Come Eliminare l'Aria Dopo la Laparoscopia: Guida Completa

La laparoscopia è una tecnica chirurgica mini-invasiva sempre più diffusa, utilizzata sia a scopo diagnostico che terapeutico per una vasta gamma di condizioni addominali e ginecologiche. Questo approccio consente di eseguire interventi chirurgici attraverso piccole incisioni, riducendo al minimo le cicatrici visibili e offrendo numerosi vantaggi rispetto alla chirurgia tradizionale.

  • degenza ridotta al minimo
  • convalescenza più rapida
  • minor dolore e sanguinamento durante l’intervento
  • cicatrici praticamente invisibili

Lo strumento più rappresentativo della laparoscopia è il laparoscopio: un sottile tubo (5-10mm di diametro) che, una volta introdotto nell'addome o nella pelvi di un paziente, permette di vedere l'aspetto degli organi interni grazie a un sistema di illuminazione e a una piccola telecamera a fibre ottiche. Simile a una cannuccia per bere, all'estremità da inserire all'interno dell'organismo presenta una rete di fibre ottiche, le quali fungono sia da sorgente luminosa che da telecamera.

Nonostante si tratti di una metodica minimamente invasiva, la laparoscopia richiede un'anestesia di tipo generale. L'anestesia generale prevede l'uso di anestetici e antidolorifici, che rendono il paziente incosciente e insensibile al dolore. La somministrazione di questi farmaci, effettuata per via endovenosa e/o inalatoria, avviene prima e per tutta la durata dell'intervento chirurgico.

Indicazioni della Laparoscopia

La laparoscopia può avere uno scopo sia diagnostico che terapeutico. Ecco alcune delle condizioni in cui può essere utilizzata:

Diagnostica

  • Dolore addominale e/o pelvico senza motivi apparenti.
  • Infertilità femminile.
  • Malattia infiammatoria pelvica. È un processo infiammatorio, acuto o cronico, che interessa gli organi riproduttivi della donna e le strutture adiacenti.
  • Endometriosi. È una malattia caratterizzata dalla presenza di tessuto endometriale al di fuori della sua sede naturale, cioè l'utero.

Terapeutica

  • Rimuovere l'appendice infiammata.
  • Rimuovere la cistifellea (colecistectomia), se questa è affetta da calcolosi biliare.
  • Rimuovere una sezione di intestino fortemente infiammata e che non migliora con alcun tipo di trattamento meno invasivo. Ciò accade, per esempio, in caso di morbo di Crohn o diverticolite.
  • Praticare una plastica erniaria. Un esempio classico è l'intervento di ernia inguinale.
  • Fermare le emorragie provocate da un'ulcera gastrica.
  • Rimuovere uno o più fibromi uterini.
  • Rimuove l'utero (isterectomia), nei casi di malattia infiammatoria pelvica, endometriosi ecc.
  • Rimuovere l'embrione da una donna incinta affetta da gravidanza ectopica.
  • Rimuovere porzioni di tessuto adiposo, per ridurre il peso corporeo di un individuo.
  • Rimuovere un organo, o parti di esso, affetto da un tumore maligno. I possibili organi interessati sono: fegato, pancreas, reni, ovaie, dotto biliare e cistifellea.

Preparazione alla Laparoscopia

Pochi giorni prima della laparoscopia, il paziente è tenuto a recarsi presso la clinica, dove avverrà l'operazione, per sottoporsi a una serie di controlli clinici conoscitivi e per essere informato su tutto ciò che implica la procedura (dalle modalità d'intervento alle raccomandazioni pre- e post-operatorie). Prima della laparoscopia, sospendere ogni eventuale assunzione farmacologica a base di antiaggreganti (aspirina), anticoagulanti (warfarin) e antinfiammatori (FANS); questi farmaci, infatti, riducono la capacità coagulativa del sangue predisponendo a gravi perdite ematiche.

Nel giorno della laparoscopia, presentarsi a digiuno completo da almeno la sera precedente, in quanto è prevista l'anestesia generale. Dopo l'intervento, farsi accompagnare a casa da un familiare o da un amico, perché il paziente non sarà autosufficiente. Inoltre, mettersi alla guida a poche ore dall'anestesia è considerato assai pericoloso.

Come Viene Eseguita la Laparoscopia

Una volta che il paziente è stato anestetizzato, il chirurgo pratica una piccola incisione di circa 1 centimetro sull'addome, in corrispondenza dell'ombelico. Il sito della seconda incisione dipende dal tipo di operazione e dalla sede dell'organo da trattare. Successivamente, si introduce il laparoscopio e lo si spinge fino alla zona interessata.

