Indice Glicemico della Birra Chiara: Effetti e Considerazioni

La birra è una delle bevande più antiche, con radici che risalgono all'antico Egitto faraonico. Tuttavia, la birra di quei tempi era molto diversa da quella attuale, così come il vino prodotto dai Greci e dai Romani era ben lontano da quello dei giorni nostri. In entrambi i casi, infatti, le fermentazioni erano spontanee, mentre oggi sono strettamente controllate per quanto riguarda i tempi, le temperature, e, soprattutto, i ceppi microbici utilizzati per la fermentazione.

Fino a qualche anno fa la birra poteva essere prodotta solo a partire dal malto d'orzo, mentre quella di altri cereali doveva essere dichiarata in etichetta. Dal 1998, grazie al nuovo decreto legislativo DPR 272/98, è possibile produrre birra anche con frumento o con miscele di orzo e frumento; possono inoltre essere impiegati altri cereali - come il malto di riso, anche rotti o macinati o sotto forma di fiocchi, nonché materie prime amidacee e zuccherine - purché in misura non superiore al 40%. Le birre pure, ad esempio di solo riso o di solo mais, devono dichiarare la loro fonte in etichetta (ad es. birra di riso o birra di mais). Queste birre "alternative" stanno avendo un notevole successo sia per le caratteristiche organolettiche, che esaltano particolari abbinamenti culinari, sia perché adatte all'alimentazione del celiaco.

Composizione Chimica e Valore Energetico della Birra

La birra è costituita principalmente da:

  • Acqua: ca. 85 %
  • Alcol: 3 - 9 %
  • Estratto secco: 3 - 8 %

Nell'estratto secco ritroviamo diversi principi nutritivi, come zuccheri, sostanze azotate, tannini, destrine, vitamine del gruppo B, sali ed acidi caratteristici del malto e del luppolo. La birra ha anche un certo tenore energetico, compreso - per quella comune - tra le 30 e le 60 kcal per 100ml. A differenza del vino (che dà calorie vuote*), il potere energetico della birra non deriva solamente dall'alcol, ma anche da destrine e da sostanze proteiche presenti nella bevanda. In queste ultime, gli amminoacidi sono presenti in misura di circa 0.2g per 100ml di birra e, nonostante il valore biologico sia modesto, tra di essi rientrano tutti e otto gli essenziali.

Indice Glicemico: Cos'è e Come Influisce

L'indice glicemico (IG) rappresenta la capacità dei carboidrati o zuccheri contenuti negli alimenti di innalzare il tasso di glucosio nel sangue (glicemia) e viene utilizzato nella scelta di alimenti da inserire in una sana dieta. Quando mangiamo qualche cibo che contiene carboidrati, questi passano dall’intestino al sangue e così i livelli di glucosio aumentano. L'aumento dipende da diversi fattori. La composizione dell’alimento, il contenuto in amidi, proteine, fibre e grassi, la combinazione con altri alimenti, il tipo di cottura, il grado di maturazione (per es. per la frutta) sono tutti fattori che possono influenzare anche notevolmente gli effetti sulla glicemia.

I cibi che fanno salire il glucosio rapidamente hanno un IG alto, quelli che lo fanno salire gradualmente hanno un IG basso. I valori infatti sono puramente indicativi, perché si riferiscono sempre e solo all’alimento puro e non alla quantità effettivamente consumata (carico glicemico). Il carico glicemico valuta l’effetto sulla glicemia di un alimento basandosi sulle quantità effettivamente consumate e sulle interferenze tra i diversi alimenti che si assumono in contemporanea.

L’indice glicemico è la misura della qualità dei carboidrati, il carico glicemico è la misura della loro quantità: tiene conto sia dell’IG che del contenuto di zuccheri per porzione consumata.

L’IG della birra non è stato finora misurato in modo accurato, a causa delle difficoltà metodologiche legate al basso contenuto di glucosio e al moderato contenuto di alcol. L’IG della birra risulta estremamente variabile, poiché è stato finora determinato utilizzando come standard di riferimento bevande a contenuto variabile di glucosio, quali latte o succo d’arancia. Tuttavia, la birra è considerata un alimento ad IG alto (circa 110) e quindi non consigliabile nella dieta di soggetti con diabete mellito o intolleranza al glucosio.

Studio sull'Indice Glicemico e Capacità Antiossidante di Diverse Birre Artigianali

Scopo di uno studio è stato quello di valutare l’IG e ToAC in soggetti sani, dopo assunzione di tre diversi tipi di birra artigianale, che differiscono per il colore e per l’aggiunta di cereali (farro) o legumi (lenticchie o cicerchia).

Nel presente studio sono stati reclutati 7 soggetti sani (4 M, 3 F), con età di 22±1 (media±DS) anni, indice di massa corporea di 24±3 kg/m2, non fumatori e con normale tolleranza glucidica. Tutti i partecipanti hanno continuato la loro dieta usuale fino a tre giorni prima dello studio e nei due giorni antecedenti il test, così come il giorno stesso dello studio, una dieta con almeno 150 grammi di carboidrati al giorno, senza cibi e bevande ricche in antiossidanti, nella misura massima di una porzione di verdura e di un frutto al giorno, secondo uno schema alimentare, che è stato fornito a ciascuno di loro. La sera precedente il test essi hanno consumato un pasto contenente pane, formaggio, pomodori e frutta (15% energia giornaliera, 55% CHO), e sono rimasti a digiuno per almeno 10 ore prima del test. La mattina dello studio, alle ore 8, è stata misurata la glicemia capillare in duplicato.

Subito dopo, una delle bevande da testare è stata consumata in circa 10 minuti (birra chiara al farro o birra ambrata (rossa) alla cicerchia o birra al doppio malto (scura) alla lenticchia o vino bianco frizzante). Sono state utilizzate come standard di riferimento una soluzione di glucosio (15 gr di glucosio in acqua) o di glucosio-alcolica (15 gr di glucosio e 15 ml di alcol 95% in 300 ml di acqua). Campioni di sangue capillare sono stati prelevati 30, 60, 90 e 120 minuti dopo l’assunzione delle bevande per misurare in tempo reale la glicemia.

Risultati dello Studio

Indice glicemico: L’IG delle tre birre è risultato rispettivamente 93 (birra al doppio malto (scura) alla lenticchia), 85 (birra chiara al farro) e 84 (birra ambrata (rossa) alla cicerchia). Rispetto ai dati della letteratura (IG=110) i valori delle tre birre artigianali è risultato inferiore, in particolare la birra alla cicerchia ha mostrato il valore più basso.

Capacità antiossidante: La capacità ossidante totale è aumentata dopo assunzione della birra scura e rossa di circa il 10%. L’aumento della capacità antiossidante, di circa il 40%, è risultato simile dopo assunzione di birra chiara e vino grechetto.

È importante ricordare che:

  • Il consumo di bevande a bassa gradazione alcolica è diffuso nella popolazione adulta e ha effetti benefici, in dose moderata, sulla tolleranza glucidica.
  • In condizioni sperimentali simili alla situazione reale, l’assunzione di birra riduce la glicemia post-prandiale di circa il 20%.
  • Uno dei meccanismi invocato per spiegare l’effetto positivo della birra sulla riduzione della glicemia post-prandiale è l’aumento dell’adiponectina, un mediatore chimico noto per la sua azione insulino-sensibilizzante.

Precauzioni importanti:

  • Non bere a stomaco vuoto.
  • Monitorare frequentemente la glicemia.
  • Tenere a portata di mano una fonte di zuccheri di emergenza.
  • Indossare un’identificazione medica.
  • Evitare birre molto alcoliche o molto zuccherine.
  • Fare attenzione all’attività fisica.
  • Consultare il proprio medico.

leggi anche: