D-Dimero e Ferritina Alta: Cause e Significato Clinico

Questo articolo esplora le cause e il significato clinico di livelli elevati di D-dimero e ferritina, due importanti marcatori biologici valutati attraverso esami del sangue.

Ferritina: Un Indicatore delle Riserve di Ferro

La ferritina è la principale proteina di deposito del ferro all'interno delle cellule. La sua struttura è formata da un complesso di elementi più piccoli (detti subunità), che si uniscono a formare una specie di guscio, all'interno del quale viene immagazzinato il ferro.

La ferritina è contenuta prevalentemente nelle cellule; qui accumula il ferro e lo rilascia in caso di necessità, rendendolo rapidamente utilizzabile da parte dell'organismo. Una minima parte di ferritina è presente transitoriamente anche nella circolazione sanguigna. La ferritina è un complesso ferro-proteico che si trova in tutti i tessuti, ma particolarmente nel fegato, nella milza, nel midollo osseo e nei muscoli scheletrici.

Ritroviamo piccole quantità di ferritina anche nel plasma, valutabili mediante il cosiddetto dosaggio della ferritinemia. Questo esame è molto importante, poiché la concentrazione di ferritina nel sangue rispecchia l'entità delle riserve corporee di ferro. La funzione primaria della ferritina è, infatti, quella di costituire un deposito del minerale nell'organismo.

A differenza di quello legato ad un secondo composto organico ferro-proteico, detto emosiderina, il ferro associato alla ferritina è rapidamente mobilizzabile. Il dosaggio della ferritina plasmatica (ferritinemia) è impiegato principalmente per quantificare le riserve di ferro presenti nell'organismo.

I valori normali di ferritina oscillano tra 15-300 nanogrammi/ml. Un alto livello di ferritina può essere dovuto a un eventuale sovraccarico di ferro. Nel caso quest'ipotesi venga esclusa, andranno valutate tutte le cause che possono determinarne un incremento aspecifico: stati infiammatori acuti e cronici, alterazioni epatiche, infezioni, alcolismo e neoplasie.

Un basso livello di ferritina nel sangue è ritenuto l'indicatore più precoce di un impoverimento dei depositi del minerale. Più precisamente, una ferritina bassa (22 ng/ml), associata a valori alterati di emoglobina ed ematocrito, e in presenza di globuli rossi di piccole dimensioni e meno pigmentati della norma (microcitici e ipocromici), indica un'anemia sideropenica (cioè causata da carenza di ferro).

Altra causa comune di ipoferritinemia è un incremento delle perdite o del fabbisogno (ipermenorrea, sanguinamenti del tratto gastro-intestinale e gravidanza). Attenzione! A seconda del tipo di tecnica utilizzata dal laboratorio, i valori della ferritinemia possono essere leggermente diversi.

Fattori che influenzano i livelli di ferritina

  • Età: normalmente, i livelli medi di ferritina sono lievemente più elevati alla nascita (400 ng/mL) e verso i due mesi di vita si arriva a circa 600 ng/mL.
  • Sesso: i valori di ferritina sono più alti nell'uomo, mentre risultano più bassi nella donna prima della menopausa.
  • Diminuzione: i livelli della ferritina tendono a scendere in gravidanza, soprattutto a partire dal terzo mese. Una diminuzione dei valori di riscontra anche nelle persone che praticano un'attività fisica intensa e regolare.
  • Alcolismo.

La diminuzione dei valori della ferritina nel sangue (ipoferritinemia) indica che le riserve di ferro sono scarse. L'esame della ferritina plasmatica viene effettuato su un campione di sangue venoso, in genere prelevato nella piega del gomito. Il dosaggio della ferritina nel sangue è comunemente utilizzato per identificare gli stati di sovraccarico o di carenza di ferro.

In presenza di una carenza di ferro, la ferritina sierica è quasi sempre inferiore a 20 microgrammi su litro, mentre in condizioni di sovraccarico si possono riscontrare anche valori molto elevati, vicini a 5 mila microgrammi su litro.

D-dimero: Un Marcatore di Attivazione della Coagulazione

Il D-dimero è un prodotto di degradazione della fibrina, una proteina responsabile della formazione di coaguli (trombi) nei vasi sanguigni. In ambito clinico, la determinazione del D-dimero nel sangue si inserisce nell'iter diagnostico della trombosi venosa profonda e dell'embolia polmonare.

