Crespino Indiano: Benefici e Proprietà per il Colesterolo

La Berberis aristata, detta Crespino Indiano o Curcuma arborea, è un arbusto appartenente alla famiglia delle Berberidaceae, originaria delle zone Himalayane di India e Nepal, che cresce spontanea nei monti Nilgiri dell'India meridionale e in Sri Lanka.

E' un arbusto alto fino a due-tre metri di altezza che prospera preferibilmente su terreni argillosi, umidi e pesanti, ma essendo una pianta poco esigente si adatta anche a substrati asciutti e poco profondi, e resiste al gelo. Il tronco è legnoso, dalla corteccia ruvida e profondamente solcata di colore marrone chiaro nella parte esterna e giallo molto intenso all'interno: la corteccia delle radici e del fusto si utilizza per una preparazione particolare detta "Rasaunt" (o Rasont, o Rasanjana), facendola bollire a lungo in acqua e concentrandola in una massa grezza compatta color marrone scuro, che le popolazioni locali utilizzano a scopo curativo per favorire la secrezione biliare, attenuare infiammazioni intestinali, stitichezza, emorroidi.

Il Crespino Indiano ha robuste radici e rami molto spinosi, per cui l'arbusto è spesso utilizzato per creare siepi impenetrabili, e come pianta ornamentale nei giardini per il suo gradevole aspetto sia quando è in fiore, che quando porta i grappoli di frutti rossi molto appariscenti. Ha foglie ovali coriacee, brevemente picciolate, con margine dentellato, di colore verde brillante a cui fa riferimento il nome Berberis, che secondo alcuni deriva dall'arabo e significa "splendente, lucente", mentre per altri deriverebbe dalla forma latinizzata del sanscrito "varvarata" (= ruvidezza), forse per la spinosità dell'arbusto.

La pianta produce fiori gialli ermafroditi riuniti in una infiorescenza racemosa, che daranno luogo a grappoli di bacche commestibili di colore rosso vivo, succulente e dal sapore acidulo, usate nelle zone di origine come alimento ricco di zuccheri e vari nutrienti per integrare la dieta, anche essiccate similmente all'uva passa, o per marmellate o succhi; i boccioli dei fiori sono spesso aggiunti alle salse; le radici sono utilizzate per preparare una bevanda alcolica. Tutta la pianta è una buona fonte di coloranti e di tannino e in India viene usata per tingere le stoffe di giallo, e per conciare la pelle.

Usi tradizionali della Berberis aristata

Corteccia, frutti, gambi, radici e legno di Berberis aristata sono dotati di proprietà officinali per il contenuto in berberina, e in India fanno parte dell'antica medicina Ayurveda con l'appellativo di Daruharidra. La berberina è un alcaloide di colore giallo intenso di cui è particolarmente ricca la corteccia della radice, che costituisce la droga, cioè la parte di pianta contenente i principi attivi medicinali, utili per favorire la funzionalità dell'apparato cardiovascolare, del sistema digerente, la funzione epatica e digestiva.

La berberina è presente anche in altre specie dello stesso genere come Berberis vulgaris o Crespino comune, e Berberis aquifolium, ma a seconda della specie la berberina si localizza con diverse concentrazioni prevalentemente nelle radici, o nei rizomi, nella corteccia o nei piccioli.

La Berberis aristata è utilizzata tradizionalmente anche nella medicina cinese come rimedio antidiarroico per l'alto contenuto di tannini astringenti e per l'azione antimicrobica, l'inibizione della secrezione intestinale, la regolazione della sua motilità e l'effetto salutare sull'integrità delle mucose, mediante il ripristino del loro fisiologico effetto-barriera.

La Berberina e le sue proprietà

Da recenti studi, confermati nel 2004 e pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica Nature, è stata messa in evidenza l'azione ipolipemizzante e ipoglicemizzante della berberina, che si è dimostrata attiva sia sulle concentrazioni ematiche del colesterolo e dei trigliceridi, che sulla glicemia. In particolare è risultato che l'azione ipolipemizzante avviene con un meccanismo non statino-simile del tutto differente rispetto a quello delle statine, le quali inibiscono l'enzima HMG-CoA-reduttasi, fondamentale per la sintesi di colesterolo nel fegato, per cui bloccando l'enzima si riduce la sua sintesi epatica.

