Contrariamente a quanto comunemente si pensa, anche i bambini possono soffrire di colesterolo alto. Spesso quando si parla di colesterolo alto si pensa ad una patologia dell’età adulta sebbene questa interessi quasi un terzo dei bambini di età compresa tra i 6 e i 14 anni. Rilevare, in età pediatrica, livelli di colesterolo superiori ai valori normali può prevenire il rischio di arteriosclerosi, infarto o ictus e altre patologie cardiovascolari in età adulta.
Cos'è l'Ipercolesterolemia nei Bambini?
L’ipercolesterolemia isolata, cioè senza l'aumento dei trigliceridi, è la forma più frequente di dislipidemia in età pediatrica. Nei bambini i limiti superiori per il colesterolo totale e il colesterolo LDL (cosiddetto “cattivo”) sono sovrapponibili a quelli dell’adulto, rispettivamente 200 mg/dL e 130 mg/dL. In età pediatrica si considera però anche una fascia di attenzione (border line) non prevista per l’adulto, sopra i 170 mg/dL per il colesterolo totale e 110 mg/dL per l’LDL. I valori sono quindi normali se si collocano al di sotto di questi ultimi limiti. Il colesterolo HDL (cosiddetto “buono”) dovrebbe essere maggiore di 40 mg/dL.
L’ipercolesterolemia nel bambino e nell’adolescente non è rara. Negli Stati Uniti ha una prevalenza del 7,4% tra i 6 e i 19 anni. In Italia mancano dei dati nazionali. Uno studio del 2021, effettuato tra i pediatri di famiglia della Lombardia, ha evidenziato che il 4,5% dei bambini di età compresa tra 7 e 11 anni ha un colesterolo totale maggiore di 200 mg/dL. Si stima inoltre che forme gravi di ipercolesterolemia siano presenti in un bambino su 250.
Cause del Colesterolo Alto nei Bambini
L’aumento del colesterolo è sempre dovuto a una combinazione di cause genetiche e ambientali, intendendo per queste ultime degli errori alimentari e una scarsa attività fisica. Prima fra tutte tra le possibili cause di questo disturbo è la familiarità. I soggetti più a rischio sono i bambini con uno o più parenti di primo o secondo grado che hanno avuto disturbi cardiovascolari precoci. Esistono anche cause di natura esogena come la sedentarietà e la cattiva alimentazione.
L’ipercolesterolemia familiare, correlata alle forme più gravi, è causata da difetti su geni fondamentali nel metabolismo e trasporto del colesterolo, mentre la più frequente ipercolesterolemia poligenica si evidenzia quando a difetti genetici meno importanti si sommano stili di vita e di alimentazione scorretti, quasi sempre in soggetti sovrappeso/obesi.
La prima forma si evidenzia già nei primi mesi di vita, la seconda richiede più tempo per manifestarsi e interessa in genere bambini grandi e adolescenti.
Nota. Le altre cause di colesterolo alto nei bambini sono di origine genetica; si tratta di mutazioni più o meno importanti nell'espressione di alcuni locus che codificano per le APO-proteine, ovvero i polipeptidi intrinseci delle lipoproteine di trasporto del colesterolo (HDL, LDL, VLDL, chilomicroni). Dislipidemia congenita, più frequentemente di tipo ipercolesterolemia familiare; questa patologia è basata sull'alterazione strutturale dei recettori epatici per la captazione delle lipoproteine LDL, che si ripercuote sull'innalzamento eccessivo del colesterolo totale nel sangue, fino a 700mg/dl nei soggetti omozigoti.
È una malattia genetica caratterizzata da un'alta quantità di colesterolo nel sangue. Essendo una mutazione genetica, nelle persone con ipercolesterolemia familiare il colesterolo è molto alto fin dall'infanzia. In condizioni normali il recettore LDL-R funziona come un sensore che rileva la quantità di colesterolo nel sangue e ne fa produrre al fegato la giusta quantità necessaria.
Nella forma grave di ipercolesterolemia familiare entrambi i geni, omozigosi, per la proteina l'LDL-R sono alterati. È una forma molto rara (1 individuo su 750.000 o 1.000.000). Mutazioni diverse associate nello stesso paziente determinano condizioni con caratteristiche cliniche intermedie. I bambini affetti dalla forma di ipercolesterolemia familiare in eterozigosi non hanno invece alcun sintomo. I valori di colesterolo nel sangue sono in genere 2-3 volte il valore normale. La diagnosi può essere arricchita ricercando le mutazioni note del gene LDLR o, meno frequentemente, di altri geni (APOB, PCSK9, LDLRAP1).
