L’ecografia è un esame semplice e non invasivo utilizzato in moltissimi ambiti come prima indagine nell’esplorazione del corpo umano. L’ecografia è una tecnica diagnostica che si serve degli ultrasuoni.
In fisica, gli ultrasuoni sono delle onde meccaniche elastiche longitudinali caratterizzate da lunghezze d'onda piccole e frequenze elevate. Le onde sono caratterizzate da un moto oscillatorio in cui la sollecitazione di un elemento si trasmette agli elementi vicini e da questi agli altri, fino a propagarsi a tutto il sistema.
Questo moto, risultante dall'accoppiamento di moti individuali, è un tipo di moto collettivo, dovuto alla presenza di legami di tipo elastico fra i componenti del sistema. Esso dà origine alla propagazione di una perturbazione, senza alcun trasporto di materia, in una qualsiasi direzione entro il sistema stesso. Questo moto collettivo è chiamato onda.
La lunghezza d'onda è intesa come distanza tra due punti consecutivi in fase, cioè aventi, nello stesso istante, identica ampiezza e senso di moto. La frequenza è definita come il numero di oscillazioni complete, o cicli, che le particelle compiono nell'unità di tempo ed è misurata in Hertz (Hz). Il range di frequenze utilizzate negli ultrasuoni è compreso tra 1 e 10-20 Mega Hertz (MHz, cioè un milione di Hertz) ed a volte è anche maggiore di 20MHz.
Le onde si propagano con una certa velocità, che dipende dall'elasticità e dalla densità del mezzo che attraversano. Per propagarsi, gli ultrasuoni hanno bisogno di un substrato (il corpo umano per esempio), di cui alterano transitoriamente le forze elastiche di coesione delle particelle.
Si definisce come Impedenza Acustica la resistenza intrinseca della materia ad essere attraversata dagli ultrasuoni. Essa condiziona la loro velocità di propagazione nella materia ed è direttamente proporzionale alla densità del mezzo moltiplicata per la velocità di propagazione degli ultrasuoni nel mezzo stesso (IA= vel x densità). I diversi tessuti del corpo umano hanno tutti una impedenza diversa, ed è questo il principio su cui si basa la tecnica ecografia.
Per esempio, aria e acqua hanno bassa impedenza acustica, grasso fegato e muscolo ce l'hanno intermedia e osso ed acciaio ce l'hanno altissima. Nell'ecografia gli ultrasuoni vengono generati per effetto piezoelettrico ad alta frequenza.
Per effetto piezoelettrico si intende la proprietà, posseduta da alcuni cristalli di quarzo o di alcuni tipi di ceramiche, di vibrare ad alta frequenza se collegati ad una tensione elettrica, quindi se attraversati da una corrente elettrica alternata. Questi cristalli sono contenuti all'interno della sonda ecografia posta a contatto con la cute od i tessuti del soggetto, chiamata trasduttore, che emette così fasci di ultrasuoni che attraversano i corpi da esaminare e che subiscono un'attenuazione che è in rapporto diretto con la frequenza di emissione del trasduttore.
Dunque, maggiore è la frequenza degli ultrasuoni, e maggiore è la loro penetrazione nei tessuti, con una maggiore risoluzione delle immagini. I punti di passaggio tra tessuti con impedenza acustica diversa vengono chiamati Interfacce. Ogni volta che gli ultrasuoni incontrano un'interfaccia, il fascio viene in parte riflesso (torna indietro) ed in parte rifratto (cioè assorbito dai tessuti sottostanti).
Il fascio riflesso viene chiamato anche eco; esso, in fase di ritorno, si dirige nuovamente al trasduttore dove eccita il cristallo della sonda generando una corrente elettrica. È possibile perciò, tramite l'analisi delle caratteristiche dell'onda ultrasonora riflessa, ottenere informazioni utili per differenziare strutture con diversa densità.
L'energia di riflessione è direttamente proporzionale alla variazione di impedenza acustica tra due superfici. Per significative variazioni, come per esempio il passaggio tra l'aria e la cute, il fascio ultrasonoro può subire una riflessione totale; per questo è necessario l'uso di sostanze gelatinose tra sonda e cute.
Esistono diverse modalità di visualizzazione delle immagini ecografiche:
- A-Mode (Amplitude Mode= modulazioni di ampiezza): è attualmente superato dal B-Mode. Con la A-Mode, ogni eco viene presentato come una deflessione della linea di base (che esprime il tempo necessario all'onda riflessa per ritornare al sistema ricevente, cioè la distanza tra l'interfaccia che ha provocato la riflessione e la sonda), come un "picco" la cui ampiezza corrisponde all'intensità del segnale che lo ha generato. È il modo più semplice di rappresentare il segnale ecografico ed è di tipo monodimensionale (cioè offre un'analisi in una sola dimensione). Essa dà informazioni sulla sola natura della struttura in esame (liquido o solido).
- TM-Mode (Time Motion Mode): in essa, il dato A-Mode viene arricchito dal dato dinamico. Si ottiene un immagine bidimensionale in cui ogni eco è rappresentato da un punto luminoso. I punti si spostano orizzontalmente in relazione ai movimenti delle strutture. Se le interfacce sono ferme, anche i punti luminosi rimarranno fermi. è simile all'A-Mode, ma con la differenza che viene registrato anche il movimento dell'eco.
- B-Mode (Brightness Mode o modulazione di luminosità): si tratta di una classica immagine Ecotomografica (cioè di una sezione del corpo) della rappresentazione su un monitor televisivo degli echi provenienti dalle strutture in esame. L'immagine viene costruita convertendo le onde riflesse in segnali la cui luminosità (tonalità di grigio) è proporzionale all'intensità dell'eco; i rapporti spaziali fra i vari echi "costruiscono" sullo schermo l'immagine della sezione dell'organo in esame. Offre anch'essa immagini bidimensionali. L'introduzione della scala dei grigi (diverse tonalità di grigio per rappresentare echi di diversa ampiezza) ha maggiormente migliorato la qualità dell'immagine ecografia. Così tutte le strutture corporee vengono rappresentate con toni che vanno dal nero al bianco. In base alla tecnica di scansione, l'ecografia B-Mode può essere statica (o manuale) o dinamica (real-time).
Come Funziona l'Ecografia: Storia e Principi
L’ecografia è una tecnica di diagnostica per immagini molto popolare. La tecnologia è nota fin dal diciottesimo secolo, e l’uso in medicina fu suggerito per la prima volta dal medico austriaco Karl Theodore Dussik, nel 1941. Di solito, tuttavia, si citano il medico ostetrico Ian Donald e l’ingegnere Tom Brown come pionieri dell’ecografia, in quanto negli anni Cinquanta del Novecento svilupparono un prototipo di apparecchio ecografico (detto ecografo o sonografo) da usare per scopi medici, principalmente per individuare eventuali malformazioni fetali.
L’ecografia si è diffusa in tutto il mondo a partire dagli anni Settanta. Contrariamente ai metodi come le radiografie, non fa uso di radiazioni ionizzanti, bensì crea un’immagine dell’interno del corpo usando onde sonore di alta frequenza, che non possono essere captate dalle nostre orecchie: gli ultrasuoni. I suoni che riusciamo normalmente a udire hanno una frequenza che va dai 20 hertz ai 20.000 hertz al massimo (dove un hertz corrisponde a una vibrazione al secondo); gli ultrasuoni per la diagnostica medica hanno invece frequenze da uno a venti megahertz (cioè milioni di hertz).
Il Processo Ecografico
Per effettuare un’ecografia, il medico utilizza una sonda di dimensioni ridotte, da tenere in mano, detta trasduttore, che viene appoggiata sulla pelle in corrispondenza dell’area da esaminare. Questo apparecchio emette impulsi sonori di alta frequenza nel corpo, e funge sia da trasmittente sia da ricevente, captando gli impulsi riflessi dall’organo o dal tessuto da esaminare.
Più nello specifico, ogni volta che le onde sonore incontrano una superficie di separazione tra diversi tipi di tessuto, parte di esse vengono riflesse all’indietro e sono captate dal trasduttore. Il principio è simile a quello dell’ecolocazione usata da numerosi animali (come i delfini e molti pipistrelli) o del sonar, con la differenza che il sonar funziona tramite onde elettromagnetiche mentre l’ecografia fa uso di onde meccaniche.
