In un precedente articolo abbiamo spiegato la differenza tra colesterolo buono e colesterolo cattivo, evidenziando l’importanza di intervenire in caso di livelli elevati di quest’ultimo, quello che più propriamente si chiama LDL. In effetti, il colesterolo, di per sé, non è un problema o un nemico da sconfiggere (come i trigliceridi), anzi; esso svolge, infatti, un ruolo centrale per il funzionamento del nostro organismo.
Diventa un problema, una minaccia per la nostra salute, nel momento in cui i valori del colesterolo cattivo aumentano, superando i livelli di guardia, con conseguente rischio di infarto e malattie cardiovascolari. In questo caso, è fondamentale intervenire per abbassare il colesterolo, processo che prevede, a seconda delle necessità, una terapia farmacologica, ma soprattutto una revisione della propria alimentazione e del proprio stile di vita.
Quindi, vediamo insieme come abbassare il colesterolo, seguendo una dieta adeguata ed eliminando abitudini dannose. Capita a tutti di parlare o sentir parlare di colesterolo buono e cattivo, una suddivisione alquanto banale ma, per certi versi, molto chiara ed efficace.
Cos’è il Colesterolo?
Partiamo dalla definizione di colesterolo fornita dal sito Epicentro dell’Istituto Superiore di Sanità: “Il colesterolo è una sostanza grassa necessaria al corretto funzionamento dell’organismo: partecipa infatti alla sintesi di alcuni ormoni e della vitamina D ed è un costituente delle membrane delle cellule. Prodotto dal fegato, può anche essere introdotto con la dieta: è contenuto, per esempio, nei cibi ricchi di grassi animali, come carne, burro, salumi, formaggi, tuorlo dell’uovo, fegato. È invece assente in frutta, verdura e cereali.”
Quali lezioni possiamo trarre da questa definizione? Beh, essenzialmente tre:
- il colesterolo è prodotto dal fegato;
- svolge delle funzioni essenziali per il nostro organismo;
- solo una parte del colesterolo presente nel nostro sangue deriva dall’alimentazione.
Infatti, com’è noto, anche se è essenziale per il funzionamento del corpo, livelli elevati di colesterolo (quello cattivo, come vedremo tra un attimo) possono aumentare il rischio di problemi cardiaci come infarto e ictus.
HDL e LDL: Colesterolo Buono e Cattivo
Il colesterolo, prodotto dal fegato e/o introdotto con l’alimentazione, viene trasportato nel sangue legandosi a proteine, formando le lipoproteine, che possono essere di due principali tipi:
- LDL (Low-Density Lipoprotein): è quello che comunemente viene chiamato “colesterolo cattivo”, in quanto può depositarsi nelle pareti delle arterie, formando placche che restringono i vasi sanguigni, aumentando il rischio di malattie cardiovascolari;
- HDL (High-Density Lipoprotein): è noto come “colesterolo buono”, poiché rimuove il colesterolo in eccesso dalle arterie e lo trasporta al fegato, dove viene eliminato.
Semplificando, il colesterolo cattivo è quello che può causare complicanze cardiovascolari, anche fatali, mentre quello buono è una sorta di spazzino, che ripulisce le nostre arterie dal colesterolo in eccesso.
Qual è la differenza tra colesterolo buono e colesterolo cattivo?
Come accennato, la differenza tra LDL e HDL riguarda principalmente la loro funzione nel trasporto del colesterolo nel sangue e il loro impatto sulla salute cardiovascolare.
Il ruolo principale delle LDL è trasportare il colesterolo dal fegato alle cellule in tutto il corpo, che lo utilizzano per le membrane cellulari e per la sintesi di ormoni. Quando i livelli di LDL sono troppo elevati, può verificarsi un accumulo di colesterolo nelle arterie. Questo processo porta alla formazione di placche aterosclerotiche, che induriscono e restringono le arterie, riducendo il flusso sanguigno, con conseguente aumento del rischio di ostruzione arteriosa e di gravi malattie cardiovascolari.
