Cosa Mangiare Dopo Gastroscopia con Biopsia: Guida Completa

Introduzione alla Gastroscopia

La gastroscopia, nota anche come esofagogastroduodenoscopia (EGDS), è un esame diagnostico invasivo che permette di esaminare l’interno dell’esofago, dello stomaco e del duodeno. È l’esame indicato quando c’è un sospetto di patologia di questi organi.

Durante l’indagine, il medico, se lo ritiene necessario, può prelevare piccole porzioni di tessuto da sottoporre ad analisi istologica. Per questa ulteriore procedura, chiamata biopsia, il medico deve sapere in anticipo se il paziente ha gravi disturbi della coagulazione del sangue o prende farmaci antiaggreganti o anticoagulanti.

Preparazione alla Gastroscopia

Per la gastroscopia non esiste una preparazione specifica: occorre semplicemente essere a digiuno da almeno 12 ore (è consentita solamente l’assunzione di acqua, eventualmente anche zuccherata, fino a tre ore prima dall’esecuzione dell’esame). Nel caso in cui il paziente sia in terapia con farmaci da assumere al mattino, si consiglia di ingerirli con poca acqua.

Non devono essere somministrati antiacidi. I pazienti in terapia anticoagulante o affetti da patologie a rischio emorragico (cirrosi epatica, emofilia, piastrinopenia, coagulopatie, ecc) vanno sottoposti per tempo a specifici esami del sangue.

È molto importante, quando arriverà in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, indicare al medico che eseguirà l’esame endoscopico l’eventuale terapia in corso. In particolare, è opportuno scrivere la lista delle medicine che si assumono, con quantità e orari in quanto alcuni farmaci richiedono particolari avvertenze.

Qualora lei assuma farmaci antiaggreganti, anticoagulanti o farmaci per il diabete, sulle note informative che le daranno al momento della prenotazione, ci sarà scritto tutto, in particolare i tempi di sospensione prima della procedura.

É utile che lei telefoni al Servizio di endoscopia che ha erogato la procedura. Troverà tutti i numeri di riferimento sul referto della procedura.

Come si Esegue la Gastroscopia?

La persona si posiziona sul lettino, sdraiata su un lato secondo le indicazioni del personale sanitario. A quel punto viene inserito lentamente il sondino fino ad arrivare al duodeno, poi altrettanto lentamente viene retratto. Durante la procedura il medico osserva sullo schermo la superficie interne degli organi grazie alla telecamera posta sul sondino.

L'esame non è doloroso, ma è fastidioso nella prima parte che comporta il passaggio dello strumento dalla gola suscitando il riflesso del vomito e dell'eruttazione. La sensazione di dover vomitare è normale senza sedazione ed è tipica soprattutto della prima fase dell'esame. La sedazione serve proprio ad evitare o a dominare questo inconveniente.

La procedura viene eseguita dopo aver praticato un’anestesia locale con un spray di sostanza anestetica spruzzato nell’area del faringe. Su richiesta del paziente o per esigenze tecniche dell’endoscopista, si può eseguire una gastroscopia con sedazione endovenosa cosciente (iniezione endovenosa di benzodiazepine). In tal caso, oltre ad essere indicata la presenza di un accompagnatore, al termine dell’esame il paziente viene fatto aspettare in sala di osservazione fino alla scomparsa degli effetti della sedazione.

Se viene eseguita una sedazione, non ci si può mettere alla guida di un autoveicolo per 12 ore come sarà specificato nel referto. Quindi, occorre farsi riaccompagnare a casa da amici o parenti e quindi presentarsi all’esame accompagnati. È comunque sconsigliato guidare o dedicarsi a lavori che richiedano attenzione per almeno 6 ore.

Durata e Rischi dell'Esame

La procedura richiede tra i 10 e i 15 minuti.

L'esofagogastroduodenoscopia è una procedura sicura, ma come tutti gli interventi invasivi, può presentare complicanze.

Rischi Immediati:

  • Seppur molto di rado, il sondino può accidentalmente danneggiare la parete dello stomaco o dell’esofago. In questo caso è necessario suturare la ferita con un intervento chirurgico.
  • Nei casi in cui si effettua anche la biopsia è possibile che si verifichi un sanguinamento che può essere arrestato nel corso della stessa gastroscopia.

