L'esame di Risonanza Magnetica (RM) è uno strumento estremamente utile nel percorso diagnostico di diverse patologie, che possono riguardare le strutture muscolo-scheletriche, gli organi interni, le parti molli ed i vasi sanguigni. La Risonanza Magnetica del Valparma Hospital restituisce immagini ad alta definizione con evidenti specificità dei dettagli. La RMN viene prescritta quando è necessario indagare l’anatomia interna di un determinato distretto del corpo umano.
Cos'è la Risonanza Magnetica con Contrasto?
La Risonanza Magnetica con Contrasto è un esame diagnostico che si effettua praticamente con le stesse modalità di quella senza MdC: il paziente si stende sull’apposito lettino e deve mantenere l’immobilità durante tutto lo svolgimento dello studio mentre lo strumento ne analizza le strutture anatomiche. Il MdC si distribuisce, difatti, nei vasi sanguigni e negli organi alterando, solo temporaneamente, le proprietà molecolari delle strutture, che si trovano all’interno del campo magnetico, in cui vanno a localizzarsi, modificando il segnale che il macchinario riesce poi a tradurre in immagine. Queste sostanze, si distribuiscono nei vasi e negli organi in maniera simile ai mezzi di contrasto iodati utilizzati per la tomografia computerizzata (TC). Le molecole di gadolinio alterano temporaneamente le proprietà molecolari all’interno del campo magnetico delle strutture in cui vanno a localizzarsi modificando il segnale e quindi l’immagine della risonanza magnetica.
Tipologie di Risonanza Magnetica
- Risonanza magnetica chiusa: la più comune, costituita da un tunnel lungo e stretto dove si genera il campo magnetico; offre immagini di altissima qualità, ma può rappresentare un’esperienza spiacevole per chi soffre di claustrofobia.
- Risonanza magnetica aperta: pensata per alcune esigenze particolari, il macchinario risulta più spazioso e “aperto” lateralmente, rendendo l’esame meno stressante, anche se la qualità visiva può essere leggermente inferiore.
- Risonanza magnetica con mezzo di contrasto: viene somministrata una sostanza (a base di gadolinio) per via endovenosa, evidenziando infiammazioni, vasi sanguigni, tumori o alterazioni non facilmente visibili con una normale risonanza.
Quando si Usa il Contrasto?
Il mezzo di contrasto consente, dopo la sua infusione, di aumentare la potenza del segnale di alcuni tessuti. Inoltre, il mezzo di contrasto può aiutare a valutare la funzionalità di specifici organi.
Come Prepararsi all'Esame
L’utilizzo del Mezzo di Contrasto solitamente richiede che il paziente si presenti a stomaco vuoto, quindi deve attenersi ad un completo digiuno nelle 6-8 ore precedenti l’esame. Se il paziente segue una terapia farmacologica questa solitamente può essere regolarmente presa anche il giorno stesso: per eventuali indicazioni, comunque, è sempre buona norma chiedere consiglio al proprio medico. Per l’utilizzo del Mezzo di Contrasto è richiesto l’esame della creatinina non più vecchio di 1 mese. Si tratta di analisi del sangue per conoscere la funzionalità renale, da effettuare con semplice prelievo ematico.
Tipicamente è consigliato:
- Seguire le indicazioni del medico, che in alcuni casi potrebbe richiedere il digiuno di alcune ore, soprattutto se è previsto il mezzo di contrasto.
- Portare la documentazione sanitaria necessaria: eventuale ricetta o prescrizione dell’esame, analisi utili svolte in precedenza, i referti più recenti.
- Comunicare allergie, patologie o condizioni particolari, in particolare la gravidanza, la presenza di pacemaker, protesi o tatuaggi di ampie dimensioni.
- Indossare abiti comodi e senza componenti metalliche: in molti centri viene fornito un camice adeguato per effettuare l’esame in sicurezza.
Ecco invece cosa non fare prima di una risonanza magnetica:
- Non indossare oggetti metallici (orologi, gioielli, piercing, fermagli, occhiali e vestiti).
- Evita di applicare cosmetici e creme, in particolare nella zona da esaminare.
