Il colesterolo alto (ipercolesterolemia) è uno dei fattori di rischio più rilevanti per la salute dei pazienti. Si calcola che avere il colesterolo basso diminuisca di un quarto il rischio di mortalità per malattie cardiovascolari. Va da sé che per tutti quei soggetti tendenti ad avere i livelli di colesterolo alti, è necessario provvedere a far rientrare i valori nella norma.
In questo articolo vedremo anche come ridurre il colesterolo alto. Trattandosi di una malattia afferente il sistema cardiocircolatorio, il medico specialista deputato al trattamento del colesterolo è il cardiologo. Ma il colesterolo è una malattia? Non direi. Il colesterolo finisce per diventare una malattia quando i suoi livelli nel sangue sono troppo alti. Capisci bene che in questa sua forma, il colesterolo è un utile alleato dell’organismo, purché i livelli nel sangue rimangano nella norma.
La maggior parte del colesterolo viene prodotto dal fegato, mentre un’altra parte deriva dalle cose che mangiamo tutti i giorni. Ma non sempre la causa dell’ipercolesterolemia è da addurre ad uno stile alimentare sbagliato.
Colesterolo alto e stress: Un legame perverso?
Colesterolo e stress possono avere un legame molto stretto e influenzarsi a vicenda, soprattutto in certi momenti della vita particolarmente estenuanti. Anche se il nostro organismo è una macchina straordinaria che sa esattamente come affrontare alcune situazioni, a volte necessita di un aiuto esterno per evitare che il colesterolo in eccesso diventi un problema per la nostra salute. In questo articolo vedremo qual è la correlazione tra colesterolo e stress, quali sono i rischi per la salute nel caso in cui i livelli di colesterolo da stress siano troppo alti e cosa fare per gestire le situazioni difficili e ansiogene.
Lo stress è una reazione di difesa dell’organismo, che producendo specifici ormoni allerta il cervello, manda i muscoli in tensione e aumenta il battito cardiaco per prepararsi a gestire al meglio la situazione. Tuttavia, quando diventa un problema cronico, lo stress può diventare dannoso per la salute: l’organismo si sente sempre in condizioni di allarme, anche quando non ce n’è bisogno e, con il tempo, ci si può ritrovare alle prese con ansia o depressione, manifestazioni cutanee (come l’acne o l’eczema), diabete, obesità, disturbi del ciclo mestruale. Anche l’apparato cardiovascolare può farne le spese. Infatti, lo stress cronico è stato associato a malattie cardiache e pressione alta.
Colesterolo e stress: c’è davvero una correlazione?
Sì, lo stress influisce sui livelli di colesterolo nel sangue. Una parte di colesterolo, infatti, viene prodotta dal nostro organismo per proteggersi e fronteggiare le situazioni legate all’ansia e al sovraffaticamento [1]. A evidenziare questa correlazione ci sono diverse ricerche mediche, come lo studio “The appraisal of chronic stress and the development of the metabolic syndrome: a systematic review of prospective cohort studies” secondo cui lo stress viene percepito dal nostro cervello come una situazione di pericolo [2]. Per proteggersi, il corpo può innescare alcune reazioni come i disturbi psicosomatici (l’ansia, per esempio) o alterare le secrezioni ormonali, aumentando anche il cortisolo (anche noto come “ormone dello stress”).
Cortisolo e colesterolo: un legame rischioso
Come anticipato, per affrontare le situazioni di forte stress il nostro organismo può modificare gli equilibri ormonali e influire negativamente sulla produzione di cortisolo. Ma di cosa si tratta? Il cortisolo è un ormone che viene elaborato dal surrene su impulso del cervello solo nei momenti di maggior tensione. Può comportare:
- Un aumento della glicemia
- Il rilascio di grassi nel sangue, che può influenzare i livelli di lipidi (tra cui il colesterolo)
L’azione del cortisolo non è sempre negativa, anzi. In caso di “emergenze” da stress, il rilascio di zuccheri nel sangue consente di disporre di energie immediate per superare il problema. Inoltre, modula l’attività del cuore (calmando le tensioni) e stimola il sistema nervoso centrale per aiutarci a prendere le decisioni migliori in tempi rapidi, senza che l’ansia prenda il sopravvento. Dunque, quando bisogna preoccuparsi? Se la produzione è eccessiva e prolungata. Quando lo stress diventa cronico, infatti, le quantità di zucchero rilasciate dal cortisolo sono abbondanti e praticamente impossibili da smaltire in tempi brevi. In questo caso, l’organismo agisce sugli zuccheri trasformandoli in acidi grassi e colesterolo, incrementandone i livelli.