Rischi Comuni:

  • Perforazione - in casi rari, l’endoscopio può causare una perforazione nella parete dell’esofago, dello stomaco o dell’intestino tenue.
  • Sanguinamento - durante la biopsia o altri trattamenti endoscopici, potrebbe verificarsi un sanguinamento, soprattutto se sono presenti ulcere o lesioni nella mucosa del tratto gastrointestinale.
  • Problemi di coagulazione del sangue - pazienti con disturbi di coagulazione o che assumono farmaci anticoagulanti potrebbero essere a rischio di sanguinamento durante la procedura.

Cosa Mangiare Dopo la Gastroscopia

Dopo una gastroscopia, il tratto gastrointestinale può risultare sensibile o irritato. Pertanto, è cruciale introdurre una dieta che non solleciti ulteriormente la mucosa gastrica. L’obiettivo principale è promuovere la guarigione, ridurre l’infiammazione e prevenire complicazioni.

Alimenti Consigliati nelle Prime 24 Ore

Nelle prime 24 ore dopo la gastroscopia, è consigliabile consumare brodi chiari, tè, gelatine, e alimenti in forma liquida o semi-liquida come yogurt naturale e frullati di frutta senza semi. Questi alimenti contribuiscono a mantenere idratato l’organismo senza irritare ulteriormente lo stomaco.

  • Brodi chiari
  • Tè leggero
  • Gelatine
  • Yogurt naturale (senza zuccheri aggiunti)
  • Frullati di frutta (senza semi e non acidi)

Alimenti da Evitare

Dopo una gastroscopia, alcuni alimenti possono aggravare il disagio o ritardare il processo di guarigione. Alimenti piccanti, acidi (come agrumi e pomodori), alcolici, caffeina e bevande gassate dovrebbero essere evitati.

  • Alimenti piccanti
  • Agrumi e pomodori
  • Alcolici
  • Caffeina
  • Bevande gassate
  • Latticini freschi, latte, cappuccino e brodi

Reintroduzione Graduale degli Alimenti

Una volta superate le prime 24 ore, è possibile iniziare a reintegrare gradualmente altri alimenti, prestando sempre attenzione alle reazioni del proprio corpo. Si può iniziare con cereali ben cotti, verdure cotte non fibrose, piccole porzioni di carne magra o pesce.

Monitorare attentamente la propria risposta agli alimenti reintrodotti è essenziale per un recupero ottimale. In caso di sintomi quali nausea, vomito, gonfiore o dolore addominale, è consigliabile consultare il medico. Potrebbe essere necessario adattare la dieta, limitando o eliminando gli alimenti che causano disturbo.

Dopo due ore dall’esame potrà mangiare, con moderazione, pane, pasta, riso, carne, affettati, pesce e pizza. Vanno evitati frutta, verdura, latticini freschi, latte, cappuccino e brodi.

Esempio di Pianificazione dei Pasti

  • Colazione: Porridge di avena cotto con acqua o latte a basso contenuto di grassi, addolcito con un po’ di miele.
  • Pranzo: Crema di verdure con un pezzo di pane morbido.
  • Cena: Brodo di pollo con pasta cotta molto morbida o riso.

Gastroscopia: Informazioni Aggiuntive

L’esame consente di diagnosticare con precisione numerose patologie del tratto digerente superiore come: esofagite, gastrite, ulcere, polipi e tumori.

Alternative alla Gastroscopia Tradizionale

Esistono delle varianti alla gastroscopia tradizionale:

  • Gastroscopia transnasale: nota anche come gastroscopia naso-gastrica o esofagogastroduodenoscopia transnasale, è una variante della gastroscopia tradizionale.
  • Gastroscopia virtuale: Uno dei principali vantaggi della gastroscopia virtuale è la sua natura non invasiva, che riduce al minimo il disagio per il paziente e l’esposizione a rischi associati alla procedura endoscopica tradizionale.
  • Gastroscopia con videocapsula: nota anche come videocapsula endoscopica, è una tecnica avanzata per l’esame del tratto gastrointestinale.

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