Con il termine molluschi si identifica un gruppo di esseri marini, terrestri od acquatici, caratterizzati da un corpo molle; essi non possiedono né uno scheletro né un carapace, respirano per mezzo di branchie ed il loro circolo sanguigno possiede un cuore. In merito alla riproduzione, alcuni molluschi sono ermafroditi ed altri si distinguono per sessi separati.
Classificazione dei Molluschi
I molluschi si suddividono principalmente in:
- Decapodi: ovvero con dieci tentacoli, come la seppia, il calamaro, il totano ecc.
- Gasteropodi: univalvi e con conchiglia esterna, come le chiocciole, le lumache (di mare, di fiume e di terra), le patelle, le orecchie di mare ecc.
- Lamellibranchi: bivalvi e con conchiglia esterna, come i mitili (cozze), le vongole, i fasolari, le telline, i canolicchi, le capesante, i tartufi di mare, i datteri di mare, le ostriche, la pinna nobilis ecc.
Proprietà Nutrizionali dei Lamellibranchi (Bivalvi)
In linea di massima è possibile affermare che il contenuto calorico dei molluschi bivalvi sia particolarmente basso; mediamente, infatti, si aggira sulle 70-85 kcal per 100g di parte edibile. I molluschi bivalvi possiedono caratteristiche nutrizionali piuttosto simili tra loro; in termini di macronutrienti apportano circa 10-11g di proteine, l'1-3% di lipidi (prevalentemente polinsaturi, quindi grassi "buoni") ed a volte (per esempio nella cozza o nell'ostrica) tracce di Carboidrati complessi (glicogeno).
È opportuno ricordare che i molluschi bivalvi possiedono un contenuto di colesterolo non trascurabile e variabile in base al periodo di fertilità degli organismi; essi, se in fase di riproduzione, aumentano la sintesi di colesterolo per sostenere la produzione ormonale, di conseguenza il relativo contenuto alimentare in colesterolo può subire oscillazioni anche rilevanti.
Dal punto di vista micronutrizionale, i molluschi bivalvi apportano una notevole quantità di cobalamina (vitamina B12 - particolarmente carente nei regimi alimentari vegani) ed in quantità variabili altre vitamine del gruppo B. Inoltre, scrutando il profilo minerale si evidenzia un notevole apporto di ferro emico (anch'esso carente nei regimi alimentari vegetariani e vegani), iodio (la cui integrazione alimentare pare univocamente utile al raggiungimento della razione raccomandata), zinco e selenio.
Per contro, il consumo frequente di molluschi bivalvi presenta un inconveniente per nulla trascurabile; essi, che per alimentarsi filtrano l'acqua, se catturati in mare contengono quantità molto elevate di sodio, aspetto che li rende assolutamente sconsigliati nella dieta contro l'ipertensione.
Cozze e Vongole: Focus sui Valori Nutrizionali
Le cozze sono molluschi appartenenti alla famiglia delle Mytilidae. Ne esistono due specie piuttosto simili, la Mytilus edulis e la Mytilus galloprovincialis. Le cozze proteggono la salute fornendo all’organismo importanti minerali. In particolare, il selenio può favorire il buon funzionamento del sistema immunitario e agisce come un antiossidante. Anche la vitamina C contribuisce ad aumentare le difese antiossidanti e partecipa alla sintesi del collagene. La riboflavina ha invece un ruolo nella regolazione dell’umore, partecipa alla comunicazione fra cellule nervose e favorisce il buon utilizzo del ferro. Tuttavia, le cozze sono ricche di sodio e di colesterolo, entrambi nemici della salute cardiovascolare.
Sono una preziosa fonte di Vitamina B12 (19mcg per 100g le cozze, addirittura 49mcg le vongole! su un fabbisogno di 2,4mcg/die) e di ferro, soprattutto le vongole (6 e 14mg per 100g su un fabbisogno di 10-18mg/die per uomini e donne adulti). Essendo “pesce” magro non sono le principali fonti di grassi omega3 a lunga catena in questo gruppo, ma si difendono abbastanza bene. Probabilmente una dieta che utilizzi solo questi bivalvi e nessun altro pesce o animale come fonte di questi grassi riuscirebbe a raggiungere i fabbisogni (250mg /die di omega3 a lunga catena) con un consumo settimanale di 5-6 porzioni da 150g ciascuna).
Colesterolo e Consumo di Vongole
Quando parliamo di colesterolo, facciamo riferimento al grasso che viene prodotto nel 80% dei casi in maniera endogena dal nostro organismo. L’altro 20% sai come lo assumiamo? Attraverso l’alimentazione. Pertanto, è fondamentale, quando si soffre di ipercolesterolemia, prestare la massima attenzione a ciò che mangiamo. Per quanto riguarda invece il colesterolo presente nelle vongole e nei molluschi, come sottolineato dal nutrizionista Carlo Favaro su un articolo del Corriere della Sera: “Il «rischio» rappresentato da crostacei e molluschi come fonti di colesterolo è stato ampiamente ridimensionato per due motivi.
Al tempo stesso, ci sono dei pareri discordanti sul consumo delle vongole in caso di colesterolo alto. Ovviamente occorre prestare attenzione anche alle modalità di cottura di questi elementi e al contenuto di sodio. Per diminuirlo, si potrebbe non utilizzare l’acqua di cottura delle vongole.
Vongole in un Regime Dietetico
Posso assumere le vongole in un regime nutrizionale dietetico? La risposta è assolutamente sì. Al tempo stesso, come abbiamo visto, sono ricchi di proteine e vitamine, nutrienti essenziali per la nostra salute. Quindi, in conclusione, le vongole rappresentano un ottimo alleato per la nostra dieta e per il nostro corpo. E non solo: supportano anche il sistema nervoso e poi ammettiamolo.
Attenzione alla Provenienza e alla Cottura
Obiezione vostro onore: ma sono organismi filtratori, quindi si ciucciano tutto il mare e le sue porcherie, sono inquinatissimi, fanno male. Possibile che sia tutto lasciato al caso? Risposta: no. Infatti c’è il D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. Quindi no, non fanno male, ma vanno consumate previa cottura come qualsiasi cibo di origine animale, che non è sterile.
Benefici Aggiuntivi
Ultimo, ma non ultimo: sequestrano un po’ di anidride carbonica dall’aria per costruire il guscio. Il carbonio del guscio poi, non torna in atmosfera, ma si deposita come sedimento sul fondo marino. La sola fase dell’allevamento può avere addirittura un impatto negativo (cioè viene sequestrata più CO2 di quella prodotta). Aggiungo che lo sono anche a livello etico, per chi ha a cuore il benessere animale.
Frequenza di Consumo
Da quanto è emerso nei paragrafi precedenti, l'idoneità al consumo dei frutti di mare dipende esclusivamente dalla presenza di un quadro clinico adeguato. Ipertensione ed ipercolesterolemia sono patologie che rendono difficile l'inserimento dei frutti di mare nella dieta, eccezion fatta per alcuni di essi (molluschi cefalopodi); pertanto, in questi casi generalmente se ne sconsiglia l'utilizzo (da alcuni ammesso saltuariamente e in quantità limitate). Al tempo stesso, in assenza di alterazioni metaboliche, il consumo di frutti di mare potrebbe risultare utile nella riduzione del consumo di carne, uova e formaggi, ma non deve sostituire in alcun modo il consumo del pesce propriamente detto.
In una dieta equilibrata, il consumo dei frutti di mare rientra difficilmente nel menu settimanale ed a parer mio potrebbero essere utilizzati correttamente una tantum (1:10 o 1:15 giorni). Nel caso in cui facessero parte delle abitudini alimentari del soggetto, sarebbe auspicabile prediligere le varietà a minor contenuto di colesterolo ed a minor contenuto di sodio, oltre che, se necessario, eliminarne l'acqua di cottura degli alimenti con l'obbiettivo di ridurre drasticamente l'apporto di sodio residuo tipico delle preparazioni a base di frutti di mare.
Tabella dei Valori Nutrizionali (per 100g)
| Nutriente | Cozze | Vongole |
|---|---|---|
| Vitamina B12 (mcg) | 19 | 49 |
| Ferro (mg) | - | 6-14 |
Disclaimer: Le seguenti informazioni rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico.
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