Oltre a incidere negativamente sul colesterolo, l’ipercortisolismo porta anche a situazioni di irritabilità, ansia, oltre a un’alterazione della funzione tiroidea, un abbassamento delle difese immunitarie, all’aumento di lipidi nel tessuto adiposo e rischi cardiovascolari [3].
Perché lo stress fa aumentare il colesterolo? Un altro aspetto da considerare
Come abbiamo visto, durante le situazioni difficili da gestire l’organismo produce più cortisolo. Ma non è solo l’ormone dello stress a influire negativamente sui livelli del colesterolo. In questi momenti, infatti, alcune persone cercano sollievo immediato e riversano le loro emozioni sul cibo - proprio come accade per la fame nervosa - cercando di placare l’ansia e il nervosismo buttandosi su comfort food. Alimenti di questo tipo, però, sono ricchi di grassi e zuccheri, due elementi che possono incidere sui valori del colesterolo. Non da meno ci si può lasciare andare a cattive abitudini come il fumo che, nell’immediato può donare una sensazione di sollievo, ma nel lungo periodo può avere gravi ripercussioni sulla salute.
Stress e colesterolo alto: i rischi per il cuore e la salute
Ricapitolando, lo stress può influenzare il modo in cui mangiamo, il nostro stile di vita e innalzare i valori del cortisolo. Tutto questo condiziona i livelli di zucchero, di colesterolo nel sangue e i trigliceridi portando all’accumulo di depositi nelle arterie e all’aumento della pressione sanguigna. Nel tempo, quindi, si può assistere a un peggioramento delle funzionalità dell’apparato cardiocircolatorio. Tra i rischi legati allo stress, inoltre, più rilevanti possiamo citare:
- Malattie cardiache
- Aumento della pressione cardiaca e ipertensione
- Disturbi del sonno
- Disturbi gastrointestinali (tra cui il disagio intestinale)
- Indebolimento del sistema immunitario
- Problemi legati al microcircolo
Ma c’è davvero una relazione tra stress e colesterolo alto? Sono tanti gli studi che segnalano i rischi che questo binomio può avere sulla salute delle persone. Per esempio, una ricerca condotta nell’Università di Medicina di Baltimora ha evidenziato il legame tra lo stress sul lavoro e l’aumento dei livelli totali di colesterolo nel sangue [4]. Un’altro studio pubblicato sul British Medical Journal, invece, ha sottolineato come lo stress e il colesterolo influiscono sulle malattie cardiovascolari. La relazione tra i due elementi, quindi, sembra ormai assodata.
Uno studio del 2002 sul British Medical Journal ha suggerito che lo stress lavorativo elevato potrebbe essere correlato all'aumento dei livelli totali di colesterolo nel sangue. In una ricerca successiva, pubblicata nel 2005 sulla rivista Health Psychology, è emerso che lo stress sarebbe associato anche a un aumento delle LDL (Low Density Lipoproteins, lipoproteine a bassa densità), note come colesterolo “cattivo”, che distribuiscono il colesterolo ai tessuti.
Il legame tra depressione e colesterolo
La depressione e il colesterolo sono due condizioni di salute che possono sembrare non correlate, ma diverse ricerche hanno suggerito che potrebbe esistere un legame tra loro. La depressione è un disturbo dell’umore caratterizzato da sentimenti persistenti di tristezza e perdita di interesse, mentre il colesterolo è una sostanza lipidica presente nel sangue, essenziale per la costruzione delle cellule, ma che, se in eccesso, può portare a malattie cardiovascolari. In questo articolo, esploreremo le possibili correlazioni tra depressione e colesterolo, analizzando le evidenze scientifiche e le implicazioni per la salute.
Studi Scientifici
Diversi studi hanno indagato la possibile correlazione tra i livelli di colesterolo e la depressione, con risultati che indicano una relazione complessa e bidirezionale.
1. Colesterolo Basso e Depressione
Alcuni studi hanno suggerito che livelli molto bassi di colesterolo possono essere associati a un aumento del rischio di depressione.
Evidenze:
- Studi hanno trovato che le persone con livelli molto bassi di colesterolo LDL possono avere un rischio maggiore di sviluppare sintomi depressivi.
- Una possibile spiegazione è che il colesterolo è necessario per la produzione di serotonina, un neurotrasmettitore che regola l’umore. Bassi livelli di colesterolo potrebbero quindi influenzare negativamente la produzione di serotonina.
2. Colesterolo Alto e Depressione
Altri studi hanno suggerito che alti livelli di colesterolo LDL e bassi livelli di colesterolo HDL possono essere correlati a un aumento del rischio di depressione.
Evidenze:
- Alcune ricerche hanno trovato una correlazione tra colesterolo alto e sintomi di depressione, specialmente nelle persone con altre condizioni di salute come malattie cardiovascolari.
- L’infiammazione cronica, spesso associata a livelli elevati di colesterolo LDL, potrebbe giocare un ruolo nello sviluppo della depressione.
Meccanismi Fisiologici
1. Infiammazione
L’infiammazione è un processo biologico che può essere collegato sia alla depressione che ai livelli elevati di colesterolo.
- Infiammazione e colesterolo: L’infiammazione cronica può contribuire all’accumulo di colesterolo nelle arterie, aumentando il rischio di malattie cardiovascolari.
- Infiammazione e depressione: L’infiammazione può influenzare il cervello e contribuire alla comparsa di sintomi depressivi.
2. Sistema Endocrino
Il sistema endocrino, che regola gli ormoni, può essere un punto di intersezione tra colesterolo e depressione.
- Colesterolo e ormoni: Il colesterolo è un precursore degli ormoni steroidei, inclusi gli ormoni sessuali e il cortisolo.
- Ormoni e depressione: Alterazioni nei livelli di questi ormoni possono influenzare l’umore e contribuire alla depressione.
Come abbassare il colesterolo da stress? I consigli
Per abbassare il colesterolo da stress l’ideale è trasformare il cortisolo in eccesso in energia utile per l’organismo. Come? Muovendosi di più. In un periodo particolarmente difficile, non c’è niente di meglio che camminare, prendere la bici e fare lunghe pedalate, ballare, andare in palestra, praticare nuoto, tennis o anche solo salire e scendere le scale più e più volte. Insomma, sappiamo che l’attività fisica è importante per il colesterolo e per la nostra salute in generale ma, in situazioni di stress, lo è ancora di più perché agisce anche a livello mentale, aiutandoci a lasciare le preoccupazioni alle spalle. Un altro ottimo rimedio allo stress è lo yoga [5]: una pratica essenziale che ci insegna a prendere consapevolezza con il nostro corpo, le nostre emozioni e a sciogliere le tensioni. Da provare al mattino o alla sera (anche per conciliare il sonno!).
Per eliminare il colesterolo prodotto dallo stress prolungato è poi essenziale focalizzarsi sull’alimentazione. Via libera a una dieta sana e ricca di cibi antistress come:
- l’avena
- la zucca
- le mandorle (ottime da gustare anche nell’alternativa bevanda vegetale)
- il cioccolato fondente (senza abusarne!)
- la valeriana
- lo zenzero
- le banane
- la soia
Per non cedere alle tentazioni, meglio evitare di tenere a portata di mano snack ipercalorici, ricchi di grassi e zuccheri preferendo altri prodotti altrettanto gustosi ma più salutari.
Strategie per la gestione dello stress
La prima strategia da mettere in atto è sicuramente cercare di ridurre lo stress. L'attività fisica regolare è un ottimo modo per ridurre lo stress. Può essere qualsiasi cosa, dall'andare a camminare o correre, a praticare lo yoga o fare esercizi di respirazione. Naturalmente non è un processo semplice ed immediato, ma richiede impegno e attenzione. E' essenziale integrare strategie di gestione dello stress nella routine quotidiana.
Sia la camminata che l'uso della cyclette sono due opzioni efficaci perché l'esercizio aerobico aiuta a rilasciare endorfine, riducendo lo stress e favorendo il mantenimento dei livelli di colesterolo.
Quanti passi fare al giorno per abbassare il colesterolo?
Gli esperti suggeriscono di puntare a 7.000-10.000 passi al giorno per mantenere un equilibrio nella salute cardiovascolare e gestire i livelli di colesterolo. Per coloro che preferiscono fare un allenamento a casa, ci sono molte risorse disponibili. Svolgere esercizi mirati, come lo yoga o sessioni di allenamento ad alta intensità, può ridurre lo stress e migliorare la gestione del colesterolo.
Alimentazione e colesterolo
Oltre all'attività fisica, la dieta può essere un punto chiave. Includere alimenti ricchi di omega-3, come salmone, noci e semi di lino, può favorire la salute del cuore. Anche il consumo di alimenti ricchi di antiossidanti, come frutta e verdura colorate, sono efficaci per la salute delle arterie.
È essenziale abbandonare la sedentarietà in favore di almeno un minimo di attività fisica giornaliera. Sarà necessario anche seguire una dieta bilanciata, fondata più sulla consapevolezza di ciò che si mette a tavola che sulla quantità di cibo da assumere. A questo potrebbe essere necessario aggiungere dei farmaci a base di statine o integratori alimentari come omega 3 (che favorisce l’aumento di HDL), carciofo (che depura il fegato) e riso rosso fermentato (che contiene una statina vegetale). La pratica resta quella consigliata precedentemente con attività fisica, buone abitudini alimentari e divieto di fumo.
