L'utilizzo dei Corn Flakes nella dieta è collocato prevalentemente nella prima colazione e tra gli spuntini (pasti secondari), anche se non mancano diverse ricette "alternative" che ne prevedono l'utilizzo. I Corn Flakes sono alimenti appartenenti al III gruppo degli alimenti e la loro funzione nutrizionale è principalmente quella di apportare carboidrati complessi, quindi energia.
La scoperta dei Corn Flakes risale al XIX secolo d.C.; in questo periodo, un gruppo di ricercatori appartenenti alla "dottrina avventista del settimo giorno" cercava alcune ricette di tipo vegetariano (filosofia alimentare imposta dalla dottrina stessa), con le quali variare ed ampliare la dieta dei pazienti ricoverati in sanatorio (progetto: "The Battle Creek Sanitarium in Michigan"). Essendo impegnati in attività collaterali, John Harvey Kellogg e suo fratello minore dimenticarono del mais cotto all'aria aperta, lasciando involontariamente che acquisisse la gommosità tipica degli alimenti raffermi. Per questioni di bilancio, i fratelli Kellogg decisero di utilizzare comunque tale materia prima e, facendola passare attraverso dei rulli nella speranza di ricavarne una sfoglia, ottennero semplicemente dei semi schiacciati.
Successivamente, il fratello più giovane (Will Keith Kellogg), nonché direttore commerciale del sanatorio, notando un elevato indice di gradimento dei Corn Flakes tra i pazienti, decise di immetterli sul mercato globale per mezzo della neonata "Battle Creek Toasted Corn Flake Company". Il successo fu immediato, anche se l'aggiunta di altri ingredienti (tra i quali anche lo zucchero) fu motivo di rottura tra i due fratelli.
Indice Glicemico e Carico Glicemico: Cosa Sono?
L’Indice Glicemico (IG) e il Carico Glicemico (CG) sono due indicatori molto importanti per valutare l’influenza che i cibi hanno sulla glicemia durante e dopo un pasto. Vediamo nel dettaglio entrambi gli indici.
Indice Glicemico (IG)
Il termine “indice glicemico” è stato introdotto all’inizio degli anni 80 da David Jenkins, dell’Università di Toronto (Canada). Si tratta di un parametro che permette di classificare i cibi ricchi in carboidrati in base al loro effetto sulla glicemia, e cioè in base alla loro capacità di modificare, dopo il consumo, i livelli di glucosio nel sangue. L’indice glicemico (glycemic index, o GI della letteratura anglosassone) é un indice della risposta glicemica indotta, nello stesso soggetto, da una quantità specifica di carboidrati in rapporto a un’equivalente quantità di carboidrati proveniente da un alimento standard. E’ quindi un indice di qualita’ dei carboidrati.
Formalmente, esso misura l’area sotto la curva della risposta glicemica conseguente al consumo di una quantità di carboidrati provenienti dall’alimento in esame (in genere 50 o 100 grammi) raffrontata all’area sotto la curva della risposta glicemica successiva al consumo di un alimento standard (soluzione di glucosio o pane bianco). Il rapporto viene espresso in percentuale. E’ importante sottolineare che le scale basate sul glucosio e sul pane bianco sono diverse: il glucosio, se rapportato al pane bianco, ha un indice glicemico di circa 130, ed il pane bianco, se rapportato al glucosio, di circa 75.
L’Indice Glicemico (IG) di un alimento è una misura qualitativa che ci dice quanto quell’alimento - rispetto allo zucchero bianco da cucina (che ha valore 100), è capace di far alzare la glicemia. Per il confronto oggi si usa anche il pane bianco (sempre considerando 100 come valore di riferimento). Più è alto l’indice glicemico di un alimento, maggiore sarà il suo impatto sulla glicemia, fatto cento lo zucchero bianco da cucina (saccarosio). I cibi che fanno salire il glucosio rapidamente hanno un Indice Glicemico alto, quelli che lo fanno salire gradualmente hanno un IG basso.
