Ipertensione arteriosa e colesterolo sono tra i principali fattori di rischio per l’insorgenza di malattie cardiovascolari e spesso sono legati fra loro. Tra i fattori di rischio che favoriscono il manifestarsi di queste malattie di grave entità si possono senza dubbio annoverare l’ipertensione arteriosa e l’ipercolesterolemia. Le due patologie sono spesso connesse tra loro e concorrono al peggioramento della qualità di vita e del rischio per il soggetto che le manifesta. La pressione alta e il colesterolo alto sono entrambi elementi che devono essere monitorati con estrema attenzione e tenuti sempre sotto stretto controllo medico.
Cos'è il Colesterolo?
Il colesterolo è una sostanza appartenente alla famiglia dei lipidi steroidei ed è fisiologicamente presente nell’organismo. Viene prodotto per circa il 70% dal corpo stesso, soprattutto dal fegato, dal surrene e dalle ghiandole sessuali, ma viene anche assunto attraverso l’alimentazione.
- Un livello ridotto di lipoproteine ad alta intensità (colesterolo HDL) causa un aumento del rischio per il cuore.
- Una quantità eccessiva di lipoproteine a bassa intensità (colesterolo LDL) può provocare la formazione di placche aterosclerotiche che mettono a rischio la salute.
Le sostanze grasse accumulate lungo le pareti interne dei vasi, inoltre, tendono a irrigidirsi nel tempo, creando delle placche che riducono drasticamente l’elasticità delle arterie e ne danneggiano irrimediabilmente le pareti. Tali valori soglia, in particolare quelli relativi al colesterolo LDL, non sono però uguali per tutti i soggetti. A seconda, infatti, dello stato di salute del singolo individuo, ed in particolare dei suoi fattori di rischio cardiovascolare, i livelli di colesterolo LDL hanno soglie differenti.
Cos'è l'Ipertensione?
L’ipertensione arteriosa è tra i maggiori fattori di rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari e ne soffrono più di un miliardo di persone nel mondo, con un aumento costante nel corso degli anni. In Italia sono circa 16 milioni le persone affette, appartenenti alle più diverse fasce d’età, in particolare la fascia over 60. Le differenze tra i due sessi sono modeste, con una leggera prevalenza nella popolazione maschile (il divario tra i due sessi si riduce via via che aumenta l’età considerata, in particolare dopo la menopausa).
Nell’ipertensione i valori della pressione sanguigna sono superiori alla soglia di normalità. Quando il sangue viene pompato con maggiore forza nelle arterie nel lungo periodo può causare ictus, aritmie, danni renali, ischemie e scompenso cardiaco. Quando non riconosciuta e trattata adeguatamente l’ipertensione porta a gravi disequilibri nelle funzionalità di numerosi organi e apparati, primo fra tutti proprio quello cardiovascolare.
Con ipertensione o pressione alta, ovvero a partire da valori di 140/90 o più, si intende un’elevata pressione del sangue sulle pareti delle arterie che sottopone a sforzo e tensione vasi sanguigni, cuore, cervello e reni, confermandosi come la prima causa nel mondo di malattie cardiovascolari che possono condurre a infarto e ictus provocando la morte di 7,5 milioni di persone in tutto il pianeta ogni anno.
Il Legame tra Ipertensione e Colesterolo
La pressione alta può portare a piccole lesioni vascolari, note come cicatrici vascolari: proprio qui rischia di insediarsi il colesterolo. Quando la pressione diventa troppo alta, le arterie si indeboliscono, la circolazione diventa difficile e il rischio di infarto e ictus aumenta. Nel tempo, la pressione alta danneggia le arterie e i vasi sanguigni, perché non sono in grado di gestire e sopportare il costante alto flusso sanguigno. Di conseguenza, cominceranno a danneggiarsi, provocando delle piccole lacerazioni, che sono perfette per l’accumulo delle placche di colesterolo.
Le correlazioni fra colesterolemia e ipertensione arteriosa sono indiscutibili anche se l’esatta natura ancora in gran parte ci sfugge. E interessante ricordare che gli ipertesi nelle popolazioni con una colesterolemia bassa, come i giapponesi, non vanno praticamente incontro all’aterosclerosi.