Per “sigillare” lo spazio tra il trasduttore e la pelle, e garantire così una miglior propagazione delle onde meccaniche, si usa un gel denso a base acquosa che viene spalmato sulla cute subito prima dell’esame. Ogni sonda contiene numerosi cristalli piezoelettrici, ossia materiali ceramici che vibrano in risposta al passaggio di elettricità, producendo le onde sonore; viceversa, quando la sonda capta le onde riflesse dall’area esaminata succede l’opposto - cioè i cristalli convertono la pressione delle onde in corrente, e questa corrente forma un segnale che viene trasformato in immagine dal sonografo.
La strumentazione è di fatto in grado di calcolare la distanza tra i diversi tessuti a partire dal tempo impiegato dalle onde per tornare alla sonda e dalla velocità del suono attraverso i tessuti del corpo. È grazie a questa informazione che il sonografo riesce a ricostruire l’immagine dell’area che si sta analizzando. Oggi, con questa tecnologia, abbiamo la possibilità di visualizzare immagini tridimensionali anche in grande dettaglio.
Ambiti di Applicazione dell'Ecografia
Il campo di applicazione dell’ecografia è molto ampio. L'ecografia ginecologica è utile per esaminare utero, ovaie e tube uterine e la presenza di eventuali anomalie, malformazioni, cisti o noduli nell’apparato riproduttivo femminile. Uno degli usi più comuni dell’ecografia è in gravidanza per monitorare la crescita e lo sviluppo del feto. Altri impieghi riguardano: l'imaging del cuore, dei vasi sanguigni, degli occhi, della tiroide, del cervello, del seno, degli organi addominali, della pelle, e dei muscoli.
L’ecografia viene spesso associata alla gravidanza poiché, non facendo uso di raggi X, è molto sicura per il feto, che è estremamente sensibile agli effetti delle radiazioni ionizzanti. Tuttavia, gli ultrasuoni sono adatti a moltissime indagini che coinvolgono i tessuti molli: dagli esami ginecologici e urologici all'ispezione dell’interno del collo e della testa in otorinolaringoiatria, dall’osservazione della struttura intracranica dei neonati all’individuazione di calcoli renali o biliari, fino all’ecocardiogramma, cioè l’analisi ecografica del cuore che può permettere di monitorare il battito e il corretto funzionamento delle valvole, e in caso di valutare l’entità di un danno al tessuto cardiaco dopo un infarto.
Speciali apparecchi endoscopici (sonde cioè che vengono inserite all’interno del corpo) a ultrasuoni sono impiegati per fornire immagini dettagliate del tratto gastrointestinale. L'endoscopio è inserito nell'organismo attraverso la bocca, per esaminare stomaco e esofago. All'inizio dell'esame è chiesto alla persona che vi si sottopone di sdraiarsi su un fianco, per facilitare l'inserimento dell'endoscopio diretto verso lo stomaco.
Per evitare possibili disagi, prima di procedere potrebbe essere somministrato un sedativo e un anestetico locale in gola. Dopo un'ecografia endoscopica con sedazione, è consigliabile aspettare che l'effetto del farmaco sia significativamente diminuito prima di uscire dal luogo dove si è svolto l'esame.
Oltre che per uso diagnostico, l’ecografia è utilizzata nelle biopsie degli organi interni, durante le quali consente guidare meglio lo strumento con cui si preleva il tessuto da analizzare. La frequenza delle onde sonore utilizzate varia a seconda del tipo di analisi. Per esempio, per strutture superficiali come la tiroide, i muscoli, i tendini, i legamenti e le ghiandole del seno si usano ultrasuoni di frequenza maggiore (7-18 megahertz), mentre per esaminare gli organi più in profondità come il fegato, i reni e il cuore, o per visualizzare l’interno dell’addome, è più adatta una sonda che produce onde di frequenze inferiori (1-6 megahertz).
