Mammografia: Dettagli e Importanza nella Diagnosi del Tumore al Seno

La mammografia è una tecnica di imaging progettata appositamente per effettuare il test del tessuto mammario. Grazie all’impiego di una bassa dose di raggi X vengono prodotte immagini accurate delle mammelle, permettendo al personale medico di individuare atipicità che potrebbero non essere visibili a occhio nudo o palpabili. La mammografia è un esame radiologico che utilizza raggi X e che consente uno studio molto accurato delle mammelle.

A Cosa Serve la Mammografia?

Le mammografie servono principalmente nella diagnosi dei tumori mammari, come il carcinoma della mammella, uno dei più diffusi nella popolazione femminile tra i 45 e i 65 anni; inoltre riescono anche a individuare precocemente eventuali noduli irregolari in fase pre clinica. La mammografia è indubbiamente preziosa per la diagnosi tempestiva del cancro al seno, una delle neoplasie maggiormente diffuse tra le donne di tutto il mondo. Riuscire a identificare i tumori ancora allo stadio iniziale incrementa considerevolmente la possibilità di un trattamento efficace e le prospettive di vita delle pazienti.

La mammografia è utile non soltanto per diagnosticare il cancro al seno, ma anche per localizzare ulteriori condizioni benigne del seno quali cisti o calcificazioni. Esiti di questo tipo, seppur benigni, necessitano di indagini più approfondite per verificare che non costituiscano un rischio per la salute della paziente. La mammografia è inoltre impiegata come strumento di screening di routine per le donne sopra una certa età o per quelle che presentano un rischio più elevato di sviluppare il cancro al seno, generalmente in virtù di una storia familiare pregressa o per un fattore di genetica. Lo screening regolare è indispensabile in quanto consente di individuare le anomalie prima che diventino sistematiche, mettendo a disposizione dei medici la miglior opzione possibile di trattamento efficace per la paziente.

In generale, la mammografia è lo strumento più efficace per diagnosticare precocemente un tumore al seno. Nel 2022 sono state oltre 26500 le donne tra i 50 e i 69 anni che hanno aderito al programma di screening organizzato, che ha permesso di intercettare 173 casi di tumore alla mammella (6,4 per 1000 donne). Nella fascia 70-74 anni sono stati invece 93 i casi di cancro individuati grazie a quasi 7500 mammografie (12,4 per 1000 donne).

Come Viene Eseguita la Mammografia?

L’esame viene eseguito da un TSRM (tecnico sanitario di Radiologia Medica) e poi portato al medico radiologo che ne valuta la corretta esecuzione e può predisporre ulteriori proiezioni. L’esame viene eseguito impiegando una apparecchiatura dedicata, altamente specializzata: il mammografo. La mammella viene posizionata dal tecnico radiologo sul piano apposito e compressa tramite un piatto in materiale plastico.

Il funzionamento del test avviene tramite alcuni passaggi chiave, che iniziano con la paziente che viene invitata a posizionare il seno su una piattaforma speciale dell’apparecchio mammografico. La piattaforma ha il compito di stabilizzare il seno, in modo che le immagini possano risultare il più chiare possibile. In seguito, un dispositivo detto compressore, viene abbassato con prudenza per appiattire il tessuto mammario. La compressione è necessaria per diminuire lo spessore del tessuto da esaminare, così che i raggi X producano immagini di qualità superiore con una minore dose di radiazioni, ma anche per minimizzare il movimento del seno, riducendo la sfocatura dell’immagine.

Una volta che il seno è stato posizionato e compresso adeguatamente, l’apparecchio mammografico emette una breve dose di raggi X attraverso il tessuto mammario. I raggi X passano tramite il seno e vengo raccolti da un rilevatore posizionato sul lato opposto. Le immagini ottenute, dette mammogrammi, vengono studiate da un radiologo che analizza l’eventuale presenza di cancro al seno o di ulteriori anomalie e provan ad interpretare le variazioni nel tessuto mammaria indice di cisti, calcificazioni, tumori e altre situazioni da monitorare.

Vengono eseguite, di base, due proiezioni per ogni mammella. Se necessario, in base alle esigenze diagnostiche del medico radiologo, possono essere eseguite, anche successivamente, altre immagini in proiezioni diverse. L’indagine dura complessivamente circa 10-15 minuti. I seni vengono analizzati uno alla volta: la mammella viene posta su un ripiano e compressa leggermente da un piatto plastificato, dall'alto verso il basso.

Mammografia Seno Piccolo

Nella mammografia seno piccolo, il seno viene compresso tra due piastre per ottenere immagini nitide del tessuto mammario. Tale processo può apparire lievemente più scomodo poiché la quantità di tessuto disponibile per la compressione è minore. I tecnici radiologi sono però in grado di posizionare e manipolare il seno in per ottimizzare la qualità dell’immagine ricavata, indipendentemente dalle sue dimensioni. La dimensione del seno non incide sulla capacità della mammografia di individuare anomalie come tumori o calcificazioni.

Quando Fare la Mammografia?

