Dagli Esami del Sangue Si Vede la Gravidanza Quando?

Gli esami del sangue in gravidanza sono fondamentali per monitorare l'adattamento del corpo della donna alla gestazione. Ovviamente, la semplice lettura dei valori del sangue non basta per comprendere ogni aspetto della salute di mamma e bambino, ma permette di indirizzare verso ulteriori esami solo le donne che ne hanno bisogno. Questo è un aspetto molto importante da sottolineare, poiché l'eccesso di medicalizzazione può accrescere nelle gestanti il senso di inadeguatezza e l’ansia verso ulteriori accertamenti.

È molto importante seguire il calendario degli esami del sangue prestabilito dal professionista che segue la gestazione. Gli esami saranno prescritti in base alla settimana di gravidanza - non ai trimestri - e all’eventualità che la donna debba sottoporsi a ulteriori approfondimenti.

Come si conferma una gravidanza?

Ma come si fa a sapere se c’è una gravidanza? Intanto non compare il ciclo mestruale. A questo punto viene effettuato un test di gravidanza, meglio se ematico perché ricerca la presenza di un ormone placentare: la beta HCG o gonadotropina corionica umana specifica della gravidanza.

La beta HCG è un ormone prodotto precocemente dalla seconda settimana di sviluppo dalle cellule del sinciziotrofoblasto e risulta dunque dosabile nelle urine dopo circa 10 giorni dal concepimento e nel sangue della mamma dopo la prima settimana circa dalla fecondazione. L'analisi delle urine fornisce una risposta qualitativa (ossia evidenzia se si è incinte oppure no), mentre l'esame ematico permette anche una valutazione di tipo quantitativo, poiché indica in modo preciso la concentrazione dell'ormone presente al momento del test di gravidanza.

Test di gravidanza: urine vs sangue

Se vengono usati correttamente, i test di gravidanza a uso domestico sono considerati affidabili fino al 99% e possono fornire una prima indicazione per confermare o escludere il concepimento. I test di gravidanza disponibili in commercio sono basati su uno stesso semplice principio: se è avvenuto il concepimento, fin dalle prime settimane, è possibile individuare la presenza della gonadotropina corionica umana (HCG, Human Chorionic Gonadotropin) nel sangue o nelle urine.

Quest'ormone è rilevabile solo se la donna è incinta, in quanto viene prodotto dal trofoblasto, cioè da quelle cellule pre-embrionali che daranno poi origine alla placenta. Per questo motivo, il beta-HCG viene denominato anche ormone della gravidanza. La sintesi della gonadotropina corionica umana inizia nel momento in cui si verifica l'annidamento dell'ovulo fecondato nell'utero, vale a dire una settimana circa dopo il concepimento (per questo motivo, occorre qualche giorno affinché sia dosabile). La funzione del beta-HCG è quella di provvedere al mantenimento della gravidanza, favorendo un ambiente ormonale e tissutale adeguato allo sviluppo dell'embrione.

Una volta iniziata la produzione di tale ormone, la sua concentrazione raddoppia ogni due giorni. Il beta-HCG presenta un picco 60-70 giorni dopo la fecondazione, quindi diminuisce per rimanere a un livello minimo per il resto della gestazione. Questo significa che potrebbe essere eseguita la sua rilevazione ancor prima che la donna possa verificare un ritardo delle mestruazioni. Appena viene secreto, l'ormone entra nella circolazione sanguigna e viene eliminato con le urine.

Esami del sangue nel primo trimestre

In genere, una volta ottenuto il risultato positivo del test di gravidanza fai da te, va eseguito un esame di laboratorio per confermare l’avvenuta fecondazione e iniziare il percorso di visite con uno specialista.

Ecco alcuni degli esami principali eseguiti durante il primo trimestre:

  • 7^ settimana di gravidanza: esame per il gruppo sanguigno e fattore Rh, test di Coombs indiretto, esame emocromocitometrico completo con conta delle piastrine, dosaggio delle emoglobine per individuare eventuali anomalie, rubeotest, toxotest, ricerca degli anticorpi contro l’epatite C (HcVAb) e contro l’HIV (HIVAb), glicemia, e test sierologici per la sifilide (TPHA e VDRL).
  • Oltre al prelievo di sangue: sarà necessario effettuare un esame delle urine e un’urinocoltura per verificare la presenza di malattie infettive (Chlamydia trachomatis, Neisseria gonorrhoeae).
  • Tra le 9 e le 11+5 settimane di gravidanza: esami del sangue per la proteina hCG e la PAPP-A . Il dosaggio di queste due proteine placentari si esegue per calcolare il rischio di anomalie cromosomiche nel bambino, in associazione allo studio della traslucenza nucale (da eseguire durante l’ecografia del primo trimestre).

I primi esami del sangue fotografano la condizione di partenza della mamma e rappresentano i livelli di riferimento per le valutazioni successive. Nel primo trimestre, insieme all’emocromo vengono effettuati anche esami per identificare alcune malattie infettive. In caso di positività della donna esistono percorsi dedicati che permettono di intervenire tempestivamente. La valutazione del gruppo sanguigno e del fattore Rh è necessaria invece per individuare le donne con fattore Rh negativo, che potrebbero avere problemi nelle gravidanze successive. In questi casi è prevista la somministrazione di immunoglobuline anti-Rh a 27 settimane di gravidanza circa, per impedire al sistema immunitario della mamma di sviluppare anticorpi che potrebbero danneggiare i globuli rossi del bambino, soprattutto nelle gravidanze successive.

All’inizio della gravidanza si può consigliare anche di dosare gli anticorpi per il CMV (citomegalovirus) per testare la situazione di immunità materna.

Esami del sangue nel secondo trimestre

Entro la 18.ma settimana viene eseguita la glicemia con curva da carico in presenza di fattori di rischio e a 19 e 24 settimane il dosaggio degli anticorpi per toxoplasmosi. Entrambi gli esami, il toxotest e la curva da carico di glucosio andranno ripetuti entro la 28.ma settimana, in caso di negatività.

Nel secondo trimestre, sempre secondo lo stesso decreto ministeriale, sono raccomandati ulteriori esami e analisi per garantire il monitoraggio continuo della gravidanza.

  • Dalla 14° alla 18° settimana:Esami del sangue ripetibili per escludere le possibili infezioni da rosolia e toxoplasmosi (una malattia infettiva spesso asintomatica, ma che può portare ad aborti spontanei, parti prematuri e ritardi nella crescita intrauterina);Test per il diabete gestazionale (curva da carico di glucosio), se a rischio e in base alla disposizione del professionista che sta seguendo la donna in gravidanza.
  • Dalla 19° alla 23° settimana:Ecografia morfologica per la diagnosi di eventuali anomalie fetali;Esame del sangue per la toxoplasmosi.
  • Tra le 14 e le 18+6 settimane di gravidanza: Viene ripetuto il prelievo ematico per il toxotest e rubeotest in caso al primo prelievo fossero risultati negativi.
  • Tra le 16 e le 18+6 settimane di gravidanza: Si analizza la curva glicemica (OGTT). Questo esame, che prevede di analizzare il dosaggio della glicemia dopo aver bevuto una soluzione molto concentrata con glucosio, serve per individuare o escludere il diabete gestazionale. Viene eseguito in questo momento della gravidanza solo alle donne con alcuni fattori di rischio nella loro storia clinica (precedente gravidanza con diabete gestazionale, obesità, valori glicemici alti a inizio gravidanza).

Tra le 19 e le 23+6 settimane di gravidanza si ripete il toxotest in caso di negatività.

Esami del sangue nel terzo trimestre

Nel terzo trimestre, l’attenzione degli esami da effettuare si concentra sulla preparazione al parto e sul monitoraggio costante dello stato di salute di mamma e feto.

  • Tra le 24 e le 27+6 settimane di gravidanza: viene effettuato un esame delle urine e ripetuto il toxotest in caso di negatività. Per le donne di età superiore ai 35 anni, con un precedente figlio di peso superiore ai 4.500 g alla nascita, con indice di massa corporea superiore a 25, con un parente di primo grado con diabete di tipo 2 o con famiglia originaria di zone ad alta prevalenza di diabete (Asia meridionale, Caraibi, Medio Oriente), viene eseguito l’esame per analizzare la curva glicemica descritto sopra. Ripetono questo esame anche le donne risultate negative alla curva tra le 16 e le 18 settimane.
  • Tra le 27 e le 29+6 settimane di gravidanza: si effettua un nuovo prelievo di sangue per ripetere il test di Coombs indiretto nelle donne con fattore Rh negativo.
  • Tra le 28 e le 32+6 settimane di gravidanza: viene controllato il conteggio delle piastrine tramite l’esame emocromocitometrico e in caso di negatività si ripete il toxotest.
  • Tra le 35 e le 37+6 settimane di gravidanza: è previsto un esame emocromocitometrico completo, un esame delle urine e si ripete il toxotest in caso di negatività. Questi sono gli ultimi esami del sangue che vengono effettuati e saranno anche quelli da presentare presso il punto nascita scelto.

Dalla 28° alla 32° settimana: Esame emocromocitometrico, con anticorpi anti eritrociti e toxoplasmosi; Ecografia ostetrica (solo in caso di patologia fetale e/o annessiale o materna).

Dalla 33° alla 37° settimana: Emocromo completo, toxoplasmosi, test per alcune malattie sessualmente trasmissibili (sifilide, HIV, epatite B), esame delle urine completo con urinocoltura; Tampone per la valutazione della presenza dello Streptococco Beta Emolitico di gruppo B (può rappresentare un pericolo per il neonato al momento della nascita).

Emodiluizione e altri fattori

L’emocromo è l’esame che permette di seguire al meglio questo cambiamento, e per tale ragione viene ripetuto più volte nel corso dei mesi. L’emodiluizione è il riflesso di una buona funzionalità placentare e il picco di questo processo risulta visibile intorno al secondo trimestre.

Gli esami delle urine, eseguiti solitamente a inizio gravidanza insieme al primo prelievo del sangue, hanno invece l’obiettivo di identificare le infezioni urinarie anche asintomatiche da trattare con antibiotici, per evitare complicazioni nel corso della gravidanza.

Tabella riassuntiva degli esami in gravidanza

Di seguito è presentata una tabella riassuntiva dei principali esami da effettuare durante la gravidanza, suddivisi per mese o settimana e tipologia di test:

Mese o Settimana Analisi ed Esami da fare in gravidanza
1° mese (4-7 settimane) Esame beta-HCG su sangue (se la conferma è necessaria).
2° mese (8-11 settimane) Ecografia transvaginale iniziale, emocromo completo, gruppo sanguigno e fattore Rh, test di Coombs indiretto, rubeotest, toxotest, glicemia, test per MTS, esame urine completo e urinocoltura.
3° mese (12-15 settimane) Ecografia (translucenza nucale), TRI TEST o NIPT, esami per la fibrosi cistica (se indicato), test per malattie genetiche (se indicato).
4° mese (16-19 settimane) Ecografia morfologica, ripetizione toxotest e rubeotest (se risultati negativi in precedenza), curva da carico di glucosio (OGTT).
5° mese (20-23 settimane) Ecografia morfologica (dettagliata), emocromo e controllo emodiluizione, ripetizione esami precedenti se necessario.
6° mese (24-27 settimane) Ecografia per crescita fetale, ripetizione toxotest, curva da carico di glucosio (per donne a rischio), esame delle urine e urinocoltura.
7° mese (28-31 settimane) Emocromo completo, test di Coombs indiretto (per donne Rh negative), test di funzionalità epatica, ecografia di controllo.
8° mese (32-35 settimane) Ripetizione emocromo completo, toxotest, esami per malattie infettive, test per Streptococco Beta Emolitico, esame delle urine completo e urinocoltura.
9° mese (36-40+ settimane) Ecografia per valutazione liquido amniotico, cardiotocografia, eventuale ripetizione di esami per infezioni da MTS.

Beta HCG: l'ormone della gravidanza

La Beta hcg viene comunemente chiamata l'ormone della gravidanza. Come riporta Santagostino Lab, infatti, è una frazione della gonadotropina corionica umana, l'ormone prodotto dalla placenta per garantire lo sviluppo embrionale. Le Beta hcg possono essere misurate in due modi: attraverso le analisi delle urine o tramite analisi del sangue specifiche.

Per le analisi del sangue, invece, esiste un test quantitativo affidabile al 100% in grado di determinare la precisa quantità di Beta hcg nel nostro organismo. In un articolo pubblicato sulla rivista scientifica European Journal of Epidemiology si può leggere che i livelli di hcg nel sangue possono variare notevolmente tra le donne con gravidanze normali.

La decima settimana di gestazione rappresenta invece il picco della presenza di questo ormone nel nostro organismo, che poi tende a diminuire fino alla sedicesima settimana e quindi rimanere abbastanza stabile fino al termine della gravidanza.

Valori di riferimento Beta HCG

Qui di seguito possiamo leggere quali sono i valori di beta hcg in base alle settimane gestazionali.

Quando le beta possono sbagliare?

Un test effettuato troppo precocemente potrebbe dare luogo a risultati falsamente negativi, quando la concentrazione di HCG non ha raggiunto livelli rilevabili.

Cosa fare in caso di gravidanza ectopica?

Quando il clinico sospetta una gravidanza extrauterina, potrebbe prescrivere anche il test dei livelli di progesterone. I livelli di HCG vanno monitorati periodicamente in seguito ai trattamenti terapeutici per la gravidanza ectopica. Il fatto che nel sangue siano ancora riscontrabili beta HCG potrebbe voler dire che il tessuto ectopico non è stato ancora completamente rimosso.

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