Un'altra forma funzionale di ecografia è l'elastografia, un metodo per valutare la rigidità relativa ai tessuti: può essere utilizzata per differenziare il tessuto tumorale da quello sano. Questa tecnica di imaging a ultrasuoni è in grado di generare una mappatura del cuore che può consentire l'identificazione del sito del cuore all’origine di un battito cardiaco irregolare (aritmia cardiaca).
Cos’è l’eco-doppler
Con l’ecografia è possibile anche monitorare il flusso nei vasi sanguigni, tramite una modalità di analisi detta ecografia doppler o eco-doppler. Il principio fisico alla base è l’effetto Doppler, per cui, quando ricevitore e sorgente si trovano in movimento l’uno rispetto all’altro, le onde sonore percepite dal primo hanno una frequenza diversa rispetto a quella dei suoni emessi dalla seconda.
In particolare, se l’onda recepita dalla sonda ha una frequenza superiore rispetto a quella emessa, ricevitore e sorgente si stanno avvicinando, mentre se, viceversa, si stanno allontanando, la frequenza risulterà inferiore. L’eco-doppler è molto utilizzata nell’analisi del flusso venoso e può fornire informazioni che riguardano la velocità e la resistenza allo scorrimento del sangue, consentendo di mettere in evidenza restringimenti (stenosi) dei vasi, rallentamenti o inversioni della regolare direzione del flusso sanguigno.
Queste informazioni possono essere visualizzate colorando in modo diverso nell’immagine le parti di flusso in avvicinamento e quelle in allontanamento (tipicamente di rosso le prime e di blu le seconde), e si parlerà in questo caso di ecocolordoppler. Tale tecnica non consente di visualizzare molto bene i vasi più piccoli, più profondi o con un flusso molto lento, per i quali si preferisce usare il cosiddetto power Doppler, che misura l’energia delle onde riflesse e ha maggior sensibilità (anche se non consente di individuare la direzione del flusso).
Le due tecniche si possono combinare nel power doppler direzionale, che unisce un’alta sensibilità alle informazioni fornite dall’ecocolordoppler. Infine, speciali stetoscopi che fanno uso della tecnologia eco-doppler riescono a convertire le onde riflesse in suono e possono essere usati - per fare un esempio - per ascoltare il battito cardiaco fetale già a partire dalle 8-12 settimane di gestazione.
Come si Svolge un Esame Ecografico
L’esame ecografico non è né doloroso, né richiede particolari preparazioni. L’esecuzione consiste nell’applicazione di un gel conduttore sulla pelle - in corrispondenza degli organi da esplorare - dove il medico muoverà su di esso la sonda che emette e registra gli ultrasuoni. Il paziente viene generalmente fatto sdraiare su un lettino, con la parte da esaminare scoperta.
Il gel a base d’acqua viene applicato sulla pelle prima di cominciare l’esame per impedire la formazione di sacche d’aria tra la sonda e la cute, che potrebbero bloccare il passaggio degli ultrasuoni attraverso la pelle. Nel caso venga eseguita un’ecografia interna, la sonda viene inserita all’interno dell’organismo, come può avvenire per esempio durante un’ecografia transvaginale. Per l'ecografia dell'utero e della zona pelvica, sarà necessario bere acqua per avere la vescica piena durante l'esame.
Un profilattico sterile sarà inserito sulla sonda ecografica che sarà poi delicatamente inserita nella vagina o nel retto. In tempo reale le immagini vengono visualizzate su un monitor.
Preparazione all'Esame
Dipende dal tipo di ecografia. Non richiedono preparazione ad esempio l’ecografia del collo, dei muscoli, delle articolazioni, mentre è necessaria la preparazione per lo studio dell’addome e della pelvi. Sì, è importante portare sempre con sé indagini precedenti anche diverse dall’ecografia, referti di visite specialistiche o cartelle indicanti interventi chirurgici effettuati.
Sicurezza dell'Ecografia
L’ecografia è un esame molto sicuro, non invasivo e completamente indolore. Nella sua pur breve storia di uso medico non è stato confermato alcun caso di effetti indesiderati per l’utilizzo di questa tecnica con le apparecchiature moderne e in mano a professionisti con adeguata formazione. Tuttavia, ovviamente si verificano effetti fisici: le onde sonore infatti sono in grado di esercitare pressione e trasferire energia meccanica ai tessuti, riscaldandoli.
