L'insufficienza renale cronica (IRC o CKD), o malattia renale cronica, è una condizione caratterizzata da una progressiva e irreversibile riduzione della funzionalità dei reni. Quando i reni smettono di funzionare correttamente si parla di “Malattia Renale Cronica”. Esistono diversi stadi di questa malattia e i primi stadi sono asintomatici.
I reni svolgono un ruolo essenziale nel mantenere l’equilibrio nel corpo umano: filtrano il sangue, eliminano le scorie metaboliche, regolano il bilancio idroelettrolitico e acido-base, controllano la pressione arteriosa e contribuiscono alla produzione dei globuli rossi. Quando la capacità filtrante dei reni diminuisce, scorie e liquidi in eccesso si accumulano nell’organismo, con conseguenze su più fronti (in particolare sul sistema cardiovascolare, nervoso e muscolo scheletrico), che decorrono silenziosamente nelle fasi iniziali.
Diagnosi e Valutazione della Funzione Renale
Per diagnosticare in maniera precoce la malattia renale cronica è necessario rilevare alcuni valori. La valutazione della funzione renale con determinazione della GFR (velocità di filtrazione glomerulare) è il primo step per poter scoprire l’eventuale insorgenza della patologia. Unitamente ai valori di creatinina e albumina nelle urine. Gli esami del sangue, con particolare riferimento appunto ai valori di creatinina e albumina, azotemia, sodio potassio, calcio, PTH emocromo esame urine, sono utili a monitorare la progressione della malattia renale cronica verso stadi avanzati.
Per diagnosticare l’entità dell’insufficienza renale va analizzata la GFR (Glomerular Filtration Rate) anche chiamata VFG (Velocità di Filtrazione Glomerulare) o comunemente, anche se non del tutto correttamene, definita Clearance della Creatinina. In base a questo valore, insieme alla proteonuria, sono stati associati diversi stadi di severità. La diagnosi di IRC (Insufficienza Renale Cronica) non può prescindere dalla conoscenza della proteinuria (la presenza di proteine nelle urine superiore a 150 mg/die) e dalla sua determinazione. Questo valore classifica la malattia renale cronica, in stadi unitamente alla proteinuria, vale a dire la presenza di proteine nelle urine sia nelle 24 ore, sia come rapporto tra albumina e creatinina (ACR).
La velocità di filtrazione glomerulare si basa sulla misura della concentrazione di creatinina nel sangue (creatininemia), il cui risultato viene inserito in una formula. L'eGFR viene calcolato per identificare un possibile danno renale o per monitorare la funzionalità dei reni in corso di malattie che possono coinvolgere gli stessi (ad esempio: diabete, ipertensione o diverse nefropatie acute o croniche). Di solito, quest'esame è abbinato alle valutazioni di creatinina, azotemia e cistatina C.
Come si misura l'eGFR?
La misura dell'eGFR viene eseguita, senza l'uso di altri test, nello stesso momento in cui il campione di sangue viene prelevato per la determinazione della creatinina. Quest'ultimo esame è richiesto frequentemente come parte del pannello metabolico (completo o di base) o insieme all'azotemia, ogni qualvolta il medico voglia valutare lo stato di salute dei reni del paziente.
La velocità di filtrazione glomerulare aiuta a determinare un danno renale allo stadio precoce, in modo più affidabile rispetto al solo test della creatinina. Un campione di sangue venoso prelevato dal braccio; l’eGFR è una stima calcolata della velocità di filtrazione glomerulare ed è basata sulla concentrazione di creatinina nel sangue e/o sui livelli ematici di cistatina C. Generalmente, il risultato del test è basato sulla concentrazione di creatinina nel sangue.
Nelle 8-12 ore che precedono il prelievo di sangue utile alla misurazione della velocità di filtrazione glomerulare, è importante evitare di praticare un intenso esercizio fisico. Quest'attività può, infatti, alterare i valori della creatinina e, conseguentemente, dell'eGFR. Inoltre, può essere richiesto al paziente di rimanere a digiuno la notte precedente al prelievo o di astenersi dal mangiare carne.
