oltre a individuare gli anticorpi anti-Hiv, è in grado di rilevare la presenza di una particolare proteina (l’antigene P24) che compare e aumenta significativamente dopo pochi giorni dal contagio.
Il test HIV 1/2 Ab-Ag permette la determinazione combinata dell'antigene p24 del virus dell'immunodeficienza umana di tipo 1 (HIV-1) e degli anticorpi specifici contro ii virus dell'immunodeficienza umana di tipo 1 e/o contro ii virus dell'immunodeficienza umana di tipo 2 (HIV-2) in campioni di siero o plasma umano. Poco dopo l’infezione con HIV, ma prima della sieroconversione, gli antigeni di HIV possono essere rilevati nei campioni di siero o plasma.
Secondo le indicazioni del Ministero della Salute, i test di quarta generazione, che sono più sensibili e riconoscono anche l'antigene virale p24, possono fornire un risultato definitivo a partire dai 40 giorni successivi all'evento a rischio.
Test Rapidi
I test rapidi offrono l’indubbio vantaggio di fornire l’esito in pochi minuti. In Italia sono ancora poco diffusi ma stanno iniziando a prendere piede grazie al lavoro delle associazioni che, autonomamente o associate in un checkpoint, offrono i test rapidi per l’HIV e per altre Infezioni Sessualmente Trasmissibili.
Se il test è reattivo (ovvero preliminarmente positivo), la persona viene indirizzata ad un centro di malattie infettive per eseguire un test di conferma su prelievo di sangue.
Si comprano in farmacia e si possono eseguire autonomamente perché basta una goccia di sangue dal dito. In caso di risultato dubbio o positivo è comunque necessaria una conferma attraverso un test con sangue venoso e quindi con un prelievo.
I test rapidi sul sangue hanno una sensibilità comparabile a quella dei test tradizionali, mentre quelli sulla saliva, potendo essere condizionati da fattori individuali o dall'assunzione di alimenti e bevande, dovrebbero essere confermati da un test sul sangue.
Autotest
Dal dicembre del 2016 è possibile acquistare in farmacia un autotest per l’HIV: si tratta di un test rapido che prevede l’auto prelievo di una goccia di sangue dal dito e fornisce un risultato in 15 minuti. Il periodo finestra è di 3 mesi. Se il test è reattivo (ovvero preliminarmente positivo) è necessario effettuare un test di conferma presso una struttura sanitaria.
La possibilità di effettuare il test in autonomia, la riservatezza, la rapidità dei risultati, sono gli elementi allettanti di questa opportunità, ma è bene tener presente anche le controindicazioni: viene meno la possibilità di accedere al counselling e di essere sostenuti e orientati nel caso in cui il test sia reattivo.
Test di Conferma
Un'eventuale positività al test ELISA deve essere assolutamente confermata dal test denominato western blot. Più specifico del precedente, questo esame consente di evidenziare, su un supporto di nitrocellulosa, la presenza degli anticorpi contro i singoli antigeni dell’HIV.
Test PCR (Polymerase Chain Reaction)
Il test PCR (Polymerase Chain Reaction) è in grado di rilevare precocemente la presenza dell’HIV nel sangue attraverso una tecnica di amplificazione molecolare di quantità molto piccole di RNA o DNA.
Test per la Carica Virale
Esistono, inoltre, test per la misurazione della quantità di virus nel sangue (carica virale o viremia) basati sulla tecnica molecolare di amplificazione genica (real time PCR). La carica virale è infatti un indice del livello di riproduzione (replicazione) del virus e, quando la cura è efficace, la carica virale scende al di sotto del valore misurabile dal metodo utilizzato. Questo significa che il virus è mantenuto sotto controllo dalla terapia prevenendone i danni a carico del sistema di difesa dell’organismo (sistema immunitario).
Considerazioni Importanti
Nessuna persona può essere sottoposta al test senza consenso, se non per motivi di necessità clinica nei suoi interessi. Il test è volontario e, perché venga eseguito, è necessario il tuo consenso esplicito ed informato. La decisione di fare il test è solo tua: prendi il tempo che ti occorre per affrontarlo serenamente.
Fare il test è un momento delicato e a volte molto stressante: valuta l’opportunità di non affrontarlo in solitudine e di farti sostenere da una persona che ti è vicina e di cui ti fidi.
Il test consiste in un prelievo di sangue come quello che si effettua per i normali esami di routine.
In Italia una legge garantisce che il test dell’HIV possa essere effettuare solo con il consenso della persona interessata e che non sia obbligatorio.
Quello fra il momento del contagio e il momento in cui il virus diventa rilevabile con il test si chiama ‘periodo finestra’ e può durare da qualche settimana a tre mesi.
Per questo se si pensa di aver avuto un comportamento a rischio e il test dovesse risultare negativo è bene ripeterlo a distanza di 3 mesi. Ci sono inoltre situazioni specifiche: nel caso di assunzione della PreP o della Pep si potrebbe dover effettuare il test anche oltre i tre mesi. In ogni caso esistono diversi tipi di test e ognuno è in grado di dare risposte certe con un periodo finestra differente, per questo è bene parlarne con il medico.
