La proteinuria è la misura della concentrazione delle proteine presenti nelle urine, ed è un parametro che riveste una notevole importanza nella valutazione del danno renale. Per proteinuria si intende la presenza di quantità superiori a 150 mg/die di proteine nelle urine. In condizioni fisiologiche, nelle urine sono presenti solo minime tracce proteiche che possono aumentare temporaneamente in seguito all’attività fisica o durante una malattia. Normalmente, i livelli proteici urinari sono molto bassi: nelle 24 ore, le proteine eliminate con l'urina non dovrebbero superare i 200 mg. In genere, i valori della proteinuria sono compresi entro i 20 mg/dl (milligrammi/decilitri) nei campioni occasionali e inferiori a 150-200 mg/dl nelle urine delle 24 ore. La significativa presenza di proteine nelle urine, che i medici sono soliti indicare con il termine tecnico proteinuria, può essere dovuta a danni renali o ad altre condizioni piuttosto serie.
Funzione renale e proteinuria
I reni ricevono il sangue che circola nel nostro organismo attraverso le arterie renali che si sfioccano in una matassa di piccolissimi vasi capillari (glomeruli) che formano un filtro per il sangue stesso. A livello renale, il sangue viene purificato dai prodotti di rifiuto e dalle sostanze presenti in eccesso che finiscono per essere riassorbite o eliminate. I reni hanno, tra i vari compiti, proprio quello di rimuovere attraverso questo filtro le scorie, l’eccesso di sali minerali ed acqua e riassorbire alcune sostanze tra cui le proteine, molecole molto importanti in vari processi biologici. Il rene ha il compito di mantenere nell'organismo le proteine, quindi queste non dovrebbero essere eliminate nelle urine.
L’unità funzionale del rene è il nefrone, composto da un glomerulo deputato a filtrare il sangue e dal tubulo che ha il ruolo di riassorbire le sostanze ancora utili all’organismo. Corpuscolo di Malpighi (formato da capsula di Bowman e glomerulo renale): si tratta di strutture altamente specializzate che filtrano il sangue mediante un meccanismo a barriera che, come un filtro, blocca le proteine plasmatiche di grandi dimensioni e permette il passaggio solo di quelle più piccole. Tubulo renale: in questa struttura si ha il riassorbimento delle proteine di dimensioni più piccole che non sono state trattenute dai glomeruli, si trasforma così la preurina nell’urina definitiva. Si forma così la pre-urina.
Cause della proteinuria
La proteinuria è presente in molti disturbi renali e si associa ad altre anomalie urinarie (es. ematuria). Le cause possono essere classificate in base al meccanismo di insorgenza.
- Malattie dei glomeruli renali, che danneggiano le capacità del filtro glomerulare, possono essere congenite o acquisite su base immunologica (es. glomerulonefrite ad IgA, Glomerulonefrite membranosa, Glomerulosclerosi focale e segmentale) o svilupparsi nel corso di malattie sistemiche ( es. malattie che determinano un eccesso nel sangue di alcuni tipi di proteine, in quantità superiore alla capacità di riassorbimento da parte dei reni (es.
- Diabete e ipertensione sono le prime cause di proteinuria.
- Proteinuria da iperafflusso: ad esempio nel mieloma multiplo si ha un enorme produzione di alcuni tipi di proteine che, superando la capacità di riassorbimento dei reni, verranno ritrovate nelle urine.
- La prima causa di proteinuria è il diabete, sia di tipo I che di tipo II, a cui segue l’ipertensione arteriosa.
- Nelle donne in gravidanza, alte concentrazioni di proteine nelle urine possono essere associate a pre-eclampsia.
- L'aumento delle proteine nelle urine potrebbe dipendere anche da altre svariate condizioni, come: anemia, avvelenamento da metalli pesanti, cistite, diabete, gotta e gravidanza.
Al contrario, se le analisi indicano una loro presenza e se il fatto è isolato, ciò potrebbe dipendere da infezioni delle vie urinarie, farmaci, esercizio intenso o stress, emozionale o fisico. Per questo, è molto importante controllare periodicamente tale parametro durante la gestazione.
Tipi di proteinuria
La proteinuria si distingue in non-nefrotica quando è rilevata in quantità <3500 mg/24h e nefrotica quando è riscontrata in quantità maggiori, più spesso associata a glomerulopatie. La proteinuria si distingue in diverse tipologie:
- Proteinurie occasionali, come quelle che si riscontrano in seguito ad esercizio fisico intenso o episodio febbrile, sono clinicamente insignificanti e non necessitano di trattamento.
- Proteinuria funzionale è un aumento temporaneo dell'escrezione di proteine nelle urine, causata da modificazioni emodinamiche glomerulari. La proteinuria nelle urine può essere anche di tipo funzionale e transitoria, ad esempio dopo l’attività fisica, a seguito di una malattia o in caso di stress.
- È nota la possibile comparsa della cosiddetta proteinuria funzionale o transitoria, ovvero la perdita di proteine nelle urine in modo occasionale e conseguente a modificazioni emodinamiche dei glomeruli. Può essere dovuta a stress, attività fisica intensa, febbre e disidratazione.
- Proteinuria ortostatica: si tratta di una condizione benigna e che si riscontra soprattutto negli adolescenti (si stima essere presente nel 5% di questa popolazione) e pressoché assente dopo i 30 anni. Proteinuria ortostatica: si tratta di una condizione benigna e che si riscontra soprattutto negli adolescenti (si stima essere presente nel 5% di questa popolazione) e pressoché assente dopo i 30 anni. Si osserva proteinuria in presenza di una funzionalità renale conservata e, come suggerisce il nome, l’escrezione proteica nelle urine si ha esclusivamente in posizione eretta o seduta, mentre è assente in posizione distesa.
- Proteinuria glomerulare deriva da malattie del glomerulo renale, che di solito implicano un aumento della permeabilità a tale livello; questa permette ad una maggiore quantità di proteine plasmatiche di passare nel filtrato.
- Proteinuria tubulare deriva da anomalie renali tubulo-interstiziali che impediscono il riassorbimento delle proteine da parte del tubulo prossimale.
Diagnosi
La proteinuria è generalmente scoperta mediante un esame urine standard magari effettuato per altri motivi. La proteinuria è un parametro che viene valutato con l'esame delle urine. In genere, la proteinuria è associata ad un aumento del rischio di CKD e di altre complicanze, come la malattia cardiovascolare.
Un esame più accurato è rappresentato dal rapporto albumina su creatinina, che si effettua sulle urine della prima minzione mattutina. Al posto del dipstick o del tradizionale esame delle urine nell'arco delle 24 ore, sempre più spesso i medici utilizzano una nuova tecnica, basata sul rapporto tra le concentrazioni urinarie di albumina (la più abbondante proteina plasmatica) e creatinina (un prodotto di rifiuto derivante dal normale metabolismo muscolare). Questo esame - noto anche come ACR, dall'inglese albumin-to-creatinine ratio - considera meritevole di approfondimenti diagnostici qualsiasi situazione in cui si registrino più di 30 mg di albumina per ogni grammo di creatinina (30 mg/g o 30 mcg/mg).
Possono essere utili degli esami di funzionalità renale (es. Albumina urinaria: è un test utilizzato per stabilire la presenza di microalbumina nelle urine. Rapporto albumina su creatinina: la creatinina è un prodotto del metabolismo muscolare che viene escreto nelle urine ad una velocità costante. Urea e creatinina su campione di sangue: sono prodotti di scarto rilasciati nel sangue e che, tramite la filtrazione renale, giungono nelle urine. Velocità di filtrazione glomerulare: è un parametro molto attendibile dello stato di salute dei reni.
Trattamento
Il trattamento è rivolto alla causa scatenante, quindi si differenzia a seconda della stessa. Il trattamento della proteinuria varia a seconda della causa scatenante. Il trattamento della proteinuria è rivolto a eliminare, o perlomeno a controllare. Gli obiettivi del trattamento consistono essenzialmente nella correzione della proteinuria, per impedirne l’aggravamento. Tuttavia, il trattamento precoce e adeguato della proteinuria può aiutare a prevenire o rallentare la progressione della malattia renale e migliorare la prognosi a lungo termine.
Alcuni farmaci antiipertensivi - appartenenti alla classe degli ACE-inibitori (ramipril, lisinopril, enalapril ecc.) e degli antagonisti recettoriali dell'angiotensina II (es. losartan, valsartan, irbesartan) - possono ridurre la proteinuria e rallentare la progressione delle nefropatie associata verso gradi più severi di insufficienza renale cronica.
Tabella: Classificazione della Proteinuria
| Tipo di Proteinuria | Caratteristiche |
|---|---|
| Transitoria | Temporanea, spesso dovuta a febbre o esercizio fisico intenso. |
| Ortostatica | Presente in posizione eretta, assente in posizione sdraiata. |
| Prerenale | Associata a patologie come discrasie plasmacellulari. |
| Glomerulare | Danno alla barriera di filtrazione del glomerulo. |
| Tubulare | Anomalie nel riassorbimento tubulare. |
leggi anche:
- Come Interpretare i Tuoi Esami del Sangue: Guida Semplice per Capire i Valori
- Come prepararsi agli esami del sangue: Guida completa per risultati accurati
- Spermiogramma: Come si Esegue, Preparazione e Costi
- Laboratorio di Analisi Utta Pulsano: Servizi, Orari e Contatti
- Risonanza Magnetica: Devo Spogliarmi? Cosa Aspettarsi