Stadi della Malattia Renale Cronica
La classificazione dell’insufficienza renale cronica si basa principalmente sulla velocità di filtrazione glomerulare (eGFR), ovvero la quantità di sangue filtrata dai reni al minuto:
- IRC stadio 1 (eGFR ≥ 90 mL/min/1,73 m²): lievi segni di danno renale (es. proteinuria); Danno renale con GFR* normale o leggermente aumentata, questo stadio di insufficienza renale non presenta sintomi. Tuttavia quest’unico aspetto non può da solo portare alla diagnosi di malattia renale cronica.
- IRC stadio 2 (eGFR 60-89): lieve riduzione della funzione renale; Danno renale con lieve riduzione della GFR*. Lo stadio 2 della malattia renale cronica generalmente non ha sintomi, ma può avere una riduzione spropositata della funzione rispetto all’età e sesso ed essere anch’essa accompagnata da proteinuria più o meno significativa. Anche il secondo stadio è asintomatico, ma a differenza del primo comporta una leggera riduzione della GFR. Se la proteinuria è abbondante (stadio 2 A2-A3) necessita di immediata consulenza nefrologica.
- IRC stadio 3a (eGFR 45-59) e 3b (eGFR 30-44): riduzione da moderata a grave; Nello stadio 3a non si presentano sintomi ma si può intervenire per rallentare l’aggravamento della malattia. Nello stadio 3b si evidenziano invece sintomi come malnutrizione, dolore alle ossa, intorpidimento dei nervi e difficoltà di concentrazione. Questi stadi sono caratterizzati da un danno renale con discreta riduzione della GFR*.
- IRC stadio 4 (eGFR 15-29): grave riduzione della funzionalità renale; Danno renale con severa riduzione della GFR*, il paziente inizia ad avvertire una generica riduzione della resistenza e della forza fisica, la terapia soprattutto dietologica diventa stringente, c’è spesso bisogno di Eritropoietina per sostenere l’anemia. Il quarto stadio prevede una netta riduzione della Glomerular Filtration Rate e si manifesta con una evidente riduzione della forza fisica, oltre che della resistenza. Il nefrologo prescrive un regime alimentare ancora più restrittivo con alimenti aproteici. Inoltre, per fronteggiare l’anemia prescrive anche un’integrazione di eritropoietina.
- IRC stadio 5 (eGFR <15): insufficienza renale terminale (necessari dialisi o trapianto). Stadio finale dell’insufficienza renale, a questo punto quando la GFR* scende al di sotto di 15 ml/min il paziente inizia ad essere avviato ad un percorso di predialisi (in alcune realtà definito MAEREA: MAlattie REnali Avanzate. A questo stadio della patologia, scatta un percorso di predialisi guidato dal nefrologo. Per avviare la dialisi il nefrologo valuterà le condizioni cliniche (quanto si urina, gli edemi, l’azotemia alta, l’anemia, i livelli alti di Fosforo e Paratormone).
Sintomi dell’Insufficienza Renale Cronica
L’insufficienza renale cronica è spesso definita una malattia silente, perché nelle fasi iniziali non provoca sintomi evidenti: con la perdita progressiva della funzione renale, il corpo inizia a manifestare segnali sempre più chiari, che non vanno sottovalutati. Inizialmente la persona può sentirsi perfettamente in salute, o avvertire solo lievi disturbi:
- Nicturia (minzione frequente durante la notte);
- Affaticamento persistente, stanchezza e apatia;
- Perdita di appetito, nausea, sapore metallico in bocca;
- Prurito diffuso (soprattutto notturno), crampi muscolari e spasmi;
- Pallore e fiato corto (dovuti ad una possibile anemia);
- Gonfiore alle gambe, alle caviglie o al viso (segni di ritenzione idrica);
- Ridotta lucidità mentale e difficoltà di concentrazione.
Nelle fasi più avanzate, possono comparire anche altri sintomi: alito cattivo (detto uremico), perdita di peso inspiegabile, neuropatie periferiche (formicolii e intorpidimento), sindrome delle gambe senza riposo, possibili convulsioni o alterazioni dello stato di coscienza.
