Spirometria e Fumo di Sigaretta: Un'Analisi Approfondita

La spirometria è un test della funzione respiratoria eseguito da personale sanitario con l'ausilio di uno strumento chiamato spirometro. Questo strumento è in grado di rilevare il volume d’aria che viene inspirato e quello espirato, oltre all’intensità del flusso di respiro. La spirometria è utile per la diagnosi e il monitoraggio di diverse patologie delle vie aeree legate all’asma, al fumo di sigaretta e ad altre cause.

Tipi di Spirometria

Esistono diverse tipologie di spirometria, ognuna delle quali può essere utilizzata per scopi diagnostici specifici o per valutare particolari aspetti della funzione polmonare. Ecco alcuni tipi:

  • Spirometria semplice: Misura la capacità dei polmoni. Basta soffiare con forza in un boccaglio collegato a uno strumento che registra quanta aria riesci a espellere e quanto velocemente.
  • Spirometria globale con tecnica pletismografica: Valuta la funzione polmonare in modo avanzato.
  • Test della diffusione del monossido di carbonio (DLCO): Valuta il trasferimento di gas nei polmoni. Il paziente respira un piccolo quantitativo di monossido di carbonio, misurando quanto viene assorbito dai polmoni.
  • Test di provocazione con metacolina: Valuta la reattività delle vie aeree.
  • Test di broncodilatazione: In presenza di un’ostruzione, prevede la somministrazione di un farmaco broncodilatatore per valutare se l’ostruzione stessa risulta reversibile.
  • Studio della diffusione alveolo/capillare del monossido di carbonio (DLCO): Durante il quale il paziente deve inalare una miscela gassosa con bassissime quantità di monossido di carbonio e metano e trattenere il respiro per 10 secondi prima di espirare completamente.

Preparazione alla Spirometria

Per avere un risultato ottimale, bisognerebbe:

  • Evitare sforzi intensi per almeno i 30 minuti che precedono il test.
  • Evitare il fumo di sigaretta per le 24 ore precedenti.
  • Evitare di mangiare per le 2 ore prima dell'esame.
  • Evitare di bere alcolici per 4 ore prima dell’esame.

Quando è Raccomandata la Spirometria

L'esame è particolarmente indicato per fumatori ed ex fumatori, ma anche per chi soffre di tosse persistente, affanno durante sforzi leggeri o infezioni respiratorie frequenti. La spirometria viene inoltre svolta di routine prima di interventi chirurgici, per l’emissione di certificato di idoneità per determinate attività sportive, o nel monitoraggio di determinate malattie.

Come si Esegue la Spirometria

La spirometria non è affatto dolorosa e non comporta alcun pericolo. Al termine del test si potrebbero avvertire vertigini, instabilità, stanchezza, pressione alla testa, dolore al torace, allo stomaco e agli occhi.

Spirometria Semplice:

La spirometria semplice prevede i seguenti passaggi: il paziente deve indossare un accessorio stringinaso, in modo da non respirare con il naso, e introdurre in bocca un boccaglio monouso connesso allo spirometro.

Spirometria Globale:

Pletismografia, oggi la più utilizzata, il cui funzionamento si basa sulla legge di Boyle - a temperatura costante, il volume di gas (in questo caso aria) in un contenitore varia inversamente ai cambiamenti di pressione, e il prodotto della pressione e del volume nel sistema è costante. Misurando tali cambiamenti si possono ricavare i volumi assoluti quando le variazioni di volume sono note. Il paziente si posiziona nella cabina pletismografica, dotata di apposite pareti trasparenti. Vengono quindi applicati correttamente l’accessorio stringinaso e il boccaglio. In questa fase, il paziente deve sempre respirare regolarmente e senza aprire la bocca, anche quando l’operatore chiude una valvola posizionata davanti alla bocca stessa. Pochi secondi dopo, la valvola viene riaperta e il paziente deve inspirare profondamente ed espirare più a lungo che può (manovra spirometrica). Durante l’espirazione, che deve essere mantenuta per il tempo minimo indicato dall’operatore, il paziente non deve inspirare o tossire.

Diluizione dei gas, che può basarsi sulla diluizione dell’elio oppure sul wash out dell’azoto. Nel primo caso, il paziente deve respirare una miscela contenente elio, gas inerte con la capacità di diffondersi nelle vie aeree senza coinvolgere la barriera alveolo-capillare. Dato che sono note la concentrazione iniziale dell’elio e quella dell’elio rimasto nello strumento, è possibile misurare quanto ne è stato respirato dal paziente, permettendo così di misurare il volume residuo e la capacità polmonare totale.

Il Legame tra Fumo e Malattie Respiratorie

«Il fumo crea danni a tutto l’organismo, il primo apparato sollecitato è quello respiratorio, immediatamente a contatto con l’esterno e le sostanze tossiche inalate con il fumo di sigaretta. I danni più frequenti a questo apparato sono la bronchite cronica ostruttiva, l’enfisema polmonare e il tumore del polmone. Un altro apparato danneggiato dal fumo è quello cardiovascolare. Le sostanze inalate infatti passano nel circolo sanguigno e provocano alterazioni di pressione arteriosa e favoriscono il processo di aterosclerosi. Le malattie più frequenti causate dall’abitudine tabagica sono, a questo livello, la cardiopatia ischemica e l’infarto miocardico, l’ictus cerebrale e le arteriopatie periferiche. Tenendo conto però che queste sostanze vanno nel sangue possono essere responsabili anche di vari tumori in organi distanti, ad esempio nella vescica dove le sostanze tossiche si raccolgono e ristagnano nell’urina.

«Il tumore del polmone colpisce nel 95% dei casi i fumatori. Il restante 5% è dovuto a questioni genetiche, a esposizioni lavorative quali l’amianto o ad altre sostanze tossiche come, ad esempio, il gas radon e l’inquinamento atmosferico».

«Purtroppo i sintomi del tumore polmonare sono spesso tardivi e quindi consentono di fare la diagnosi solo in fase avanzata di malattia. Spesso possono essere confusi con banale affezioni dell’apparato respiratorio. Quando però la tosse persiste, vi è un cambiamento del tono della voce, viene emesso sangue insieme al catarro o è presente dolore toracico è meglio ricorrere subito al medico».

Screening e Prevenzione

«In questi anni sono stati fatti molti studi di screening riguardo le malattie respiratorie con risultati contrastanti. Il mio consiglio è di sottoporre agli screening fumatori o ex fumatori intorno ai cinquant’anni che hanno il desiderio di fare il punto sul loro stato di salute e magari hanno la motivazione a smettere di fumare. Ormai l’aspettativa di vita è molto allungata e se una persona che fuma è in buona salute si deve rendere conto che questo è il bene più prezioso che abbiamo e che va conservato al meglio.

BPCO e Spirometria

La malattia che più spesso la spirometria consente di svelare nei fumatori ed ex fumatori è la BPCO. «Il fumo di sigaretta è sicuramente il fattore principale di rischio per lo sviluppo della BPCO, rendendo conto di circa l’80% del rischio di sviluppo di malattia - conferma lo pneumologo -. Accanto a questo ci sono altri fattori di rischio, fra cui non dobbiamo dimenticare l’inquinamento atmosferico che ha un ruolo interessante per quanto riguarda gli episodi acuti che si verificano nel corso della malattia cronica: le riacutizzazioni della BPCO sono i driver fondamentali per la prognosi e per la qualità di vita del paziente e in particolare sono associati con la perdita di funzione respiratoria e con la mortalità. Comunque, come fattore di rischio di inizio di malattia, cioè come fattore eziologico, certamente l’inquinamento non ha lo stesso peso del fumo di sigaretta».

L’idea è quella di rendere edotta la popolazione di quanto sia importante tenere sotto controllo la propria funzione respiratoria con un esame molto semplice quale la spirometria. In un minuto la spirometria ci consente di valutare la funzione respiratoria nei suoi parametri di base e ci serve come supporto per la diagnosi di malattie come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), l’asma, la fibrosi polmonare. L’invito? Smettere.

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