Ecografia Pelvica per Uomini: Scopi, Preparazione e Procedure

L’ecografia pelvica è un esame medico fondamentale che permette di ottenere una visione dettagliata degli organi situati nella regione pelvica. Mentre spesso associata alle donne, l’ecografia pelvica è altrettanto importante per gli uomini, anche se meno frequentemente eseguita. In questo articolo, esamineremo in dettaglio l’ecografia pelvica per gli uomini, i suoi scopi e le sue applicazioni.

Cos’è l’Ecografia Pelvica per gli Uomini?

L’ecografia pelvica maschile è una procedura medica non invasiva che utilizza ultrasuoni ad alta frequenza per generare immagini degli organi situati nella regione pelvica. Questi organi includono la prostata, la vescica, i vasi sanguigni, i testicoli e altre strutture circostanti. L’esame è solitamente richiesto quando un paziente ha sintomi come dolore pelvico, problemi urinari, o sospetti di condizioni mediche che coinvolgono questi organi.

Scopi e Applicazioni dell’Ecografia Pelvica per Uomini

  1. Valutazione della Prostata: L’ecografia pelvica è uno strumento cruciale per la valutazione della prostata. Può essere utilizzata per rilevare anomalie, come ingrossamenti, noduli o tumori nella prostata. Questa parte dell’esame è particolarmente importante per gli uomini sopra i 50 anni, poiché il cancro alla prostata è una delle principali preoccupazioni.
  2. Valutazione delle Vescica: L’ecografia pelvica può aiutare a identificare problemi nella vescica, come calcoli o infezioni. Questa procedura può anche essere utilizzata per monitorare il flusso urinario e la capacità della vescica.
  3. Esame dei Testicoli: Gli ultrasuoni pelvici possono rivelare eventuali anomalie nei testicoli, tra cui tumori, cisti o lesioni. Questo è particolarmente rilevante per gli uomini che sperimentano dolore o gonfiore nei testicoli.

Come accennato, l'ecografia sovrapubica della prostata viene effettuata per indagare le dimensioni e la presenza di eventuali anomalie della prostata. Nonostante le diverse applicazioni possibili, nella maggioranza dei casi questo tipo di ecografia prostatica si esegue per effettuare la diagnosi di un'eventuale ipertrofia prostatica benigna. Difatti, con l'ecografia sovrapubica - oltre alle dimensioni della prostata - è altresì possibile valutare le caratteristiche della vescica, che spesso risente dell'ingrossamento di questa ghiandola.

Inoltre, l'ecografia sovrapubica della prostata permette di eseguire lo studio del residuo di urina nella vescica in seguito alla minzione. L'ecografia sovrapubica della prostata è un esame relativamente semplice, che non richiede particolari precauzioni o attenzioni. Tuttavia, l'esame dev'essere eseguito con la vescica piena.

Preparazione e Procedure

Prima di sottoporsi a un’ecografia pelvica, i pazienti dovrebbero seguire le istruzioni del medico per la preparazione. Di solito, ciò implica il digiuno per alcune ore prima dell’esame e un’adeguata idratazione. Durante l’ecografia, un tecnico medico applicherà un gel trasparente sulla pelle nella zona pelvica e passerà un dispositivo ad ultrasuoni sulla superficie per creare immagini. Il paziente è disteso supino su un lettino. Questo tipo di esame viene quindi effettuato per via transaddominale con una tradizionale sonda ecografica.

È necessario presentarsi a vescica piena per cui occorre non urinare da due ore prima dell’esame e bere rapidamente 1 litro di acqua non gassata 1 ora prima dell’esame stesso. Preparazione per ecografia prostatica sovrapubica (uomini). Non sospendere la terapia medica eventualmente in atto.

L’Ecografia Prostatica Sovrapubica non ha controindicazioni pertanto non richiede particolari precauzioni o attenzioni. In caso di pazienti cardiopatici, o molto anziani, le norme di preparazione possono essere leggermente diverse. In tal caso bisogna attenersi alle istruzioni ricevute in fase di prenotazione. L’esame è indolore, sicuro e non invasivo.

