La colonscopia è un esame endoscopico che permette di visualizzare la superficie interna del colon e del retto. Si utilizza per la diagnosi di malattie infiammatorie croniche, diverticoli, polipi e tumori intestinali maligni. In Italia, il tumore del colon-retto è il secondo tumore più frequentemente diagnosticato, con circa 19.500 casi nelle donne e 29.000 negli uomini ogni anno.
Cos'è la Colonscopia?
La colonscopia è importante per la prevenzione secondaria del tumore del colon-retto. Solitamente si effettua in seguito a esito positivo per sangue occulto nelle feci, un esame previsto nei programmi di screening regionali per la diagnosi precoce dei tumori del colon-retto, offerto gratuitamente alla popolazione fra i 50 e i 69 anni (in alcune regioni fino a 74 anni). Durante la colonscopia è possibile, inserendo nel tubo flessibile gli strumenti necessari, effettuare biopsie e asportare polipi. Questi ultimi sono protuberanze che si formano sulla superficie del colon e che nel tempo possono trasformarsi in un tumore maligno: asportarli quando sono di natura benigna o precancerosa protegge dallo sviluppo del tumore del colon-retto.
Tipi di Colonscopia
- Rettosigmoidoscopia: visualizza solo gli ultimi 20-30 centimetri circa del tratto digestivo, costituiti dal retto e dalla parte finale del colon, chiamata sigma. In alcune regioni italiane è utilizzata come test di screening per i tumori del colon-retto, poiché quasi due terzi di questi si sviluppano nel retto e nell'ultima parte del colon.
- Pancolonscopia (o Colonscopia): lo strumento viene fatto risalire fino a raggiungere l'ultimo tratto dell'intestino tenue.
Colonscopia Virtuale
A differenza della colonscopia “classica”, quella virtuale non è invasiva e quindi non richiede l’introduzione di una sonda endoscopica. Consiste in una TC (tomografia computerizzata) a bassa dose di radiazioni che permette di ottenere immagini tridimensionali dell’intestino. Pur essendo un esame attendibile, non permette di rilevare polipi di dimensioni inferiori ai 5 millimetri, né lesioni piatte. Inoltre, con questo tipo di esame non si possono asportare immediatamente i polipi eventualmente rilevati, né effettuare prelievi utili a una biopsia, operazioni possibili solo con la normale colonscopia.
La colonscopia virtuale (colon TC - Tomografia Computerizzata) è un’indagine diagnostica radiologica non invasiva che permette di visualizzare la parete interna del colon senza l’utilizzo di una sonda endoscopica, attraverso un esame TC dell’addome a bassa dose. L'esame si svolge dopo aver introdotto nell'addome CO2, gas che a differenza dell’aria viene riassorbito senza creare alcun disagio.
A cosa serve la colonscopia virtuale?
La colon TAC permette di studiare tutto l’ambito colico e le sue patologie, individuandone precocemente le cause come ad esempio:
- polipi
- diverticoli
- neoplasie
- coliti
Questa procedura rappresenta attualmente una valida alternativa alla colonscopia convenzionale nella prevenzione del cancro del colon-retto. Può essere inoltre prescritta in sostituzione al clisma opaco a doppio contrasto, rispetto al quale ha una specificità e una sensibilità diagnostica nettamente superiore. In alternativa alla colonscopia convenzionale per i pazienti nei quali la colonscopia convenzionale sia risultata incompleta, nei pazienti anziani o defedati, specie con problematiche cardiache o respiratorie, o nei pazienti che presentano un approccio psicologico sfavorevole alla colonscopia tradizionale.
La colon TAC consiste in un esame TC a bassa dose di radiazioni, che non richiede l’introduzione di alcuna sonda endoscopica, né sedazione e si segue in ambulatorio. Prima di procedere alla colonscopia virtuale, il colon viene disteso mediante insufflazione di anidride carbonica attraverso il retto utilizzando un sottilissimo catetere. Lo studio si esegue in ambulatorio, con il paziente in posizione prona e supina, allo scopo di differenziare le lesioni dai residui fecali che si mobilizzano con il cambio di posizione, residui che sono stati preventivamente “colorati” da una soluzione di mezzo di contrasto somministrata per bocca circa due ore prima. Le scansioni hanno una durata media di pochi secondi.
Vantaggi e Svantaggi della Colonscopia Virtuale
La colonscopia virtuale è un esame sicuro, che non presenta rischi né controindicazioni, accurato, e ben tollerato. Dimostra però scarsa sensibilità per le lesioni piatte e i polipi di dimensioni inferiori ai 5 millimetri. La colonscopia virtuale è generalmente ben tollerata e meno invasiva della colonscopia tradizionale. A parte una sensazione di gonfiore, non si avverte dolore.
- Minore invasività e migliore tollerabilità: è molto meno invasiva e dolorosa rispetto alla colonscopia tradizionale, in quanto non richiede l’inserimento di una sonda per tutta la lunghezza del colon. La procedura è generalmente ben tollerata.
- Indicata per pazienti con controindicazioni alla colonscopia tradizionale: può essere una valida alternativa per pazienti anziani e/o in condizioni precarie di salute e in pazienti con controindicazioni alla colonscopia tradizionale (come cardiopatici o bronchitici cronici).
- Potenziale necessità di una colonscopia tradizionale successiva: nel caso in cui l’esame rilevi uno o più polipi o altre lesioni sospette, il paziente viene generalmente indirizzato a una colonscopia tradizionale per la rimozione dei polipi e l’esecuzione di biopsie.
Nel caso in cui venga rilevato un polipo durante la colonscopia virtuale, il paziente viene generalmente indirizzato a una colonscopia tradizionale per la rimozione e la biopsia. Entrambe le tecniche possono essere utilizzate per lo screening. La scelta dipende da vari fattori, tra cui le linee guida locali, le preferenze del paziente e le condizioni cliniche. La colonscopia tradizionale ha il vantaggio di permettere la rimozione immediata dei polipi.
Enteroscopia con Videocapsula
L’enteroscopia con videocapsula (VCE) non è un’alternativa alla colonscopia, né alla gastroscopia. Permette di visualizzare l’intestino tenue ed è utile in particolare per la diagnosi della malattia di Crohn, dei tumori dell’intestino tenue o di anomalie vascolari che possono essere causa di anemia. Per effettuare l'esame viene fatta ingoiare al paziente una videocapsula monouso dotata di una microtelecamera, della dimensione di una compressa, in modo che trasmetta le immagini raccolte mentre transita attraverso l’apparato digerente.
Come si Esegue la Colonscopia Tradizionale
La colonscopia è una procedura endoscopica invasiva che la maggior parte delle persone teme perché può essere dolorosa e mettere a disagio. Per questo in genere si ricorre a una sedazione moderata (sedazione cosciente) con farmaci sedativi, ipnotici e antidolorifici, somministrati per via endovenosa, per favorire il rilassamento e ridurre fastidio e dolore. Solo in casi particolari si ricorre a una sedazione profonda, che addormenta completamente la persona.
Durante l’esecuzione dell’esame, il paziente è sdraiato sul fianco sinistro, con le cosce flesse sul bacino e le ginocchia piegate, in posizione fetale. Per garantire una migliore visualizzazione della mucosa, viene insufflata anidride carbonica attraverso il colonscopio, in modo da distendere le pareti intestinali. Il medico esamina le immagini trasmesse dalla microcamera e, se vede una lesione sospetta che potrebbe per esempio essere sintomo di una malattia infiammatoria o tumorale, con apposite pinze introdotte attraverso il colonscopio può prelevare alcuni frammenti di tessuto (biopsia) da sottoporre a esame istologico. Durante l'indagine si possono anche asportare direttamente eventuali polipi (polipectomia).
Preparazione alla Colonscopia
Sì, la preparazione alla colonscopia è fondamentale per la qualità dell’esame. È anche uno degli aspetti più fastidiosi dell’indagine, perché richiede l’assunzione di un lassativo in modo da pulire completamente l’intestino. Al momento della prenotazione, ogni centro consegnerà un foglio con precise istruzioni al riguardo. È bene leggerle già al momento della prenotazione, annotando sul calendario la data in cui cominciare la preparazione all’esame, e seguirle scrupolosamente per non dover ripetere la procedura una seconda volta, nel caso la parete dell’intestino non sia sufficientemente libera per essere ben esaminata.
Per quanto riguarda l’alimentazione, generalmente le restrizioni riguardano i 2 o 3 giorni prima dell’esame, in cui ci si deve astenere da tutti gli alimenti ricchi di fibre, come frutta, verdura, pasta e cereali integrali. È possibile, invece, mangiare uova, carne, pesce, brodo, spremute, succhi di frutta, passate, omogeneizzati e, in piccole quantità, pasta e pane di farina raffinata. Di solito, dal giorno o dalla sera prima dell’esame occorre attenersi a una dieta totalmente liquida: si potranno quindi assumere solo brodo di dado (non vegetale), acqua, camomilla, tisane, succhi di frutta senza polpa, bevande analcoliche, caffè o tè senza latte, eventualmente con zucchero o miele. Modalità e orari relativi all’assunzione del lassativo possono cambiare se l’appuntamento è al mattino o al pomeriggio.
Le donne in gravidanza o che allattano, le persone allergiche, diabetiche o con grave insufficienza renale, cardiaca o respiratoria devono segnalarlo all’atto della prenotazione, così che venga loro prescritto un lassativo idoneo. È necessario sospendere qualche giorno prima dell’esame l’eventuale assunzione di integratori e medicinali contenenti ferro (perché colorano la mucosa) e di carbone vegetale, che talvolta si usa per assorbire l’aria nell’intestino. I pazienti portatori di pacemaker devono informare della circostanza il personale al momento della prenotazione.
Durata della Colonscopia
La durata della colonscopia dipende dalla lunghezza dell’intestino esplorato e dall’eventuale necessità di fare biopsie e asportare polipi. Una semplice rettosigmoidoscopia può durare da 5 a 15 minuti, nel caso ci siano polipi da togliere; per effettuare una pancolonscopia ci vuole più tempo, da 20 fino a 45 minuti.
Chi Può Fare l'Esame?
In linea di massima la colonscopia la possono fare tutti. È consigliata a partire dai 50 anni perché offre la possibilità di individuare un tumore fin dalle fasi più precoci, ben prima che dia segno della propria presenza, nonché di trovare ed eliminare i polipi. La colonscopia è un esame invasivo, e per molti doloroso, pertanto si propone l’anestesia, locale o totale. In quest’ultimo caso il paziente verrà tenuto qualche ora in osservazione finita la procedura, che dura dai 15 minuti se non ci sono operazioni da fare, fino a 60 minuti in presenza di polipi.
I casi in cui l’esame è controindicato sono pochi e di solito legati a un malessere improvviso e grave che faccia sospettare condizioni quali una dilatazione del colon su base infiammatoria (chiamata megacolon tossico), oppure una diverticolite acuta o una perforazione intestinale. La colonscopia è sconsigliata nelle prime settimane successive a un intervento chirurgico all'addome o nel periodo immediatamente successivo a un infarto, perché c’è il rischio che la procedura inneschi delle aritmie.
I pazienti in terapia anticoagulante o antiaggregante devono rivolgersi al medico curante o al servizio di endoscopia almeno 7 giorni prima per definire l’eventuale sospensione della terapia. Non vanno interrotte di propria iniziativa le cure per abbassare la pressione o per altre malattie croniche: i farmaci presi abitualmente tutti i giorni devono essere assunti anche la mattina dell’esame, a meno di indicazioni contrarie da parte del medico.
In previsione di una possibile asportazione di polipi, possono essere richiesti i referti di recenti esami dell’emocromo e del profilo di coagulazione.
È Necessario Farsi Accompagnare?
Sì, il paziente deve farsi accompagnare in clinica e non guidare la macchina per tornare a casa, considerando che l’azione sedativa dei farmaci somministrati prima della colonscopia potrebbe rallentare i riflessi.
La Colonscopia è Dolorosa?
Grazie alla sedazione cosciente (moderata) si possono ridurre fastidio e dolore fino ad azzerarli. Può provocare fastidio o modesto dolore, legato soprattutto all’aria introdotta. Tuttavia, viene spesso eseguita con sedazione per ridurre il disagio.
Rischi Immediati e a Lungo Termine
La colonscopia di per sé è un esame considerato sicuro, ma non è mai possibile escludere del tutto qualche rara complicazione, in particolare la perforazione dell’intestino e la comparsa di emorragie quando si asportano grossi polipi. La perforazione, cioè l’apertura accidentale di un foro nella parete intestinale, è comunque nella maggior parte dei casi trattabile con l’applicazione di clip metalliche; raramente, può rendersi necessario un immediato intervento chirurgico di riparazione. Eventuali perdite di sangue dovute alla rimozione dei polipi vengono invece cauterizzate immediatamente attraverso lo strumento, in modo indolore.
I sedativi possono talvolta provocare, oltre alla sonnolenza, secchezza della bocca e annebbiamento della vista. Raramente, per lo più in soggetti predisposti, si sono verificate aritmie cardiache o reazioni gravi, tali da richiedere un intervento medico: per evitarle è importante comunicare al personale sanitario eventuali allergie o intolleranze.
Nelle ore successive alla sua conclusione si potranno avvertire crampi e senso di gonfiore provocati dal gas insufflato nel colon per distendere le pareti. Dopo l’asportazione di un polipo è normale che si verifichino, per diversi giorni, piccole perdite di sangue attraverso il retto. Se invece la quantità di sangue dovesse aumentare, è bene contattare il medico curante per verificare la possibilità di una perforazione dell’intestino.
Se nelle ore o nei 2 o 3 giorni successivi all’indagine dovesse comparire un dolore addominale accompagnato da febbre inspiegabile, perdite di sangue ripetute, eventualmente con vertigini e debolezza, è meglio rivolgersi al pronto soccorso.
Dopo l'Esame
Di solito, in seguito alla sedazione, si viene invitati a restare in clinica per una trentina di minuti, in attesa di recuperare la piena lucidità. Una volta riaccompagnati a casa, è bene restare a riposo tutto il giorno. Per 24 ore non si può guidare né praticare altre attività che richiedano attenzione e riflessi pronti, né maneggiare attrezzi pericolosi o assumere bevande alcoliche. Già nel giorno in cui si è stati sottoposti all'esame si può riprendere a mangiare normalmente, cominciando con cibi leggeri.
Screening e Diagnosi Precoce
In Italia il test di screening utilizzato è il test del sangue occulto nelle feci, eseguito ogni due anni nelle persone tra i 50 e i 74 anni. In caso di positività i pazienti vengono invitati ad eseguire la colonscopia, indagine che consente non solo la diagnosi dei polipi ma anche la loro rimozione nel corso della stessa seduta. Lo screening prima della colonscopia ti salva la vita.
Il tumore del colon-retto ha origine quasi sempre da polipi adenomatosi, cioè da tumori benigni nati dalla proliferazione delle cellule della mucosa intestinale. La diagnosi precoce ci salva letteralmente la vita, ma la colonscopia non è un esame di screening, che significa che viene prescritto solo in presenza di sintomi, oltre a essere invasivo. L’unico modo per scoprire ed eliminare le lesioni precancerose per tempo è lo screening del colon retto, un semplice test del sangue occulto nelle feci, che non richiede alcun esame medico, ma solo di depositare un po’ delle proprie feci in un’apposita scatola da consegnare al laboratorio analisi.
Risultato della Colonscopia
Il risultato della colonscopia si esprime in termini di positivo/negativo. Quando l’esito è negativo vuol dire che non sono state riscontrate anomalie nel colon. Un risultato positivo indica invece la presenza di polipi o di tessuto anomalo. Non bisogna spaventarsi: la maggior parte dei polipi non sono forme tumorali maligne, ma alcuni possono essere in forma pre-cancerosa che potrebbe degenerare in una forma maligna.
Colonscopia negli Anziani: Considerazioni Specifiche
Nello studio sono stati inseriti 5000 persone sopra i 75 anni con storia di polipi o tumore al colon che nel periodo compreso fra il 2001 ed il 2009 erano stati sottoposti a colonscopia. La colonscopia è un’indagine eccezionale, per il suo valore diagnostico e terapeutico, ma nella prevenzione del cancro del colon abbiamo certezza che le recidive tumorali e la comparsa di polipi sono rari nei pazienti anziani e che i rischi di ripetute colonoscopie di controllo possono essere superiori ai benefici. Ovviamente non bisogna assolutamente “demonizzare” la colonscopia negli anziani, ma bisogna però farne un uso molto oculato valutando per singolo paziente rischi e benefici dell’ indagine.