La berberina al contrario non agisce sull'enzima, ma aumenta numero e attività dei recettori epatici per le LDL, le lipoproteine a bassa densità (colesterolo cattivo), ma anche inibendo l'assorbimento del colesterolo e aumentandone l'escrezione e la rimozione dal sangue. La berberina mostra inoltre un profilo di sicurezza elevato, non essendo epatotossica, ma risultando antisteatosica (contrasta il "fegato grasso") e antinfiammatoria.

L'azione ipoglicemizzante si manifesta con la riduzione dell'assorbimento del glucosio e dei carboidrati nell'intestino, e con l'aumento dell'espressione del recettore dell'insulina, contribuendo a stabilizzare la glicemia con un risultato utile come coadiuvante della corretta alimentazione in caso di diabete di tipo 2.

Un fattore limitante per l'uso della berberina, come normalizzante dei parametri lipidici e glucidici, è la sua scarsa biodisponibilità, cioè un limitato assorbimento gastrointestinale (circa il 90% della berberina somministrata per via orale viene espulsa dalle cellule intestinali ed eliminata), dovuto in parte alla sua scarsa solubilità, e inoltre per la presenza di una "pompa di estrusione" (glicoprotenina -P) dalle cellule intestinali (enterociti) che ne ri-espelle una grande percentuale nel lume intestinale mediante un sistema di specifiche molecole (trasportatori ABC), causando perciò una limitata concentrazione plasmatica che ne riduce fortemente la biodisponibilità, anche per il blocco di alcuni enzimi epatici.

Gli studi sulla farmacocinetica svolti per ottimizzare l'azione della berberina somministrata per via orale, hanno rilevato che utilizzando una forma fitosomiale contenente anche alcuni attivi vegetali che inibiscono l'azione della pompa di estrusione, si perviene a un notevole aumento della disponibilità e a una situazione stabile del livello plasmatico. La somministrazione di berberina in forma liposomiale riduce anche i possibili effetti collaterali attribuibili ad alti dosaggi di berberina, come irritazione a livello gastrico, dato che è una spezia amara che stimola la secrezione dei succhi gastrici.

Altri studi, basati sull'associazione della berberina con la silimarina contenuta nel Cardo mariano, hanno appurato che il sistema berberina-silimarina è in grado di inibire la ri-espulsione della berberina dagli enterociti intestinali, favorendo la riduzione del colesterolo totale del 25%, il colesterolo LDL del 30%, e i trigliceridi del 20%.

La berberina dunque è particolarmente interessante come supporto al sistema cardiovascolare per il trattamento dell'ipercolesterolemia, dato che è possibile superare la sua bassa disponibilità orale mediante l'associazione con la silimarina del Cardo mariano, che ne consente il miglioramento cinetico e il potenziamento della sua azione clinica, con una plausibile riduzione del dosaggio delle statine, quando necessaria.

In conclusione l'azione della berberina come ipolipemizzante può affiancare l'uso delle statine e potenziarne l'azione con un ulteriore riduzione del 12-15% dei valori ematici, oppure sostituirle completamente nei pazienti intolleranti ad alti dosaggi di statine. Inoltre la sua azione come regolatore del metabolismo può essere indicata in presenza di sindrome metabolica, condizione in cui si manifestano molteplici alterazioni dei parametri ematici, e come coadiuvante nel controllo del peso corporeo.

Un ampio corpus di letteratura supporta diverse azioni farmacologiche del crespino e della berberina (come proprietà antidiabetiche, antiobesità, ipotensive e ipolipidemiche). In uno studio RCT di 8 settimane su 84 soggetti con fattori di rischio cardiovascolare, 10 grammi di crespino viola essiccato al giorno hanno ridotto i livelli di proteina C reattiva, trigliceridi, colesterolo totale e colesterolo "cattivo" LDL.