Anche se normalmente il flusso sanguigno è in grado di trasportare il calore in eccesso dai tessuti, in linea teorica non si possono escludere, in circostanze particolari, effetti biologici derivanti dall’aumento di temperatura. In alcuni esperimenti condotti inviando ultrasuoni ad alta potenza a feti di piccoli mammiferi , è stata osservata una riduzione nella funzionalità di alcune aree del midollo spinale.
Per questo motivo, così come per le altre tecniche diagnostiche, l’esposizione agli ultrasuoni va limitata al minimo indispensabile, specialmente per quanto riguarda quelli a maggior intensità emessi dai dispositivi per l’eco-doppler. No, l’ecografia non prevede emissione di radiazione di tipo X.
Cosa si Vede con l'Ecografia
È possibile indagare praticamente tutto il corpo umano, ad eccezione dello scheletro e con dei limiti per il polmone e l’intestino. L’esame è particolarmente utile per la valutazione degli organi dell’addome come fegato, pancreas, milza, apparato urinario, utero ed ovaie e prostata nell’uomo, ma anche nella valutazione dei tessuti molli come la tiroide, la mammella o nello studio di muscoli e articolazioni.
L’ecografia di tiroide e paratiroidi è un accertamento diagnostico che permette di valutare le dimensioni della tiroide e lo stato dei vasi sanguigni che la circondano, degli organi contigui e dei linfonodi. L’ecografia della mammella, o ecografia mammaria, è un esame diagnostico non invasivo effettuato attraverso una sonda a ultrasuoni.
Componenti di un Ecografo
La tecnica si basa sul principio dell’emissione di eco e della trasmissione delle onde ultrasonore. Non impiega radiazioni ionizzanti come altri metodi di imaging. Il dispositivo utilizzato si chiama ecografo.
La parte principale dell’ecografo è il trasduttore, che è una sonda a ultrasuoni. Il trasduttore emette onde sonore ad alta frequenza che penetrano nel corpo e rimbalzano sugli organi o sui tessuti interni, generando onde sonore riflesse.
Un sistema di impulsi amplifica e elabora i segnali dei ritorni degli ultrasuoni riflessi, creando immagini digitali in tempo reale. La console di controllo è l’unità principale dell’ecografo, attraverso la quale il personale medico controlla il processo di acquisizione delle immagini. Possono essere regolate diverse impostazioni, come la frequenza degli ultrasuoni o la profondità di penetrazione.
Tipi di Scansione Ecografica
L’ecografia utilizza diversi tipi di scansione per fornire un’immagine dell’interno del corpo:
- Scansione B-mode (modalità B): è il tipo di scansione bidimensionale più comune in ecografia. Utilizza gli ultrasuoni per creare un’immagine bidimensionale dei tessuti interni.
- Scansione Doppler: viene utilizzata per valutare il flusso sanguigno all’interno dei vasi sanguigni.
- Ecografia tridimensionale (3D): utilizza una serie di immagini bidimensionali per creare la rappresentazione tridimensionale di una struttura anatomica.
- Ecografia in tempo reale: Questo tipo di scansione consente di visualizzare le immagini in tempo reale durante l’esame.
Procedura dell'Esame Ecografico
Per svolgere una ecografia, il paziente può essere invitato a spogliarsi dalle parti del corpo da esaminare, per indossare un camice ospedaliero. Il tecnico medico o il radiologo applica un gel trasparente sulla pelle nell’area da esaminare.
Il trasduttore, simile a una sonda, viene quindi posizionato sulla pelle e spostato delicatamente lungo l’area da esaminare. Il trasduttore produce onde sonore ad alta frequenza che penetrano nel corpo e rimbalzano sugli organi interni.
Durante l’esame il tecnico o il radiologo può richiedere al paziente di cambiare posizione, respirare o trattenere il respiro temporaneamente per ottenere immagini più chiare e dettagliate. Le immagini ottenute vengono quindi valutate dal medico specializzato, che le interpreta per formulare una diagnosi precisa.
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