Ecografia prostatica transrettale

L’ecografia prostatica transrettale è un esame diagnostico che permette di ottenere immagini dettagliate della prostata tramite una sonda ecografica inserita nel retto. Lo strumento emette ultrasuoni che, rimbalzando sui tessuti, generano immagini della ghiandola prostatica. Tali immagini vengono visualizzate sullo schermo di un computer, consentendo così di valutarne dimensioni, struttura e la presenza di eventuali anomalie come calcificazioni o aree sospette.

L’ecografia transrettale si effettua inserendo la sonda nel retto, previa un’adeguata pulizia con clisteri, ed è dunque un accertamento in grado di permettere una diagnosi precoce del tumore alla prostata (a questo scopo non è sufficiente la sola indagine ecografica: necessario è infatti il successivo esame di laboratorio dei campioni prelevati durante la biopsia). Tra le ragioni che rendono suggeribile la richiesta di un’ecografia ci sono situazioni nelle quali si riscontrano prostata ingrossata, minzioni troppo frequenti, infertilità, diminuzione del getto urinario e numerosi altri disturbi sospetti.

Per lo svolgimento di un’ecografia prostatica transrettale la preparazione prevede che la vescica sia piena e, pertanto, prima dello svolgimento dello screening è opportuno assumere almeno un litro d’acqua curandosi di trattenere le urine. L’ecografia prostatica transrettale prevede norme di preparazione rigorose ma non particolarmente complesse o invalidanti: in primo luogo, infatti, è fondamentale che l’ampolla rettale sia completamente vuota.

Come avviene l'ecografia transrettale?

Il paziente è sdraiato sul lettino su un fianco, con le ginocchia verso il petto, oppure in posizione supina con le gambe sollevate. Prima di introdurre la sonda, il medico pratica un’esplorazione con il proprio dito per verificare che non vi siano ostacoli all’inserimento. La sonda, opportunamente lubrificata, viene poi inserita e si ottengono le immagini che vengono visualizzate sul monitor del computer.

Preparazione all'esame transrettale

Se si assumono medicinali anticoagulanti o per fluidificare il sangue, il medico può chiedere, in caso di biopsia, di sospendere la terapia una settimana prima dell'esame. Per la stessa ragione, nei giorni precedenti l'indagine non bisogna assumere aspirina o altri farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS). In genere viene prescritto un antibiotico da iniziare la sera prima dell’esame e continuare nei giorni successivi per prevenire il rischio di infezioni.

Perché l'ampolla rettale sia completamente vuota al momento dell'indagine, si consiglia inoltre una supposta di glicerina la sera e una la mattina dell’esame, oppure un clistere alcune ore prima del test. Il giorno dell’esame non occorre stare a digiuno, ma è consigliata una colazione leggera. Nelle ore che lo precedono, inoltre, è bene bere molto e non urinare in modo che la vescica sia piena, così da migliorare la trasmissione delle onde attraverso i tessuti.

Controindicazioni ed effetti collaterali

L’esame è controindicato se il paziente soffre di emorroidi sanguinanti, ragadi anali, stenosi anali. Occorre inoltre prestare attenzione alle situazioni in cui è più facile andare incontro a emorragie, per esempio quando si prendono medicinali anticoagulanti o per fluidificare il sangue. Non può essere eseguita nei pazienti precedentemente sottoposti a interventi demolitivi pelvici o rettali.

Non è un esame doloroso. Il paziente potrebbe avvertire una sensazione di fastidio durante l’esame e di indolenzimento nei giorni seguenti. La sonda viene lubrificata con un gel e ha un diametro tale per cui il suo inserimento non è in genere avvertito come doloroso. Si possono invece sentire piccole punture se il medico effettua prelievi per la biopsia, ma è possibile ridurre il disturbo con un’anestesia locale.

Il rischio più significativo è di infezioni, che tuttavia possono essere prevenute con un’adeguata profilassi antibiotica. È bene comunque avvisare il medico se nei giorni successivi dovesse comparire una febbre improvvisa. Dopo la biopsia è normale un indolenzimento della parte. Si può anche verificare un sanguinamento uretrale nelle prime 24 ore dall’esame, mentre la presenza di sangue nelle urine o nel liquido seminale può proseguire per alcuni giorni o addirittura settimane. Più raramente il paziente può avere difficoltà a urinare per un rigonfiamento della prostata.

Nelle 24 ore successive l’esame è meglio evitare sforzi intensi e astenersi per due o tre giorni dall’attività sessuale.

leggi anche: