Colesterolo Alto e Pensione Anticipata: Diritti e Agevolazioni

Avere alti livelli di colesterolo cattivo nel sangue può portare all'esenzione dal pagamento del ticket sanitario e ad altri benefici. Il colesterolo alto, infatti, può causare gravi complicanze e patologie invalidanti, rendendo necessarie agevolazioni per chi ne è affetto. In particolare, si può ottenere l'invalidità civile o, più semplicemente, l'esenzione ticket sanitario.

Esenzione Ticket per Ipercolesterolemia

Genetica e cause acquisite possono alzare i livelli di colesterolo nel sangue, aumentando i rischi di insorgenza di patologie cardiovascolari. Il colesterolo cattivo si accumula in depositi di grasso nei vasi sanguigni, provocandone il restringimento e l'ostruzione. Chi soffre di ipercolesterolemia familiare deve tenere sotto controllo i valori del colesterolo LDL per prevenire ictus o infarti anche in giovane età. In caso di malattie invalidanti derivanti da questa patologia, è possibile richiedere l'invalidità civile e, in presenza di problemi di deambulazione, anche l'accompagnamento.

I soggetti affetti da ipercolesterolemia familiare possono richiedere l'esenzione dal pagamento del ticket sanitario.

Il codice di esenzione ticket in caso di ipercolesterolemia familiare è 025. L'esonero permette di non pagare determinate prestazioni, ma solo se si è affetti da ipercolesterolemia familiare eterozigote tipo II a e II b, colesterolo alto combinato, colesterolo alto primitivo poligenico e iperlipoproteinemia di tipo III. Tra gli esami oggetto di esonero rientrano il colesterolo HDL, il colesterolo totale, i trigliceridi, il prelievo di sangue venoso e, in caso di complicanze cardiovascolari, l'elettrocardiogramma, l'ecografia cardiaca e l'ecocolordoppler dei tronchi sovraortici.

Per ottenere l'esenzione, è necessario fare richiesta all'Azienda Sanitaria Locale (ASL) di competenza, presentando la certificazione attestante la malattia. Il documento deve essere rilasciato da una struttura ospedaliera o ambulatoriale pubblica. Sono considerati validi la copia della cartella clinica rilasciata da una struttura privata (con valutazione del medico ASL) o pubblica, la copia del verbale di invalidità, i certificati delle Commissioni mediche degli Ospedali militari e le certificazioni rilasciate dalle Istituzioni sanitarie pubbliche di Paesi appartenenti all'Unione Europea.

L'ASL rilascerà un attestato di esenzione con la definizione della malattia o la condizione di cui si soffre, completo di codice identificativo e delle prestazioni da richiedere in esenzione. L'esonero dal pagamento del ticket sanitario per valori elevati del colesterolo LDL rientra nelle esenzioni per malattie croniche.

Invalidità Civile e Malattie Cardiovascolari

Svolgere una prestazione lavorativa, sia per un ente pubblico che per un'impresa privata, può comportare rischi. Le patologie cardiovascolari possono insorgere per diversi motivi e non vanno affatto sottovalutate. L'Istituto ha redatto delle linee guida per il riconoscimento dell'invalidità nel caso in cui il lavoratore soffra di una malattia cardiovascolare. Tra le conseguenze di queste problematiche troviamo la riduzione del flusso sanguigno, con possibile rischio di ischemia, e la possibilità di eventi cardiovascolari come l'infarto miocardico.

In caso di aneurisma dell'aorta, le percentuali previste vanno dal 21% all'80%. L'ipertensione è un'altra malattia cardiovascolare da non sottovalutare, potendo manifestarsi in varie forme e con livelli di gravità differenti. Alcune forme più gravi sono riconosciute dall'INPS con percentuali di invalidità che arrivano fino al 100%.

Le percentuali di invalidità civile rappresentano il grado di invalidità attribuito a ciascun soggetto malato. Per la richiesta, gli interessati dovranno rivolgersi al proprio medico di base, che redigerà e trasmetterà il certificato medico telematico all'istituto.

Colesterolo Alto e Riconoscimento dell'Invalidità

Esistono due tipologie di colesterolo: il colesterolo HDL (definito buono) e quello LDL (definito cattivo). Si parla di ipercolesterolemia quando i valori di LDL sono superiori a quelli dell'HDL. Il colesterolo cattivo può causare malattie invalidanti permanenti, perfino la morte prematura. Il colesterolo è considerato alto quando dalle analisi del sangue emerge un livello di colesterolemia uguale o superiore a 40 mg/dl.

