La biopsia è un esame medico a tutti gli effetti che consiste nel prelievo e nell'analisi di tessuto biologico del paziente. Si può eseguire sia su tessuti molli, ad esempio cute e mucosa, ma anche su tessuti duri, come l’osso. Ma cos’è una biopsia, a cosa serve, quando viene prescritta e come viene eseguita?
Cos'è una Biopsia?
Una biopsia è una procedura chirurgica in cui una piccola quantità di tessuto tumorale viene rimosso e inviato ad un laboratorio di anatomia patologica per la valutazione. Lo scopo di una biopsia è di stabilire la diagnosi in un paziente affetto da tumore.
Se la biopsia identifica la procedura di prelievo del tessuto da analizzare, l’esame istologico consiste nell’analisi al microscopio che la segue. Il campione di tessuto prelevato viene inviato in laboratorio dove subisce un trattamento con formalina e paraffina e viene tagliato in fettine dello spessore di 2-4 micron ed analizzato al microscopio.
La biopsia come detto si esegue per diagnosticare o per avere conferma di infezioni, infiammazioni e tumori a carico di diversi organi interni, nonché per valutare il decorso della patologie e per stabilire le possibili terapie a cui sottoporre il paziente. Si parla di biopsia positiva quando l’ipotesi diagnostica è confermata, negativa quando è smentita.
Quando è Indicata una Biopsia Cutanea?
La biopsia cutanea è indicata quando:
- È necessario confermare una diagnosi, soprattutto per sospetti tumori maligni come il melanoma, il carcinoma basocellulare, quello spinocellulare e altri tipi di cancro che possono manifestarsi sulla pelle.
- È richiesto un monitoraggio istopatologico per valutare la progressione della malattia o l’efficacia dei trattamenti.
Tipi di Biopsia
Esistono svariate modalità di biopsia, a seconda della parte del corpo da cui si deve prelevare il tessuto e della natura del tessuto stesso.
- Punch: questa tecnica si avvale dell’uso di un bisturi cilindrico detto punch per rimuovere piccole porzioni circolari di pelle, di dimensioni e profondità variabili.
- Con ago aspirato: prevede l’uso di un ago sottile di dimensioni variabile e cavo internamente, pensato per aspirare frammenti di tessuto o cellule. La procedura di aspirazione è guidata dalle immagini offerte da un’ecografia, una TAC, una risonanza magnetica (RM) o una radiografia.
- Endoscopica: viene praticata in endoscopia, cioè utilizzando un endoscopio, un tubicino flessibile dotato di luce e telecamera a un’estremità e collegato a un piccolo strumento da taglio, attraverso il quale il medico può vedere all’interno del corpo e prelevare i campioni necessari. Sono biopsie endoscopiche quelle che consentono di prelevare frammenti di tessuto dello stomaco durante una gastroscopia o del colon durante una colonscopia.
- Di escissione: si tratta di un’operazione chirurgica volta ad asportare aree più estese di tessuto, che non possono essere prelevate con le tecniche sopra descritte. Tipicamente, prevede la rimozione di un’area alterata insieme a una porzione di tessuto sano circostante.
Tipi di Biopsia Cutanea
Esistono diversi tipi di biopsie cutanee, ciascuno indicato per specifiche situazioni cliniche:
- Biopsia escissionale: consiste nella rimozione completa della lesione, inclusi i margini di pelle circostante. Questa tecnica è spesso preferita per lesioni sospette come il melanoma, poiché consente sia la diagnosi sia il trattamento con un unico intervento. Nel dubbio che una lesione possa essere tumorale, si preferisce asportarla interamente (biopsia escissionale) qualora sia sufficientemente piccola.