I chirurghi, grazie alla laparoscopia, possono osservare nei dettagli il campo operatorio, con un ingrandimento che supera le 20 volte e che viene chiamato “magnificazione dell’immagine”. Inoltre, è possibile fotografare, registrare le immagini ed eseguire piccoli interventi. Recentemente, gli esperti che operano nel settore delle tecnologie mediche hanno progettato e messo a disposizione dei chirurghi uno strumento robotico, con il quale è possibile eseguire operazioni di laparoscopia ancor più precise e ancor meno invasive.

La durata di un intervento di laparoscopia varia in base alla sua complessità. Il minimo previsto è di 15 minuti fino ad un massimo di 30 minuti se si tratta di laparoscopia diagnostica. Durante la laparoscopia non si avverte dolore poiché l’intervento si esegue in anestesia generale. Tuttavia, è possibile accusare un certo fastidio dopo l’operazione. Capita che il dolore si manifesti a livello delle spalle.

Recupero Post-Operatorio e Gestione dell'Aria Residua

Al momento delle dimissioni, il chirurgo operante comunicherà la data della visita di controllo (in cui verranno anche tolti i punti di sutura) e i farmaci antidolorifici da assumere in caso di dolore intenso; il dolore è, infatti, un'altra comune sensazione che il paziente può avvertire. Il primo periodo è di osservazione. Di solito questa fase dura circa 24 ore, ma i tempi possono variare in base alla complessità dell’operazione. Si tratta pur sempre di un intervento quindi è necessario che, soprattutto nelle ore successive alla dimissione, la persona operata non faccia sforzi e riposi a casa.

Se la laparoscopia è stata solo diagnostica, il ritorno alle normali attività può avvenire anche dopo una settimana. Se invece la laparoscopia è stata terapeutica, i tempi di recupero variano in base al tipo e alla gravità dell'operazione: per esempio, in caso di semplice appendicite, la guarigione avviene in circa 2 settimane, mentre, in caso di tumore dell'ovaio, può verificarsi anche dopo 12 settimane. In genere, se tutto è andato per il verso giusto, si è in grado di riprendere le normali attività entro una settimana, altrimenti si può arrivare anche a due settimane.

Nonostante ciò, una volta a casa, durante la convalescenza possono manifestarsi alcuni disturbi. Nessun allarme: ecco i rimedi per risolverli.

Gonfiore Addominale

Il fastidio più frequente è il gonfiore alla pancia, legato all’anidride carbonica utilizzata per operare in laparoscopia. Dopo l’anestesia generale, questo gas viene iniettato nell’addome sino a farlo diventare teso e voluminoso come quello di una donna all’ultimo mese di gravidanza. A fine intervento, il gas viene fatto fuoriuscire del tutto e la pancia ritorna alle sue dimensioni di sempre, ma ci si può ugualmente sentire ancora gonfi e la sensazione può durare per giorni.

La colpa non è dei residui di anidride carbonica (il gas viene completamente riassorbito e smaltito in poche ore), o di un’irritazione indotta dal gas come spesso si crede, ma dipende dai muscoli addominali. Gonfiando la pancia, vengono sottoposti a una sorta di stretching, perdono tono e il loro effetto “pancera” sull’intestino diminuisce. Risultato: la pancia è più pronunciata. Il gonfiore di solito è destinato a scomparire da solo: nel giro di pochi giorni se la durata dell’intervento è stata breve, nell’arco di un paio di settimane se l’addome è rimasto teso per 2-3 ore di seguito.

Non appena possibile è bene camminare e, ogni tanto, tirare semplicemente la pancia in dentro per tonificare i muscoli addominali. Sin tanto che il gonfiore non passa, è utile seguire un’alimentazione che non lo aumenti. Inizialmente, conviene mettere in tavola pochi carboidrati, mangiare lentamente e a piccoli bocconi, evitare legumi e cibi integrali che aumentano i processi fermentativi e rinunciare alle bevande gassate.

Dolore alla Spalla

Immediatamente dopo la laparoscopia e durante la convalescenza, è facile accusare un dolore alla spalla destra. Dipende proprio dall’uso dell’anidride carbonica, soprattutto se il gas viene iniettato velocemente. Distende il diaframma e, da lì, infiamma le terminazioni sensitive del nervo frenico che si irradia proprio alla spalla. La soluzione: ricorrere, su prescrizione medica, a un antinfiammatorio non steroideo, da assumere per il tempo necessario a superare l’infiammazione.

