Controllo Glicemico a Scacchiera: Vantaggi e Svantaggi

I limiti della ricerca del glucosio nelle urine per l’autogestione del diabete hanno indotto medico e diabetico a privilegiare la determinazione della glicemia quando si voglia verificare il grado di controllo e modificare, se è il caso, la terapia in corso. Due novità sono venute in soccorso al diabetico. La prima, banale se volete, è rappresentata dai moderni pungidito che permettono di ottenere facilmente un po’ di sangue, senza dolore e, nel bambino soprattutto. La seconda, certamente geniale, è rappresentata dalle striscioline reattive che con una sola goccia e in meno di un minuto forniscono il valore della glicemia. Questa può essere determinata ad occhio o, in modo più preciso, con i reflettometri.

È indubbio che da quando sono disponibili pungidito, striscia reattiva e reflettometro, la cura del diabete s’è fatta più efficace, più personalizzata. L’autocontrollo glicemico è uno dei cardini su cui si fonda la terapia del diabete. L’uso dell’autocontrollo per raggiungere un obiettivo glicemico il più possibile vicino alla normalità, consente di ridurre il rischio di complicanze microangiopatiche nel diabete di tipo 1 e verosimilmente anche nel DM2 insulino trattato. Inoltre SMBG a digiuno si è dimostrato essenziale anche per il raggiungimento di un buon controllo glicemico nel diabetico di tipo 2 in trattamento con antidiabetici orali associati a una insulina a lunga durata d’azione.

Chi dovrebbe attuare l'autocontrollo glicemico?

Chi dovrebbe attuare questo autocontrollo della glicemia? La risposta è facile: soprattutto quelli che devono realizzare un più attento controllo metabolico. Sicuramente bambini e giovani, in quanto devono più a lungo convivere con questo problema tenendo lontane le complicanze lente del diabete. Ma anche tutte le forme che richiedono la somministrazione d’insulina, soprattutto se instabili o già interessate da qualche complicanza e, in modo assiduo, la diabetica gravida.

Tecniche e Correttezza dell'Autocontrollo

Sulla correttezza della tecnica di determinazione non si insisterà mai abbastanza. I reflettometri per la lettura delle strisce sono oggi corredati da timer e segnali acustici che non permettono di fare errori. Ma chi non avesse il reflettometro, deve dare molta attenzione alla lancetta del suo contasecondi perché soltanto se i tempi di reazione e di lettura vengono rispettati si ottengono valori glicemici veritieri. Una buona norma per chi ha il reflettometro è quella di “farsi l’occhio” sul colore della striscia una volta che questa è pronta per essere letta dall’apparecchio: è divertente scommettere con se stessi sull’efficacia del nostro colpo d’occhio.

Per autocontrollo glicemico (SMBG) si intende il monitoraggio della glicemia su sangue capillare e l’interpretazione delle glicemie a cui devono conseguire interventi terapeutici correttivi su terapia e stile di vita da parte delle persone con diabete. L’autocontrollo glicemico deve essere fatto in funzione della terapia e del quadro clinico. Disinfettanti, alcol, salviettine disinfettanti o pulenti non devono essere utilizzati prima della digitopuntura, in quanto tutti questi prodotti possono alterare il risultato della misurazione glicemica. Consigliare di utilizzare le zone laterali dei polpastrelli che sono meno sensibili determinando meno dolore.

Frequenza e Tempi dell'Autocontrollo Glicemico

Una domanda importante riguarda i tempi dell’autocontrollo glicemico. Con quale frequenza? Direi, quanto più spesso possibile, a seconda delle necessità. La diabetica gravida, per esempio, deve fare il suo autocontrollo ogni giorno e più volte al giorno e solitamente lo fa senza piagnistei. Ma anche il giovane o il diabetico instabile dovrebbero farlo il più spesso possibile per le ragioni a cui abbiamo già fatto cenno. Per non parlare di quando il diabetico che fa l’insulina ha un’influenza o una situazione d’emergenza: in questi frangenti l’autodeterminazione della glicemia più volte ripetuta nell’arco delle giornata, evita chetoacidosi e ipoglicemie o, nella migliore delle ipotesi, fastidiosi ricoveri in ospedale.

Per quanto riguarda gli orari dell’autodeterminazione glicemica il consiglio che più di frequente viene dato riguarda sette momenti della giornata: tre prima dei pasti principali e tre dopo i detti pasti e uno, infine, prima di coricarsi. Un’ora o due ore dopo aver iniziato il pasto? Questo lo deciderà il medico: quello che importa è che sia sempre un’ora oppure due ore dopo.

Certo che, si dirà, sette buchetti nelle dita ogni giorno sono una bella noia! Giusto! Ma non è detto che ogni giorno debba essere fatto l’intero controllo dell’intero profilo glicemico. Lo si può fare di tanto in tanto e nei giorni d’intervallo lavorare, come si dice, a scacchiera, secondo uno schema di facile comprensione se si osserva la tabella.

Esempio di Schema a Scacchiera

Lo si può fare di tanto in tanto e nei giorni d’intervallo lavorare, come si dice, a scacchiera, secondo uno schema di facile comprensione se si osserva la tabella.

GiornoPrima di ColazioneDopo ColazionePrima di PranzoDopo PranzoPrima di CenaDopo CenaPrima di Coricarsi
LunedìXXX
MartedìXXXX
MercoledìXXX
GiovedìXXXX

Memorizzazione dei Valori Glicemici

Infine occorre memorizzare i valori glicemici rilevati. Di recente sono stati messi in commercio reflettometri forniti di memoria e capaci anche di fornire sullo schermo di un computer il grafico dell’andamento della glicemia per un certo periodi tempo. Più semplicemente i valori della glicemia devono essere scritti non sopra fogliolini volanti, ma sopra un apposito libretto o anche un comune quaderno purché si abbia l’avvertenza di riportare non solo la data e il giorno della settimana, ma anche l’orario della somministrazione dell’insulina (e le sue dosi), l’orario dei pasti e quanto può essere utile per la comprensione anche a distanza di tempo di quel che è accaduto in quel giorno: ipoglicemie, emozioni, attività sportive, lavori con forte impegno muscolare, ecc.

Così quando andremo a far visita al nostro medico potremo mostrargli il libretto e cercar di capire con lui quel che è avvenuto nelle settimane che hanno preceduto la visita, magari con l’aiuto del computer. Ma alternando, secondo il caso, l’autocontrollo delle urine con quello della glicemia secondo profili completi o , si può arrivare a una gestione accettabile come… impegno di dita.

Si sa che in tutto il mondo a più alto livello d’assistenza sanitaria le complicanze croniche del diabete stanno ovunque regredendo come numero e come gravità. Certamente questo è uno dei benefici della miglior applicazione della terapia del diabete a seguito dell’autocontrollo. L’autocontrollo glicemico domiciliare, nelle persone con diabete, è in grado di determinare un miglioramento del controllo glicemico sia nel breve periodo (6 mesi), sia nel lungo periodo. l’SMBG rappresenta altresì un elemento di strategia terapeutica per la riduzione del rischio di complicanze microangiopatiche nel diabete tipo 1.

Nuove Tecnologie per il Monitoraggio Glicemico Continuo

Quante misurazioni della glicemia eseguire? L’uso e la periodicità dell’autocontrollo glicemico devono essere stabiliti sulla base della terapia del diabete. Il sistema si compone di un sensore delle dimensioni di una moneta da due euro che può essere utilizzato per di 14 giorni in grado di misurare continuamente i livelli di glucosio interstiziale. Operando una scansione rapida del sensore con un monitor, o uno smart phone android, il paziente può visualizzare il valore attuale di glucosio, la direzione e, tramite supporto con frecce, la direzione e la velocità con la quella glicemia sta cambiando.

Rispetto ai sistemi rtCGM classici, il FGM è calibrato in fabbrica, non richiede calibrazioni da parte del paziente, non ha la possibilità di allertare il paziente stesso in caso di presenza di ipo o iperglicemia, inoltre, per ottenere i dati l’utente deve passare il lettore sul sensore. I sensori attualmente in commercio si dividono in impiantabili e minimamente invasivi. Dei primi fa parte l’ eversense che è costituito da un sensore (impiantabile nel sottocute) un trasmettitore, e un ricevitore costituito da un’app scaricabile sui più comuni smartphones. Sensori minimamente invasivi, e più accurati, sono costituiti anch’essi da un sensore (che nel caso di questi sistemi “pesca mediante una canulina nel liquido intestiziale), un trasmettitore e da un ricevitore che può essere nel monitor del microinfusore (nel caso di sistemi integrati ) o nel monitor del cellulare (mediante scarico di applicazione dedicata) o nel display dell’apparecchio ricevitore abbinato,.

Il monitoraggio continuo del glucosio real time può essere usato con efficacia per raggiungere i livelli desiderati di HbA1c senza aumentare il rischio di gravi ipoglicemie, per ridurre le ipoglicemie gravi e per accorciare il tempo trascorso in ipoglicemia.

Obiettivi Glicemici

Gli obiettivi glicemici differiscono in base alle caratteristiche del paziente ed al tipo di trattamento ipoglicemizzante. In generale in tutte le persone con diabete le glicemie e l’HbA1c vanno mantenute entro i livelli appropriati ridurre il rischio di complicanze acute e croniche. In particolare: nelle persone con diabete di tipo 1 non complicato l’ obiettivo è raggiungere un valore di HbA1c inferiore a 48 mmol/mol (6.5%) mentre nelle persone con diabete di tipo 1 con complicanze l’obiettivo passa 53 mmol/mol (7.0%) per i soggetti con complicanze.

Riguardo i target glicemici giornalieri è preferibile, qualora sia possibile impostarli senza eccessivi rischi d’ipoglicemia o altri effetti collaterali. Tali sistemi consentono al paziente di visualizzare sul proprio smartphone l’andamento glicemico e, contestualmente, di inviare il report glicemico al proprio diabetologo o al proprio Curante.

Consigli Utili

  • Se presso il comune di residenza non ci sono indicazioni specifiche, è possibile buttare aghi pungidito e strisce reattive usate in una bottiglietta di plastica vuota (es. acqua da 1/2 lt). Quando è piena, chiudere bene e buttare nel sacco della pattumiera indifferenziata.
  • L’insulina non aperta si conserva in frigorifero ed è valida sino alla data di scadenza riportata sulla confezione dalla ditta produttrice. L’insulina aperta deve essere conservata a temperatura ambiente per quattro settimane (28 giorni).
  • L’uso della tecnica del pizzicotto dipende dalla lunghezza dell’ago che si adopera.
  • La corretta rotazione dei siti di iniezione dell’insulina preserva l’integrità del sito.
  • Non è possibile utilizzare il proprio glucometro su altre persone perché implicherebbe l’uso della stessa penna pungidito con il rischio di trasmettere infezioni.
  • La risposta glicemica all’attività fisica varia in rapporto al tipo di esercizio fisico, alla sua durata e al livello di intensità. Dipende anche dall’andamento della glicemia prima di iniziare l’attività fisica, dal tipo di terapia ipoglicemizzante assunta e dal grado di allenamento.

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