- Biopsia incisionale: è una procedura semplice che utilizza un bisturi o un piccolo strumento cilindrico (punch) per prelevare un campione cutaneo. È ideale per lesioni di piccole dimensioni, o di grandi dimensioni laddove è consigliata una piccola biopsia per una conferma diagnostica prima di procedere all’intera asportazione. Inoltre, è usata in aree delicate o in cui si preferisce un approccio meno invasivo, come il volto. Se invece è più estesa, il medico può decidere di prelevare in un primo tempo solo una piccola parte di tessuto (biopsia incisionale), al fine di capire se occorre un ulteriore intervento per rimuovere l’intera area, evitando però di intervenire, lasciando segni vistosi, finché questo non è chiarito. Le biopsie parziali tendono a essere più frequentemente eseguite in caso di patologie potenzialmente non tumorali.
- Biopsia “saucerization” (shave profonda): con questa tecnica si rimuove la lesione con un margine di pelle circostante tramite una tecnica di rasatura. È rapida, non richiede sutura e garantisce un buon risultato cosmetico, soprattutto in ambito ambulatoriale.
Biopsia Shave Superficiale
È un processo usato per la diagnosi di malattie superficiali della pelle quando un taglio più profondo non è richiesto, come per il melanoma in situ, o la cheratosi seborroica.
In una biopsia shave, il medico anestetizza l area con un anestetico locale e quindi “gratta” via lo strato superiore della pelle (l’epidermide e parte della pelle) con una specie di lametta chirurgica.
La biopsia shave è altamente sconsigliata per altri tipi di tumori che non siano il melanoma in situ. I melanomi sospetti richiedono biopsie di tutto lo spessore della pelle e dello strato adiposo sottostante.
Le biopsie shave potrebbero non andare sufficientemente in profondità per fornire un campione di tessuto che dia informazioni affidabili circa la profondità del tumore, la lacerazione e la conta mitotica.
Altre tecniche superficiali quali il congelamento e la cauterizzazione del tessuto campione non sono raccomandate per simili ragioni.
Biopsia Shave Profonda
È come la biopsia shave superficiale, ma è usata per ottenere un campione più in profondità e si usa di solito quando le lesioni sono sospette per il melanoma.
Il medico usa una lama chirurgica a forma di cucchiaio per portare via la lesione sospetta a sufficiente profondità: ciò da la possibilità di definire a che stadio si trova il tumore.
Come si Effettua una Biopsia Cutanea?
Solitamente la procedura viene effettuata in ambulatorio, quindi non è sempre necessario recarsi in ospedale. Il medico che la esegue deve informare il paziente riguardo ai motivi che lo portano a eseguire la biopsia e al tipo di procedura usata. Il paziente deve informare il medico sulla sua storia clinica, su eventuali allergie a farmaci e anestetici locali, e su eventuali trattamenti in corso.
La biopsia della pelle è veloce e praticamente indolore. Il medico pulirà l’area da recidere con un disinfettante e poi inietterà una piccola dose di anestetico locale. Poiché l’anestetico produrrà un leggero gonfiore della pelle e ha un basso pH, si avrà una sensazione di bruciore per circa 5 - 10 secondi. E’ simile all’anestetico usato dal dentista. Quando ha fatto effetto, il medico userà un bisturi, una lametta o una lama circolare chiamata punch per prelevare una piccola parte di pelle. Dal momento che la pelle è insensibile il paziente durante questa procedura può sentire la pressione della lama ma non il dolore. Se una biopsia è fatta in profondità, si possono applicare 1 o 2 punti di sutura per impedire il sanguinamento. Se la biopsia è superficiale , la ferita viene lasciata all’aria aperta per guarire. La procedura richiede di solito 5 minuti.
Biopsia Epatica
La biopsia epatica è un esame che viene prescritto per la diagnosi e la caratterizzazione di malattie del fegato. Consiste nel prelievo di tessuto epatico da sottoporre ad analisi istologiche e di laboratorio.
Grazie alla biopsia epatica, è possibile diagnosticare o confermare il sospetto di alterazioni e patologie che colpiscono il fegato: da quelle congenite a quelle acquisite, come le epatiti e i tumori. Lo studio in laboratorio delle cellule prelevate con la biopsia consente di valutare lo stadio della malattia e fornire importanti informazioni sul trattamento più indicato.
