Curcuma e Colesterolo: Benefici e Proprietà

La curcuma, nota anche come "Curcuma longa", è una spezia originaria dell'India, utilizzata da sempre non solo come condimento, ma anche come preparato terapeutico nella Medicina ayurvedica e in quella tradizionale cinese. È considerata una pianta beneaugurante e un simbolo di prosperità. Il termine "Curcuma" deriva dal termine indiano-persiano “Kour Koum”, che significa zafferano, ed è infatti nota anche come zafferano delle Indie.

Come tutte le spezie, è molto sensibile al calore, alla luce e a valori di pH superiori a 5 ed è caratterizzata da una scarsa solubilità in acqua, cosa che rende la sua biodisponibilità molto bassa. Come per tutti gli estratti vegetali, la sua composizione può cambiare in funzione delle varietà della pianta, del luogo di coltivazione, del processo di estrazione e di molti altri fattori. I componenti principali della curcuma sono la curcumina, responsabile della maggior parte delle attività terapeutiche e del tipico colore giallo, e il tumerone, che gli conferisce il noto sapore pungente. La curcuma contiene anche flavonoidi e diversi composti fenolici.

Proprietà Nutrizionali della Curcuma

La curcuma è ricca di nutrienti essenziali. 100 grammi di polvere essiccata e macinata apportano 354 calorie, oltre a:

  • 9,88 grammi di grassi (saturi, monoinsaturi e polinsaturi)
  • 65 grammi di carboidrati
  • 7,83 grammi di proteine
  • 21,10 grammi di fibre

Curcuma e Colesterolo: Un Legame Benefico

Uno dei benefici più notevoli della curcuma è legato al colesterolo e alla salute del cuore. Questa spezia contiene, infatti, una buona dose di fibre che aiutano l’organismo nella digestione e nel controllo dei livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue. Il vantaggio? Si evita la formazione di depositi di grasso nei vasi sanguigni e il rischio di infarto, ictus e altre pericolose patologie cardiache.

Le fibre e gli effetti ipolipemizzanti derivanti dalla composizione della curcuma facilitano l’eliminazione delle tossine e dei grassi contenuti nel colesterolo cattivo. Gli studi scientifici e medici confermano queste proprietà, anzi, evidenziano che la curcumina stimola il fegato a produrre la bile, coadiuvando così la digestione dei grassi e il loro assorbimento. Inoltre, l’utilizzo della curcumina ha contribuito a ridurre i livelli di colesterolo LDL (il cosiddetto “colesterolo cattivo”) e ad aumentare quelli del colesterolo HDL (quello buono).

Studi Clinici Sugli Effetti della Curcumina

Le prime ricerche scientifiche sull’azione della curcumina sulle Sindromi metaboliche (Diabete, Ipercolesterolemia e Ipertrigliceridemia) risalgono all’inizio degli anni Settanta, quando un gruppo di Ricercatori indiani scoprì un abbassamento dei livelli di glicemia nei Pazienti trattati con questo estratto. Da allora i molteplici studi che sono seguiti, sia clinici che in vivo, hanno dato risultati molto incoraggianti: in tutti i Pazienti trattati si è visto un miglioramento del profilo glicemico, della sensibilità all’insulina e una riduzione del rischio di Aterosclerosi.

In uno studio specifico, 65 pazienti con sindrome metabolica sono stati assegnati random a due gruppi: uno ha assunto curcumina (630 mg tre volte al giorno) e l'altro un placebo. Dopo 12 settimane, nel gruppo con curcumina si è registrato un aumento del colesterolo HDL e una diminuzione del colesterolo LDL.

Nello studio è stata registrata anche una diminuzione dei trigliceridi di 65 mg/dl. Nell’analisi dei sottogruppi è stata osservata una maggiore riduzione del colesterolo totale fra i maschi e un maggiore incremento di C-HDL fra le donne con, in entrambi i casi, una riduzione del rapporto colesterolo totale/HDL-C.

Gli autori osservano che l’assunzione giornaliera di 1890 mg di curcumina per 12 settimane in pazienti con sindrome metabolica è risultata associata a un effetto ipolipemizzante, non ha però migliorato il peso corporeo e l’omeostasi del glucosio. Il consumo quotidiano di curcumina potrebbe quindi essere una risorsa per modificare i parametri colesterolo-correlati, soprattutto in pazienti con sindrome metabolica.

Tabella: Effetti della Curcumina sui Parametri Lipidici

Parametro Lipidico Variazione nel Gruppo Curcumina
Colesterolo HDL (C-HDL) Aumento da 40,96 ± 8,59 a 43,76 ± 2,79 mg/dl (p < 0,05)
Colesterolo LDL (C-LDL) Diminuzione da 120,55 ± 36,81 a 106,51 ± 25,02 mg/dl (p < 0,05)
Trigliceridi Diminuzione di 65 mg/dl

Come Assumere la Curcuma per Abbassare il Colesterolo

La dose consigliata di curcuma è di 2-4 grammi al giorno, ovvero due cucchiaini da caffè (se assunta in polvere). La curcuma si può acquistare anche in integratori: in questo caso, il consiglio è quello di non superare mai le 1-2 capsule al giorno. Prima di assumere integratori ogni giorno è preferibile chiedere indicazioni al proprio medico perché le dosi possono variare da persona a persona, in base alle diverse patologie. Per esempio, la curcuma è sconsigliata a chi accusa calcoli alla colecisti e problematiche alle vie biliari perché appesantisce il lavoro dei reni.

La curcuma si può assumere sia in polvere che in capsule. Quando è in polvere, questa spezia si può utilizzare in cucina in svariati modi. Ad esempio, si possono aggiungere due cucchiaini di spezia alle zuppe calde, ai piatti di pesce, al tofu o al seitan. Basta un cucchiaino di curcuma per trasformare il tè, la tisana della sera o l’infuso di frutta in un vero toccasana. Ma va aggiunta solo quando la bevanda si è raffreddata. La curcuma con la frutta è un altro ottimo abbinamento, soprattutto quando si creano golosi e sani estratti, magari aggiungendo anche qualche verdura.

Un consiglio: aggiungi sempre la curcuma a fine cottura per beneficiare al massimo di tutte le sue preziose proprietà!

Altri Benefici della Curcuma per la Salute

La curcuma contiene la curcumina (una molecola attiva dall’azione positiva per la salute), oli essenziali e altri componenti chimici, tra cui la demetoxicurcumina e la bisdemetoxicurcumina. Questa composizione agisce positivamente sull’organismo rendendo la curcuma un ottimo antinfiammatorio e antiossidante. Non solo, la medicina orientale la utilizza spesso per contrastare la formazione di gas intestinali, come antimicrobico (soprattutto in presenza di ferite), e la reputa un ottimo rimedio per i disturbi legati allo stomaco e al fegato.

La spezia contiene anche diverse vitamine del gruppo B (che sostengono il metabolismo), potassio (ottimo per mantenere inalterata la salute cardiovascolare) e vitamina K (dall’azione antiossidante). Recentemente, poi, il Centro nazionale per la salute complementare e integrativa (NCCIH) degli Stati Uniti ha dimostrato che la curcuma può essere un buon coadiuvante nella terapia antitumorale e che può ridurre gli effetti collaterali della chemioterapia.

Precauzioni e Controindicazioni

Nonostante i numerosi benefici della curcumina, è importante sapere che anche essa può presentare alcune controindicazioni. Se assunta in dosi eccessive o in alcune situazioni, può essere pericolosa. Per esempio, la curcuma è sconsigliata a chi accusa calcoli alla colecisti e problematiche alle vie biliari perché appesantisce il lavoro dei reni.

In conclusione, la curcuma si rivela un prezioso alleato per la salute cardiovascolare e il benessere generale.

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