Per il riconoscimento dell'invalidità civile in caso di patologie invalidanti legate al colesterolo, è necessario il certificato introduttivo da parte del medico curante, in cui si dichiara il quadro clinico dell'interessato e l'entità della malattia. Dopo l'inoltro della domanda con il numero di protocollo del certificato telematico, il richiedente verrà visitato dalla Commissione medica dell'INPS, che attesterà il grado di invalidità del paziente, attribuendo una determinata percentuale invalidante.

Dopo la determinazione della percentuale di invalidità, ai destinatari spetta un assegno che va dai 291 ai 525 euro. L'assegno di invalidità civile, corrisposto dall'INPS ogni mese e per tredici mensilità, è di 291,69 euro. L'indennità di accompagnamento, invece, corrisposta per dodici mensilità, è di 525,17 euro. Infine, è possibile usufruire di tutti gli altri benefici previsti dall'art.

Pensione Anticipata e Malattie Croniche

Chi soffre di malattie croniche può accedere in anticipo alla pensione di vecchiaia, anticipando il pensionamento di 11 anni se donna, o di 6 anni se uomo. Tuttavia, il requisito dell'età minima può essere notevolmente ridotto per chi, a causa di una malattia cronica, abbia subito una riduzione della capacità lavorativa in misura pari o superiore all'80%.

A disporre questa misura è il Decreto legislativo n. 503 del 1992 (le cui istruzioni applicative sono state introdotte con la circolare INPS n. 35 del 2012), mediante il quale viene offerta la possibilità di entrare in pensione anticipata a tutti coloro che, a causa delle sopraelencate patologie, abbiano subito una compromissione della propria capacità lavorativa pari o superiore all'80%.

  • Ape Sociale: le persone con invalidità pari ad almeno il 74% e che abbiano maturato almeno 30 anni di contributi, secondo quanto stabilito dalla circolare INPS n.
  • Opzione donna: a partire dal 2024, per poter ricorrere a tale forma di prepensionamento è necessario aver compiuto 61 anni di età ed aver versato, al 31 dicembre 2023, almeno 35 anni di contributi.

Tabella delle Percentuali di Invalidità per Ipertensione Arteriosa

Condizione Percentuale di Invalidità
Ipertensione arteriosa non complicata 10%
Ipertensione arteriosa non controllata e non complicata 11-20%
Ipertensione arteriosa con iniziale impegno cardiocircolatorio 21-30%
Cardiopatia ipertensiva (alto fattore di rischio cardiovascolare) con impegno cardiaco classificato medio 31-50%
Cardiopatia ipertensiva (alto fattore di rischio cardiovascolare) con impegno cardiaco classificato medio - severo 51-70%
Cardiopatia ipertensiva (alto fattore di rischio cardiovascolare) con impegno cardiaco classificato severo 71-80%
Cardiopatia ipertensiva (alto fattore di rischio cardiovascolare) scompensato 81-100%
Arteriopatie ostruttive croniche 5-100%
Aneurisma dell’aorta 21-80%

Invalidità e Legge 104

In presenza di una patologia scaturita dalla cardiopatia ipertensiva, come una patologia psichica o sensoriale, o una forma di minorazione fisica, si può richiedere il riconoscimento della Legge 104. In base alla gravità dell’handicap, vengono riconosciuti permessi, congedi e agevolazioni fiscali.

Assegno Ordinario di Invalidità

Nel caso in cui l'ipertensione arteriosa produca un'inabilità lavorativa minima di un terzo, è possibile richiedere il riconoscimento dell'assegno ordinario di invalidità. In pratica, l'assegno dopo un ciclo di 3 anni viene convertito in pensione di vecchiaia.

Considerazioni Finali

È importante monitorare i valori pressori e consultare il proprio medico in caso di ipertensione. La percentuale di invalidità civile riconosciuta dipende dalla gravità dell'ipertensione stessa, variando dal 10 al 100%. Percentuali superiori al 70% vengono riconosciute per alto fattore di rischio cardiovascolare che impegna severamente il cuore o in caso di ostruzione delle arterie (aterosclerosi). Anche con solo il 67% di invalidità riconosciuta, spetta l'assegno ordinario di invalidità, a patto che sia certificata una perdita della capacità lavorativa specifica di almeno due terzi.

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