Quando Effettuare il Test
Posto che fare il test periodicamente è una buona regola per tutte le coppie sessualmente attive, ci sono situazioni in cui è importante effettuarlo. Bisogna eseguire il test se:
- Si sono avuti rapporti sessuali non protetti (anali, vaginali o orali) da preservativo con un partner del quale non si conosce lo stato sierologico.
- Si ha una relazione stabile e non si vuole fare uso del preservativo.
- In caso di violenza sessuale.
- In caso di rottura del preservativo durante un rapporto con partner con status HIV sconosciuto oppure sieropositivo non in terapia efficace.
- Prima o all’inizio di una gravidanza.
- In presenza di altre infezioni sessualmente trasmissibili.
- Se si è fatto uso di siringhe o strumenti per somministrare sostanze psicoattive già usati da altri.
- In caso di piercing o tatuaggi o trattamenti estetici in situazioni dove non sono stati usati aghi sterili monouso.
Test HIV e Minorenni
Attualmente la legge italiana - come quella di altri Paesi - non consente ad un minorenne di sottoporsi al test senza il consenso dei genitori.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità, così come molte Associazioni, hanno chiesto con forza di adottare norme e strategie per permettere ai minori di accedere al test senza il consenso dei genitori o comunque dei tutori.
Il Ministero della Salute sta lavorando in comunione d’intenti con l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza per mettere a punto, in un futuro prossimo, una norma che consenta al minore l’accesso al test per l’HIV e per le infezioni sessualmente trasmissibili in un contesto protetto e dedicato nell’ambito del SSN anche senza questo consenso.
Si ricorda che i minorenni possono comunque accedere da soli ai consultori familiari, servizi sul territorio aperti a tutti, anche agli adolescenti, a tutela della salute della famiglia, della coppia e del singolo.
Test HIV e Lavoro
La Legge 135/90 vieta a datrici e datori di lavoro lo svolgimento di indagini volte ad accertare lo stato di positività all’HIV. Nonostante questo, la LILA riceve diverse segnalazioni da parte di persone con HIV in cerca di lavoro, alle quali è richiesto, tra la lista degli esami comuni da fare, anche il test dell'HIV. La richiesta del test è una pratica diffusa, ma si tratta di un abuso non giustificato da rischi reali e dettato da ignoranza e pregiudizi.
I Ministeri della Salute e del Lavoro sottolineano che l’HIV non si trasmette attraverso il contatto occasionale e che la presenza sul luogo di lavoro di persone con HIV non è un rischio per la sicurezza; laddove sussista un rischio professionale, vi è già l’obbligo di adottare precauzioni di carattere universale.
Il test HIV non può dunque essere richiesto indiscriminatamente a tutti i lavoratori e lavoratrici. Nel caso ti venga richiesto il test HIV senza un valido e giustificato motivo, puoi rifiutarti di farlo e denunciare l’abuso.
Sintomi dell'Infezione da HIV
In alcuni casi l’infezione non genera alcun sintomo (sieroconversione asintomatica), in altri casi si manifesta invece una sintomatologia acuta (sindrome acuta retrovirale) che insorge tra i 4 giorni e le 4 settimane successive al contagio e dura solitamente da 1 a 3 settimane. I sintomi più comuni includono febbre, spossatezza, sudori notturni, rigonfiamento dei linfonodi, mal di gola, eruzioni cutanee.
Poiché si tratta di sintomi molto comuni e in parte simili a quelli di una semplice influenza, non c’è motivo di allarmarsi, ma se si manifestano (al di fuori della stagione fredda e) a ridosso di un comportamento sessuale a rischio, è importante fare subito i dovuti accertamenti.
In un primo momento, l’infezione da Hiv può risultare asintomatica o comportare sintomi simili a quelli dell’influenza, che scompaiono nell’arco di massimo due settimane. Una diagnosi precoce è fondamentale per limitare lo sviluppo della malattia che, progredendo, indebolisce il sistema immunitario, diminuendo la capacità dell’organismo di contrastare le infezioni.
HIV e Gravidanza
L’esecuzione del test non è mai obbligatoria, ma le Linee Guida nazionali sul concepimento raccomandano che questo venga prescritto tra gli esami di routine nel corso della gravidanza. Una donna con l’HIV può infatti trasmettere il virus al nascituro o alla nascitura (trasmissione verticale) durante la gravidanza, il parto e l'allattamento al seno. Il rischio può essere estremamente ridotto (<1%) adottando le dovute precauzioni: idonea terapia durante la gravidanza, parto cesareo, allattamento artificiale, idonea terapia al neonato.
Un uomo con l’HIV non può invece trasmettere il virus direttamente ai nascituri, ma è necessario che non lo trasmetta alla futura madre al momento del concepimento. Se avete in progetto di diventare genitori e non conoscete il vostro stato sierologico, non perdete l’occasione di effettuare entrambi il test per l’HIV. La diagnosi precoce è in ogni caso un fattore di grande importanza per prevenire complicazioni alla vostra salute.
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