Perché succede questo? Come suggerisce il loro nome, le LDL sono caratterizzate da una bassa densità di proteine rispetto ai grassi, il che le rende più propense a depositarsi nelle pareti delle arterie.
Le HDL, invece, trasportano il colesterolo in eccesso dalle arterie e dai tessuti periferici di nuovo al fegato, dove può essere metabolizzato o eliminato. Questo processo contribuisce a mantenere le arterie pulite e riduce il rischio di formazione di placche.
Ne consegue, quindi, che alti livelli di HDL sono generalmente associati a un minor rischio di malattie, poiché aiutano a rimuovere il colesterolo cattivo dalle arterie, svolgendo, di fatto, un ruolo protettivo per il sistema cardiovascolare.
A differenza delle LDL, infatti, le HDL presentano una densità maggiore di proteine rispetto ai grassi, il che le rende più efficienti nel trasporto del colesterolo lontano dalle arterie e meno predisposte a depositarsi nei vasi sanguigni.
LDL Alto: Cause, Sintomi, Complicanze
Abbiamo spiegato che l’aumento del colesterolo cattivo, ovvero delle LDL, è da scongiurare, perché può tradursi in problemi cardiovascolari molto seri. Ma quali sono le cause principali dei livelli di LDL alti?
Cause
Possiamo dividere le cause del colesterolo cattivo alto in due gruppi, quelle genetiche (non modificabili) e quelle legate allo stile di vita (modificabili):
- Ipercolesterolemia familiare: condizione ereditaria in cui il corpo non riesce a eliminare correttamente l’LDL dal sangue, portando a livelli molto elevati di colesterolo fin dalla nascita. È una delle principali cause genetiche di LDL alto;
- Dieta ricca di grassi saturi e trans: un consumo eccessivo di alimenti ricchi di grassi saturi (presenti in carne rossa, burro, formaggi grassi) e grassi trans (contenuti in snack industriali, margarina, prodotti da forno) aumenta i livelli di LDL;
- Obesità: il sovrappeso, soprattutto il grasso addominale, è associato a un aumento dei livelli di LDL e a una diminuzione dell’HDL;
- Inattività fisica: la mancanza di attività fisica riduce i livelli di HDL (colesterolo buono) e può contribuire a un aumento di LDL;
- Fumo: il fumo non solo abbassa l’HDL, ma danneggia anche le pareti delle arterie, facilitando l’accumulo di LDL;
- Alcol: il consumo eccessivo di alcol può aumentare i livelli di colesterolo e trigliceridi;
- Diabete: le persone con diabete tendono ad avere livelli più elevati di colesterolo LDL e un rischio maggiore di complicanze cardiovascolari.
Sintomi
Il colesterolo LDL alto è spesso definito un “killer silenzioso”, poiché nella maggior parte dei casi non causa sintomi evidenti fino a quando non si sviluppano gravi complicazioni. Molte persone non sanno di avere livelli elevati di colesterolo LDL fino a quando non eseguono un esame del sangue specifico.
In rari casi, quando i livelli di colesterolo sono estremamente alti, possono apparire segni visibili come:
- Xantomi: depositi di grasso giallastro sotto la pelle o attorno agli occhi, noto come xantelasma;
- Arco corneale: un anello bianco o grigio attorno alla cornea dell’occhio, più comune nelle persone anziane o con livelli di colesterolo estremamente alti.
Questi segni sono comunque rari e di solito associati a condizioni ereditarie come l’ipercolesterolemia familiare.
