Cosa si vede con la Risonanza Magnetica Cardiaca

La Risonanza Magnetica Cardiaca (RMN) è un'indagine che utilizza un campo magnetico centrato sullo studio del cuore. Risponde la Dr.ssa Chiara Zocchi, che lavora con il Dr. Maurizio Pieroni, responsabile dell’ambulatorio cardiomiopatie e malattie cardiache rare dell’ospedale di San Donato. La risonanza magnetica del cuore rappresenta esame di secondo livello per valutare la gran parte delle patologie a carico del cuore e delle valvole cardiache, tra cui: cardiopatia ischemica, cardiomiopatie dilatative, miocarditi, cardiomiopatie ipertrofiche, cardiopatie congenite, valvulopatie, malattie del pericardio.

Informazioni Fornite dalla RMN Cardiaca

La RMN può migliorare la visualizzazione delle strutture cardiache, ad esempio quando l’ecocardiogramma sia di difficile esecuzione (es. obesità o enfisema grave). Ma la RMN è fondamentale per precisare e valutare l’evoluzione del tipo di cardiomiopatia. In molte cardiomiopatie come ad esempio l’emocromatosi e l’amiloidosi cardiaca, fornisce anche informazioni sull’efficacia di terapie specifiche.

Valutazione delle Cardiomiopatie

Anzitutto quali informazioni può fornire l’Rmn per dare certezze sulla sospetta cardiomiopatia? Si tratta dunque di uno strumento diagnostico prezioso per precisare e valutare l’evoluzione del tipo di cardiomiopatia con cui si ha a che fare, e di conseguenza è utile per mettere a punto una terapia specifica. La RMN può dare informazioni dettagliate sull’estensione della fibrosi miocardica, elemento che può essere importante per consigliare l’ eventuale impianto di defibrillatore.

Funzione Ventricolare

La RMN è la metodica di riferimento per la valutazione dei volumi, della funzione ventricolare sinistra, ma soprattutto destra, che non è facilmente analizzabile con l’ecocardiografia. L’esame può migliorare la visualizzazione del cuore quando per particolari problematiche sia difficile eseguire un ecocardiogramma. Ma rispetto a quest’ultimo offre preziose informazioni in più sui volumi e sulla funzione ventricolare sinistra e destra in particolare, non facilmente analizzabile con l’eco.

Caratterizzazione Tissutale

Per alcune specifiche patologie cardiache la RMN è un esame fondamentale perché permette di acquisire immagini estremamente accurate e dettagliate sulle caratteristiche morfologiche e tissutali del cuore, fondamentali per precisare la diagnosi. La RMN con mezzo di contrasto è fondamentale per capire se il muscolo cardiaco è ancora integro. Il mezzo di contrasto si accumula infatti nei tessuti danneggiati del cuore e permette quindi di riconoscere, dopo circa 10 minuti dalla sua somministrazione, zone cicatriziali (fibrosi), aree infiammate o infiltrate da altre sostanze dannose.

T1 e T2 Mapping

Il T1 e T2 mapping sono tecniche specifiche di RMN, che migliorano la caratterizzazione del tessuto e forniscono informazioni più fini e specifiche sulla composizione del tessuto cardiaco stesso. Permettono di ricostruire mappe che per convenzione e praticità vengono trasformate in numeri e colori in tutti i segmenti del cuore. Se all’interno del cuore fossero presenti cicatrici fibrose, accumuli di grasso, ferro, o tessuto infiammatorio, sarebbero visualizzati con alterazioni del colore a seconda della patologia e della sua diffusione.

Come si Svolge l'Esame

Durante l’esame il paziente viene posizionato all’interno di un tubo, che contiene il magnete per un tempo variabile (da 30 minuti a 1 ora). E’ un esame con elevato profilo di sicurezza e non doloroso, ma occorre restare attivi. Attraverso appositi microfoni ed altoparlanti, il paziente è in comunicazione con il personale dedicato che impartirà ordini semplici come trattenere il respiro per un brevissimo periodo (solitamente 9-20 secondi) al fine di ottenere immagini ad alta definizione e prive di artefatti da movimento.

Il paziente viene fatto stendere su un lettino meccanico contenuto all’interno dell’apparecchio di risonanza magnetica. A metà esame viene iniettato il mezzo di contrasto. Trattasi di un esame assolutamente indolore.

Sul torace del paziente vengono applicati elettrodi per monitorare il battito cardiaco e sulle orecchie cuffie per non sentire i rumori generati dal magnete. Questo metodo consente di ottenere immagini ad altissima definizione.

Precauzioni e Controindicazioni

Prima di somministrare il mezzo di contrasto, sono richiesti esami del sangue come la “creatininemia”, che serve a valutare la funzione renale. I pazienti con importante insufficienza renale (stimata mediante la creatininemia ed il calcolo del GFR), non dovrebbero ricevere il mezzo di contrasto se non in casi eccezionali, per evitare un peggioramento della disfunzione renale.

È importante considerare alcune controindicazioni:

  • Importante “claustrofobia” cioè l’impossibilità di restare chiusi in un luogo.
  • Grave obesità.
  • Presenza di pace-maker o defibrillatori non compatibili con il campo magnetico.
  • Presenza di corpi metallici ferromagnetici come viti o chiodi inseriti dopo un trauma o un intervento ortopedico. Inoltre è importante informarsi anche sulle attività lavorative precedenti o attuale.

La gravidanza non costituisce una controindicazione assoluta, tuttavia vista l’assenza di studi sugli effetti della RMN sul feto, è sconsigliato l’utilizzo del mezzo di contrasto in gravidanza per evitare possibili effetti avversi sul feto.

Può essere eseguito anche da soggetti portatori di defibrillatori o pacemaker purchè ogni elemento del dispositivo sia RMN compatibile (RMN conditional, come la maggior parte dei dispositivi impiantati dopo il 2010). A tal proposito, viene spesso richiesta una certificazione di compatibilità con la RMN, che di solito viene rilasciata al momento dell’impianto. E’ importante ricordarsi di avvisare il personale medico in sede di prenotazione dell’esame per garantire la presenza di un cardiologo che comunque dovrà programmare il dispositivo prima e dopo l’esame.

Frequenza dell'Esame

Ogni paziente ed ogni caso infine vanno valutati singolarmente, ma in genere la Rmn viene ripetuta in un periodo che va dai due ai cinque anni. Ogni caso va valutato singolarmente e discusso con il proprio cardiologo di riferimento. Solitamente ogni 2-5 anni, ma può variare a seconda della severità e dall’andamento della Cardiomiopatia.

RMN Aperta

La RMN aperta può invece essere utilizzata in genere per lo studio dell’apparato osteo-muscolare (ArtroScan).

Costo dell'Esame

Questo esame può essere tranquillamente eseguito in qualsiasi struttura ospedaliera o in una struttura privata convenzionata con il sistema sanitario nazionale, previa prescrizione medica da parte di uno specialista o del medico curante. Il prezzo, inoltre, non è mai lo stesso ma varia in base al reddito familiare lordo annuo: il costo massimo, comunque, non è mai superiore ai 70 euro (in questo caso relativo a quelle famiglie che hanno un reddito che supera i 100 mila euro l’anno).

leggi anche: