Il colesterolo LDL è una lipoproteina a bassa densità, che può essere dannosa per il nostro organismo se presente in elevate quantità. Ai suoi valori è infatti legata la probabilità teorica di subire una malattia correlata all'aterosclerosi, come l'angina pectoris, l'infarto miocardico, l'ictus o la claudicatio intermittens.
Le malattie di cui abbiamo fatto cenno, nell'insieme, rappresentano la principale causa di morte nel nostro paese e nel resto del mondo industrializzato; la loro eziopatogenesi è quindi oggetto di intense attività di ricerca. E' importante valutare soprattutto il valore dell’LDL, che deve assolutamente stare sotto i 130.
Quando Preoccuparsi?
«Il colesterolo totale è sicuramente in questo caso un po’ alto. Il fatto, però, che il valore del colesterolo LDL (definito giustamente “cattivo”) sia basso, ci dà un indicatore positivo che ci permette di stare tranquilli.
Valori di Riferimento e Rischio Cardiovascolare
La concentrazione ematica di colesterolo Ldl si misura per valutare il rischio cardiovascolare. Peculiarità delle lipoproteine a bassa densità è che non esiste un vero e proprio valore-soglia inferiore, sotto al quale la loro concentrazione risulta eccessivamente bassa: secondo i dati presenti in letteratura non sussiste alcun rischio per la salute, ed anzi bassi livelli di LDL sono assolutamente auspicabili al fine di contenere il rischio cardiovascolare.
Bisogna specificare che la valutazione dei valori dipende dalla presenza o meno di fattori di rischio vascolare nel soggetto che effettua il test. «I valori soglia del colesterolo sono stabiliti in linee guida internazionali - spiega Fiorentini- e negli anni sono stati rivisti periodicamente verso il basso in un'ottica di prevenzione. Anche la persona sana e senza fattori di rischio conclamato, infatti, non deve andare oltre i limiti perché il colesterolo è un fattore di rischio indipendente da tutto. Nel caso poi di incroci “pericolosi” con ipertensione, obesità e glicemia alta, i riferimenti variano ancora e ci sono precise tabelle che orientano; per cui può essere che una persona che ha una coronaropatia severa debba tenere l’LDL molto più basso di un soggetto “normale”.»
Strategie di Gestione del Colesterolo LDL
Portare verso il basso i livelli di colesterolo Ldl è la strategia maggiormente efficace da attuare per ridurre l'impatto delle malattie cardiovascolari. I valori cambiano in base al rischio cardiovascolare individuale, che può essere definito (dagli specialisti) tenendo conto dell'età di un paziente, dell'abitudine al fumo di sigaretta, dei valori di pressione sanguigna, della colesterolemia totale e di un'eventuale diagnosi di diabete.
Stile di Vita e Dieta
«L'arma più potente per una prevenzione primaria cardiovascolare è rappresentata dall'adozione di uno stile di vita attivo - aggiunge Perrone Filardi -. In linea generale, ci muoviamo meno rispetto a quanto dovrebbero fare. Ma nonostante ciò, in Italia la mortalità cardiovascolare è calata del 53 per cento dal 1990 a oggi». L’esercizio fisico regolare - almeno 150 minuti a settimana: camminate veloci, passeggiate in bicicletta, acquagym, danza, tennis in doppio e giardinaggio - migliora la capacità del cuore di pompare il sangue, aiuta a controllare il peso corporeo e può far calare i livelli del colesterolo e della pressione sanguigna.
Sostituendo il burro e la carne rossa con l’olio extravergine di oliva, il pesce ed eventualmente le carni bianche, si può ridurre il colesterolo «cattivo» (Ldl) e mantenere intatto quello «buono» (Hdl). Specifichiamo che i fattori ambientali giocano un ruolo importante in tutti i casi di ipercolesterolemia LDL, a prescindere da quanto impattanti siano la componente genetica e quella ambientale.
In caso di sovrappeso, o comunque di cattivo rapporto tra massa magra e massa grassa, è importantissimo dimagrire riconquistando il normopeso. Se presente insulino-resistenza o diabete, ripristinare l'omeostasi del metabolismo glucidico. Ridurre al minimo i grassi saturi (inclusi gli idrogenati) e sostituirli con grassi insaturi, sia monoinsaturi (acido oleico omega-9) che polinsaturi a prevalenza di omega-3 e acido alfa-linolenico (omega-6); attenzione, invece, all'acido arachidonico (un altro omega-6, ma ad azione pro-infiammatoria). Anche se si è dimostrato relativamente efficace, se paragonato all'importanza del primo e del secondo punto, anche diminuire l'apporto di colesterolo alimentare può essere utile. Aumentare l'apporto di fibre, lecitine vegetali, fitosteroli e altri antiossidanti.
Intervento Farmacologico
Servono i farmaci per abbassare i livelli di colesterolo Ldl. «Il trattamento dell'ipercolesterolemia ha come caposaldo l'uso delle statine - chiarisce Francesco Barillà, responsabile dell'unità di terapia intensiva coronarica del policlinico Umberto I di Roma -. Ma oggi si fa spesso ricorso anche alla loro combinazione con l'ezetimibe. Questo principio, rispetto alle delle statine (inibiscono la sintesi del colesterolo all'interno dell'organismo, ndr), impedisce l’assorbimento del colesterolo a livello intestinale».
Per i pazienti refrattari a queste terapie o per cui è indicato un drastico calo dei livelli di colesterolo Ldl, da pochissimi giorni c'è anche l'indicazione all'uso degli anticorpi monoclonali, prima impiegati soltanto per trattare i casi di ipercolesterolemia familiare. Entro un anno, invece, dovrebbe arrivare sul mercato un farmaco a base di acido bempedoico che ha finora mostrato un'efficacia comparabile a quella delle statine.
Integratori
Molti di questi, prima di iniziare una terapia farmacologica, cercano una soluzione negli integratori. Negli ultimi mesi si è parlato soprattutto del riso rosso fermentato, ma sono diversi i supplementi utilizzati per tenere sotto controllo i livelli di colesterolo Ldl: coenzima Q, acido folico, berberina, vitamina E, polifenoli dell’olio d’oliva. «Questi integratori hanno dimostrato di poter ridurre del 10-15 per cento i livelli di colesterolo Ldl, ma non ci sono studi che correlino l'assunzione alla riduzione delle dimensioni della placca aterosclerotica e degli eventi cardiovascolari», chiosa Perrone Filardi.
Secondo quanto riportato nelle linee guida europee, questi integratori sono adatti a chi ha livelli intermedi di colesterolo (valore totale tra 200 e 240) e che non per forza necessita di un intervento farmacologico. L'efficacia, come sempre, ha però un rovescio della medaglia. Anche gli integratori, infatti, possono dare effetti collaterali.
Colesterolo Alto: Alimenti da Evitare
- Carne di manzo
- Carne di agnello
- Carne di maiale
- Carne di pollo (con la pelle)
- Lardo di maiale
- Formaggi e prodotti lattiero-caseari ad alto contenuto di grassi
- Oli vegetali ricchi di grassi saturi (palma, cocco, palmisto)
- Snack salati
- Prodotti da forno
- Alimenti fritti (in particolar modo fuori casa)
- Bevande alcoliche
Quando e Come Controllare i Valori di Colesterolo?
«Io consiglio sempre di fare gli esami del colesterolo totale. Se si riscontra un problema si procede con il valore LDL. Nei controlli successivi si analizza sempre il totale e l’LDL per vedere come si evolvono le cose.
L’unico requisito richiesto per poter effettuare questo esame è il digiuno, da osservare nelle 9-12 ore che precedono il prelievo. È inoltre preferibile, ma non strettamente necessario, che il paziente digiuni dalle 12 alle 14 ore precedenti al prelievo ematico.
Il Caso di Maria Masulli
Maria Masulli, Angela A. Anamnesi familiare e personale: la familiarità è positiva per diabete (madre), ipertensione (madre e padre), obesità (madre) e dislipidemia (madre). Il paziente è diabetico dall’età di 52 anni. Al momento della diagnosi ha ricevuto raccomandazioni nutrizionali e sullo stile di vita, che ha seguito e segue tuttora con discreta attenzione. Per i primi 3 anni ha trattato il diabete con sola dieta, successivamente ha iniziato terapia con metformina, che continua tuttora al dosaggio di 2 gr/die.
Il suo compenso glicemico, valutato con profilo glicemico, è buono. Iperteso da circa 2 anni in trattamento con ramipril 10 mg. Esame obiettivo ed esami di laboratorio: il paziente è in sovrappeso (altezza 176 cm, 84 kg, IMC 27.1 kg/m2, circonferenza vita 99 cm), pressione arteriosa 132/78 mmHg, frequenza cardiaca 78 bpm ritmica.
L’ECG è nei limiti della norma. L’indice di Winsor è 1.1 bilateralmente. L’eco Doppler dei tronchi sovraortici mostra ispessimento medio intimale diffuso, con presenza di placche all’origine della carotide interna bilateralmente (stenosi 65% a dx, 35% a sin). Il fondo oculare mostra retinopatia background. Assenza di complicanze neuropatiche.
Pertanto l’obiettivo di colesterolo LDL da raggiungere è inferiore a 70 mg/dl e gli sforzi terapeutici devono quindi essere mirati al raggiungimento di tale obiettivo. L’indagine alimentare del paziente mostra un’adeguata aderenza alle raccomandazioni nutrizionali per i pazienti diabetici, con un consumo percentuale di grassi saturi inferiore all’8% delle calorie totali. Per questo motivo, in questo paziente, dovendo ottenere un’importante riduzione dei livelli di colesterolo LDL, superiore al 50%, si ritiene che il solo rinforzo delle raccomandazioni dietetiche non sia sufficiente per ottenere una riduzione dei livelli di colesterolo LDL tali da raggiungere l’obiettivo terapeutico.
Partendo da un colesterolo LDL di 162 mg/dl, è necessario ridurre il colesterolo LDL di oltre il 50%. Si prescrive rosuvastatina 20 mg e si rimanda ad una visita di controllo a 3 mesi. Colesterolo totale: 168 mg/dl; Colesterolo HDL: 41 mg/dl; Trigliceridi: 144 mg/dl; Colesterolo LDL: 98 mg/dl; CPK e transaminasi nella norma.
Sebbene il colesterolo LDL si sia ridotto di circa il 40%, non ha ancora raggiunto il target terapeutico preposto. Dopo altri 3 mesi il profilo lipidico è il seguente: colesterolo totale 150 mg/dl, colesterolo HDL 39 mg/dl, trigliceridi 148 mg/dl, colesterolo LDL 81 mg/dl.
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