Colesterolo Alto e Carotidi: Cosa Fare

La parola carotide ricorre spesso nei discorsi comuni e tutti sanno che ad un certo punto si ammalano, si restringono e in molti casi bisogna intervenire chirurgicamente, perché un restringimento della carotide, può portare all’ictus. Possiamo dunque parlare di operazione della carotide anche come azione di prevenzione.

Cosa sono le carotidi e perché sono importanti

Le carotidi sono i principali vasi arteriosi che portano l’80% del sangue al cervello, il restante 20% lo portano le arterie vertebrali. Le carotidi sono posizionate nel collo: una a destra e una a sinistra. Il cervello rappresenta “l’organo nobile” per eccellenza. È l’organo che ci permette di avere coscienza di noi e del nostro ambiente. È lui che ci dà le capacità di conoscere, di apprendere, di muoverci, amare, valutare la nostra sensibilità (caldo, freddo, dolore, piacere…), di relazionarci con gli altri e di avere emozioni. In parole povere è l’organo più importante del nostro corpo.

Aterosclerosi e Carotidi

Quando le arterie si restringono, e il flusso sanguigno verso il cuore ed altri organi vitali è limitato dall'ostruzione delle "autostrade" dell'organismo, si parla di aterosclerosi. Una patologia infiammatoria cronica a carico del sistema cardiocircolatorio che si verifica quando i depositi di grasso si accumulano lungo le pareti delle arterie, per questo spesso viene definita come indurimento delle arterie, o arterie ostruite.

Cos'è l'aterosclerosi

Tenga quindi presente che l'aterosclerosi è una malattia infiammatoria cronica e che per questo molecole dotate di proprietà antinfiammatorie presenti nel cibo possono aiutare a contrastarla. Il processo di aterosclerosi inizia con l'accumulo di particelle ricche di colesterolo (soprattutto delle cosiddette LDL, Low Density Lipoprotein) all'interno della parte delle arterie e può culminare con la rottura della placca aterosclerotica e la formazione di trombi. L'evento che scatena l'accumulo del colesterolo è un danno al tessuto che riveste la parete interna dell'arteria (l'endotelio); fattori di rischio come l'ipertensione, l'alterazione dei livelli di lipidi, l'obesità, il diabete, il fumo e lo stress ossidativo alterano il tono dei vasi sanguigni e le capacità antinfiammatorie e antincoagulanti, promuovendo sia l'accumulo delle LDL (in maggioranza ossidate) sia l'adesione di globuli bianchi e piastrine all'area danneggiata. Il motivo per cui i globuli bianchi arrivano nel sito danneggiato è la produzione di molecole infiammatorie (le citochine) e altre sostanze da parte delle cellule dell'endotelio. L'infiammazione attiva anche il fegato, che produce fibrinogeno, una molecola che induce l'aggregazione delle piastrine.

Colesterolo, colesterolemia e aterosclerosi

La concentrazione nel sangue di queste particelle contenti colesterolo si definisce colesterolemia ed è un parametro importante da valutare in quanto alti livelli di colesterolo (soprattutto di colesterolo LDL) possono essere dannosi per l’organismo e concorrono alla patogenesi di diverse patologie, prima tra tutte l’aterosclerosi. Le particelle di LDL in eccesso tendono ad accumularsi nelle pareti delle arterie determinandone un irrigidimento e un’eventuale occlusione.

Perché si chiude una arteria?

Accade che in queste arterie si deposita in alcuni punti una sostanza che si chiama colesterolo. Questo deposito provoca una alterazione della parete dell’arteria, per cui si ha una infiammazione ed una proliferazione di cellule della parete stessa che porta alla formazione delle cosiddette placche. Queste placche sono protuberanze all’interno dei vasi arteriosi che determinano un restringimento dei vasi stessi, con conseguente diminuzione dell’apporto delle sostanze nutritive e dell’ossigeno. Si parla allora di ischemia cerebrale, che vuol dire ridotto apporto di sangue in una zona del cervello. Se l’apporto di sangue e quindi di ossigeno si interrompe del tutto, si parla di ictus cerebrale ischemico.

Colesterolo: HDL, LDL e totale

Il colesterolo essendo un lipide non è solubile in acqua pertanto viaggia nel sangue all’interno di alcune particelle chiamate lipoproteine, che vengono distinte in base alla loro densità e al loro contenuto di colesterolo.

Le lipoproteine più rilevanti dal punto di vista clinico e più comunemente dosate nei laboratori d’analisi sono:

  • HDL (High Density Lipoprotein): principale responsabile del trasporto del colesterolo in eccesso dalle arterie al fegato per essere eliminato, è anche conosciuto come "colesterolo buono".
  • LDL (Low Density Lipoprotein): principale responsabile del trasporto del colesterolo dal fegato ai tessuti periferici; è noto come "colesterolo cattivo”.
  • Per colesterolo totale invece si intende la somma di colesterolo HDL, LDL, e colesterolo non HDL e non LDL.

Colesterolo alto: le cause

Alti livelli di colesterolo nel sangue rappresentano una condizione denominata ipercolesterolemia, piuttosto diffusa nella popolazione generale arrivando a interessare circa il 20% degli adulti in Italia. L’ipercolesterolemia è strettamente connessa a fattori di rischio che sono in parte modificabili: primo tra tutti lo stile di vita (in cui includiamo la sedentarietà, l’abitudine al fumo e un’alimentazione scorretta). Esistono anche fattori non modificabili responsabili dell’innalzamento dei valori di colesterolo nel sangue, in particolare, giocano un ruolo fondamentale i fattori genetici e la familiarità, il sesso e l’età. Infine, sono spesso trascurate nella genesi dell’ipercolesterolemia alcune cause “nascoste”, ovvero delle disfunzioni delle ghiandole endocrine, che in alcuni casi particolari potrebbero essere la causa del disturbo.

Colesterolo alto: cause non alimentari

Possiamo parlare di “cause nascoste” dell’ipercolesterolemia, perché spesso accade che queste condizioni vengano trascurate, anche in soggeti in cui il quadro clinico è suggestivo di disfunzione ormonale, che quindi beneficerebbe enormemente da una diagnosi precoce e un trattamento specifico, capace sia di correggere la dislipidemia, che prevenire altre complicanze della malattia endocrinologica. In questi casi, infatti, il trattamento della patologia di base permette di ripristinare un valore normale di colesterolo nel sangue ed è importante affidarsi a un medico che attraverso un’accurata anamnesi può indagare le diverse cause responsabili del colesterolo alto e proporre le indagini necessarie e un’adeguata terapia.

Colesterolo e malattie endocrine

Il riscontro di valori elevati di colesterolo nel sangue non è riconducibile solo all’alimentazione e alla familiarità ma si può associare spesso a disfunzioni delle ghiandole endocrine piuttosto diffuse nella popolazione generale (oltre che ad alcune gravi disfunzioni d’organo come come l’insufficienza renale cronica e la cirrosi epatica). Le patologie endocrinologiche che più spesso danno alterazioni del colesterolo sono:

  • il diabete mellito di tipo 2
  • l’ipotiroidismo
  • la malattia di Cushing

Colesterolo alto: le conseguenze

A seconda dell’arteria in cui si localizza l’occlusione ci saranno diverse manifestazioni:

  • Infarto del miocardio
  • Ictus cerebrale
  • Arteriopatia periferica degli arti inferiori
  • Disfunzione erettile
  • Altre patologie cardiovascolari

Colesterolo: i valori normali

I valori di colesterolo nel sangue consigliati per la popolazione generale sono:

  • Colesterolo totale <200 mg/dL
  • Colesterolo LDL <116 mg/dL
  • Colesterolo HDL > 40 mg/dL

Colesterolo: alimentazione e stile di vita

I principali fattori di rischio modificabili del colesterolo alto sono:

  • un’alimentazione sbilanciata
  • l’obesità
  • il fumo di sigaretta
  • la sedentarietà

L’alimentazione svolge un ruolo fondamentale nella prevenzione dell’ipercolesterolemia, in particolare la dieta mediterranea è un modello di regime alimentare sano, vario e favorevole per la salute cardiovascolare. Si basa su un maggiore introito di cereali integrali e alimenti di origine vegetale con introduzione di una quantità limitata di grassi e principalmente di origine vegetale.