Sottoporsi regolarmente al test è infatti consigliato in particolare nelle donne tra i 40 e i 50 anni poiché permette di eseguire una rilevazione precoce del cancro al seno. La scelta di quando iniziare a svolgere la mammografia regolarmente deve essere presa al termine di una discussione con il proprio medico di base, analizzando la storia personale e familiare e altri elementi di rischio della paziente. Per la mammografia l'età ha pure una sua importanza.

La mammografia viene eseguita tramite uno strumento radiologico, detto mammografo, che emette raggi x ionizzanti per pochi secondi al fine di analizzare in profondità la ghiandola mammaria. Per effettuare una mammografia non è necessaria una preparazione particolare. In una donna in età fertile è consigliabile sottoporsi al test mammografico durante i primi giorni del ciclo, quando il seno è meno gonfio e meno sensibile al dolore. La durata dell'esame mammografico è di circa 5-10 minuti.

Le linee guida generali offrono una struttura di riferimento, ma la scelta finale deve tenere sempre conto delle specifiche necessità di ogni paziente comprensive della storia medica pregressa, dei fattori di rischio e delle raccomandazioni del proprio medico. Grazie a questo elenco ti risulterà più semplice capire con precisione una mammografia ogni quanto andrebbe prenotata:

  • La mammografia per età compresa tra i 40 e i 44 anni deve iniziare con lo screening mammografico annuale, in particolare se presentano fattori di rischio per il cancro al seno.
  • Tra i 45 e i 54 anni si consiglia lo screening mammografico annuale per tutte le donne, mentre superati i 55 anni la mammografia avviene ogni due anni o sempre annualmente a seconda della situazione di ogni paziente.
  • Le donne con una storia familiare significativa di cancro al seno o ovarico, specialmente in parenti di primo grado, potrebbero dover iniziare lo screening a un’età più giovane e con una frequenza accentuata.

Inoltre le donne con una storia personale di cancro al seno, patologie del tessuto mammario benigne ad alto rischio o risultati genetici che indicano una maggiore predisposizione al cancro al seno, necessitano di un monitoraggio che include mammografia a intervalli più frequenti e tecniche aggiuntive quali la risonanza magnetica. In presenza di sintomi come noduli, dolore, modifiche nella pelle o nella forma del seno, secrezioni dal capezzolo o qualsiasi cambiamento evidente, necessitano di una valutazione medica immediata come la mammografia a prescindere dall’età della paziente.

Quando vengono evidenziate anomalie tramite una precedente mammografia, può rendersi indispensabile una mammografia di follow-up per monitorare eventuali cambiamenti nel tempo o per ottenere ulteriori dettagli sulla zona sospetta. Per quanto concerne la frequenza e per rispondere ad una domanda assai diffusa, ossia la mammografia ogni quanto andrebbe fatta, si consiglia generalmente di sottoporsi alla mammografia ogni uno o due anni. In questo modo si bilanciano efficacemente i benefici dello screening, quali l’individuazione per tempo dei tumori, con i rischi potenziali che comprendono l’esposizione a radiazioni o il rischio di sovradiagnosi e sovratrattamento di condizioni che non necessariamente si evolveranno in rischi seri per la paziente.

Mammografia con Mezzo di Contrasto (CEM)

La mammografia con mezzo di contrasto è un avanzamento tecnologico della mammografia tradizionale: è un esame radiologico della mammella che associa informazioni morfologiche, come una mammografia standard, a quelle funzionali legate all’utilizzo del mezzo di contrasto. Quello che si visualizza nella CEM è una mappa vascolare: il mezzo di contrasto iodato utilizzato per via endovenosa, somministrato prima di fare la mammografia, si concentra nei vasi della mammella, ma soprattutto nei vasi anomali dove c’è il cancro, rendendo meglio visibile la massa tumorale. L’esame dura al massimo 7-8 minuti, dall’inizio dell’iniezione fino al rilevamento dell’ultima immagine radiologica.

Ad oggi la mammografia con mezzo di contrasto viene usata nella stadiazione locale del carcinoma mammario, cioè nella definizione dell’estensione e dello stato di avanzamento del tumore. La CEM viene utilizzata dove si sospetta una patologia tumorale ma la mammografia tradizionale non è sufficiente alla diagnosi e può essere usata di fatto in alternativa alla risonanza magnetica, in particolare nel caso di pazienti claustrofobici, obesi o anziani che non tollerano la macchina per la risonanza sia per la posizione da assumere sia per il tempo necessario alla durata dell’esame. Al momento la CEM rimane un’indagine di III livello e l’indicazione all’esame viene sempre fornita dallo specialista senologo, ma si sta cominciando a valutare l’utilizzo della mammografia con mezzo di contrasto anche nei soggetti con aumentato rischio, nella valutazione dei percorsi di screening personalizzato.