Complicanze
Le complicanze derivanti dall’LDL alto sono quasi tutte legate all’accumulo di colesterolo nelle arterie, che può portare a varie malattie cardiovascolari. Le principali complicanze includono:
- Aterosclerosi: consiste nell’accumulo di placche di colesterolo nelle arterie, che le rende più strette e rigide, riducendo il flusso di sangue. La formazione di placche può portare a una serie di gravi complicanze, tra cui:
- Coronaropatia: se le placche si formano nelle arterie coronarie che forniscono sangue al cuore, può svilupparsi una malattia coronarica, che aumenta il rischio di infarto;
- Arteriopatia periferica: l’aterosclerosi nelle arterie delle gambe può ridurre il flusso sanguigno agli arti, causando dolore durante il movimento (claudicatio intermittente) o, nei casi gravi, rischio di amputazione;
- Ictus: se una placca si rompe e forma un coagulo che ostruisce un’arteria nel cervello, può verificarsi un ictus;
- Infarto miocardico: se una placca nelle arterie coronarie si rompe, si può formare un coagulo che blocca l’afflusso di sangue al cuore, provocando un infarto. Questa è una delle conseguenze più gravi dell’LDL alto;
- Ictus ischemico: un’ostruzione causata da un coagulo in una delle arterie che portano sangue al cervello può causare un ictus ischemico, che danneggia il tessuto cerebrale e può portare a disabilità permanenti o morte;
- Malattia renale cronica: l’aterosclerosi che colpisce le arterie renali può ridurre l’afflusso di sangue ai reni, causando un deterioramento della funzione renale. Nei casi gravi, questo può portare a insufficienza renale cronica, che potrebbe richiedere la dialisi o un trapianto di rene;
- Aneurisma aortico: l’accumulo di placche nelle arterie può indebolire le pareti dei vasi sanguigni, specialmente dell’aorta, la principale arteria del corpo. Questo può portare alla formazione di un aneurisma aortico, una dilatazione pericolosa che, se si rompe, può essere letale.
HDL Basso: Cause e Sintomi
L’HDL basso è una condizione in cui i livelli di lipoproteine ad alta densità nel sangue sono inferiori ai valori ottimali. Come spiegato, esso svolge un ruolo protettivo, trasportando il colesterolo in eccesso dalle arterie al fegato, dove viene eliminato. Livelli bassi di HDL aumentano il rischio di malattie cardiovascolari. Vediamo, in dettaglio, le cause e i sintomi del colesterolo buono basso.
Cause
Diversi fattori possono contribuire a livelli insufficienti di HDL nel sangue, tra cui fattori genetici e comportamentali.
- Predisposizione genetica: alcune persone possono ereditare una predisposizione a livelli bassi di HDL a causa di alterazioni genetiche che influenzano il metabolismo dei lipidi;
- Sedentarietà: la mancanza di attività fisica è uno dei fattori principali che riducono i livelli di HDL. L’esercizio fisico regolare, in particolare quello aerobico, tende ad aumentare l’HDL;
- Dieta ricca di carboidrati raffinati e zuccheri: consumare alimenti ricchi di zuccheri aggiunti, carboidrati raffinati e grassi trans riduce l’HDL e aumenta i trigliceridi, peggiorando il profilo lipidico;
- Sovrappeso e obesità: un’elevata percentuale di grasso corporeo, in particolare il grasso viscerale attorno agli organi, è spesso associata a bassi livelli di HDL;
- Fumo: il fumo abbassa significativamente i livelli di HDL e aumenta il rischio di malattie cardiovascolari;
- Diabete di tipo 2: le persone con diabete di tipo 2 tendono ad avere livelli bassi di HDL, oltre a livelli elevati di LDL e trigliceridi. L’insulino-resistenza, comune nel diabete, interferisce con il metabolismo del colesterolo;
- Alcuni farmaci: corticosteroidi, steroidi anabolizzanti, beta-bloccanti e diuretici tiazidici possono ridurre i livelli di HDL;
- Elevato consumo di alcol: l’eccesso può ridurre i livelli e danneggiare la salute cardiovascolare.
Sintomi
L’HDL basso, come l’LDL alto, non causa sintomi diretti. La condizione è spesso scoperta solo attraverso esami del sangue che misurano il profilo lipidico. Tuttavia, nel lungo termine, l’HDL basso può contribuire all’accumulo di colesterolo nelle arterie, portando a sintomi legati a malattie cardiovascolari come:
- Dolore toracico (angina): può essere un segno che le arterie coronarie sono ristrette o bloccate;
- Affaticamento o difficoltà respiratorie: possono indicare problemi di circolazione o cuore indebolito.
Questi sintomi non sono direttamente causati dall’HDL basso, ma dalle complicazioni che ne derivano. Per quanto riguarda queste ultime, si sovrappongono a quelle già elencate prima in riferimento al colesterolo cattivo alto.
L’equilibrio tra LDL e HDL: Valori di Riferimento
Il bilanciamento tra LDL e HDL è fondamentale per mantenere una buona salute cardiovascolare. Ricordiamo, infatti, che il colesterolo è essenziale, quindi l’obiettivo non è azzerarlo del tutto, ma raggiungere un punto di equilibrio tra quello buono (alto) e quello cattivo (basso). Se le LDL sono basse, non avremo molti depositi di grasso nelle arterie, e l’azione di pulizia delle HDL sarà più che sufficiente a mantenere tutto in perfetta forma.
Attenzione, però, a non abbassare troppo i livelli di colesterolo nel sangue, perché anche l’ipocolesterolemia può avere effetti deleteri sulla nostra salute.
Ma nello specifico, quali sono i valori di riferimento ai quali attenersi? Nel circolo sanguigno il colesterolo si trova legato a specifiche lipoproteine (LDL e HDL) che lo trasportano nell’organismo. Più precisamente, le HDL (High Density Lipoprotein), che vengono comunemente definite “colesterolo buono”, non si depositano nelle arterie, ma rimuovono il colesterolo in eccesso dai tessuti periferici per portarlo al fegato o ai tessuti steroidogenici, come le ghiandole surrenali o le gonadi. Le LDL (Low Density Lipoprotein), o “colesterolo cattivo”, al contrario, trasportano il colesterolo dal fegato alle cellule dell’organismo.
Quando presenti in quantità eccessiva, tendono a depositarsi sulla parete delle arterie, provocandone ispessimento e indurimento progressivi. Questo processo, chiamato Aterosclerosi, può portare nel tempo alla formazione di vere e proprie placche (o ateromi) che ostacolano il flusso sanguigno. Nonostante sia un grasso utile per l’organismo, le evidenze scientifiche mostrano sempre più come sia importante mantenere nel sangue livelli di colesterolo bassi, tanto che, negli anni, i livelli target raccomandati sono stati notevolmente ridotti e personalizzati in base al rischio cardiovascolare dei Pazienti.
Per una corretta valutazione dell’assetto lipidico, tuttavia, è impreciso far riferimento al solo colesterolo totale, ma è sempre meglio valutare sia i livelli di colesterolo LDL sia di quello HDL, dal momento che il colesterolo HDL rientra nel conteggio di quello totale ma, a differenza di quello LDL, più è alto e meglio è per la nostra salute. Alcune persone, seppure non numerose, infatti, sembrano avere un colesterolo totale alto, ma semplicemente perché hanno un livello di colesterolo HDL molto alto, in alcuni casi anche superiore a 100 mg/dL, facendo apparire quello totale alterato.
Sebbene la maggior quota di colesterolo venga prodotta dal nostro organismo, in caso di Ipercolesterolemia, il primo approccio è sempre mirato al cambiamento dello stile di vita, modificando l’alimentazione e togliendo la sedentarietà.
Mangiare Cibi Salutari per il Cuore
Alcuni cambiamenti nella dieta possono abbassare il colesterolo e migliorare la salute del cuore. In generale, si consiglia di seguire un’alimentazione quanto più aderente alla cosiddetta dieta mediterranea, caratterizzata dal consumo di molta frutta e verdura di stagione e da una ridotta presenza di cibi confezionati e processati a livello industriale. Ma quali sono i cibi e i nutrienti da ridurre, eliminare e introdurre? Scopriamolo insieme, seguendo i consigli forniti dalla prestigiosissima Mayo Clinic statunitense.
Ridurre i grassi saturi
I grassi saturi, che si trovano principalmente nella carne rossa e nei latticini interi, aumentano il colesterolo totale. Ridurre il consumo di grassi saturi può abbassare il colesterolo delle lipoproteine a bassa densità (LDL), ovvero il colesterolo che comunemente chiamiamo “cattivo”.
Eliminare i grassi trans
I grassi trans, a volte elencati sulle etichette degli alimenti come “olio vegetale parzialmente idrogenato”, sono spesso usati nelle margarine, nei biscotti, nei cracker e nelle torte acquistati in negozio, e più in generale nei prodotti industriali. Questo tipo di grassi aumentano i livelli complessivi di colesterolo.
Non è un caso che l’OMS abbia dichiarato di voler vietare l’impiego dei grassi trans nei cibi industriali entro il 2023 e che la Food and Drug Administration americana abbia vietato l’uso di oli vegetali parzialmente idrogenati a partire dal 1 gennaio 2021.
Mangiare cibi ricchi di acidi grassi omega-3
Gli acidi grassi Omega-3 non influenzano il colesterolo LDL (quello cattivo), ma presentano altri benefici per la salute del cuore, inclusa la riduzione della pressione sanguigna. Gli alimenti con acidi grassi omega-3 includono salmone, sgombro, aringa, noci e semi di lino.
Aumentare l’assunzione di fibra solubile
La fibra solubile può ridurre l’assorbimento del colesterolo nel flusso sanguigno. Si trova principalmente in alimenti come farina d’avena, fagioli, cavolini di Bruxelles, mele e pere.
Assumere proteine del siero di latte
Le proteine del siero di latte, che si trovano nei prodotti lattiero-caseari, possono spiegare molti dei benefici per la salute attribuiti ai latticini. Gli studi hanno dimostrato che le proteine del siero di latte date come integratore abbassano sia il colesterolo LDL che il colesterolo totale, nonché la pressione sanguigna.
Fare Attività Fisica in Modo Regolare
Una dieta equilibrata va sempre affiancata da un’adeguata attività fisica, perché uno dei fattori di rischio dell’aumento dei livelli di colesterolo è la sedentarietà, soprattutto dopo i cinquant’anni di età. Ovviamente, non è necessario allenarsi come se si dovesse partecipare alle Olimpiadi, è sufficiente fare esercizio fisico con regolarità, nei limiti delle proprie possibilità fisiche.
Quindi, seguendo le indicazioni del proprio medico, è opportuno fare almeno 30 minuti di esercizio cinque volte a settimana o attività aerobica intensa per 20 minuti tre volte a settimana.
Cosa fare? Beh, si può fare una passeggiata di circa 30 minuti dopo pranzo, andare a lavoro in bici, prendere le scale invece dell’ascensore, praticare uno sport, l’importante è farlo in modo corretto e con continuità. Dieta ed esercizio fisico consentono anche di perdere peso, questo si traduce in un abbassamento del colesterolo totale e della pressione sanguigna, e più in generale un miglioramento del proprio benessere psico-fisico.
Smettere di Fumare
La comunità medica è ormai certa dei danni provocati dal fumo di sigaretta al nostro organismo, a cominciare proprio dall’aumento della pressione sanguigna e del colesterolo totale. Di conseguenza, è di fondamentale importanza smettere di fumare completamente (e non iniziare affatto!). Questo consentirebbe il raggiungimento, in modo alquanto rapido, dei seguenti benefici, indicati dalla Mayo Clinic summenzionata:
- entro 20 minuti dall’interruzione, la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca si riprendono dal picco indotto dalla sigaretta;
- entro tre mesi dall’interruzione, la circolazione sanguigna e la funzione polmonare iniziano a migliorare;
- entro un anno dall’interruzione, il rischio di malattie cardiache è la metà di quello di un fumatore.
Alimenti per Abbassare il Colesterolo
Esistono dei rimedi naturali contro il colesterolo alto. Una gran parte consiste nell’alimentazione giusta.
Soia: Ridurre i grassi saturi è uno dei cambiamenti più importanti nell’alimentazione. La soia funziona come sostituto per la carne e il formaggio e aiuta a processare i grassi saturi che consumiamo.
Fagioli: I fagioli sono ricchi di fibre e sono uno dei cibi più utili per abbassare il colesterolo. Il salmone contiene il tipo di grassi (acidi grassi Omega3) che proteggono il corpo dal colesterolo alto. Inoltre, gli acidi grassi Omega proteggono il cuore.
Avocado: È ricco di grassi monoinsaturi che aiutano a alzare il livello di HDL (colesterolo “buono”) e abbassano il LDL (colesterolo “cattivo”).
Aglio: L’aglio è riconosciuto per le sue proprietà benefiche già da migliaia di anni. Previene il colesterolo alto, i coaguli di sangue, abbassa la pressione e protegge dalle infezioni.
Spinaci: Contengono un sacco di luteina, il pigmento della verdura a foglia verde.
L'Indice di Rischio Cardiovascolare
Pertanto al fine di avere una miglior comprensione della situazione occorre considerare il rapporto tra colesterolo totale e HDL, ovvero l'indice di rischio cardiovascolare. Questo rapporto infatti è un marcatore di rischio più attendibile rispetto al conteggio delle sole LDL e del colesterolo totale:
Indice di Rischio (IR) = (Colesterolo Totale)/(Colesterolo HDL)
Valori inferiori a 5 nell'uomo e 4,5 nella donna indicano uno scarso rischio di cardiopatie.
In conclusione, non esistono alimenti dalle proprietà miracolose in grado di abbassare significativamente i livelli di colesterolo (questo non vale solo per questa condizione ma per tutte le condizioni patologiche) e che integratori come yogurt, tè verde ecc.
Integratori per Abbassare il Colesterolo
Oltre ai cambiamenti nello stile di vita e nella dieta, gli integratori possono svolgere un ruolo importante. Ecco tre integratori che possono essere utili:
Cardioritmon Colesterolo
Cardioritmon Colesterolo è un integratore alimentare in capsule, specificamente formulato per aiutare a regolare il metabolismo del colesterolo e dei trigliceridi. Questo grazie alla presenza di fieno greco e alla funzionalità dell'apparato cardiovascolare supportata da Berberis aristata DC. Contiene anche SelectSIEVE OptiChol, fitosteroli e estratto secco di carciofo.
Cardionam
Cardionam è un integratore alimentare avanzato, formulato con un'accurata selezione di ingredienti, inclusi Riso rosso fermentato, Carciofo, Banaba, Niacina, Vitamina B6, Vitamina B12, Quatrefolic (Acido folico) e Coenzima Q10. Questa combinazione unica è progettata per sostenere la salute cardiovascolare e contribuire al normale metabolismo dell'omocisteina.
Colesia
Colesia è un integratore alimentare innovativo composto da monacoline (da riso rosso fermentato), fitosteroli, idrossitirosolo (polifenoli dell’olivo), Fieno greco e Olio di lino. Questi componenti sono accuratamente selezionati per il loro contributo al metabolismo dei trigliceridi, del colesterolo e dei lipidi.
Omega RX3
L'Omega RX3 rappresenta una soluzione nutrizionale avanzata, progettata per supportare la salute del cuore e del sistema cardiovascolare. Questo integratore si distingue per la sua ricca composizione in acidi grassi omega-3, elementi essenziali per il mantenimento di una funzione cardiaca ottimale.
È importante ricordare che qualsiasi cambiamento significativo nella dieta o nello stile di vita dovrebbe essere discusso con un medico o un professionista della salute.
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