Malattie cardiovascolari, ictus e altri problemi legati al cuore sono considerati tra le cause principali di decesso nei paesi economicamente più sviluppati. Le principali cause di tali malattie sono pressione e colesterolo alti, situazioni che possono essere prevenute con un migliore stile di vita ed, eventualmente, con l’impiego di farmaci.
Cos'è il Colesterolo Alto?
Avere il colesterolo alto significa che i livelli di colesterolo nel sangue sono più alti del normale. Il colesterolo è un tipo di sostanza grassa che il corpo sfrutta per produrre determinati ormoni, vitamina D e costruire cellule sane. Troppo colesterolo nel sangue, tuttavia, può aumentare il rischio di malattie cardiovascolari, come infarto e ictus.
Il problema è che se il colesterolo è alto, l’eccesso di sostanze grasse si attaccherà alle pareti delle arterie. La sostanza grassa alla fine tenderà a irrigidirsi, formando delle placche inflessibili, in grado di danneggiare le arterie. Secondo la comunità medica, il colesterolo leggermente alto equivale a 200-239mg/dL. Tuttavia, è importante fare una distinzione.
Il Legame tra Pressione Alta e Colesterolo Alto
Nel tempo, la pressione alta danneggia le arterie e i vasi sanguigni, perché non sono in grado di gestire e sopportare il costante alto flusso sanguigno. Di conseguenza, cominceranno a danneggiarsi, provocando delle piccole lacerazioni, che sono perfette per l’accumulo delle placche di colesterolo.
In alcuni casi, sia la pressione che il colesterolo troppo alti sono causati da una situazione congenita. Questo significa che il corpo produce troppo colesterolo, oppure che si ha naturalmente la pressione alta.
Ipertensione e Colesterolo: Un Rischio Combinato
L’ipertensione arteriosa (o pressione alta) è un fenomeno che si manifesta quando la pressione esercitata dal sangue contro le pareti delle arterie è troppo alta. L’ipertensione e l’ipercolesterolemia sono fattori che predispongono ognuno alla malattia coronarica: i loro effetti combinati sono considerati moltiplicativi piuttosto che additivi. Spesso le persone ipertese presentano livelli di colesterolo più elevati, rispetto alle persone normotesi. L’ipertensione, soprattutto se associata a elevati livelli di colesterolo, può essere molto pericolosa per la salute.
Il Ruolo dei Fattori di Rischio Cardiovascolari
Seguendo per lungo tempo la popolazione in questa cittadina degli Usa, e in altre aree del mondo, è stato possibile calcolare quali fattori sono risultati associati a eventi cardiovascolari (ischemie, infarti e ictus) e la forza della loro correlazione. Ischemie, infarti e ictus derivano tutti sostanzialmente dalla occlusione parziale o totale delle arterie, in particolare - se parliamo di ischemie cardiache e di infarti - delle arterie che garantiscono il funzionamento del cuore, le coronarie.
Ciascuno dei fattori di rischio dà il suo contributo, direttamente o indirettamente, all’arteriosclerosi, ma nessuno è indispensabile. Una persona sovrappeso, con la pressione alta, qualche alterazione della glicemia e che fuma, ha un rischio cardiovascolare di parecchie volte superiore alla norma sia se è maschio, sia se femmina. Il dato va corretto per età e considerando la storia familiare di ogni individuo, ma può significare avere una possibilità dal 10 (se maschio) al 6% (se femmina) di avere un ictus o un infarto nel giro dei prossimi 10 anni.
Le arterie sono dei tubi nei quali il sangue passa non in modo omogeneo ma con ‘gittate’ alternate e consecutive. Se la pressione è alta l’effetto è un ‘martellamento’ dell’arteria e in particolare del suo rivestimento interno l’endotelio. Siccome l’arteria ammalata diviene più rigida, l’effetto è un circolo vizioso perché in una arteria che non si allarga per far passare il sangue la pressione tende a crescere.
Iperglicemia, Nicotina e Colesterolo: Ulteriori Fattori di Rischio
L’iperglicemia incide in modi diversi su tutta la catena di eventi che porta dapprima all’irritazione dell’endotelio sino alla formazione della placca aterosclerotica e al suo distacco. La nicotina ha due effetti negativi: favorisce il processo di infiammazione dell’endotelio e tiene alta la pressione riducendo la flessibilità delle arterie stesse.
La placca che si viene a formare nell’arteria è composta da colesterolo LDL e trigliceridi. Esistono diversi tipi di colesterolo con effetti molto diversi. Se il colesterolo LDL è ‘cattivo’ in quanto si va a spalmare sull’endotelio riducendo la portata dell’arteria, il colesterolo HDL è invece buono in quanto ottiene l’effetto opposto, ripulendo le arterie.
Quindi per tenere sotto controllo i trigliceridi prima di tutto dobbiamo ridurre le calorie, in particolare se derivate dagli zuccheri e dall’alcol. Poi dovremmo aumentare i grassi buoni della dieta: i grassi insaturi vegetali e i grassi di pesce, e se poi riusciamo anche a fare attività fisica… il risultato è garantito!
