Analisi del Sangue e Gravidanza: Come Confermare e Monitorare la Tua Salute

Molte donne si chiedono se dalle analisi del sangue è possibile sapere se si è incinta. Le analisi del sangue normali, quindi quelle generiche, non sono in grado di rivelare se siamo in dolce attesa o meno. Esse, infatti, permettono di individuare un eventuale inizio di una malattia, ma non necessariamente il fatto che aspettiamo un bambino.

Quando una donna sospetta di essere in dolce attesa, in genere se ne accerta tramite un test di gravidanza che, con sole poche gocce di urina, misura il livello di un ormone, la gonadotropina corionica umana - Beta HGC, fornendo un risultato attendibile. Per avere la certezza assoluta, però, è meglio sottoporsi a un esame del sangue che misuri lo stesso ormone in maniera più precisa.

Il Ruolo della Beta-HCG

La Beta hcg viene comunemente chiamata l'ormone della gravidanza. Come riporta Santagostino Lab, infatti, è una frazione della gonadotropina corionica umana, l'ormone prodotto dalla placenta per garantire lo sviluppo embrionale. Le Beta hcg possono essere misurate in due modi: attraverso le analisi delle urine o tramite analisi del sangue specifiche. Per le analisi del sangue, invece, esiste un test quantitativo affidabile al 100% in grado di determinare la precisa quantità di Beta hcg nel nostro organismo.

Infatti quello che viene misurato dal test è un ormone: la gonadotropina corionica umana-Beta HGC. Si tratta di una sostanza che viene prodotta immediatamente dopo il concepimento dalla placenta, allo scopo di favorire l’annidamento dell’ovulo fecondato (ovocita) nel tessuto uterino.

Considerando che nelle donne non incinte questo ormone quando non assente, è presente in minime quantità pari e non superiori a 5 Mu/ml (unità biologiche per millilitro), qualunque concentrazione superiore a questa è segno di gravidanza. Il picco massimo di Beta-HCG si raggiunge intorno alla decima settimana.

I test effettuati sul sangue, infatti, non solo riescono a individuare precocemente la presenza di questo ormone (a partire da 10 giorni circa dopo il concepimento), ma rileva anche la quantità di questo ormone nel sangue, permettendo così di datare l’epoca del concepimento. Una crescita troppo lenta di questo valore, inoltre, potrebbe essere il campanello d’allarme di una gravidanza extrauterina.

Come Funziona il Test di Gravidanza?

Usare questi strumenti diagnostici è molto semplice: bastano poche gocce di urina e qualche minuto di attesa per avere un primo responso alquanto attendibile. I valori di beta-HCG aumentano regolarmente con il progredire della gestazione ma solo fino alla 13ma settimana circa, per poi decrescere via via.

Un test di gravidanza si può quindi eseguire già dopo 10 giorni di ritardo dall’ultima mestruazione, ma per avere una conferma definitiva è meglio sottoporsi alle analisi del sangue.

Normalmente i suoi valori si accrescono molto rapidamente raddoppiando ogni 2-3 giorni, per raggiungere il picco massimo tra la 10a e l’11a settimana di gestazione. Pertanto questo indicatore non può essere considerato attendibile, da solo, per rivelare una gravidanza gemellare in fase precoce.

Esami del Sangue Essenziali Durante la Gravidanza

Durante la gravidanza, la salute della madre e del feto è una priorità assoluta. Anche la più felice delle gravidanze va costantemente monitorata al fine di garantirne l’esito migliore per mamma e nascituro/a.

Il nostro SSN prevede una serie di esami obbligatori e gratuiti da eseguire regolarmente durante tutta la gestazione, tra i quali sono ovviamente presenti anche controlli ematici importanti. Oltre ai test di routine - emocromo, glicemia, esami per la funzionalità epatica ecc. - sono necessari specifici test che vedremo nel dettaglio nei paragrafi successivi.

Tabella degli Esami del Sangue in Gravidanza

Di seguito proponiamo una tabella riassuntiva dei principali esami da fare durante la gravidanza, suddivisi per mese o settimana e tipologia di test, per agevolare il monitoraggio della salute della mamma e del feto in ogni fase di questo percorso.