L'elevato contributo della sintesi endogena sul totale del colesterolo presente nel sangue, lascia dedurre che si tratti di un composto lipidico estremamente importante per la fisiologia dell'organismo umano. Difatti, il colesterolo è un precursore degli ormoni steroidei e della vit.
Sintomi e Rischi
L’ipercolesterolemia di per sé non da sintomi. L’unico modo per diagnosticarla è effettuare un dosaggio dei lipidi nel sangue.
Come avviene per l’ipertensione arteriosa o il diabete, l’ipercolesterolemia accelera i processi di degenerazione vascolare, favorendo la deposizione di lipidi nelle arterie e di conseguenza lo sviluppo di placche aterosclerotiche. Le placche che si formano nelle arterie coronarie conducono all’infarto in età giovane-adulta con un rischio 20 volte maggiore rispetto alla popolazione generale. Le conseguenze cliniche sono le patologie cardiovascolari, come l’infarto del miocardio o l’ictus cerebrale, che rappresentano la prima causa di morte nel mondo.
Bisogna precisare che questi eventi succedono comunque in età adulta tranne nei casi, per fortuna rarissimi, di valori di colesterolo eccezionalmente elevati. Tuttavia, anche se l’evento clinico è lontano nel tempo, non è mai troppo presto per iniziare un'efficace prevenzione e guadagnare in salute.
Quando Controllare il Colesterolo nei Bambini?
Non ci sono indicazioni italiane che definiscono l’età per dosare la colesterolemia. Secondo gli esperti, infatti, è opportuno eseguire l’esame del colesterolo ai bambini di due anni che hanno una storia familiare di malattie cardiache o colesterolo alto. L’American Academy of Pediatrics consiglia di effettuare un profilo lipidico a tutti i bambini a 9-11 anni e ripeterlo nei ragazzi di 18. Negli altri casi, invece, un primo controllo può essere preso in considerazione tra i 9 e gli 11 anni e poi di nuovo tra i 17 e i 21. Anche nei bambini obesi è indicato un dosaggio del colesterolo e dei trigliceridi. In caso di genitori con ipercolesterolemia o di familiari di primo o secondo grado con eventi cardiovascolari precoci è opportuno dosare i lipidi plasmatici alla prima occasione di un prelievo di sangue.
Trattamento del Colesterolo Alto nei Bambini
Il primo approccio in caso di ipercolesterolemia è dietetico-comportamentale. La dieta deve avere degli aspetti quantitativi in caso di eccesso di peso e qualitativi, limitando gli alimenti ricchi di colesterolo, acidi grassi saturi e acidi grassi trans che aumentano il colesterolo nel sangue, mentre dovrebbe favorire il consumo di nutrienti che possono avere effetti benefici. L’intervento deve essere condotto da esperti che conoscono bene le necessità metaboliche specifiche dell’età pediatrica. Dovrebbe anche essere personalizzato per venire incontro, nei limiti del possibile, alle esigenze del bambino e della sua famiglia, favorendo in questo modo l’adesione al trattamento.
Nelle forme di ipercolesterolemia poligenica l’intervento dietetico-comportamentale è quasi sempre risolutivo. Nel caso di forme a più alta impronta genetica, come nel caso delle ipercolesterolemie familiari, l’intervento dietetico-comportamentale deve essere sempre mantenuto ma a volte non è sufficiente. In questi casi, si può prendere in considerazione un approccio farmacologico concordato con i genitori, secondo opportuni protocolli che comunque non lo prevedono prima dei 10 anni di età.
Per quel che concerne l'utilizzo dei farmaci invece, il discorso cambia radicalmente; gli enti di maggior competenza, come ad esempio l'American Academy of Pediatrics, suggeriscono di inserire i farmaci nel trattamento infantile a partire (e non prima) dagli 8 anni; la scelta è ben ragionata, poiché non si possiedono dati sufficientemente accurati in merito ad eventuali effetti collaterali che queste molecole potrebbero manifestare sui bambini ancora più piccoli. È essenziale ribadire che gli effetti di una terapia farmacologica contro il colesterolo alto nei bambini non sono ancora ben noti e alcuni principi attivi destano parecchie preoccupazione per tossicità, iperdosaggio o effetti collaterali annessi (come ad esempio la niacina - vit.