Cause della Malattia Renale Cronica
La malattia renale cronica può svilupparsi come conseguenza di numerose patologie, che compromettono la struttura e la funzionalità dei reni. Tra le cause più comuni troviamo:
- Diabete mellito - la causa più frequente, responsabile di nefropatia diabetica;
- Glomerulonefrite - infiammazione dei glomeruli, di natura autoimmune o infettiva;
- Ipertensione arteriosa - una pressione elevata danneggia lentamente i glomeruli;
- Malattie renali ereditarie (es. rene policistico) e patologie autoimmuni (es. lupus);
- Ostruzioni urinarie croniche, causate da calcoli renali, ipertrofia prostatica o tumori;
- Uso prolungato di farmaci nefrotossici, in particolare alcuni FANS e antibiotici.
Terapie e Prognosi per l’Insufficienza Renale Cronica
Il trattamento della malattia renale cronica varia in base allo stadio: ha come obiettivo principale rallentare la progressione della condizione, gestire le sue complicanze e, nei casi più avanzati, preparare il paziente ad una possibile terapia sostitutiva, includendo:
- Monitoraggio di eventuali patologie di base, in particolare diabete e ipertensione;
- Cure farmacologiche per proteinuria e anemia, prevenzione iperkaliemia e acidosi;
- Dialisi, qualora i sintomi non fossero più controllabili con la sola terapia medica;
- Trapianto, considerato il trattamento d’elezione per l’insufficienza renale terminale.
Uno degli aspetti più importanti, ma spesso sottovalutati, è il ruolo dell’alimentazione. Uno studio americano sottolinea come una dieta personalizzata, gestita da un professionista, possa ridurre la produzione di scorie metaboliche e mantenere l’equilibrio elettrolitico (in particolare DASH o mediterranea, a basso contenuto proteico, fosforico e potassico).
La prognosi dell’IRC dipende da vari fattori: stadio della malattia e comorbidità, risposta al trattamento, aderenza del paziente alle indicazioni mediche.
Valori di riferimento per l'eGFR
In linea generale, l'intervallo di riferimento dev'essere compreso tra i 90-120 ml/min. Più il valore scende, maggiore è il rischio di incorrere in un danno renale. Se i valori risultanti dall'esame dell'eGFR dovessero superare i 90 ml/min, si ha un normale funzionamento dei reni. Un indice troppo basso di eGFR può indicare un'insufficienza renale, ossia l'incapacità dei reni di svolgere le proprie funzioni in modo appropriato.
Secondo la National Kidney Foundation (NKF), un valore normale di eGFR negli adulti è superiore a 90 mL/min per 1,73 m2. Il riscontro di un’eGFR inferiore a 60 mL/min per 1,73 m2 suggerisce la presenza di danno renale; è possibile ripetere il test per valutare l’eventuale persistenza della condizione. Tuttavia, anche pazienti con eGFR superiore a 90 mL/min per 1,73 m2 possono presentare un danno renale. Alcune evidenze, quali l’aumento dell’albumina urinaria, possono indicare un certo grado di danno renale.
La velocità di filtrazione glomerulare viene riportata come mL/min per 1,73 m2.
Tabella degli stadi della malattia renale cronica basati sull'eGFR
| Stadio | eGFR (mL/min/1.73 m²) | Descrizione |
|---|---|---|
| 1 | ≥ 90 | Danno renale con eGFR normale o aumentato |
| 2 | 60-89 | Danno renale con lieve diminuzione dell'eGFR |
| 3a | 45-59 | Riduzione da moderata a grave |
| 3b | 30-44 | Riduzione da moderata a grave |
| 4 | 15-29 | Grave riduzione della funzionalità renale |
| 5 | < 15 | Insufficienza renale terminale |
leggi anche:
- Creatinina: Analisi del Sangue o Urine? Qual è la Migliore?
- Creatinina Alta e Risonanza Magnetica: Cosa Devi Sapere
- Creatinina Alta o Bassa: Interpretazione e Valori Normali
- Normix e Alterazione Esami del Sangue: Effetti Collaterali e Interazioni
- Esami del Sangue Fondamentali per Dimagrire Velocemente: La Guida Completa che Devi Leggere!