- Non assumere cibi o bevande nelle ore precedenti, se richiesto dal medico.
Il giorno dell'esame si consiglia di indossare indumenti senza ganci o bottoni automatici, spille, chiusure lampo o altre parti metalliche, che andrebbero in ogni caso tolti prima dell'esecuzione dell'indagine. Si consiglia di prestare molta attenzione anche ai punti metallici applicati in tintoria, che spesso restano attaccati alle etichette perché difficilmente visibili. Per evitare inconvenienti, comunque, la paziente viene di norma invitata a togliersi tutti i vestiti a esclusione della biancheria intima (purché priva di parti metalliche) e a indossare un camice, fornito dal personale, e calzari monouso. Occorre togliere gioielli e piercing, fermagli per capelli e cinture, occhiali e orologio, ma anche eventuali lenti a contatto, apparecchi per l’udito, protesi dentarie mobili, cinti sanitari, busti e parrucche. Non è consentito portare con sé cellulari, carte di credito o altre tessere magnetiche che potrebbero interferire con lo strumento di indagine. In alcuni casi si richiede anche di rimuovere i cosmetici dal viso e dagli occhi: si può decidere di non truccarsi oppure di portare con sé il necessario per la pulizia del viso.
Come si Svolge l'Esame?
Lo svolgimento dell’esame è lo stesso di una risonanza magnetica senza mezzo di contrasto. Dopo essersi privato di qualsiasi oggetto e indumento con parti metalliche e aver risposto alle ultime domande pre-esame, il paziente deve stendersi, in posizione supina, su un apposito lettino scorrevole, che servirà a immetterlo all'interno dell'apparecchiatura diagnostica. Il paziente viene posizionato sul lettino e viene eseguita una prima acquisizione del distretto anatomico da studiare. Quindi, dopo aver posizionato un sottile accesso venoso, viene iniettato il mezzo di contrasto e si esegue una seconda acquisizione. A guidare e assistere il paziente durante l'accomodamento sul lettino, è un tecnico di radiologia, il quale, subito dopo, provvede anche a fornirgli tutte le possibili comodità (es: cuscini, coperte, tappi per le orecchie ecc.) e a dargli le ultime istruzioni fondamentali al corretto svolgimento dell'esame. Durante l’esame, il paziente deve rimanere immobile e seguire le indicazioni del personale sanitario. La presenza di un sistema di comunicazione garantisce un controllo completo della situazione e la possibilità, a chi si sta sottoponendo alla procedura, di riferire eventuali malesseri o problematiche. Come una risonanza magnetica convenzionale, anche la risonanza magnetica con contrasto è rumorosa. Di norma, l'iniezione del mezzo di contrasto avviene in una vena del braccio, mediante siringa, e ha una durata compresa tra i 10 e i 30 secondi.
Cosa si Vede con la Risonanza Magnetica con Contrasto?
La risonanza magnetica permette di visualizzare con estrema precisione i tessuti molli del corpo (organi, muscoli, tendini, legamenti e vasi sanguigni); è invece poco indicata per esaminare le ossa, che vengono analizzate meglio con una TAC o una radiografia.
Con la risonanza magnetica all’encefalo si studiano gli elementi che risiedono all'interno del capo: cervello, cervelletto, tronco encefalico, ipofisi, ventricoli, nervi acustici. Questo esame consente di analizzare tumori, encefaliti, eventuali malformazioni, sclerosi multipla, patologie che coinvolgono i nervi ottici e acustici, così come di diagnosticare l’idrocefalo e valutare le conseguenze di ischemie, edemi o emorragie cerebrali. La risonanza magnetica all’encefalo può essere preziosa anche nell’interpretare in modo definitivo sintomi poco specifici, come mal di testa, vertigini, crisi epilettiche, disturbi della vista o comportamenti umorali. In buona parte dei casi, specialmente quelli un po’ più articolati, si ricorre a una risonanza magnetica all’encefalo con contrasto, che assicura un’accuratezza ancora superiore. In particolare, una variante della risonanza all’encefalo richiede espressamente l’uso di un liquido di contrasto: si tratta angio-risonanza magnetica;, con cui è possibile focalizzare l’indagine sul flusso di sangue nell’area interessata.
