Le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI) sono patologie caratterizzate da un'infiammazione cronica dell'intestino. Negli ultimi 30 anni, la prevalenza globale delle MICI è aumentata dell'85%, con circa 7 milioni di persone affette a livello mondiale. Si stima che in Italia circa 250.000 persone siano interessate da queste patologie.
Identificazione e Diagnosi Precoce delle MICI
L'identificazione rapida della malattia dal momento della sua comparsa (diagnosi precoce) consente di iniziare subito la cura più adeguata al caso, evitando così lo sviluppo di complicazioni che potrebbero diventare irreversibili. La prima cosa da fare se si pensa di avere la malattia di Crohn o la colite ulcerosa è fissare un appuntamento con il medico di famiglia.
Sintomi e Segnali di Allarme
Come per tutte le patologie, anche nelle MICI esistono segni e sintomi tipici. Alcuni di questi possono indurre un medico di medicina generale o un gastroenterologo a sospettare una malattia di Crohn o una rettocolite ulcerosa. I sintomi più tipici sono:
- Dolori addominali
- Diarrea (in alcuni casi con presenza di sangue)
- Dimagrimento
Si possono presentare anche altri sintomi secondari come:
- Febbricola
- Stanchezza
- Dolori articolari
Spesso però nelle MICI i sintomi si presentano anche nelle ore notturne e sono presenti anche segni di coinvolgimento sistemico, come febbre e calo di peso, e un segno distintivo è inoltre la presenza di sangue nelle feci.
Esami e Procedure Diagnostiche
Non esiste un singolo esame per identificare le MICI. Dopo aver esaminato i risultati degli esami del sangue e delle feci, il medico può raccomandare ulteriori test per esaminare il tratto gastrointestinale.
Esami di Laboratorio
I primi test che verranno prescritti dal medico saranno probabilmente esami di laboratorio del sangue e delle feci. Le proteine presenti nel sangue e nelle feci, dette anche biomarcatori, possono essere utili per rilevare l'infiammazione durante gli esami del sangue e delle feci. I biomarcatori del sangue includono la proteina c-reattiva (CRP) e la velocità di eritrosedimentazione (VES), che aiutano entrambi a rilevare la presenza di infiammazione nel corpo.
Tra questi, due valori sono utili a discriminare una MICI da una patologia non infiammatoria, come la sindrome dell'intestino irritabile: si tratta della proteina C reattiva (Pcr), rilevata nel sangue, e della calprotectina fecale, nelle feci. Dosaggi elevati di una o entrambe queste proteine possono portare a un fondato sospetto di MICI.
Endoscopia e Colonscopia
Il medico può raccomandare un'endoscopia, una procedura ambulatoriale durante la quale una piccola telecamera montata all'estremità di un tubo illuminato viene utilizzata per guardare all'interno del tratto gastrointestinale. In questi casi è sempre necessaria la colonscopia che, grazie a un esame visivo della mucosa del colon e dell'ultima parte dell'intestino tenue, consente di confermare la presenza di una delle due malattie.
Una colonscopia consente ai medici di esaminare il colon o l'intestino crasso inserendo un tubo flessibile illuminato attraverso l'apertura dell'ano. Il tubo attraversa l'intera lunghezza del colon e l'estremità dell'intestino tenue (ileo terminale). Questo esame permette al medico di valutare sia l’aspetto macroscopico che microscopico (attraverso le biopsie) della mucosa dell'intero colon e dell’ileo distale.
La colonscopia viene inoltre effettuata in sedazione, cosciente o profonda in base al caso specifico e dunque non bisogna temere di provare dolore.
Una sigmoidoscopia consente ai medici di esaminare il lato sinistro del colon o del retto inserendo un tubo flessibile e illuminato attraverso l'apertura dell'ano. Una sigmoidoscopia può essere un buon test diagnostico per confermare la colite ulcerosa e per monitorare la risposta alla terapia.
Un'endoscopia gastrointestinale superiore consente ai medici di vedere il tratto gastrointestinale dall'alto verso il basso utilizzando un tubo flessibile illuminato che viene inserito attraverso la bocca, lungo l'esofago, nello stomaco e può arrivare fino al duodeno (la prima sezione del piccolo intestino). Viene utilizzato nei casi di malattia di Crohn sospettati o diagnosticati per valutare diversi sintomi. Questi sintomi possono includere, ma non sono limitati a, dolore addominale superiore, nausea, vomito e difficoltà di deglutizione.
