Comunemente inclusa nei principali esami di laboratorio, la creatinina ematica e urinaria fornisce indicazioni importanti sull’efficienza e sull’integrità del sistema renale. Un’alterazione dei valori di creatinina nel sangue o nelle urine può riflettere condizioni fisiologiche transitorie, ma può anche segnalare la presenza di alcune patologie o disfunzioni. Esaminiamo nel dettaglio cos’è la creatinina e quali sono i valori di riferimento, le possibili cause di alterazione (creatinina alta o bassa) e le diverse modalità di esame.
Cos’è la creatinina e a cosa serve?
La creatinina è un prodotto di scarto del metabolismo muscolare, normalmente filtrato dall’apparato urinario, generato dalla degradazione della creatina e della fosfocreatina.
- La creatina è un amminoacido naturalmente presente nei muscoli, che svolge un ruolo specifico nella produzione di energia durante l’attività fisica.
- La fosfocreatina, derivante dalla creatina, è una riserva energetica prontamente disponibile nelle cellule muscolari, in grado di ripristinare l’ATP.
- La creatinina è quindi il sottoprodotto di scarto della fosfocreatina.
La produzione di creatinina avviene ad un ritmo costante e proporzionale alla massa muscolare della persona: viene in seguito rilasciata nel sangue ed eliminata attraverso le urine, rappresentando di conseguenza un valido indicatore della funzionalità renale.
Nella medicina di laboratorio, si distinguono le seguenti misurazioni della creatinina:
- S-Creatinina (o P-Creatinina), la concentrazione nel siero o nel plasma del sangue.
- U-Creatinina, la quantità presente nelle urine, valutata in un arco temporale di 24 ore.
Il metodo più comune per analizzarla è dato dalla cosiddetta creatinina enzimatica: si basa sull’impiego di particolari enzimi, capaci di reagire con la creatinina, per produrre una sostanza misurabile in laboratorio, garantendo un buon grado di precisione e affidabilità.
Le diverse modalità di misurazione della creatinina permettono una valutazione completa della funzione renale: spesso sono utilizzate insieme per calcolare la clearance della creatinina, un parametro che stima la velocità di filtrazione glomerulare dei reni.
Perché è bene analizzare la creatinina?
L’esame della creatinina è determinante per valutare la salute dell’apparato urinario: quando i reni non funzionano correttamente la loro capacità di filtrazione si riduce, causando un accumulo di creatinina nel sangue (e potenzialmente anche nelle urine).
Alcune condizioni in cui può essere richiesto l’esame della creatinina sono:
- come parte di controlli di routine;
- nei soggetti con ipertensione o diabete;
- in caso di sospetta disfunzione renale acuta;
- per monitorare l’andamento di malattie renali croniche;
- prima di eseguire procedure mediche con mezzi di contrasto;
- nei pazienti che assumono farmaci potenzialmente nefrotossici.
In particolare, l’analisi della creatinina è consigliata se il paziente presenta sintomi compatibili con un’insufficienza renale: affaticamento, difficoltà di concentrazione, perdita di appetito, disturbi del sonno, gonfiore (edema) in zone localizzate, alterazioni dell’urina (colore, presenza di sangue o schiuma, riduzioni nella quantità, difficoltà nella minzione), dolori lombari in prossimità dei reni, fiato corto e ipertensione arteriosa persistente.
La misurazione della creatinina viene spesso abbinata ad altri esami, come il calcolo della clearance della creatinina e della velocità di filtrazione glomerulare stimata (eGFR).
Come si misura la creatinina ematica e urinaria?
La creatinina può essere misurata sia nel sangue (creatininemia) che nelle urine (detta anche creatinuria), a seconda del tipo di valutazione richiesta dal medico curante. La creatinina nel sangue viene misurata tramite prelievo, permettendo di valutare un possibile accumulo: la misurazione nel siero o nel plasma è praticamente equivalente, anche se tecnicamente si riferiscono a componenti leggermente diverse del sangue.