Mese o Settimana Analisi ed Esami da fare in gravidanza
1° mese (4-7 settimane) Esame beta-HCG su sangue (se la conferma è necessaria).
2° mese (8-11 settimane) Ecografia transvaginale iniziale, emocromo completo, gruppo sanguigno e fattore Rh, test di Coombs indiretto, rubeotest, toxotest, glicemia, test per MTS, esame urine completo e urinocoltura.
3° mese (12-15 settimane) Ecografia (translucenza nucale), TRI TEST o NIPT, esami per la fibrosi cistica (se indicato), test per malattie genetiche (se indicato).
4° mese (16-19 settimane) Ecografia morfologica, ripetizione toxotest e rubeotest (se risultati negativi in precedenza), curva da carico di glucosio (OGTT).
5° mese (20-23 settimane) Ecografia morfologica (dettagliata), emocromo e controllo emodiluizione, ripetizione esami precedenti se necessario.
6° mese (24-27 settimane) Ecografia per crescita fetale, ripetizione toxotest, curva da carico di glucosio (per donne a rischio), esame delle urine e urinocoltura.
7° mese (28-31 settimane) Emocromo completo, test di Coombs indiretto (per donne Rh negative), test di funzionalità epatica, ecografia di controllo.
8° mese (32-35 settimane) Ripetizione emocromo completo, toxotest, esami per malattie infettive, test per Streptococco Beta Emolitico, esame delle urine completo e urinocoltura.
9° mese (36-40+ settimane) Ecografia per valutazione liquido amniotico, cardiotocografia, eventuale ripetizione di esami per infezioni da MTS.

I Test TORCH

Il TORCH test è un acronimo che accorpa una combinazione di diversi test ematici anti virali e anti parassitari che vengono eseguiti di norma nelle prime settimane di gestazione, ma che in realtà sarebbe più utile eseguire in fase preconcezionale, ovvero quando si sta programmando una gravidanza. Ciascuno di questi quattro test va a ricercare nel sangue della futura mamma gli anticorpi specifici contro questi agenti infettivi, i quali hanno come caratteristica quella di risultare innocui per la gestante, ma molto pericolosi per il feto.

Dal momento che prevenire è meglio che curare, il consiglio che i medici danno alle donne che non sono ancora incinte, ma che desiderano una gravidanza, è quella di sottoporsi a questi test prima del concepimento, al fine di vaccinarsi in caso di negatività. Questo è il sistema migliore per evitare problemi in futuro. In qualche caso, come vedremo, i test dovranno essere ripetuti anche durante la gestazione.

Interpretazione dei Risultati dei Test TORCH

Dal momento che si rileva nel sangue la presenza di anticorpi, è chiaro che se essi sono assenti, significa che l’aspirante mamma non ha ancora contratto nessuna di queste quattro infezioni, e che è a rischio di contrarla durante la gravidanza. Qualora gli anticorpi fossero invece presenti nel sangue, via libera alla gravidanza, perché significa che la donna ha già contratto le infezioni in questione nel passato e pertanto risulta immunizzata.

C’è una terza possibilità: che una delle infezioni sia in atto al momento del test. Se la gravidanza non è iniziata, è opportuno attendere la completa guarigione.

Toxoplasmosi (TOXO Test)

Iniziamo con il primo dei TORCH test, relativo ad una infezione tanto comune e innocua per un adulto (madre in attesa inclusa) quanto pericoloso per la salute e l’incolumità stessa del feto: la toxoplasmosi. Sicuramente ne avete sentito parlare in relazione ai gatti. È infatti comune tenere lontani questi nostri amici felini dalle donne in gravidanza, e non è un caso. Altra via di trasmissione sono alcuni cibi, come le verdure non lavate ma soprattutto le carni crude o poco cotte.

La malattia in sé, come anticipato, è del tutto trascurabile, e infatti difficilmente ci si accorge di averla contratta.

Come Leggere i Risultati del TOXO Test?

  • IgM e IgG assenti: Significa che la gestante non è mai entrata in contatto con il Toxoplasma gondii e che quindi è a rischio di infezione.
  • IgG presenti, ma IgM assenti: Via libera alla gravidanza
  • IgG assenti e IgM presenti: Infezione in fase acuta
  • IgG e IgM presenti: Infezione in fase avanzata e acuta.

Una specifica importante riguarda la tipologia delle immunoglobuline di classe G. Esse possono essere a “bassa avidità” o ad “alta avidità” con riferimento al legame, più o meno forte, con l’antigene “nemico”. Quando questi anticorpi sono a “bassa avidità” significa che il legame è ancora debole perché recente, quindi parliamo di una prima infezione in fase iniziale. Se le IgG sono, invece, ad alta avidità è perché si stanno riattivando in vista di un contatto nuovo con un antigene già conosciuto in passato (legame forte).