Il D-dimero è il più noto e caratteristico prodotto degradativo dei polimeri stabilizzati di fibrina. Dopo aver tamponato l'emorragia, il coagulo di fibrina deve necessariamente essere rimosso.

Purtroppo in varie condizioni, patologiche e non, questo equilibrio viene perduto e - a seconda che la bilancia penda dalla parte del primo o del secondo piatto - si possono avere malattie trombotiche (eccessiva coagulabilità del sangue) o emorragiche (insufficiente coagulabilità del sangue). Il D-dimero rappresenta un marcatore laboratoristico di ipercoagulabilità. La valutazione di tale parametro può essere utilizzata per la diagnosi di patologie che possono portare a un'eccessiva coagulazione o alla tendenza alla formazione inappropriata di coaguli.

La determinazione del D-dimero ne misura la concentrazione plasmatica. Per tale applicazione, al medico non interessa sapere se un valore è normale o patologico riferendosi a una popolazione sana (come accade per altri test), ma valuta se si possa escludere che il paziente abbia una malattia trombotica. Se i valori di D-dimero sono normali si può con ragionevole certezza escludere la trombosi venosa profonda o l'embolia polmonare, come causa dei disturbi.

Nel sospetto di trombosi venosa profonda, verrà richiesto un ecocolordoppler degli arti inferiori. Il D-dimero non è presente in condizioni fisiologiche nel sangue umano (o, più correttamente, è presente in concentrazioni bassissime); pertanto, esso non ha una funzione biologica specifica.

I livelli di D-dimero possono essere utilizzati anche come supporto alla diagnosi di coagulazione intravascolare disseminata (CID) e per monitorarne il trattamento terapeutico a intervalli regolari.

Il limite dell'esame del D-Dimero è legato alla sua bassa specificità: valori elevati del parametro possono essere riscontrati anche in caso di gravidanza, tumori, recenti interventi chirurgici, traumi o infezioni.

Da ricordare L'esito del test può indicare un significativo incremento della formazione di coaguli (trombi) e della loro degradazione, senza però indicarne la causa. Pertanto, un risultato positivo è suggestivo, ma non diagnostico per una patologia trombotica.

Fattori che influenzano i livelli di D-dimero

  • Età: Va sottolineato che la concentrazione del D-dimero aumenta con l’età, pertanto la sua accuratezza diagnostica è di conseguenza inferiore nei soggetti anziani.
  • Condizioni fisiologiche e patologiche: In alcuni casi l’esame può risultare positivo nonostante non vi siano tromboembolismi in corso.
  • Soglia diagnostica: Nota: la soglia diagnostica può cambiare in funzione di età, sesso e strumentazione in uso. Inoltre, i diversi metodi utilizzati nei laboratori ospedalieri per misurare quantitativamente il D-dimero rendono i risultati non confrontabili. Per questo motivo, è preferibile consultare i range riportati direttamente sul referto.

L’esame viene richiesto dal Medico, solitamente in regime di urgenza o emergenza, qualora sospetti gravi condizioni legate alla patologia tromboembolica. Premesso che piccole variazioni dagli intervalli di riferimento possono anche essere privi di di significato clinico, valori aumentati di D-dimero sono da considerarsi anormali, ma non sono indicativi di una specifica condizione patologica.

Interpretazione Combinata di D-dimero e Ferritina

L'interpretazione combinata dei livelli di D-dimero e ferritina può fornire informazioni più complete sullo stato di salute di un individuo. Ad esempio, in pazienti con malattie infiammatorie croniche, sia il D-dimero che la ferritina possono essere elevati, riflettendo l'attivazione della coagulazione e l'aumento delle riserve di ferro associate all'infiammazione.

Tabella riassuntiva dei fattori che influenzano D-dimero e ferritina

Fattore Effetto sul D-dimero Effetto sulla ferritina
Età avanzata Aumento Aumento
Gravidanza Aumento Diminuzione
Infiammazione Aumento Aumento
Infezioni Aumento Aumento
Trombosi Aumento Nessun effetto diretto
Emocromatosi Nessun effetto diretto Aumento
Anemia sideropenica Nessun effetto diretto Diminuzione

E' sempre bene comunque rivolgersi al medico curante ed eventualmente ad un centro specialistico.

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