La creatinina può essere analizzata anche nelle urine, spesso raccolte in 24 ore: questo test è fondamentale per il calcolo della clearance della creatinina, che fornisce una stima più precisa della quantità di sangue che i reni riescono a filtrare al minuto.
Quest'esame fornisce informazioni utili sull'efficienza funzionale dei reni, essendo quest'ultimi deputati al filtraggio del sangue. Il dosaggio della creatininuria viene spesso richiesto per misurare la clearance della creatinina e si esegue sulla raccolta delle urine delle 24 ore.
L'esame prevede la raccolta delle urine emesse durante un'intera giornata (per esempio: dalle 8 del mattino, alle 8 di quello successivo), nel medesimo contenitore di plastica pulito e senza aggiunta di additivi. Chiudere sempre bene il recipiente e conservarlo in luogo fresco e al buio.
Valori normali di creatinina nel sangue e nelle urine
I valori di creatinina variano in base a fattori come l’età, il sesso, la massa muscolare e lo stato fisiologico: in linea generale, i range di riferimento della creatininemia e della creatinuria devono essere interpretati all’interno del contesto clinico del paziente.
Valori normali di creatinina nel sangue:
- Uomini adulti: 0,7 - 1,2 mg/dL
- Donne adulte: 0,5 - 1,0 mg/dL
- Bambini: da 0,4 a 1,0 mg/dL (variabile con l’età)
- Donne in gravidanza: da 0,4 a 0,7 - 0,9 mg/dL (a seconda del trimestre)
Valori normali di creatinina urinaria:
Negli adulti il range va da 0,5 a 3,0 g/L (500-3000 mg/L), a seconda della massa muscolare e dell’apporto proteico in dieta.
In aggiunta, la clearance della creatinina si calcola combinando la concentrazione di creatinina nel sangue e quella nelle urine, fornendo una stima attendibile della velocità di filtrazione glomerulare dei reni.
Livelli normali della clearance:
- Uomini adulti: 90 - 140 mL/min
- Donne adulte: 80 - 125 mL/min
In neonati e bambini i valori aumentano progressivamente fino all’età adulta, mentre con l’invecchiamento un calo della clearance è fisiologico, anche senza patologie renali.
È fondamentale tenere a mente che i valori del sangue variano a seconda del laboratorio, cioè dei macchinari utilizzati. Ogni referto contiene per ogni indicatore - per esempio la creatinina - il valore riscontrato nel paziente e accanto il range di valori considerati di riferimento dal macchinario utilizzato.
La funzionalità renale si misura in cinque classi a seconda dei valori del GFR, dalla prima che è la migliore, all’ultima che significa una gravissima compromissione dei reni. Si considera normale se il valore del GFR è superiore al 90% (90 ml/min/BSA). Da 60% a 89% significa valori ancora nella norma, sebbene non ottimali, mentre al di sotto del 60% si inizia a parlare di insufficienza renale nella capacità di filtrare le sostanza da espellere con le urine.
Nel 2022 è stata pubblicata su International Urology and Nephrology, una ricerca che ha mostrato che la combinazione del rapporto tra colesterolo totale e colesterolo lipoproteico ad alta densità (TC/HDL-C) e il rapporto albumina-creatinina urinaria (ACR) hanno un valore predittivo rispetto alla progressione della malattia renale cronica.
Creatinina alta: possibili cause e conseguenze
Un livello alto di creatinina nel sangue (ipercreatininemia) è uno dei principali indicatori di malfunzionamento renale: anche l’aumento della creatinina nelle urine può fornire ulteriori informazioni utili, specialmente se valutato per calcolare la clearance.
Alcune delle possibili cause di creatinina alta nel sangue sono:
- Insufficienza renale, sia acuta che cronica;
- Ostruzioni urinarie (tra cui calcoli renali), comprese le patologie prostatiche;
- Infezioni renali (pielonefrite) o malattie croniche (glomerulonefrite, rene policistico);
- Ridotto flusso ematico ai reni (ad es.