Colesterolo alto, cosa non mangiare: cibi da evitare

  • Condimenti grassi
  • Frattaglie
  • Insaccati grassi
  • Latticini grassi
  • Salse elaborate
  • Superalcolici
  • Cibo da fast food
  • Dolci e bevande dolci zuccherate

Colesterolo alto, cosa mangiare: alimenti consigliati

  • Legumi
  • Pesce di tutti i tipi
  • Noci, soia, semi di lino e altre fonti vegetali di Omega-3
  • Oli vegetali polinsaturi o monoinsaturi
  • Frutta e verdura di stagione

Colesterolo: fattori genetici e familiarità

Bisogna sempre tenere a mente che il nostro organismo è in grado di sintetizzare il colesterolo, indipendentemente dalla sua assunzione con l’alimentazione, e talvolta i livelli nel sangue possono dipendere da uno stato metabolico dell’individuo più che da una sua effettiva assunzione col cibo. In questo contesto si inscrivono alcune ipercolesterolemie che ricorrono frequentemente all’interno della stessa famiglia e insorgono in età giovanile: si tratta di forme primitive la cui ereditarietà è legata a fattori genetici solo in parte noti. In queste forme l’alimentazione e lo stile di vita hanno un ruolo più marginale.

La Prevenzione è Fondamentale

Uno degli esami diagnostici che può evidenziare se le arterie del collo si stanno ostruendo è l‘ecocolordoppler dei vasi del collo (detti anche tronchi sopraortici o TSA). Si tratta di un esame ecografico che permette, tramite l’emissione di “ultrasuoni”, di visualizzare, con una sonda posizionata sulla superficie della cute, i vasi arteriosi che conducono il sangue al cervello. Il medico può visionare le pareti dei vasi sanguigni, misurare il loro spessore, la velocità del sangue che scorre in quel punto, vedere se ci sono restringimenti (detti “stenosi”) dovuti a placche; può valutare inoltre la forma di queste placche; se sono giovani o di vecchia data; se la superficie è regolare o irregolare; e soprattutto valutare la percentuale di restringimento (o stenosi) di una arteria. Se una arteria carotide, ad esempio, è chiusa al 70%, vuol dire che tramite essa affluisce all’emisfero cerebrale corrispondente solo il 30 % del sangue che dovrebbe affluire (quindi solo il 30% di nutrimento e ossigeno). Si tratta quindi di un esame preventivo dell’ictus cerebrale!

L’esame di primo livello, quello importante e molto spesso sufficiente, è un buon ecodoppler dei tronchi sovraortici, sottolineo buono poiché, essendo un esame molto richiesto e spesso abusato, molti si improvvisano e non sempre viene fatto correttamente. Personalmente, quando leggo un referto di un esame ecodoppler, prima guardo la firma di chi l’ha eseguito e dopo il contenuto.

Ricordiamo che l’Ecocolordoppler non è un esame invasivo, cioè non necessita di effettuare iniezioni o tagli. È un esame indolore, ma soprattutto innocuo: si applica sulla pelle un gel anallergico che dà una sensazione di fresco, e niente altro!

Quando fare un esame eco-doppler dei vasi del collo?

Un primo esame eco-doppler dei vasi del collo anche se si è in piena forma e senza fattori di rischio cardiovascolari andrebbe fatto a 40 anni circa. Se abbiamo uno o più fattori di rischio (per valori elevati di colesterolo e/o di trigliceridi; ipertensione arteriosa; diabete; obesità; fumo di sigaretta; malattie cardiovascolari già note) tale esame andrebbe anticipato a 35 anni.

È bene ricordare che l’Ecocolordoppler è un esame operatore dipendente. Ciò significa che l’attendibilità dell’esame dipende dall’abilità dell’operatore e anche dalla sua esperienza. Per essere un buon eco-dopplerista bisogna aver fatto tantissimi esami.

