Colesterolo nella Bile: Cause e Conseguenze

La bile, prodotta dal fegato, contiene diversi componenti in equilibrio. Può accadere che questo equilibrio si rompa, favorendo la precipitazione del colesterolo e/o dei pigmenti biliari in essa contenuti.

Calcolosi Biliare: Un Disturbo Diffuso

I calcoli della colecisti sono un disturbo piuttosto diffuso. La calcolosi biliare è una malattia assai diffusa nel mondo occidentale, presente in percentuali variabili dal 5% al 25% circa nella popolazione adulta dei vari paesi americani ed europei (soprattutto nord europei). In Europa, gli ultimi dati parlano di una prevalenza di litiasi biliare che varia da 9 a 19% (circa 19% nel sesso femminile e 9,5% nel sesso maschile).

Formazione dei Calcoli Biliari

Il processo di formazione dei calcoli è lento ed è stato studiato soprattutto per quanto riguarda i calcoli di colesterolo. Diversa e più complessa è la questione relativa ai calcoli biiliari pigmentari, che presentano una diversa patogenesi. La colecisti è il punto dove più facilmente possono formarsi calcoli, proprio perché vi è ristagno di bile nel suo interno quando si è a digiuno e vi è il tempo per la nucleazione e la cristallizzazione di una bile più ricca di colesterolo. I calcoli pigmentari rappresentano una minoranza dei calcoli biliari (circa il 20-25% nei riscontri operatori) e sono così nominati per il loro colore scuro.

Fattori di Rischio

Diversi fattori possono aumentare il rischio di sviluppare calcoli biliari:

  • Età: L'età può essere considerata anch'essa un fattore di rischio in quanto la prevalenza della calcolosi è nettamente aumentata negli anziani, probabilmente per la maggiore concentrazione di colesterolo nella bile e la ipomobilità della colecisti.
  • Gravidanza: La gravidanza (soprattutto le gravidanze multiple) determina un ristagno di bile nella colecisti con incompleto svuotamento e facilità alla formazione dei cristalli di colesterolo, precursori dei calcoli.
  • Obesità: L'obeso tende a secernere più colesterolo e meno sali biliari e ad avere un minore svuotamento della cistifellea. colesterolo che facilita la formazione di calcoli.
  • Dieta squilibrata: La comparsa di calcolosi della cistifellea può essere correlata sia ad una dieta eccessivamente ricca di lipidi (in senso generale, quindi, ricca di acidi grassi ma anche di colesterolo, ecc.), sia troppo povera (dieta ipolipidica), o ancora, a diete troppo restrittive iniziate in maniera brusca o, peggio, a digiuni.
  • Rapido dimagrimento: Un'eccessiva restrizione calorica o il digiuno prolungato facilitano la formazione di calcoli rallentando la motilità della colecisti e prolungando la permanenza della bile al suo interno.

Per questo, in linea generale, si consiglia di usare sempre il buon senso, seguendo un'alimentazione sana ed equilibrata.

Sintomi dei Calcoli Biliari

I calcoli biliari possono dar luogo a sintomi specifici (come il dolore tipico, la cosiddetta colica biliare o complicanze della malattia) oppure la loro presenza può rimanere silente (litiasi asintomatica). Come spesso capita per molte patologie, anche i calcoli della cistifellea possono non dare segni della loro presenza (calcoli asintomatici). I sintomi dei calcoli della colecisti, qualora esistano, sono riconducibili soprattutto alla colica biliare. In passato diversi ricercatori hanno tentato di collegare la presenza di questi sassolini con disturbi vaghi come nausea, dolori addominali o bocca amara.

Colica Biliare

La colica biliare è un dolore acuto e improvviso causato dalla presenza di calcoli che ostacolano il passaggio della bile. La colica biliare è il sintomo più importante di chi soffre di calcolosi biliare o colelitiasi, vale a dire per la presenza di calcoli, generalmente formati da colesterolo, che si incuneano nei dotti biliari. In particolare, lo spasmo della colecisti è più acuto in presenza di un calcolo nel coledoco, il dotto biliare principale. La causa della colica biliare è la colelitiasi, cioè la presenza di calcoli nella colecisti, un piccolo organo appena sotto il fegato che raccoglie la bile dal fegato e la rilascia nell’intestino dopo i pasti.

La colica biliare è definita come un dolore in corrispondenza dell'epigastrio/ipocondrio destro talvolta irradiato posteriormente e alla spalla destra della durata di circa 30 minuti e che non scompare con la defecazione. La colica biliare si presenta con dolori acuti e intermittenti, che possono ripetersi più volte nell'arco di più ore, intervallati da momenti di quiete. La colica biliare è il sintomo più comune riferibile con certezza ai calcoli della colecisti è la colica biliare postprandiale. È necessario che il medico definisca con molta cura i sintomi, prima di ascriverli con sicurezza ai calcoli.

La “colica” biliare si distingue per:

  • la sua localizzazione (generalmente all’epigastrio, la zona al di sotto dello sterno, e solo nel 30% dei casi all’ipocondrio destro, il fianco destro),
  • la durata (da 30 minuti a 3 ore)
  • l’intensità.

e può essere associata a nausea e a vomito.

Complicanze

Complicanze importanti, da portare al tavolo operatorio, possono essere la colecistite acuta, litiasica e non litiasica, oppure le fistole bilio-enteriche o le stenosi del coledoco ab estrinseco per grosso calcolo del dotto cistico.