In presenza di una condizione patologica che compromette la capacità renale di filtrazione, la creatinina non viene eliminata correttamente; a risentirne sono i valori urinari e plasmatici.
L'aumento della creatinina nelle urine indica un deterioramento della funzione renale, acuto o cronico, che può essere provocato da inadeguata perfusione (shock, emorragia, insufficienza cardiaca), da nefropatie (glomerulonefriti, pielonefriti, necrosi tubulare acuta ecc.) o da ostruzioni delle vie urinarie.
Nelle malattie renali croniche, accompagnate, in particolare, da una riduzione della massa muscolare, la creatininuria tende a ridursi.
La creatinina si alza quando il reni non filtrano come dovrebbero. Alcune persone possono avere anche valori molto bassi di creatinina nel sangue.
I valori della creatinina variano nei nove mesi di gestazione. Una donna in gravidanza può avere valori alti oppure bassi di creatinina.
Cause della creatinina alta: quali fattori la influenzano?
I livelli di creatinina nel sangue e nelle urine sono direttamente collegati al funzionamento dei reni, ma questo non è l’unico fattore che li influenza. Infatti, entrano in gioco diversi fattori, e un aumento non indica necessariamente e in tutti i casi un’insufficienza renale.
Vediamo, quindi, i principali fattori della creatinina alta:
- massa muscolare: poiché la creatinina è prodotta dai muscoli, le persone con maggiore massa muscolare tendono ad avere livelli più alti.
- età: i livelli di creatinina tendono ad aumentare leggermente con l’avanzare dell’età, in parte a causa della riduzione della massa muscolare;
- sesso: gli uomini tendono ad avere livelli più alti rispetto alle donne.
- dieta: l’assunzione di alcuni alimenti e integratori può aumentare temporaneamente i livelli di creatinina.
- funzionalità renale: la causa più comune di creatinina alta è l’insufficienza renale.
- disidratazione: la carenza di acqua nell’organismo può causare un aumento temporaneo dei livelli di creatinina, poiché riduce il flusso di sangue ai reni e ne compromette la capacità di filtrare i prodotti di scarto;
- problemi muscolari e lesioni: la rabdomiolisi, una condizione in cui i tessuti muscolari si rompono, rilascia una grande quantità di creatinina nel sangue.
- ostruzioni delle vie urinarie: blocchi nelle vie urinarie, come quelli causati da calcoli renali, ipertrofia prostatica o tumori dell’apparato urinario, possono impedire l’eliminazione della creatinina, portando al suo accumulo nel sangue;
- assunzione di farmaci: alcuni farmaci possono influire sui livelli di creatinina nel sangue.
- gravidanza: durante la gravidanza, i livelli di creatinina possono essere leggermente più alti a causa dell’aumento della massa muscolare e del flusso sanguigno ai reni.
- ipertiroidismo: l’eccessiva produzione di ormoni tiroidei può temporaneamente aumentare il livello di creatinina nel sangue;
- malattie al fegato: malattie gravi al fegato possono portare a bassi livelli di creatinina;
- malnutrizione: può essere associata a bassi livelli di creatinina.
Quali sono i sintomi della creatinina alta?
La creatinina alta di per sé non provoca sintomi immediati, e la sua presenza non si individua fino a quando non ci si sottopone a un esame del sangue specifico. I sintomi che possono essere associati alla creatinina alta dipendono, piuttosto, dalle cause sottostanti e dalla gravità della malattia che ha portato all’aumento dei livelli di creatinina nel sangue, in particolare l’insufficienza renale, ma anche infezioni, scarso flusso sanguigno ai reni o un blocco nel sistema urinario.