Rosolia (RUBEO Test)

Sordità, cecità, deficit mentali, difetti cardiaci o altro tipo di disabilità sono infatti le possibili conseguenze sul bambino o bambina che siano stati contagiati dal virus della rosolia in fase uterina. Una caratteristica di questa malattia esantematica è che se contratta in forma molto leggera, cosa che accade di frequente, non lascia un’immunità permanente.

Se siete in cerca di una gravidanza (ma non ancora incinte) e volete stare tranquille, potete ugualmente sottoporvi al RUBEO test ed eventualmente vaccinarvi contro il virus per essere sicure di non contrarre l’infezione dopo il concepimento. Se, invece, incinte lo siete già, dovrete eseguire il test per la rosolia, così come gli altri TORCH test, entro la 13a settimana di gestazione.

Come Leggere i Risultati del RUBEO Test?

  • IgG assenti e IgM assenti: Nessuna traccia nel sangue di anticorpi specifici antivirali, pertanto la futura mamma non ha mai avuto la rosolia.
  • IgG presenti e IgM assenti: Nessun rischio per mamma e nascituro/a
  • IgG assenti e IgM presenti: Infezione in fase acuta
  • IgG presenti e IgM presenti: Attenzione massima, con questi valori la rosolia è in fase acuta, pertanto può danneggiare il feto.

In generale il rischio maggiore si corre quando la rosolia viene contratta dalla gestante nelle prime 20 settimane di gravidanza, e in ogni caso il bambino/a nascerà con una forma congenita dell’infezione. Se il contagio tra madre e feto avviene entro le 12 settimane il pericolo che il bambino/a nasca con gravi disabilità è elevato, per ridursi progressivamente.

Citomegalovirus (CMV)

Il Citomegalovirus (sigla CMV) è un virus erpetico che risulta innocuo per gli adulti, ma che se contratto in gravidanza può arrivare al feto e causare danni all’encefalo o provocare epatiti congenite. Per tale ragione è obbligatorio effettuare il controllo ematico della gestante al fine di individuare la presenza o l’assenza degli anticorpi specifici, proprio come accade nel caso della rosolia e della toxoplasmosi.

Come si effettua il test?

  • IgG e IgM assenti: non c’è traccia del virus nel corpo della gestante, la quale non ha mai contratto l’infezione.
  • IgG presenti e IgM assenti: nessun rischio per mamma e nascituro/a.

Come già abbiamo spiegato a proposito del TOXO TEST, le immunoglobuline IgG vengono classificate in base al legame - più o meno forte e quindi più o meno recente - con l’antigene “nemico”. IgG a bassa avidità indicato una infezione presente o contratta da poco tempo, viceversa IgG ad “alta avidità” indicano una infezione pregressa.

Herpes Virus di Tipo 2

Altro importante esame del sangue da programmare durante le prime settimane di gravidanza: il test per la ricerca dell’Herpes virus di tipo 2, definito “genitalis” perché si trova in genere nelle mucose intime di donne e uomini.

  • IgM presenti: segnalano un’infezione erpetica attiva o passata di recente.
  • IgG presenti: questi anticorpi, quando presenti, ci dicono che in passato la futura mamma ha contratto il virus e l’infezione, anche se non attiva al momento. Tuttavia, questo non esclude il rischio che il virus torni a proliferare proprio in gravidanza, quando le difese immunitarie materne tendono ad abbassarsi fisiologicamente.
  • IgG e IgM assenti: Nessuna traccia del virus, né di infezioni recenti.

Dal momento che l’Herpes virus di tipo 2 si trasmette per via sessuale, è necessario che anche il partner della futura mamma si sottoponga al test al fine di evitare un possibile contagio. Infine, può accadere che questo virus, anche qualora rimanesse latente per tutta la durata della gestazione, si riattivi durante il parto naturale.

Sifilide (VDRL TEST)

Se pensavate che la sifilide, la pericolosa malattia venerea provocata dal contagio con il batterio Treponema pallidum, sia un ricordo di tempi andati, un po’ come la tubercolosi, vi sbagliate di grosso. Ecco perché il VDRL TEST è indicato tra quelli obbligatori da effettuare in gravidanza.

  • IgG assenti e IgM assenti: nessuna traccia del batterio patogeno.
  • IgG presenti e IgM presenti: infezione in fase acuta, e anche in questo caso profilassi antibiotica.

Test dell’AIDS

Quando si decide di programmare una gravidanza il test dell’AIDS dovrebbe essere obbligatorio per uomini e donne. Lo è, però, una volta che la gravidanza sia già cominciata.