Nell’ambito delle patologie croniche del fegato (steatosi, fibrosi e cirrosi epatica) la biopsia epatica non è più un esame di routine per il follow-up, essendo stata sostituita da tecniche di imaging radiologico (ecografia, fibroscan, TC, risonanza magnetica) meno invasive e con ottime capacità diagnostiche. La prescrizione della biopsia è quindi di norma discussa in ambito specialistico, con esperti di malattie del fegato.
Biopsia Epatica Transgiugulare
Si tratta di un tipo di esame eseguito di rado, quando cioè le condizioni del paziente non permettono una normale biopsia epatica, per esempio per la presenza di ascite, ossia di liquido che si accumula nella cavità addominale.
L’esame consiste nell’inserire un catetere nella vena giugulare interna del collo facendolo scendere, sotto guida radiologica, in una vena del fegato. Qui, grazie a un ago estremamente sottile, viene prelevato un campione di tessuto epatico da sottoporre a esame istologico. Si tratta di un esame tecnicamente complesso, che deve essere eseguito in ambiente ospedaliero da parte di reparti di radiologia interventistica con un’esperienza specifica e una casistica adeguata.
Come si Esegue la Biopsia Epatica Percutanea
Il paziente viene fatto distendere supino, il medico disinfetta la parte superiore destra dell’addome e parte del torace. Inoltre, per evitare che il paziente avverta dolore, effettua un’anestesia locale.
Successivamente, per prelevare un campione di tessuto epatico inserisce un apposito ago molto sottile. La manovra dura pochi secondi e viene eseguita sotto la guida dell'ecografia, che permette di visualizzare con precisione l’area attraversata dall’ago. Nel caso in cui il paziente sia particolarmente agitato può essere necessaria una sedazione leggera.
L'esame non può essere eseguito se il paziente ha gravi disturbi della coagulazione del sangue o assume farmaci che potrebbero provocare un sanguinamento. Sarà il medico specialista a richiedere tutti gli accertamenti necessari a escludere la presenza di condizioni che possano rendere la biopsia rischiosa.
Biopsia Renale
La biopsia renale prevede la raccolta di un campione di cellule renali che verrà successivamente analizzato in laboratorio. La procedura più comune è la via percutanea: si tratta di un esame poco invasivo che prevede l'utilizzo di un ago fatto penetrare attraverso la cute e portato fino al rene.
Prima di procedere con la biopsia renale è necessario effettuare degli esami diagnostici per evitare complicazioni durante l'intervento. Comunque sia il più delle volte la procedura è sicura e priva di complicazioni.
Biopsia Mammaria
La biopsia mammaria o biopsia del seno serve a rimuovere un piccolo campione di tessuto del seno. La biopsia mammaria è considerata il modo migliore per valutare e determinare quando vi è sospetto la presenza di un cancro. È consigliata dai medici quando si sentono dei noduli o degli ispessimenti dei tessuti del seno.
Cosa Aspettarsi Dopo una Biopsia Cutanea?
Il paziente dovrà fare attenzione ai punti di sutura e dunque evitare movimenti che mettano in tensione o che urtino la zona interessata nell'intervento di prelievo del tessuto.
Le medicazioni vanno ripetute e mantenute per un periodo di circa 5-10 giorni. In caso di un prelievo bioptico di piccole dimensioni si può riprendere l’attività lavorativa immediatamente. Nel caso di rimozioni più estese è in genere previsto un periodo di convalescenza di 24-48 ore.
È importante ricordare che le cicatrici sono sensibili ai raggi solari per circa 4-5 mesi e che quindi vanno adeguatamente protette per prevenire infiammazioni e altri problemi, soprattutto se la biopsia è effettuata appena prima del periodo estivo.
Domande Frequenti
È un Esame che Possono Fare Tutti?
Sì, la biopsia cutanea è un esame a cui si possono sottoporre tutti e che non ha controindicazioni. Può eventualmente rimanere una piccola cicatrice.
Occorre Qualche Tipo di Preparazione Particolare all'Esame?
No, non è richiesta nessuna preparazione specifica.
È Meglio che mi Faccia Accompagnare da Qualcuno o Posso Venire da Solo? Potrò Guidare la Macchina per Tornare a Casa?
In genere non è necessario farsi accompagnare. Tuttavia, è possibile che il numero di prelievi effettuati o la loro localizzazione renda fastidiosa la guida.
L’Esame è Doloroso o Provoca Altri Tipi di Disagio?
No, i prelievi di tessuto sono effettuati in anestesia locale. I pazienti in genere riportano soltanto un senso di tensione della pelle nell’area interessata dall’indagine. Anche il fastidio che si può riscontrare nei due giorni successivi si allevia facilmente con la semplice applicazione di ghiaccio. Il medico può prescrivere antidolorifici per alleviare il dolore nel sito della biopsia.
Se sono statti applicati punti di sutura si deve prestare un po’ più attenzione, evitare alcuni movimenti e cercare di mantenere l’area asciutta. Più raramente si può avvertire dolore, sanguinamento o può insorgere un’infezione. In questi casi è consigliato farsi rivalutare dal medico.
L’Esame Comporta Rischi Immediati?
No, è un esame del tutto sicuro.
L’Esame Comporta Rischi a Lungo Termine? Quanto Dura?
Il tempo richiesto per una biopsia cutanea varia a seconda del tipo di prelievi effettuati e del loro numero. In genere oscilla tra i 15 e i 90 minuti.
Alla Fine Devo Restare in Osservazione? Per Quanto?
Per i prelievi più semplici si può tornare a casa immediatamente dopo l’intervento. Qualora sia stato usato un sedativo, è necessario che scompaiano i suoi effetti. L’attesa è comunque breve: non più di 45-60 minuti.
Posso Riprendere Subito la Mia Vita Normale o Devo Avere Particolari Accortezze?
Si può tornare subito alla vita di tutti i giorni. Tuttavia è necessario medicare con cura le ferite per i 5-10 giorni successivi.
Quanto Tempo Ci Vuole per Avere l’Esito di una Biopsia?
Si parla di biopsia positiva quando l’ipotesi diagnostica è confermata, negativa quando è smentita.
Quali Sono i Rischi di una Biopsia?
I casi in cui può provocare dolore sono perlopiù circoscritti al prelievo di campioni da organi interni.
Cosa Chiedere al Medico Prima della Biopsia
Puoi trovare utile stampare queste domande e portarle direttamente al tuo medico alla prossima visita:
- Che informazioni spera di ottenere dalla biopsia?
- Quante probabilità ci sono che la biopsia porti ad una diagnosi?
- Si può diagnosticare con altri metodi?
- Come viene eseguita?
- E’ una procedura dolorosa? Si fa un anestesia locale o totale?
- E’ una procedura sicura?
- Si può fare nello studio o all’ospedale?
- Sara rimossa l’intera lesione o solo una parte? E perché?
- Quanti campioni saranno rimossi?
- Quanto è esteso il frammento di pelle che sarà rimosso?
- Quanto tempo ci vuole? Posso poi continuare le mie attività giornaliere?
- Proverò dolore o avrò una cicatrice in seguito?
- Ci vorranno dei punti?
- Come medico la ferita?
- Cosa faccio se penso di avere una infezione?
- Cosa sembra un infezione? Che aspetto ha?
- Ci sono complicazioni che potrebbero sorgere da tale procedura? Se ce ne fossero, che faccio e chi devo contattare?
- Chi interpreterà la biopsia?
- Quanto dovrò aspettare per il risultato?
- Come sarò informato del risultato della biopsia?
IMPORTANTE! La biopsia di tipo shave è fortemente sconsigliata per melanomi che non siano specificatamente melanomi in situ.
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