In effetti, i ricercatori hanno scoperto che gli effetti benefici della berberina sulla glicemia e sull’emoglobina glicata erano paragonabili a quelli della metformina (farmaco tradizionale per il diabete). Un altro studio di 8 settimane su 30 diabetici di tipo 2 ha scoperto che coloro che assumevano quotidianamente 2 mg di estratto di frutta essiccata di crespino (divisi in due dosi giornaliere), avevano ridotto i loro livelli di glicemia ed emoglobina glicata, rispetto a un gruppo placebo.

Una revisione e meta-analisi ha analizzato 7 studi randomizzati e controllati, condotti su un totale di 452 adulti sovrappeso od obesi di età compresa tra 37 e 57 anni. Secondo gli Autori, gli estratti di crespino hanno migliorato i livelli di insulina, mentre le riduzioni di glicemia a digiuno (-8,06 mg/dl), emoglobina glicata (-0,83%) e resistenza all’insulina sono state giudicate non considerevoli.

Similmente, un’altra meta-analisi di 9 studi RCT su 547 uomini e donne iraniani con diabete di tipo 2 ha osservato una riduzione della glicemia a digiuno (-15,2 mg/dl) e dell’HOMA-IR (-1,6).

Dosi consigliate

BERBERIS pianta essiccata:

DECOTTO: per una tazza utilizzare una quantità di acqua corrispondente a 2 tazze da tè insieme ad un cucchiaino di radici e far bollire a fuoco lento per 5/10 min. Filtrare e bere.

Gli integratori non sostituiscono in nessun caso una dieta equilibrata ed uno stile di vita sano e controllato.

Nella moderna fitoterapia, il crespino viene utilizzato sottoforma di tisane, infusi, decotti, estratto fluido e tintura madre. Per quanto riguarda la berberina in forma isolata, un dosaggio quotidiano indicativo è quello di 500 mg, due volte al dì, per cicli di 2-3 mesi. Non superare la dose consigliata. Tenere fuori dalla portata dei bambini al di sotto dei 3 anni.

Precauzioni d'uso e controindicazioni della Berberina

La riduzione dell'assorbimento del glucosio e dei carboidrati, utile per ridurre la glicemia, può indurre gonfiore, meteorismo e flatulenza. La berberina è considerata una spezia dal gusto amaro che potrebbe causare bruciori di stomaco, per lo stimolo della secrezione gastrica. L'azione antidiarroica dei tannini può indurre stipsi. La berberina può inibire, seppure debolmente, alcuni enzimi coinvolti nel metabolismo di numerosi farmaci, causando potenziali interazioni.

Il crespino è severamente sconsigliato durante la gravidanza e l’allattamento. Le foglie e i frutti di crespino non possiedono effetti collaterali di rilievo. Ad alte dosi, la berberina è tossica sia per i reni che per l’apparato cardiorespiratorio e può causare disturbi gastrointestinali con la comparsa di nausea, vomito, diarrea, polipnea, crampi, paralisi respiratoria e nefrite.

Inoltre, sempre a dosaggi elevati di berberina, si può avere vasodilatazione, depressione respiratoria e stimolazione della muscolatura liscia.

La berberina può inoltre avere effetti collaterali in interazione con altri farmaci, come i digitalici, spesso assunti da cardiopatici.

Prodotti utili

  • Questo integratore è composto da crespino indiano (Berberis aristata) cortecce E.S. (titolato al 97% in berberina).
  • La Berberina 500 mg di WeightWorld è un integratore alimentare a base di Berberis Vulgaris, standardizzato al 95% in berberina HCl. La formulazione è essenziale e pulita: senza stearato di magnesio, glutine, lattosio o additivi artificiali, adatta anche a chi segue una dieta vegana. Ogni confezione contiene 120 capsule per un'assunzione di una al giorno, coprendo così un intero ciclo di 4 mesi.
  • L'integratore Berberina 1000 mg di NutriOptima offre una formulazione completa e mirata, unendo berberina HCl al 98%, acido folico (vitamina B9) e cardo mariano. Si tratta di una combinazione utile per supportare funzione epatica, digestiva e sistema immunitario, contribuendo anche a ridurre stanchezza e affaticamento. Le capsule vegetali (180 totali) sono adatte a chi segue una dieta vegana o senza glutine, e garantiscono una scorta di 3 mesi.

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