Con una risonanza magnetica della colonna vertebrale, o RM Rachide, si valuta la relazione che lega ossa, dischi vertebrali e radici nervose e rende visibili anche alcune lesioni nell’area considerata. In presenza di dolori costanti nella zona più bassa della schiena, stati febbrili o traumi, si può procedere con una risonanza magnetica lombo sacrale, con cui è possibile individuare tumori spinali, ernie del disco, sciatalgie, discopatie. La risonanza magnetica del tratto cervicale permette di visualizzare nei dettagli tutti gli elementi che lo compongono: midollo spinale, vertebre e dischi.
Con una risonanza magnetica a polso e mano oppure gomito e avambraccio è possibile rilevare lesioni di varia natura ad articolazioni, tendini e muscoli, così come malformazioni o patologie legate a tumori, traumi o problemi vascolari. Con Artoscan la procedura è semplice: il paziente posiziona l’arto dentro l’apparecchiatura e lo mantiene fermo.
Con la risonanza magnetica all’addome è possibile osservare tutti gli elementi dell’area, dagli organi fino a nervi e vasi sanguigni, con l’obiettivo di rilevare o tenere sotto controllo processi infiammatori, infezioni, forme tumorali. Con la risonanza magnetica il cuore e la sua struttura risultano visibili come non è possibile con altri tipi di esame.
La risonanza magnetica mammaria è un’alleata davvero molto preziosa nella diagnosi precoce di tumore al seno, specialmente nelle giovani donne. Con una RM alla mammella è infatti possibile ottenere immagini altamente precise di eventuali noduli maligni anche di piccole dimensioni, che, essendo vascolarizzati in modo specifico, si possono quindi distinguere dai tessuti normali. L’esame è adatto alle pazienti con familiarità di cancro al seno o che devono essere monitorate dopo trattamenti chemioterapici, interventi di chirurgia conservativa o inserimento di protesi.
Attraverso questa tipologia di risonanza magnetica, la prostata viene esaminata sulla base di diversi parametri: morfologia, diffusione e perfusione. Questo perché i tessuti di un’eventuale massa tumorale si distinguerebbero dagli altri per una composizione differente. Ma l’elevato dettaglio diagnostico non è l’unico vantaggio della procedura: associando risonanza multiparametrica ed ecografia endorettale, è possibile eseguire una biopsia prostatica fusion, che permette di effettuare prelievi esclusivamente mirati e approntare il trattamento con rigore ancora maggiore.
Con una risonanza magnetica all’anca oppure al ginocchio, ogni componente è ben visibile: dalla cartilagine ai legamenti, dai tessuti ossei fino ai tendini.
Effetti Collaterali e Rischi
I mezzi di contrasto paramagnetici sono solitamente ben tollerati e non comportano rischi di tossicità, dunque sono poco frequenti gli effetto collaterali. Per la maggior parte dei pazienti, l'iniezione del mezzo di contrasto è indolore e non provoca alcun tipo di malessere particolare; per una minoranza dei pazienti, invece, è associata a sensazioni/disturbi temporanei, come per esempio: brividi di freddo, nausea, mal di testa e/o vomito. Gli effetti più consistenti del mezzo di contrasto sono in atto nelle prime ore che seguono l'iniezione; dopodiché si assiste a una loro graduale attenuazione. La risonanza magnetica con contrasto è una procedura diagnostica sicura per la maggior parte delle persone.
Tra gli effetti avversi lievi - che sono, fortunatamente, i più comuni - si registrano principalmente: mal di testa, nausea e/o vertigini.Altri effetti collaterali:
- Moderata reazione allergica al gadolinio.
- Severa reazione allergica al gadolinio.
- Fibrosi nefrogenica sistemica: è una rara condizione morbosa altamente debilitante, che risulta dalla formazione di tessuto cicatriziale sulla cute, sulle articolazioni, sugli occhi e sugli organi interni.
- Ritenzione di gadolinio nei tessuti: è un fenomeno che, secondo alcune ricerche, riguarderebbe un 1% della dose di gadolinio iniettata. Sempre in base alle medesime ricerche, i tessuti più colpiti sarebbero il tessuto osseo e il tessuto cerebrale.