I più comuni sono i seguenti:
- affaticamento, stanchezza e debolezza;
- problemi di concentrazione o confusione mentale;
- edema o gonfiore, in particolare intorno a occhi, viso, polsi, addome, caviglie o gambe;
- aumento della sete e/o della fame;
- diminuzione della produzione di urina o urina scura, con tracce di sangue o color caffè, oppure un aumento o diminuzione della necessità di urinare, minzione frequente soprattutto di notte (nicturia), o un aumento della quantità delle urine (poliuria);
- difficoltà respiratorie o mancanza di respiro;
- nausea e vomito;
- scarso appetito e perdita di peso;
- prurito della pelle (o prurito generalizzato persistente) o pelle secca;
- crampi muscolari;
- disturbi del sonno o insonnia;
- pressione alta (ipertensione arteriosa);
- dolore al fianco sotto le costole, nella zona dei reni;
- difficoltà ad urinare, bruciore, o perdite anomale;
- alitosi;
- facilità agli ematomi;
- insofferenza al freddo;
- dolore al torace;
- alterato colore della cute;
- irrequietezza delle gambe;
- diminuzione del desiderio sessuale.
Purtroppo, anche l’insufficienza renale può essere asintomatica fino a quando non raggiunge uno stadio avanzato. Per questo motivo, è fondamentale monitorare regolarmente i livelli di creatinina nel sangue attraverso gli esami di routine, specialmente in presenza di fattori di rischio come diabete, ipertensione o malattie renali familiari.
Come si misura la creatinina?
La creatinina viene misurata principalmente attraverso un esame del sangue e un esame delle urine, entrambi fondamentali per valutare la funzionalità renale.
Nel dettaglio, si procede con:
- dosaggio della creatinina nel sangue (creatininemia): è un esame che prevede un semplice prelievo di sangue da una vena del braccio, simile a quelli per altri parametri di routine.
- dosaggio della creatinina nelle urine (creatininuria): questo esame prevede la raccolta di tutta l’urina prodotta nelle 24 ore.
- clearance della creatinina: questo è un esame più approfondito che mette in relazione i dati raccolti attraverso il prelievo di sangue e l’esame delle urine delle 24 ore.
- tasso di filtrazione glomerulare stimato (eGFR): nei pazienti adulti (di età superiore ai 18 anni), si procede spesso all’analisi di un parametro chiamato GFR (Glomerular Filtration Rate), che misura la velocità con cui i reni filtrano il sangue.
Cosa fare in caso di creatinina alta: terapie e trattamenti
Il trattamento per abbassare la creatinina alta, infatti, dipende direttamente dalla causa che l’ha provocata.
Se l’aumento della creatinina è causato da un’insufficienza renale, il trattamento può includere:
- farmaci per controllare la pressione sanguigna.
- terapie sostitutive (nei casi più gravi).
- dialisi: una procedura che sostituisce la funzione renale di filtraggio del sangue.
- trapianto di reni: la sostituzione del rene malato con uno sano da donatore.
- gestione della dieta: la dieta è fondamentale per prevenire complicanze e rallentare il corso della malattia renale.
- monitoraggio costante: è essenziale un monitoraggio regolare di pressione sanguigna, zucchero nel sangue (se presente diabete), peso e altri parametri ematochimici (come calcio e fosforo).
Se l’aumento della creatinina è temporaneo e causato dalla disidratazione, allora si procede con:
Maggiore assunzione di liquidi: bere molta acqua (circa 2 litri al giorno) per reidratare correttamente l’organismo e permettere ai reni di funzionare meglio.
La creatinina è una sostanza che deriva dalla degradazione della creatina, una proteina che si trova nei muscoli che ha la funzione di immagazzinare energia. La creatinina non svolge alcuna attività biologica e viene eliminata dai reni attraverso l’urina.
Un aumento della creatinina nelle urine può essere causato da eccessivo esercizio fisico, acromegalia, gigantismo, diabete mellito, infezioni, ipotiroidismo, ipertrofia muscolare.
È importante non sottovalutare valori stabilmente superiori al normale.
Cosa fare per far abbassare la creatinina? Bere acqua in quantità adeguate aiuta i reni a filtrare meglio le sostanze di scarto, inclusa la creatinina. Alcuni integratori, specialmente quelli a base di creatina, aumentano i livelli di creatinina. Un’attività fisica troppo intensa può aumentare la produzione di creatinina.
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