Malattia di Crohn: Esami del Sangue Necessari per la Diagnosi e il Monitoraggio

La malattia di Crohn è una delle malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) più diffuse. Si stima che in Italia circa 70.000 persone ne siano affette. Generalmente, si manifesta tra i 20 e i 30 anni, ma può presentarsi anche in età infantile e adolescenziale.

La malattia di Crohn è caratterizzata da un'infiammazione cronica che può interessare tutto il tratto gastrointestinale, dalla bocca all'ano. Più comunemente, colpisce l'ultimo tratto dell'intestino tenue (ileo) e/o il colon. L'infiammazione prolungata del colon e del retto può incrementare il rischio di sviluppare un cancro del colon, anche se solo pochi pazienti sono a rischio. Tale rischio può essere minimizzato o evitato con una adeguata sorveglianza clinica. Fortunatamente, la malattia alterna periodi di attività a periodi di remissione, anche prolungati. Generalmente durante la fase di remissione i pazienti non hanno limitazioni alimentari e possono svolgere una regolare attività fisica.

Sintomi e Diagnosi della Malattia di Crohn

Poiché la malattia di Crohn si presenta in diverse varietà e con sintomi di interpretazione non sempre facile, la diagnosi risulta spesso tardiva. A volte, soprattutto nei giovani, i sintomi vengono inizialmente interpretati come secondari a Sindrome dell’Intestino Irritabile. Mediamente, infatti, la diagnosi del morbo di Crohn viene fatta a 3 anni dall’insorgenza dei primi sintomi.

La malattia di Crohn può manifestarsi in maniera diversa a seconda delle localizzazioni intestinali interessate. In alcuni casi chi soffre di morbo di Crohn ha pochi sintomi spesso anche aspecifici, e la malattia viene scoperta in seguito ad indagini effettuate per altri motivi.

I sintomi più frequenti sono:

  • Diarrea cronica, che persiste per più di 4 settimane, anche notturna, associata a dolori e crampi addominali, talvolta con perdite di sangue misto alle feci, e con qualche linea di febbre
  • Dolori addominali
  • Inappetenza e perdita di peso
  • Dolori articolari

Si possono verificare anche dei sintomi extraintestinali: la colangite sclerosante, malattie dermatologiche quali l’eritema nodoso, sintomi oculari quali l’uveite, o malattie reumatologiche quali l’artrite e la sacro ileite.

La diagnosi della malattia di Crohn è istologica. Quindi l’esame endoscopico rappresenta l’indagine di elezione per la diagnosi della stessa.

Esami Strumentali Utili

Gli esami strumentali che possono essere utili nella diagnostica sono:

  • L’ecografia intestinale che è l’esame di prima linea, soprattutto nei pazienti giovani. Non è invasiva, non è dolorosa e permette di avere il sospetto o talora permette di fare diagnosi di Morbo di Crohn.
  • Fondamentale è la colonscopia totale con l’esplorazione dell’ileo terminale con l’effettuazione di biopsie multiple dei vai tratti intestinali per avere la conferma istologica di malattia infiammatoria intestinale, che peraltro non è sempre facile nelle forme lievi o quiescenti.
  • Esami di secondo livello sono l’Entero risonanza magnetica, che permette di non essere sottoposti a radiazioni (importante soprattutto nei pazienti giovani) o l’entero TC.
  • In caso di complicanze quali ascessi (raccolta di pus in una cavità addominale), può essere indicato effettuare una risonanza magnetica o una TC.

Quali Esami del Sangue Fare con una MICI?

Grande importanza è rivestita anche dagli esami di laboratorio: queste indagini, eseguite principalmente su sangue e su feci, consentono di valutare le condizioni fisiche generali e di verificare che la malattia non stia causando alterazioni all'organismo degne di nota. Nessun esame di laboratorio identifica in modo specifico il morbo di Crohn, ma gli esami del sangue possono evidenziare:

  • anemia;
  • deciso aumento del numero dei globuli bianchi;
  • bassi livelli della proteina albumina;
  • altri segni di infiammazione come elevata velocità di eritrosedimentazione o aumentato livello della proteina C-reattiva.

Tra gli esami di laboratorio utili a monitorare lo stato della malattia di Crohn o della rettocolite ulcerosa, anche in periodi di remissione, possiamo citare i seguenti:

  1. Emocromo completo: Si tratta di un esame completo che determina la quantità dei globuli bianchi e rossi e i livelli dei vari componenti del sangue, come l'ematocrito e l'emoglobina insieme a diversi altri parametri. Questo esame è utile anche per rilevare un'anemia legata a eventuali sanguinamenti importanti.
  2. Valori metabolici: Come colesterolo e trigliceridi, sono utili alla valutazione dello stato di salute complessivo.
  3. PCR (proteina C reattiva): Si tratta di un importante marcatore dell'infiammazione. Oltre a essere utile in fase di diagnosi per distinguere una MICI da una sindrome dell'intestino irritabile, questo test consente un monitoraggio nel tempo dell'attività di malattia.
  4. VES (velocità di eritrosedimentazione): Anche questo valore può indicare, benché in modo meno specifico rispetto alla Pcr, un eventuale stato di infiammazione in corso.
  5. Test per la valutazione del metabolismo del ferro: Includono la sideremia e la ferritina. Si tratta di nutrienti frequentemente scarsi nei pazienti con malattia attiva.
  6. Vitamina B12: I livelli di questo nutriente sono spesso bassi nei pazienti con malattia di Crohn a livello ileale o che hanno subito un intervento di resezione ileale.

Esami delle Feci nelle MICI

Tra i test utili da fare per il monitoraggio nel tempo della malattia di Crohn e della rettocolite ulcerosa, anche in fase di remissione, ci sono infine gli esami su campioni di feci. Tra queste la calprotectina e lactoferrina, due marcatori di infiammazione. Queste sostanze, infatti, sono prodotte dalle pareti intestinali in fase di attività di malattia: la concentrazione di questi marcatori nelle feci è utile per verificare lo stato della patologia ma anche il livello di attività. L'esame delle feci è eseguito per escludere infezioni batteriche o parassitologiche e attraverso il dosaggio della calprotectina fecale è possibile valutare la presenza e grado di infiammazione intestinale.

Le analisi delle feci sono un altro esame che viene prescritto quando si sospetta il morbo di Crohn, poiché mettono in evidenza tracce di sangue occulto appunto nelle feci e/o la presenza di Yersinia Enterocolica, un bacillo gram-negativo responsabile della yersiniosi che si manifesta con sintomi di tipo gastroenteritico.

Altri Esami Diagnostici

Oltre agli esami del sangue e delle feci, sono fondamentali le indagini strumentali per esaminare lo stato della mucosa intestinale e prelevare campioni di tessuto da analizzare. Tra questi:

  • Colonscopia: Ispeziona l’intestino crasso e l’ultima ansa ileale con una sonda flessibile. Durante lo stesso deve essere eseguita una mappatura bioptica per l'esame istologico.
  • Esami di diagnostica per immagini: Una risonanza magnetica per immagini (RMI) dell’addome, o una ecografia delle anse intestinali completano l’iter diagnostico valutando specialmente il piccolo intestino e la presenza di complicanze come fistole o stenosi. RM pelvi per la malattia perianale.

Gestione e Trattamento del Morbo di Crohn

Attualmente non esistono cure in grado di guarire definitivamente la malattia di Crohn; la terapia, pertanto, ha lo scopo di eliminare l’infiammazione e mantenere il più a lungo possibile i periodi senza disturbi (remissione) e alleviarli quando sono presenti, migliorare la qualità della vita e prevenire complicazioni.

La terapia deve essere modulata sul singolo paziente: la malattia si manifesta in modo variabile da persona a persona e cambia nel corso del tempo, in base alla sua evoluzione. Per questo motivo il paziente, di solito, è seguito da specialisti in più discipline (gastroenterologi, internisti, nutrizionisti, oculisti, reumatologi, dermatologi, chirurghi ed infermieri specializzati) per gestire tutti gli aspetti della malattia e le sue eventuali complicazioni.

L’obiettivo della terapia per la gestione del morbo di Crohn è l’attenuazione dell’infiammazione intestinale.

La malattia di Crohn spesso risponde alla terapia medica con farmaci che curano l’infiammazione (mesalazina o 5-ASA e cortisone), antibiotici che controllano e modificano la crescita batterica dell’intestino (metronidazolo, ciprofloxacina), o farmaci che riducono i processi immunitari (azatioprina, 6-mercaptopurina).

Quando la malattia è in fase attiva può provocare disturbi da moderati a gravi. Prima di qualsiasi prescrizione di farmaci è sempre raccomandata la sospensione del fumo. Il fumo, infatti, è un fattore di rischio accertato per la comparsa della malattia di Crohn. Inoltre, influenza negativamente l'evoluzione della malattia. Smettere di fumare costituisce, quindi, la prima cura da seguire.

Spesso l’assenza di risposta alla terapia medica o la comparsa di complicanze (fistole, stenosi / restringimenti di tratti dell’intestino) rendono necessari il ricorso alla terapia chirurgica. La chirurgia consiste nella resezione dei brevi tratti di intestino infiammato o stenotico, oppure nella dilatazione di tratti più ristretti (stenosi) mediante tecniche dette di “stritturoplastica” o nella cura delle fistole e nel drenaggio del pus che si forma in alcune aree particolarmente infiammate (ascessi).

Fattori di Rischio

Ci sono poi dei fattori di rischio che vanno tenuti in considerazione perché possono favorire la malattia o peggiorarne l’andamento.

  • l’età: sebbene si possa manifestare a qualsiasi età, è più frequente nei giovani.
  • la storia familiare: se un parente stretto soffre di morbo di Crohn è più facile che anche altre persone all’interno della famiglia ne soffrano.
  • il fumo di sigaretta: il fumo tende non solo a favorire l’insorgenza del morbo di Crohn, ma anche a svilupparlo in maniera più grave rispetto a chi ne soffre ma non fuma.
  • farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS): il più noto è forse l’ibuprofene, ma anche il diclofenac sodico e il naprossene sodico.
  • il luogo dove si vive: le persone che vivono in un paese industrializzato e in aree urbane sono più soggette a sviluppare la malattia. Ciò porta a ipotizzare che una dieta di tipo occidentale, ricca di grassi animali e cibi raffinati, possa avere un ruolo nella genesi della malattia.
  • lo stress: non è fra le possibili cause della malattia, tuttavia le persone con stress cronico e che sono affette da morbo di Crohn hanno più probabilità di riacutizzazioni.

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