In base all’esito dell’ecocolordoppler possiamo prendere dei provvedimenti importanti per la nostra salute:

  1. 1° caso va tutto bene: vuol dire che non ci sono problemi di circolazione arteriosa.
  2. 2° caso presenza di alcune placche di piccole dimensioni: bisogna quindi fare esami di laboratorio, che il medico consiglierà (colesterolo HDL e LDL, trigliceridi, glicemia …). Bisognerà seguire una dieta povera di grassi animali e valutare se vi sono altri fattori di rischio.
  3. 3° caso grosse placche con restringimenti inferiori al 70%: fare esami di laboratorio, dieta povera di grassi animali, combattere i fattori di rischio (ipertensione, diabete, obesità, fumo), iniziare una cura specifica (farmaciantiaggreganti piastrinici; farmaci per ridurre il livello di colesterolo nel sangue; ecc…), che il medico consiglierà,Regolari ulteriori controlli nel tempo.
  4. 4° caso grosse placche che riducono il flusso di una carotide interna del 70% e oltre: fare valutazione in tempi brevi presso un chirurgo vascolare per programmare un intervento di disostruzione per evitare un possibile ictus cerebrale ischemico. Poi controlli ecocolordoppler seriati dopo intervento ad 1 mese, a 3 mesi, poi a 6 mesi etc.

Come affrontare l'aterosclerosi

Controlli periodici sono fondamentali per valutare l'andamento della Sua situazione, ma non solo. Dato il ruolo della pressione, del colesterolo, dell'infiammazione e dello stress ossidativo nello sviluppo dell'aterosclerosi, e dato che molti dei suoi fattori di rischio dipendono dallo stile di vita, agire su quest'ultimo è altrettanto fondamentale. In generale, è raccomandato:

  • l'ampio consumo di una grande varietà di frutta e verdura;
  • preferire i cereali (e i loro derivati) in versione integrale;
  • scegliere fonti di proteine più salutari, come legumi, frutta a guscio, pesce e molluschi, latticini a basso contenuto di grassi e pollame magro (e non lavorato);
  • condire con oli vegetali liquidi, non tropicali, in particolare con olio di oliva extravergine;
  • ridurre al minimo il consumo di zuccheri aggiunti, di sale e di alimenti ultraprocessati;
  • limitare il consumo di alcolici;
  • non fumare;
  • praticare un'attività fisica regolare (almeno 150 minuti alla settimana se di intensità moderata, oppure almeno 75 minuti se vigorosa);
  • mantenere un peso salutare e, se necessario, dimagrire.

Trattamento

Se la stenosi supera il 70%, le linee guida pongono indicazione al trattamento che potrà essere chirurgico oppure endovascolare (usando cateteri stent, come si fa per le arterie coronarie).

Dopo aver posto diagnosi di ipercolesterolemia il medico valuterà l’approccio terapeutico ideale per il paziente in questione:

  • modifiche dello stile di vita e dell’alimentazione;
  • terapia specifica ipocolesterolemizzante;
  • trattamento della patologia di base responsabile del colesterolo alto.

In tutti questi casi è fondamentale la collaborazione con il medico e l’aderenza alle sue indicazioni in quanto le modifiche dello stile di vita e la grande varietà di farmaci disponibili (integratori, statine, fibrati, inibitori dell’assorbimento del colesterolo, inibitori della sintesi del colesterolo, inibitori di PCSK9) hanno un ottimo effetto sui valori di colesterolo e consentono un ripristino dei valori di colesterolo entro il range di normalità con beneficio sulla salute cardiovascolare.

Cardiol® Forte: un aiuto contro l'ostruzione delle arterie

Un aiuto in più potrebbe arrivarLe da un integratore alimentare a base di ingredienti in grado di contrastare i fattori di rischio per l'aterosclerosi. Il prodotto più adatto dipende dal Suo quadro di salute generale; in base alle informazioni che ci ha fornito, potrebbe esserLe utile l'azione di Cardiol® Forte, che grazie all'azione antiossidante dei suoi attivi potrebbe aiutare a stabilizzare le placche aterosclerotiche già presenti.

Cardiol® Forte è un integratore a base di estratto secco di foglie di carciofo (Cynara cardunculus L.) titolato in acido clorogenico e luteolina 7-glucoside, con Omega 3 EPA e DHA, polifenoli dell'olivo (Olea europea L.), monacoline da riso rosso fermentato, coenzima Q10, vitamina E, acido folico e piperina da estratto secco di frutto di pepe nero.

Oltre a essere associato all'inibizione della sintesi del colesterolo, l'estratto titolato di carciofo contrasta l'ossidazione delle LDL. Anche la vitamina E è un noto antiossidante. I principi attivi per cui Le suggeriamo di valutare con il suo medico o il suo nutrizionista l'assunzione di Cardiol® Forte sono però soprattutto gli Omega 3 EPA e DHA e i polifenoli dell'olivo.