Rispettando le cautele sopra descritte, l’unico possibile rischio nel corso della risonanza magnetica è una reazione allergica alla sostanza usata come mezzo di contrasto, il gadolinio, che generalmente è molto più rara e lieve di quella prodotta da mezzi di contrasto a base di iodio usati per gli esami radiografici. In ogni caso è bene avvertire il personale se in passato si sono verificate reazioni allergiche di questo tipo o se si è affetti da gravi disfunzioni renali. L’allergia si può manifestare con sintomi lievi, come prurito, nausea e vomito e, solo in casi eccezionali, scatenare reazioni più gravi che il personale è comunque pronto a fronteggiare. Allo stato attuale delle conoscenze non c’è ragione di credere che la risonanza magnetica possa provocare danni, nemmeno a distanza di tempo.
Controindicazioni
Il loro utilizzo è controindicato sostanzialmente solo in caso di insufficienza renale grave e di allergia al Mezzo di Contrasto stesso. L'esame è controindicato anche per chi, a seguito di incidenti o di interventi chirurgici, ha nel corpo altre strutture metalliche di vario tipo, specialmente se in prossimità di organi vitali, per evitare che i campi magnetici prodotti dalla macchina possano provocare il loro spostamento o il loro surriscaldamento.
La gravidanza rappresenta una controindicazione relativa alla risonanza magnetica con contrasto. Sulla base di attendibili ricerche scientifiche, i medici affermano che l'allattamento al seno non rappresenta in alcun modo una controindicazione alla risonanza magnetica con mezzo di contrasto al gadolinio. Sulla base di attendibili ricerche scientifiche, i medici affermano che l'allattamento al seno non rappresenta in alcun modo una controindicazione alla risonanza magnetica con mezzo di contrasto al gadolinio.
La risonanza magnetica è un esame sicuro per la maggior parte delle persone, ma esistono alcune controindicazioni che il medico deve valutare attentamente. L’esame è generalmente controindicato, o richiede precauzioni particolari, nei pazienti con:
- Pacemaker o defibrillatori (non compatibili con la risonanza magnetica);
- Neurostimolatori, protesi metalliche, valvole cardiache artificiali o clip vascolari;
- Schegge metalliche nel corpo, soprattutto nella zona del viso e degli occhi.
Dopo l'Esame
Una volta terminata la risonanza magnetica con contrasto, un incaricato del personale medico aiuta il paziente a scendere dal lettino e a rimettersi in piedi; dopodiché, lo invita a rivestirsi e a seguirlo in un'apposita sala d'attesa dell'ospedale (o della clinica), dotata di ogni comfort. Conclusa l'indagine si può tornare a casa, anche guidando, senza nessun tipo di limitazione. Il mezzo di contrasto, quando usato, impiega meno di 24 ore per essere eliminato tramite le urine.
Quanto Dura l'Esame?
La durata di una risonanza magnetica dipende dall’estensione della parte del corpo da esaminare ma può variare tra i 20 e i 50 minuti. La durata dell’esame varia in base al distretto da analizzare e alla situazione di ogni singolo paziente. Molti possono trovarsi in difficoltà a mantenersi immobili, come richiesto perché l'esame riesca bene, per tutto il tempo. Si può però chiedere al tecnico che la esegue la possibilità di sgranchirsi un po’ tra una sequenza e l’altra.
Modalità di Eliminazione del Mezzo di Contrasto
Terminata la risonanza magnetica, il corpo del paziente elimina naturalmente il mezzo di contrasto attraverso i reni e l’apparato urinario. Nonostante il mezzo di contrasto venga smaltito naturalmente dall’organismo, è importante essere informati sulle buone pratiche da seguire dopo aver sottoposto a un esame con mezzo di contrasto. Per facilitare l’eliminazione del gadolinio, si consiglia ai pazienti di idratarsi adeguatamente bevendo molti liquidi nelle ore successive all’esame. Inoltre, è fondamentale seguire le istruzioni fornite dai professionisti sanitari riguardanti eventuali precauzioni o restrizioni alimentari da adottare dopo l’esame.
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