In alcuni studi nei quali si è potuto controllare i pazienti per un lungo periodo, è stato verificato che in questi pazienti la probabilità annua di sviluppare una complicanza di rilievo è di circa 1%. Naturalmente, la questione è completamente diversa in presenza di una calcolosi sintomatica, laddove è necessaria una decisione terapeutica.

Diagnosi dei Calcoli Biliari

Una buona indagine anamnestica e clinica indirizza già sufficientemente alla corretta diagnosi. L'ecografia rappresenta la tecnica di scelta, in quanto diagnostica in oltre il 90% dei casi, non è invasiva, è relativamente poco costosa e riproducibile. Per scoprire l’eventuale presenza di colelistiasi è necessario eseguire un esame diagnostico poco invasivo, l’ecografia dell’addome. La diagnosi della calcolosi biliare si basa in prima istanza sull’analisi anamnestica, che è in grado da sola di indirizzare verso una corretta individuazione della patologia. L’ecografia è la tecnica d’elezione, ed è in grado di diagnosticare la maggior parte dei casi di calcolosi.

Trattamento dei Calcoli Biliari

Per la soluzione della calcolosi biliare e la prevenzione delle coliche si può rendere necessario l'intervento di colecistectomia, vale a dire l’asportazione della colecisti per via laparoscopica. La colecistectomia è uno degli interventi più comuni nella popolazione adulta. Il sacco della cistifellea viene asportato, congiungendo chirurgicamente il fegato all'intestino tenue.

L’intervento è indicato in caso di episodi di coliche biliari o vere e proprie colecistiti avvenute in passato. Si rende inoltre assolutamente necessario nel caso in cui i calcoli siano di piccole dimensioni (si parla in questo caso di microlitiasi della colecisti), poiché i calcoli piccoli rischiano non solo di infiammare la colecisti e di dare disturbi, ma soprattutto rischiano di spostarsi a livello della via biliare e causare, come detto, ittero o persino una pancreatite, eventualità rara ma grave.

L’intervento chirurgico viene eseguito con tecnica mini-invasiva, in laparoscopia, cioè attraverso quattro piccole incisioni, la maggiore di 1 cm. a livello dell’ombelico. Attraverso queste incisioni il chirurgo separa la colecisti dal fegato e dalla via biliare e la asporta completamente, calcoli compresi. Il problema della colelitiasi è la colecisti stessa, che funzionando troppo e male rende la bile così densa da solidificarla, andando quindi a formare i calcoli: è pertanto la colecisti malata, ed i calcoli ne sono la conseguenza. L’intervento, eseguito in laparoscopia e in anestesia generale, è normalmente seguito da una notte di ricovero.

Prevenzione

Per la prevenzione della colica biliare è importante non saltare i pasti e non fare diete drastiche, che prevedono il digiuno oppure una rapida perdita di peso. Le coliche sono spesso manifestazioni episodiche, di breve durata, che scompaiono spontaneamente. Non hanno quindi bisogno di particolari trattamenti; questi devono essere sempre indicati dal medico in relazione alla tipologia di sintomi.

Alternative alla Chirurgia

Negli ultimi 20 anni sono stati proposti numerosi alternative alla chirurgia per il trattamento della litiasi della colecisti.

  • Dissoluzione farmacologica con acidi biliari:Il farmaco di scelta è l’acido ursodesossicolico. L’indicazione migliore è rappresentata dai pazienti sintomatici con piccoli (< 5 mm) calcoli di colesterolo mobili in una colecisti funzionante. La terapia ha una durata variabile fra i 6 ed i 12 mesi ed è necessario monitorare con cura i pazienti per verificarne l’efficacia.
  • Litotrissia con onde d’urto: La metodica prevede la frammentazione dei calcoli in pezzi più piccoli che possano poi essere dissolti farmacologicamente o che possano passare nell’intestino. È quindi necessaria l’esecuzione di una terapia medica adiuvante con acido ursodesossicolico. Bisogna dire che questa metodica è diventata oggi obsoleta e non viene quasi più praticata.
  • Litolisi per contatto: L’agente chimico proposto è il metil-terbutil-etere (o MTBE). L’impiego è consigliato in pazienti che sono ad alto rischio chirurgico. Resta comunque una tecnica con indicazioni eccezionali giustificabile solo per ragioni di ricerca presso Centri altamente specializzati.

Terapia Chirurgica

La colecistectomia laparotomica (l’intervento che viene eseguito con l’apertura dell’addome, con un taglio che segue il margine inferiore delle ultime costole di destra) è stata la terapia di scelta per la rimozione dei calcoli della colecisti negli ultimi 100 anni. La colecistectomia effettuata attraverso una minilaparotomia di pochi centimetri è stata proposta come modificazione della tecnica originaria con l’obiettivo di ridurre il dolore postoperatorio. Tuttavia la tecnica non presenta nessun vantaggio rispetto alla colecistectomia effettuata per via laparoscopica e non ha incontrato un’ampia diffusione.

La colecistectomia laparoscopica è un intervento proposto dagli anni ’90 e dopo 30 anni dalla sua applicazione è possibile affermare che garantisce un trattamento sicuro ed efficace per i pazienti portatori di litiasi della colecisti. In rapporto alla colecistectomia convenzionale, la colecistectomia laparoscopica offre il grande vantaggio di ridurre il dolore postoperatorio ed il periodo di convalescenza, di abolire l’ileo paralitico, senza incrementi nella mortalità o nella morbilità. Resta da sottolineare che i risultati clinici sono comunque influenzati dall’abilità e dall’esperienza del chirurgo che esegue l’intervento.

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