L'azione antinfiammatoria degli Omega 3

Infatti, gli Omega 3 sono caratterizzati da spiccate proprietà antinfiammatorie, alla base delle quali sono presenti più meccanismi:

  • le molecole che regolano i processi infiammatori derivano dai grassi e quelle prodotte a partire da EPA e DHA hanno un minor potenziale infiammatorio rispetto a quelle ottenute da altri grassi;
  • EPA e DHA sono anche i precursori di molecole antinfiammatorie e che riescono a spegnere fenomeni infiammatori già in corso;
  • gli Omega 3 regolano l'attività di proteine e altri fattori coinvolti nei processi infiammatori, esercitando un effetto antinfiammatorio.

Inoltre, gli Omega 3 regolano anche il sistema immunitario: inibendo l'attività dei globuli bianchi e regolando le loro interazioni e la loro produzione di molecole infiammatorie. Infine, gli Omega 3 esercitano un'azione antitrombotica e antiaggregante nei confronti delle piastrine.

I benefici dei polifenoli dell'olio d'oliva

Anche i polifenoli dell'olivo (come l'oleuropeina e l'idrossitirosolo) sono stati associati alla regolazione dell'infiammazione. Per esempio, lo studio PREDIMED (PREvención con DIeta MEDiterránea) ha associato l'aggiunta a un'alimentazione mediterranea di 1 litro alla settimana di olio di oliva extravergine (particolarmente ricco di polifenoli) alla riduzione delle citochine infiammatorie nelle persone con rischio cardiovascolare elevato. Gli stessi autori hanno dimostrato che quest'aggiunta aiuta a stabilizzare le placche aterosclerotiche.

Altri autori hanno dimostrato più specificatamente i benefici dell'idrossitirosolo e i vantaggi dell'olio di oliva ricco di polifenoli contro l'infiammazione tipica delle donne con pressione alterata fino a 159/99 mmHg.

Come assumere Cardiol® Forte

L'integrazione dell'alimentazione quotidiana con Cardiol® Forte prevede, in genere, l'assunzione di 1 capsula di al giorno, preferibilmente prima della cena, all'interno di un'alimentazione sana ed equilibrata; per quanto riguarda quest'ultima, le informazioni raccolte nella letteratura scientifica suggeriscono che aderire ai principi della Dieta Mediterranea possa essere una buona scelta. Tuttavia, Le ricordiamo che anche nel caso delle modalità di assunzione di integratori alimentari, Cardiol® Forte incluso, l'ultima parola sta al suo medico o al suo nutrizionista, che conoscono nei dettagli il Suo caso specifico, come allergie, i farmaci che eventualmente assume e fattori di rischio alterati.

Percentuale di Stenosi e Rischio di Ictus

Parlare di percentuale è troppo generico, risale a studi internazionali ormai datati che hanno dimostrato, che oltre una certa percentuale di restringimento e quindi di stenosi della carotide (quella interna che va al cervello) calcolata tra il 60-70%, aumenta in modo significativo il rischio di ictus. Ma il ragionamento è troppo semplicistico, perché oltre alla percentuale di stenosi, dobbiamo guardare al tipo di composizione della placca. Siamo in grado di avere informazioni sulla struttura sia eseguendo un buon ecodoppler che un’angioTAC.

Le stenosi al di sotto di una certa percentuale e con caratteristiche di stabilità della placca non si operano, normalmente si agisce sui fattori che provocano l’aterosclerosi e quindi sugli stili di vita. Oltre il 60-70% di stenosi i farmaci sono poco efficaci. Pare che tutti insieme possano in alcuni casi rallentare la progressione della placca, secondo i più ottimisti che la stabilizzino.

In Italia il rischio di un incidente grave prima o dopo l’intervento è inferiore all’1%. Un rischio concreto che va confrontato con quello della malattia lasciata a se stessa oppure con la sola terapia medica che è molto superiore: 30-40%.

Tabella Riassuntiva dei Valori di Colesterolo

Tipo di Colesterolo Valore Ottimale
Colesterolo Totale <200 mg/dL
Colesterolo LDL <116 mg/dL
Colesterolo HDL >40 mg/dL

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