Stipsi

La stipsi è un disturbo in agguato nel post operatorio. La “colpa” è spesso del tipo di cocktail utilizzato per l’anestesia o degli antidolorifici usati: alcune molecole, come gli oppioidi, rallentano la peristalsi e l’intestino ha bisogno di tempo per rimettersi in moto. Per facilitare questo processo basta bere e muoversi di più. In questo caso, però, la riabilitazione consiste nella dieta. Ok alle bustine a base di macrogol, un regolatore intestinale che accelera il transito della massa fecale nell’intestino e favorisce l’evacuazione.

Consigli Utili per il Recupero

  • Attività Fisica: L’esercizio fisico è molto utile nella ripresa del metabolismo e della sensazione di “star bene”. Sì consiglia, solitamente, almeno due passeggiate al giorno, la cui durata viene progressivamente aumentata di giorno in giorno.
  • Idratazione: Altro consiglio, molto ovvio in realtà, è quello di consumare molti liquidi. Non importa se sia acqua del rubinetto o orzo o tisane, l’importante è bere.
  • Dieta: Quando un intervento in laparoscopia può essere programmato con debito anticipo è bene che venga preceduto da un calo di peso ed un aumento della quota proteica della dieta, riducendo l’assunzione di carboidrati ed aumentate le fibre.

Possibili Complicazioni

Grazie ai progressi delle tecnologie mediche, gli interventi chirurgici in laparoscopia sono diventati ormai una pratica sicura: la comparsa di gravi complicanze, infatti, è molto rara. Le complicanze minori sono i rischi che si celano dietro ogni intervento chirurgico in cui è prevista l'anestesia generale.

  • Infezioni post-operatorie delle ferite chirurgiche.
  • Emorragie ripetute e comparsa di ematomi attorno alle incisioni (N.B: un ematoma è una raccolta di sangue, che si concentra in una cavità o in un tessuto del corpo).
  • Senso di nausea e vomito, dovuti all'anestesia generale.
  • Danno a un organo addominale/pelvico (intestino, vescica ecc.) con conseguente perdita della sua funzionalità.
  • Danno a uno dei vasi arteriosi maggiori (per esempio l'aorta discendente).
  • Reazione allergica grave all'anestetico utilizzato.
  • Formazione di coaguli sanguigni all'interno delle vene (trombosi venosa profonda) e loro trasferimento nei vasi sanguigni che conducono al cuore (embolia polmonare).
  • Reazione avversa alla presenza di anidride carbonica all'interno dell'addome.
  • Formazione di gravi aderenze (o adesioni) intra-addominali.

Aderenze Addominali

Le aderenze intra-addominali sono delle fasce di tessuto fibroso che si creano per effetto del processo di cicatrizzazione, e che pregiudicano la normale anatomia degli organi interni. Di fatto, sono delle cicatrici interne situate nei punti dov'è intervenuto il chirurgo. Le aderenze si verificano quando si verificano lesioni o infiammazioni nell'addome.

La maggior parte delle aderenze non causa sintomi. A volte, tuttavia, possono causare la torsione dell'intestino, in modo simile a come un tubo da giardino può piegarsi. Ciò può verificarsi poco dopo o addirittura anni dopo l'intervento chirurgico e portare a un'ostruzione dell'intestino tenue.

I sintomi di ostruzione intestinale possono includere:

  • Forte dolore addominale
  • Crampi
  • Gonfiore
  • Nausea e vomito
  • Distensione addominale
  • Stitichezza

Le aderenze addominali si formano dopo che il corpo ripara il tessuto danneggiato all'interno della cavità addominale. Il fattore di rischio più grande associato alle aderenze addominali è la chirurgia addominale, in particolare la chirurgia aperta (laparotomia). Le aderenze addominali sono leggermente meno comuni con la chirurgia laparoscopica. Durante la laparoscopia, i chirurghi operano attraverso alcuni piccoli tagli anziché uno grande.

Non c'è nulla che tu o il tuo chirurgo possiate fare per prevenire le aderenze addominali. Tuttavia, le aderenze sono meno comuni con la chirurgia laparoscopica a causa dei tagli più piccoli. In alcuni casi, il chirurgo può posizionare delle barriere tra le superfici dei tessuti durante l'intervento per evitare che il tessuto cicatriziale le faccia attaccare insieme.

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