Fattori che influenzano l'Indice Glicemico
Quando consumiamo qualche alimento che contiene carboidrati, questi - grazie all’insulina che funziona come una sorta di “chiave - passano dall’intestino al sangue e così i livelli di glucosio aumentano. L’ammontare di questo aumento dipende da diversi fattori:
- la composizione dell’alimento;
- il luogo di coltivazione e di raccolta;
- il contenuto in amidi, proteine, fibre e grassi;
- la combinazione con altri alimenti;
- il tipo di cottura;
- il grado di maturazione (per es. per la frutta)
Sono tutti fattori che possono influenzare anche notevolmente gli effetti sulla glicemia; inoltre l’IG può presentare forti variazioni da una persona all’altra.
Indice Glicemico e Diabete
L’indice glicemico è un indicatore importante per chi soffre di diabete, considerato che deve evitare rapidi innalzamenti della glicemia. Seguire una dieta a base di alimenti con indice glicemico basso, per quanto possa sembrare complicato, può permettere un migliore controllo della propria glicemia. Secondo alcuni Esperti, inoltre, gli alimenti a indice glicemico più basso aiutano a tenere sotto controllo il peso perché provocano sazietà senza bisogno di molte calorie.
Carico Glicemico (CG)
Il carico glicemico (glycemic load, GL) è invece il prodotto dell’indice glicemico medio della dieta giornaliera per la quantità totale di carboidrati consumati in una giornata. E’ quindi un indice sia di qualita’ che di quantita’ dei carboidrati ed ha lo scopo di valutare l’effetto complessivo della dieta sulla glicemia.
Il carico glicemico è un secondo indicatore nutrizionale che valuta l’effetto sulla glicemia di un alimento basandosi sulle quantità effettivamente consumate. Di conseguenza è un parametro più adatto per calcolare il consumo quotidiano dei vari alimenti.
La formula per calcolare il Carico Glicemico è molto semplice, perché basta calcolare la quantità di alimento che stiamo consumando in gr di carboidrati per il suo Indice Glicemico e poi dividere tutto per 100.
Il Carico Glicemico è quindi un indicatore molto più interessante e utile per l’uso quotidiano perché considera le quantità effettivamente consumate.
Tabella di Classificazione dell'Indice Glicemico
Esistono delle tabelle di classificazione arbitraria in IG elevato, intermedio e basso che secondo la maggior parte degli autori è fissata nei range di valori indicati nella tabella sottostante.
| Categoria | Valore IG |
|---|---|
| Alto | 70 o superiore |
| Medio | 56-69 |
| Basso | 55 o inferiore |
Fonte: M Szwillus, D Fritzsche, Mangiare sano con il diabete, Tecniche Nuove, 2010
Valori Nutrizionali dei Corn Flakes
L'apporto energetico complessivo dei Corn Flakes è piuttosto alto (maggiore della pasta secca alimentare), ma è doveroso specificare che le relative porzioni di consumo risultano piuttosto moderate (dai 30 ai 60g). Tuttavia, ad un'analisi più accurata, emerge un sensibile contenuto in sodio, elemento indesiderato per chi soffre di ipertensione arteriosa o possiede un rischio cardiovascolare già di per sé elevato.
I Corn Flakes sono alimenti comunemente utilizzati nella dieta ipocalorica (contro il sovrappeso) e in quella contro l'ipercolesterolemia, ma nelle giuste porzioni vengono contestualizzati anche nel regime alimentare di altre patologie metaboliche.
Corn Flakes Integrali senza Zuccheri Probios
I Corn Flakes senza zuccheri Probios sono croccanti fiocchi di mais biologico italiano tostato e senza nessuno zucchero aggiunto, ideali per iniziare con il piede giusto la giornata. Accompagnali alla tua bevanda vegetale preferita o aggiungili allo yogurt, per una colazione gustosa e nutriente. Non contengono zuccheri e sono a basso contenuto di grassi, sono fonte di fibre, garantiti senza glutine e mutuabili dal Sistema Sanitario Nazionale. Disponibili in formato da 375g.
- mais 99,5%, sale.
- Astuccio: Carta PAP 21
Verifica le disposizioni del tuo Comune.
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