Prevenzione e Gestione
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) suggerisce alcune importanti linee-guida per il trattamento dell’ipertensione arteriosa, tra cui:
- controllare il peso corporeo;
- contenere il consumo di alcol;
- evitare il fumo;
- limitare le condizioni di stress;
- ridurre l’apporto di sale e l’uso degli alimenti che ne sono ricchi (ad esempio gli insaccati);
- contenere il consumo di grassi animali (contengono colesterolo);
- non abusare di liquirizia;
- seguire una dieta ricca di magnesio e potassio (cereali, frutta, verdura, agrumi);
- esercitare regolarmente un’attività fisica.
Chi ha la pressione massima a 140 mm/Hg e la porta a 135 riduce di qualche punto il suo rischio, se la porta a 130 ancora meglio e così via. Lo stesso vale in particolare per il colesterolo LDL, ma anche per i trigliceridi e per il colesterolo HDL, per l’iperglicemia e per il sovrappeso. Per il fumo a ogni anno in più senza fumo corrisponde un po’ di rischio in meno.
Glicemia e Ipertensione
Purtroppo l’iperglicemia è uno dei fattori scatenanti dell’ipertensione ed è in grado di aggravarla accelerando il danno che essa esercita sulle arterie.
L'Importanza della Consapevolezza e della Prevenzione Precoce
“Nel mondo, le malattie cardiovascolari sono tuttora la causa principale di mortalità e disabilità nella popolazione. Pertanto, di estremo rilievo è la prevenzione di queste malattie. A questo proposito è da sottolineare come sia fondamentale che la popolazione ed il singolo soggetto siano, nell’ambito del proprio stato di salute, coscienti del loro rischio cardiovascolare.Vi è tutt’oggi una scarsa conoscenza di quali siano i fattori di rischio, come intervenire per tenerli sotto controllo e quando invece si rendono necessari approfondimenti diagnostici. Specialmente a seguito del periodo emergenziale, l’attenzione alle problematiche cardiovascolari si è allentata.Recarsi periodicamente dall’oculista è utile non soltanto per curare gli occhi e individuare per tempo possibili problemi di vista: può essere fondamentale anche per scoprire altre patologie. Alcuni disturbi, infatti, come colesterolo elevato, ipertensione o ipertiroidismo sono riscontrabili da sintomi negli occhi e nei tessuti che li circondano.L’ipertensione arteriosa e le sue gravi complicanze si combattono efficacemente solo iniziando prima che questa condizione abbia fatto danni a cuore e vasi arteriosi.
Stress e Rischio Cardiovascolare
Un ulteriore aspetto emerso con evidenza dal questionario di autovalutazione fornito in occasione dei consulti de “Le Strade del Cuore”, è legato al fattore stress. È stato chiesto ai pazienti se si sentissero stressati e se sì con che frequenza. Più del 50% delle donne ha dichiarato di sentirsi stressata e circa il 30% si ritiene frequentemente stressata. La presenza di stress nel genere maschile era apparentemente minore: circa il 30% dichiarava di non essere stressato, mentre il 48,78% e il 21% si dichiaravano stressati o frequentemente stressati, rispettivamente.
Dati e Statistiche
Si stima che oltre 10 milioni di italiani, un terzo della popolazione adulta, abbiano livelli di colesterolo ‘cattivo’ (LDL) superiori alla norma, e che addirittura due terzi - 16 milioni di persone - soffrano di pressione alta. Il 2% della popolazione soffre di scompenso cardiaco, che nella maggior parte dei casi insorge in pazienti anziani gravati da altre malattie croniche, rappresentando la prima causa di ricovero ospedaliero per gli over-65.
Nuove Terapie e Approcci Personalizzati
“È ormai ampiamente dimostrato che il colesterolo legato alle lipoproteine a bassa densità (C-LDL, il cosiddetto ‘colesterolo cattivo’) non è semplicemente un elemento che predispone alle malattie cardiovascolari, ma è la causa principale di sviluppo e progressione della malattia aterosclerotica, cioè l’ostruzione dei vasi arteriosi, condizione alla base di infarto, ictus e insufficienza cardiaca. Nelle persone sane, i livelli di colesterolo LDL devono essere inferiori ai 115 mg/dL, mentre nei soggetti ad elevato rischio cardiovascolare, ad esempio persone con ipertensione o che hanno già avuto un infarto, i valori devono essere tenuti almeno al di sotto di 55 mg/dL. Quanto più si riducono i livelli di colesterolo LDL, attraverso un intervento terapeutico appropriato, tanto minore sarà il rischio di eventi cardiovascolari. Il trattamento dell’ipercolesterolemia è uno dei migliori esempi di terapia personalizzata perché abbiamo a disposizione diversi farmaci efficaci, il cui impiego varia in relazione ai livelli di colesterolo e al profilo di rischio del paziente. La terapia di combinazione statine-ezetimibe si sta affermando come la prima scelta di intervento farmacologico contro l’ipercolesterolemia. Non a caso, infatti, colesterolo alto e ipertensione arteriosa sono definiti ‘killer silenziosi’ perché non danno manifestazione di sé fino a quando non provocano gravi complicazioni, determinando molto spesso diagnosi tardive e aumentando il rischio di danni d’organo.
Combattere l’inerzia terapeutica è uno dei principali obiettivi per la classe medica. In tal senso, le Linee guida internazionali raccomandano di procedere tempestivamente con le terapie di associazione prefissata di più farmaci anti-ipertensivi che si sono dimostrate più efficaci per arrivare più rapidamente a target.
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