I pazienti di età pari e superiore a 75 anni presentano maggiori probabilità di lamentare complicanze e mortalità dopo la colonscopia. Comprendere meglio quali pazienti possiedono maggiori probabilità di sviluppare complicanze potrebbe chiarire i rischi e i benefici della colonscopia nei pazienti anziani.
Studio sui Rischi di Colonscopia negli Anziani
Studio retrospettivo di coorte di pazienti di età ≥50 anni (N=38.069) in Ontario, Canada.
Le complicanze post-colonscopia a 30 giorni erano più frequenti nei partecipanti di età ≥75 anni (6,8% vs. 2,6% nella coorte idonea allo screening; P<0,001). I fattori di rischio (OR; IC al 95%) di complicanze includevano:
- età ≥75 anni, 2,3 (2,0-2,6)
- anemia, 1,4 (1,2-1,7)
- aritmia cardiaca, 1,7 (1,2-2,2)
- insufficienza cardiaca congestizia, 3,4 (2,5-4,6)
- ipertensione, 1,2 (1,0-1,5)
- malattia renale cronica, 1,8 (1,1-3,0)
- epatopatia, 4,7 (3,5-6,5)
- anamnesi di fumatore, 3,2 (2,4-4,3)
- obesità, 2,3 (1,2-4,2)
Il tumore colorettale trattato chirurgicamente era più comune nei partecipanti di età ≥75 anni (1,6% vs. 0,5%; P<0,001). La mortalità per tutte le cause complessive era dello 0,1% ed era maggiore nei pazienti di età ≥75 anni (0,2% vs.
La colonscopia si può eseguire anche in gravidanza o in allattamento, in presenza di malattie croniche come diabete, insufficienza renale, cardiaca o respiratoria. È importante informare il medico su tutti i farmaci che stai assumendo, inclusi anticoagulanti, aspirina, farmaci per il diabete e integratori. In alcuni casi, il medico potrebbe chiederti di interrompere temporaneamente determinati farmaci o di modificarne il dosaggio.
Domande Frequenti sulla Colonscopia
- La colonscopia può identificare il cancro al colon-retto? Sì, specialmente nelle fasi iniziali.
- Lo screening tramite colonscopia è coperto dal SSN? Sì, per determinate fasce d’età o per chi ha fattori di rischio specifici.
- È possibile fare una colonscopia durante il ciclo mestruale? Sì, non interferisce con la procedura.
- La colonscopia è utile per indagare cause di diarrea cronica? Sì, può identificare condizioni come colite, morbo di Crohn o infezioni.
- Le emorroidi sono un problema per la colonscopia? No, ma è importante informare il medico.
- La colonscopia rileva le intolleranze alimentari? No, ma può aiutare a identificare condizioni intestinali correlate.
- La colonscopia è sicura per gli anziani? Sì, ma il rischio di complicazioni potrebbe essere leggermente maggiore.
- È possibile rilevare infezioni intestinali? Sì, durante la colonscopia, il medico può identificare segni di infezioni intestinali.
- La colonscopia virtuale è dolorosa? Generalmente è ben tollerata e meno invasiva della colonscopia tradizionale. A parte una sensazione di gonfiore, non si avverte dolore.
- È necessaria la sedazione per la colonscopia?La colonscopia virtuale di solito non richiede anestesia o sedazione. Per la colonscopia tradizionale, viene comunemente somministrato un sedativo e un antidolorifico. In rari casi, la colonscopia tradizionale può essere eseguita senza sedazione, ma la tolleranza è inferiore.
- Cosa succede se viene trovato un polipo durante la colonscopia virtuale?Se viene rilevato un polipo durante la colonscopia virtuale, il paziente viene generalmente indirizzato a una colonscopia tradizionale per la rimozione e la biopsia.
Questo articolo è fornito a solo scopo informativo e non intende sostituire il consiglio medico professionale, la diagnosi o il trattamento. Le informazioni qui presentate riguardanti esami medici sono destinate ad arricchire la conoscenza del lettore e non devono essere interpretate come consigli medici personalizzati. È fondamentale consultare sempre un medico o un altro professionista sanitario qualificato per una valutazione accurata della propria condizione di salute e per ricevere consigli su trattamenti specifici.
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