La videocapsula endoscopica permette di visualizzare l'intestino tenue, tratto di intestino compreso tra il duodeno e il colon, che non è raggiungibile con gli endoscopi di cui disponiamo (esofagogastroduodenoscopia e colonscopia). Una videocapsula endoscopica viene eseguita ingoiando una piccola videocamera compressa, che scatta foto dell'intestino mentre viaggia attraverso il tratto gastrointestinale nel corso di 8-12 ore. Al termine del test, si restituisce il registratore al medico.
La videocapsula endoscopica permette di visionare il piccolo intestino tramite una capsula che acquisisce immagini che sono registrate durate il passaggio nei tratti intestinali ma non consente di ottenere biopsie intestinali; tale esame deve essere eseguito in determinati casi soprattutto nella MC dopo aver escluso la presenza di un restringimento dell’intestino per evitare la ritenzione della capsula endoscopica.
L'endoscopia e la colonscopia tradizionali non sono in grado di raggiungere circa i due terzi dell'intestino tenue.
Esami di Imaging
Gli esami radiologici che sono eseguiti nei pazienti con MICI sono:
- la radiografia diretta dell’addome che è eseguita in condizioni di sintomi gravi per diagnosticare soprattutto le complicanze di queste malattie come la perforazione, l’occlusione intestinale e la dilatazione del colon;
- l’ecografia intestinale permette di valutare in maniera non invasiva e priva di radiazioni la parete intestinale in tutto il suo spessore, l’estensione della lesione ed eventuali complicanze quali fistole e/o ascessi soprattutto nella MC;
- l’enterografia con TC o con risonanza magnetica sono esami radiologici che devono essere eseguiti per diagnosticare queste malattie soprattutto la MC e nel caso di complicanze di malattia. Risulta necessario sottolineare come nei pazienti giovani sia da consigliare la risonanza magnetica alla TC, perché priva di radiazioni.
L'enterorisonanza viene anche utilizzata per verificare il coinvolgimento del piccolo intestino nei pazienti in cui la diagnosi sia già stata già confermata.
Terapia e Monitoraggio
Le IBD necessitano di terapia medica e di costante monitoraggio clinico. La terapia medica nelle forme non complicate si basa sull’uso di farmaci come la mesalazina, i corticosteroidi, gli immunosoppressori (es. azatioprina/6-mercaptopurina, metotrexato), alcuni antibiotici e i farmaci biologici, come gli anticorpi bloccanti il Tumor necrosis factor alfa (TNFa), gli anti-integrine e gli anti-interleuchine.
Protocolli di Ricerca e Trattamento
Diversi protocolli di ricerca sono in corso per valutare nuove strategie terapeutiche per le MICI:
- Protocollo LATTICE: studio randomizzato multicentrico che prevede un braccio di trattamento con piccole molecole innovative della classe farmacologica anti-TYK2 (deucravacitinib) vs.
- Protocollo PIZZICATO: studio randomizzato multicentrico che prevede due bracci di trattamento con piccole molecole innovative della classe farmacologica anti-JAK1/TYK2 (brepocitinib) o anti-JAK3 (ritlecitinib) vs.
- Protocollo AMAM: studio multicentrico randomizzato che prevede tre bracci di trattamento con Mirikizumab (molecola anti-IL23), con Ustekinumab (farmaco anti-IL12/23, già approvato ed in commercio da diversi anni) vs.
- Protocollo GALAXI: studio multicentrico randomizzato che prevede tre bracci di trattamento con Guselkumab (molecola anti-IL-23), con Ustekinumab (farmaco anti-IL12/23, già approvato ed in commercio da diversi anni) vs.
- Protocollo ONTAMALIMAB: studio multicentrico randomizzato che prevede un braccio di trattamento con anticorpo anti-MAdCAM (ontamalimab), molecola che blocca l’adesione dei globuli bianchi impedendone il passaggio nell’intestino, vs.
- Protocollo QUASAR: studio multicentrico randomizzato di fase 2b/3 per il trattamento con Guselkumab (molecola anti-IL-23) vs.
- Protocollo PROCEED: studio a carattere endoscopico, multicentrico, che include pazienti con colite ulcerosa in remissione.
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