Epatite B

Questo è un bene, perché il virus di questa grave forma di infezione epatica è pressoché silente finché non abbia prodotto danni seri al nostro fegato, predisponendo peraltro a malattie potenzialmente letali quali il cancro e la cirrosi. In questo sfortunato caso il nuovo nato/a nascerebbe con una epatite congenita cronica. Questo esame del sangue si basa sulla ricerca - nel plasma - sia dell’antigene di superficie “nemico” (proteine HBsAg e HBeAg) che degli anticorpi relativi (HBsAb e HBeAb), più altri anticorpi.

La lettura del risultato è un po’ complessa e i valori devono essere interpretati dal medico perché molto variabili tra di loro. Possono infatti emergere quadri diversi: infezione in atto, infezione cronica, infezione pregressa non risolta, immunità acquisita da infezione guarita nel passato, e persino presenza di virus inattivo (portatori sani di HBsAg).

Altri Esami Importanti

Test di Coombs Indiretto

Se questo fosse accaduto, nessun problema, si può risolvere la questione somministrando alla neo mamma, entro 72 ore dal parto del primo figlio/a, una infusione di immunoglobuline anti D allo scopo di arrestare la produzione degli anticorpi anti eritrocitari.

Test del DNA Fetale

Attenzione, però, gli esiti eventualmente positivi di questo test prenatale non invasivo, per quanto attendibili al 99%, per quanto riguarda le trisomie 18, 21 e 13, vanno comunque confermati da esami strumentali quali la translucenza nucale, il prelievo dei villi coriali (villocentesi) o la amniocentesi, laddove possibile. L’attendibilità è molto alta, pari al 99%.

Sì, ad esempio il test del DNA fetale che rileva le anomalie genetiche e cromosomiche e che si effettua alla decima settimana di gestazione può dirci se avremo un bambino o una bambina con un’attendibilità del 99%. Si tratta di un esame dl sangue non invasivo e non obbligatorio che viene usato per lo screening della sindrome di Down (trisomia 21) e altre alterazioni genetiche e cromosomiche, isolando e analizzando frammenti del DNA fetale presenti nel campione di sangue materno.

Il prelievo si effettua dalla decima settimana di gravidanza e ha un’attendibilità elevata, tra il 95 e il 98%. Ma attenzione, il risultato positivo o negativo non ci dice che il feto abbia effettivamente le sindromi o le malattie genetiche rilevate, ma solo la percentuale di rischio. Più accurate sono indagini strumentali invasive come l’amniocentesi o la villocentesi.

In un articolo pubblicato sulla rivista scientifica European Journal of Epidemiology si può leggere che i livelli di hcg nel sangue possono variare notevolmente tra le donne con gravidanze normali. La decima settimana di gestazione rappresenta invece il picco della presenza di questo ormone nel nostro organismo, che poi tende a diminuire fino alla sedicesima settimana e quindi rimanere abbastanza stabile fino al termine della gravidanza.

Altri Esami

  • esame emocromocitometrico, con anticorpi anti eritrociti e toxoplasmosi
  • Ecografia ostetrica (solo in caso di patologia fetale e/o annessiale o materna).
  • Emocromo completo, toxoplasmosi, test per alcune malattie sessualmente trasmissibili (sifilide, HIV, epatite B), esame delle urine completo con urinocoltura
  • Tampone per la valutazione della presenza dello Streptococco Beta Emolitico di gruppo B (può rappresentare un pericolo per il neonato al momento della nascita).
  • Ecografia ostetrica per la valutazione quantitativa del liquido amniotico.
  • Cardiotocografia esterna, utilizzata in gravidanza per monitorare il benessere fetale in prossimità del parto e durante il travaglio.

Informazioni Aggiuntive

Cosa Influisce sui Livelli di HCG?

In un articolo pubblicato sulla rivista scientifica European Journal of Epidemiology si può leggere che i livelli di hcg nel sangue possono variare notevolmente tra le donne con gravidanze normali. La decima settimana di gestazione rappresenta invece il picco della presenza di questo ormone nel nostro organismo, che poi tende a diminuire fino alla sedicesima settimana e quindi rimanere abbastanza stabile fino al termine della gravidanza.

Come riporta Santagostino Lab, infatti, è una frazione della gonadotropina corionica umana, l'ormone prodotto dalla placenta per garantire lo sviluppo embrionale.

Interpretazione dei risultati

I risultati dell’esame beta-hCG vengono misurati in milliunità internazionali per millilitro (mIU/ml). L’intervallo di riferimento normale per l’hCG è inferiore a 5 mIU/ml.

L’altezza dei tuoi livelli di hCG dipenderà da quanto sei incinta. Nelle prime settimane di gravidanza, i livelli di hCG aumentano raddoppiando ogni 1,2-2 giorni.

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