Prevenzione
Più che di prevenzione dell’ipercolesterolemia bisognerebbe parlare in generale di prevenzione cardiovascolare a tutto tondo che dovrebbe interessare precocemente tutti i bambini, attraverso un'opportuna igiene della gravidanza, la pratica dell’allattamento al seno, il corretto svezzamento, il favorire l’esercizio fisico e il contrasto alla sedentarietà, un'adeguata e corretta alimentazione, la riduzione dell'esposizione ad agenti inquinanti e al fumo passivo (e attivo negli adolescenti).
Oltre a questo il pediatra dovrebbe eseguire dei controlli individuali, tenendo conto della eventuale familiarità per patologie cardiovascolari come dello sviluppo di un eccesso ponderale per intercettarlo più precocemente possibile. Sono quindi opportuni sia la regolare misurazione della pressione arteriosa che il dosaggio della colesterolemia, per individuare i soggetti da avviare a uno specifico intervento perché già portatori di specifici fattori di rischio.
Anche la sedentarietà ha un impatto sull’aumento del colesterolo anche per bambini, ragazzi e giovani adulti e sulla loro salute futura. Ed è fondamentale non trascurare fin dall’infanzia l’attività fisica lieve, che sarebbe particolarmente efficace per invertire l’effetto negativo della sedentarietà su valori alti di colesterolo e sulla presenza di grassi nel sangue.
Durante il follow-up di 13 anni il tempo sedentario è aumentato da circa 6 ore al giorno a 9 ore al giorno. L’attività fisica lieve è diminuita da 6 ore al giorno a 3 ore al giorno, mentre quella moderata/intensa è rimasta relativamente stabile intorno ai 50 minuti al giorno dall'infanzia fino alla giovane età adulta. In questo stesso lasso temporale il colesterolo totale è aumentato di 0,69 mmol/l. È stato osservato che il tempo sedentario accumulato fin dall’infanzia ha contribuito per il 67% all’aumento del colesterolo totale senza alcuna influenza da parte del grasso corporeo. Un'attività fisica lieve quotidiana praticata dall’infanzia fino alla prima età adulta è risultata associata a livelli di colesterolo totale più bassi (-0,53 mmol/l), tuttavia, la massa grassa corporea potrebbe ridurre l’effetto dell’attività fisica lieve sul colesterolo totale fino al 6%. Circa 50 minuti al giorno di attività fisica moderata/intensa fin dall’infanzia sono stati associati anche a una lieve riduzione del colesterolo totale (-0,05 mmol/L), ma la massa grassa corporea totale ha ridotto l’effetto di questo esercizio fisico sul colesterolo totale fino al 48%.
La novità emersa da questo studio è che l’aumento della sedentarietà fin dall’infanzia ha contribuito per due terzi all’aumento del livello di colesterolo prima dei venticinque anni. Rilevante è anche il fatto che l’attività fisica lieve promuove la salute e riduce l’infiammazione nella popolazione giovane meglio dell’attività moderata e intensa. Questi risultati sottolineano che l’attività fisica lieve può costituire uno strumento fondamentale nella prevenzione primaria del colesterolo elevato e della dislipidemia fin dai primi anni di vita e, a questo proposito, potrebbe essere notevolmente più efficace di sport più intensi.
Sebbene l’Organizzazione Mondiale della Sanità abbia raccomandato che i bambini e gli adolescenti accumulino in media 60 minuti di attività fisica moderata/intensa al giorno e riducano il tempo sedentario, mancano ancora linee guida circa considerazioni sull’attività fisica lieve nella popolazione giovane.
È essenziale adottare uno stile di vita sano per aumentare le probabilità di una vecchiaia felice e in salute. La riduzione del rischio cardiovascolare dovrebbe iniziare fin da bambini, attraverso innanzitutto un’educazione a comportamenti salutari e consapevoli. Le buone abitudini acquisite nell’infanzia rappresentano un vero e proprio investimento a lungo termine, in grado di prevenire molte malattie croniche dell’età adulta.
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