Come Prevenire l'Ipertensione e l'Ipercolesterolemia
Le dislipidemie e l’ipertensione, inoltre, risultano anche facilmente prevenibili, adottando abitudini sane e uno stile di vita davvero orientato al benessere. Chi già soffre di ipercolesterolemia e ipertensione dovrebbe considerare con il proprio medico curante una terapia che combini efficacemente un trattamento contro il colesterolo elevato e contro la pressione troppo alta.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) suggerisce alcune importanti linee-guida per il trattamento dell’ipertensione arteriosa, tra cui:
- controllare il peso corporeo;
- contenere il consumo di alcol;
- evitare il fumo;
- limitare le condizioni di stress;
- ridurre l’apporto di sale e l’uso degli alimenti che ne sono ricchi (ad esempio gli insaccati);
- contenere il consumo di grassi animali (contengono colesterolo);
- non abusare di liquirizia;
- seguire una dieta ricca di magnesio e potassio (cereali, frutta, verdura, agrumi);
- esercitare regolarmente un’attività fisica.
Innanzitutto, l’abitudine di praticare attività fisica regolarmente, almeno 30 minuti al giorno per 3-4 volte la settimana. Adottare un regime alimentare vario, equilibrato e adatto ai propri soggettivi fattori di rischio è un altro passo indispensabile quando l’obiettivo è tutelarsi dalle possibili patologie. In linea di massima le indicazioni sono quelle di eliminare dal menù i cibi grassi e ricchi di colesterolo, gli eccessi di sodio e il cibo spazzatura, in favore di un abbondante consumo di frutta e verdura, cereali integrali, carne bianca, pesce e legumi. La classica dieta mediterranea è perfetta per preservare i livelli massimi di pressione e colesterolo.
Lo stile di vita incide enormemente sulla salute dell’apparato cardiovascolare. Oltre a praticare sport con regolarità e predisporre un regime alimentare sano e su misura, è possibile abbandonare le cattive abitudini (fumo, sedentarietà, consumo di junk food e così via).
Il Ruolo dell'Iperglicemia
Purtroppo l’iperglicemia è uno dei fattori scatenanti dell’ipertensione ed è in grado di aggravarla accelerando il danno che essa esercita sulle arterie. L’eccesso di zucchero non controllato altera continuamente l’omeostasi glicemica: i tessuti periferici non rispondono più all’insulina e lo zucchero rimane in circolo portando a iperglicemia e accumulo di tessuto adiposo.
Le cellule adipose bianche possono avere anche un’azione endocrina cioè in grado di liberare ormoni che agiscono su cellule lontane dall’organo adiposo. È pertanto possibile capire quanto sia complessa l’attività dell’organo adiposo e si comprende quanto l’obesità possa essere correlata ad altre malattie e altri fattori di rischio come appunto l’ipertensione, oltreché arteriosclerosi, trombosi, diabete di tipo II e via dicendo.
Prevenire le Complicazioni Dovute a Ipertensione
L’ipertensione arteriosa e le sue gravi complicanze si combattono efficacemente solo iniziando prima che questa condizione abbia fatto danni a cuore e vasi arteriosi. Ciò significa anche iniziare ad occuparsi del problema già nei bambini e negli adolescenti, con maggiore attenzione allo stile di vita e alla necessità di iniziare a misurare la pressione arteriosa anche in questa fascia di età. Come indicano gli esperti, un bambino iperteso sarà molto probabilmente un adulto iperteso, quindi a rischio di patologie cardiovascolari, che oggi rappresentano la prima causa di morte e di spesa sanitaria nei paesi occidentali.
Una diagnosi precoce è quindi estremamente importante anche perché consente di tenere sotto controllo l’ipertensione senza dover ricorrere a farmaci.
Lo Studio di Framingham
Framingham è una tranquilla cittadina del New England non distante da Boston (USA), che è entrata nella storia della Medicina per una semplice ragione. La salute di tutti i suoi abitanti è tenuta sotto controllo da decenni in una sorta di Grande Fratello medico, in particolare sotto il profilo del rischio cardiovascolare. Framingham è abbastanza vicina per composizione etnica, età media e tipo di attività alle città europee. I dati raccolti sono quindi molto utili anche nel nostro Paese.
I dati raccolti a Framingham sono stati confermati in numerosi altri studi osservazionali e sono oggi consolidati. Ischemie, infarti e ictus derivano tutti sostanzialmente dalla occlusione parziale o totale delle arterie, in particolare - se parliamo di ischemie cardiache e di infarti - delle arterie che garantiscono il funzionamento del cuore, le coronarie.
Ciascuno dei fattori di rischio dà il suo contributo, direttamente o indirettamente, all’arteriosclerosi, ma nessuno è indispensabile. Una persona sovrappeso, con la pressione alta, qualche alterazione della glicemia e che fuma, ha un rischio cardiovascolare di parecchie volte superiore alla norma sia se è maschio, sia se femmina. Il dato va corretto per età e considerando la storia familiare di ogni individuo, ma può significare avere una possibilità dal 10 (se maschio) al 6% (se femmina) di avere un ictus o un infarto nel giro dei prossimi 10 anni.