Mammografia Digitale e Tomosintesi

Grazie alle tecnologie moderne quali la mammografia digitale e la mammografia con tomosintesi è stata migliorata considerevolmente la capacità di individuare anomalie, soprattutto nei tessuti mammari densi. La mammografia digitale converte i raggi X in immagini digitali visualizzabili ed esaminabili con più facilità. La mammografia con tomosintesi, dal canto suo, acquisisce immagini del seno da angolazioni multiple fornendo una rappresentazione tridimensionale, che riduce l’effetto di sovrapposizione dei tessuti e consente di accertare lesioni altrimenti nascoste. La mammografia con tomosintesi offre vantaggi aggiuntivi per le donne con seni piccoli o tessuto mammario denso.

Mammografia o Ecografia Mammaria?

Il primo esame è ritenuto più efficace nell’individuazione di lesioni tumorali anche millimetriche e che l’ecografia spesso non riesce a “mettere a fuoco”. Inoltre, se la mammografia trova indicazione prevalente nelle donne di mezza età che presentano seni con percentuali maggiori di tessuto adiposo (grasso), di contro l’Ecografia è più utilizzata nei soggetti femminili giovani la cui densità ghiandolare delle mammelle è preponderante. L'ecografia mammaria è un esame non invasivo del seno, semplice e sicuro.

L'ecografia mammaria non è un'alternativa alla mammografia e i due esami sono pertanto da considerarsi complementari, poiché analizzano il seno fornendo informazioni diverse che possono essere integrate per una diagnosi più accurata. In caso di biopsia, l’ecografia mammaria viene utilizzata per guidare l’ago nel punto in cui effettuare il prelievo di tessuto. L’ecografia mammaria può essere particolarmente utile e indicata nelle donne più giovani (<40 anni), in cui il tessuto ghiandolare è più denso, motivo per cui in questa fascia d’età viene di solito indicato questo esame rispetto alla mammografia.

Informazioni Pratiche

Essendo un esame con somministrazione di radiazioni ionizzanti la legge prevede obbligatoriamente la prescrizione medica. Su tutto il territorio nazionale inoltre vengono periodicamente promossi screening di massa che consentono di effettuare un test mammografico gratuito dai 45 anni in poi. Per conoscere i risultati della mammografia le tempistiche sono variabili: da alcune ore fino a qualche settimana. Molto dipende dalla valutazione del medico radiologo. I radiologi sono le figure mediche che possiedono le maggiori competenze nella lettura e nell’interpretazione delle immagini prodotte dalla mammografia, lo stesso vale per altri esami di imaging quali la risonanza magnetica e la tomografia computerizzata.

Se ti stai domandando se la mammografia è invasiva o no, devi sapere che si tratta di un procedimento non invasivo e di veloce esecuzione, richiede infatti mediamente un tempo compreso tra i 5 e i 10 minuti. Inoltre la paziente, al termine dell’esame, può tornare alle proprie attività quotidiane senza che vi siano complicazioni. Per la mammografia il costo in Italia varia a seconda della decisione della paziente di recarsi presso una struttura appartenente al Servizio Sanitario Nazionale o in una clinica privata. Nelle strutture pubbliche il prezzo varia di Regione in Regione e solitamente si aggira tra i 30 e i 35 euro, mentre in una clinica privata la mammografia costo varia tra i 100 e i 200 euro.

Prima dell’esame, verrà chiesto alla paziente di spogliarsi dalla vita in su e di rimuovere eventuali gioielli o indumenti che potrebbero interferire con l’esame. Il professionista sanitario posizionerà il seno (uno alla volta), su un piano della macchina a raggi X, per poi comprimerlo tra due lastre di plastica trasparente. A questo punto, la macchina a raggi X acquisirà i dati per creare immagini dettagliate delle strutture interne del seno. Dopo l’esame, le immagini saranno valutate da un radiologo specializzato.

È comunque consigliato evitare il periodo pre-mestruale perché si verifica uno stato di maggiore tensione mammaria, e quindi l’esame potrebbe risultare doloroso. Per l’igiene personale è sconsigliato l’utilizzo, il giorno della mammografia bilaterale, di deodoranti, creme, profumi o polvere di talco. L’abbigliamento suggerito è quello di maggior comodità anche ai fini dell’esecuzione dell’esame: preferibili camicie e pantaloni/gonne piuttosto che vestiti a pezzo unico. Non trascurare nessun aspetto e nessuna notizia su precedenti di tumore in famiglia, terapie in atto, interventi chirurgici del passato.

Tabella: Linee Guida per lo Screening Mammografico

Età Raccomandazione
40-44 anni Screening mammografico annuale (soprattutto con fattori di rischio)
45-54 anni Screening mammografico annuale
55+ anni Mammografia ogni due anni o annualmente (a seconda della situazione)

La mammografia è un esame molto attendibile nella diagnosi preventiva del cancro al seno, ma non è infallibile. La mammografia è un esame radiologico che utilizza raggi X e che consente uno studio molto accurato delle mammelle. In una bassa percentuale di casi è possibile che piccole lesioni tumorali non risultino apprezzabili a causa dei limiti della capacità della mammografia stessa, oppure che si manifestino nell’intervallo tra i controlli.

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