In caso di colesterolo alto, questi cibi non andrebbero mangiati se non saltuariamente (eliminarli del tutto non serve). Uno degli alimenti indicato da molte fonti come non indicato per i soggetti malati di ipercolesterolemia è la carne rossa. Stessa cosa dicasi per il prosciutto crudo se consumato con moderazione (es 50 gr.
In ogni caso è IMPORTANTE non assumere questi farmaci d’iniziativa.
Rimedi naturali per abbassare il colesterolo
Esistono dei rimedi naturali per abbassare il colesterolo altro? Ma nei casi borderline si possono provare (sotto controllo medico) dei rimedi cosiddetti naturali per non dover ricorrere necessariamente al farmaco. Ho ripetuto più volte le buone abitudini da prendere e le brutte da abbandonare. Premetto: assumere questi cibi in grandi quantità non fanno abbassare il colesterolo. Piuttosto vanno inseriti in una dieta equilibrata studiata da un dietologo o da un nutrizionista. Innanzi tutto la curcuma. Poi le fibre solubili che sono contenute nella frutta e nelle alghe, nonché i beta-glucani contenuti nei cereali e soprattutto nell’avena.
In caso di colesterolo alto, lo stesso medico avrà il compito di indirizzare il paziente dal cardiologo, il quale prescriverà degli esami di approfondimento per vedere lo stato di avanzamento della patologia e le condizioni dell’apparato circolatorio (es.
Ricorda che tu non sei un medico, non sei un cardiologo e non sei un endocrinologo. Nemmeno il tuo amico che ha lo stesso tuo problema lo è. E nemmeno Google può sostituirsi al tuo medico.
Altri disturbi psicologici e sintomi fisici
Alcuni studi mettono il colesterolo in relazione con alcune emozioni, specialmente la rabbia e l’ansia. Si è appurato, per esempio, che un’alta concentrazione di colesterolo HDL nel sangue è associata a un’eccessiva animosità. «La percezione di una minaccia stimola una mobilitazione dell’intero organismo, preparandolo a una risposta di combattimento o di fuga» spiega l’autore del libro. «Il cuore va a mille, i polmoni pompano un surplus di ossigeno e il sangue viene ritirato da visceri e organi come la vescica o lo stomaco per essere dirottato a cervello e muscoli. Queste reazioni sono mediate da due neuropeptidi: l’adrenalina e la noradrenalina». Uno degli effetti del rilascio di questi ormoni è di rendere disponibili le risorse energetiche, tra cui appunto il colesterolo che viene liberato dai tessuti adiposi del corpo e riversato nel flusso sanguigno.
Ecco altri esempi di come lo stress psicologico può manifestarsi fisicamente:
- Infarto? No, attacco di panico: Notizie come queste seminano il panico e non appena uno avverte dei sintomi che assomigliano a quelli di un infarto viene preso da un terrore cieco. Ma, per fortuna, non sempre lo è davvero.
- Infarto? No, trauma sentimentale: Si chiama “tako-tsubo” ed è una sindrome in cui il cuore viene “stretto” in una morsa e il ventricolo sinistro subisce un forte spasmo. La causa però è un trauma sentimentale o un imprevedibile shock emotivo che portano alla secrezione di una “slavina” di ormoni dello stress che letteralmente attanagliano il cuore.
- Ictus? No, paralisi isterica: In questo caso, si parla di paralisi isteriche o di disturbo psicogeno. Recenti studi, condotti con le tecnologie per la visualizzazione dell’attività cerebrale, hanno messo in evidenza che chi “simula” il sintomo mostra un’alterazione del funzionamento del cervelletto e dei gangli della base (due regioni coinvolte nell’esperienza emotiva e, al tempo stesso, nel controllo motorio).
- Maculopatia oculare? No, depressione: La depressione può produrre lo stesso effetto, ma qui è reversibile.
- Febbre influenzale? No, solitudine: Ma nuovi studi hanno dimostrato che quest’effetto è provocato anche da un sentimento: la solitudine.
- Afonia? No, ipocondria: Alcune ricerche hanno evidenziato che chi soffre di disfonia in genere è una persona ansiosa, depressa, ipocondriaca e apprensiva, spesso teme il giudizio degli altri, è socialmente inibita, poco incline a esporsi e ha una spiccata attitudine a trattenere gli sfoghi emotivi.
- Stanchezza cronica? No, depressione: Alcune ricerche sul funzionamento cerebrale di chi è depresso hanno messo in luce che questa condizione è associata a una ridotta attività della corteccia prefrontale sinistra: una regione responsabile della coordinazione motoria e della motivazione a muoversi.
- Colon irritabile? No, stress: Eppure brontolii, dolori, spasmi eccetera possono non dipendere dai processi digestivi, ma essere precise risposte emotive. Tra i disturbi più diffusi c’è la sindrome del colon irritabile.
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