Il più importante è la pressione arteriosa. La pressione più è bassa meglio è (pochissime persone hanno davvero una pressione troppo bassa). Siccome l’arteria ammalata diviene più rigida, l’effetto è un circolo vizioso perché in una arteria che non si allarga per far passare il sangue la pressione tende a crescere.
La nicotina ha due effetti negativi: favorisce il processo di infiammazione dell’endotelio e tiene alta la pressione riducendo la flessibilità delle arterie stesse.
Il Colesterolo LDL e HDL
La placca che si viene a formare nell’arteria è composta da colesterolo LDL e trigliceridi. Esistono diversi tipi di colesterolo con effetti molto diversi. Se il colesterolo LDL è ‘cattivo’ in quanto si va a spalmare sull’endotelio riducendo la portata dell’arteria, il colesterolo HDL è invece buono in quanto ottiene l’effetto opposto, ripulendo le arterie.
I trigliceridi svolgono una funzione di riserva energetica per cui le calorie in eccesso vengono trasformate in queste sostanze per poter essere facilmente immagazzinate. Quindi per tenere sotto controllo i trigliceridi prima di tutto dobbiamo ridurre le calorie, in particolare se derivate dagli zuccheri e dall’alcol. Poi dovremmo aumentare i grassi buoni della dieta: i grassi insaturi vegetali e i grassi di pesce, e se poi riusciamo anche a fare attività fisica… il risultato è garantito!
Per tutti questi fattori di rischio, tranne la coagulazione, gli studi osservazionali e quelli di intervento (quelli cioè dove si prescriveva una terapia specifica) hanno mostrato che i guadagni in termini di riduzione del rischio sono incrementali. Chi ha la pressione massima a 140 mm/Hg e la porta a 135 riduce di qualche punto il suo rischio, se la porta a 130 ancora meglio e così via. Lo stesso vale in particolare per il colesterolo LDL, ma anche per i trigliceridi e per il colesterolo HDL, per l’iperglicemia e per il sovrappeso. Per il fumo a ogni anno in più senza fumo corrisponde un po’ di rischio in meno.
Malattie cardiovascolari, ictus e altri problemi legati al cuore sono considerati tra le cause principali di decesso nei paesi economicamente più sviluppati. Le principali cause di tali malattie sono pressione e colesterolo alti, situazioni che possono essere prevenute con un migliore stile di vita ed, eventualmente, con l’impiego di farmaci.
Colesterolo Alto: Cosa Significa?
Avere il colesterolo alto significa che i livelli di colesterolo nel sangue sono più alti del normale. Il colesterolo è un tipo di sostanza grassa che il corpo sfrutta per produrre determinati ormoni, vitamina D e costruire cellule sane. Troppo colesterolo nel sangue, tuttavia, può aumentare il rischio di malattie cardiovascolari, come infarto e ictus. Il problema è che se il colesterolo è alto, l’eccesso di sostanze grasse si attaccherà alle pareti delle arterie. La sostanza grassa alla fine tenderà a irrigidirsi, formando delle placche inflessibili, in grado di danneggiare le arterie. Secondo la comunità medica, il colesterolo leggermente alto equivale a 200-239mg/dL. Tuttavia, è importante fare una distinzione.
Cause dell'Aumento di Colesterolo
Il colesterolo può aumentare a causa di alcune malattie, di una predisposizione genetica, dell'assunzione di determinati farmaci o di uno stile di vita scorretto, in particolare di un'alimentazione squilibrata.
- Ipotiroidismo: è una malattia caratterizzata da una ridotta attività della ghiandola tiroide, che produce quantità inferiori al necessario di ormoni tiroidei.
- Diabete: è una malattia caratterizzata da alcune alterazioni del metabolismo, che fra le altre cose possono portare anche a un accumulo di colesterolo nel sangue.
- Fegato: è un organo chiave per la produzione, regolazione ed eliminazione del colesterolo.
- Obesità: influisce in maniera negativa sulla sensibilità all'insulina e sul metabolismo dei lipidi, favorendo l'ipercolesterolemia.
- Sindrome nefrosica: è una malattia dei reni dovuta a un'alterazione dei glomeruli renali, la fitta rete di capillari presente nel rene, e caratterizzata da una perdita di proteine con le urine. Spesso non dà segni di sé se non in fase avanzata.
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