Colesterolo Alto e Calcoli alla Colecisti: Una Correlazione da Non Sottovalutare

La "calcolosi della colecisti" è la presenza di calcoli nella colecisti, dovuta al depositarsi dei sali che costituiscono la bile, evento che porta alla progressiva formazione di calcoli. Le dimensioni dei calcoli possono variare da pochi millimetri a vari centimetri. Nella colecisti esistono due tipi di calcoli, quelli di colesterolo e quelli di sali biliari.

Cos'è la Calcolosi della Colecisti?

I calcoli alla cistifellea, organo del nostro apparato digerente noto anche come colecisti, non sono altro che depositi di materiale, prevalentemente cristalli di colesterolo o bilirubina, cioè sostanze non facilmente idrosolubili, nella cistifellea. La condizione di chi soffre di calcoli alla cistifellea è detta colelitiasi. La cistifellea è quell’organo che immagazzina la bile prodotta dal fegato durante la digestione per infonderla poi nell’intestino tenue.

La bile è un liquido composto da sali biliari, da bilirubina, da elettroliti come bicarbonato e sodio, e da grassi come il colesterolo. L’accumulo di queste sostanze che passano dal fegato all’intestino può dare origine ai calcoli biliari. Molteplici sono le cause che possono favorire l’insorgenza di calcoli, e spesso le cause sono sconosciute.

Quanto è Frequente la Calcolosi?

La calcolosi della colecisti è molto diffusa nella popolazione, interessando il 10-15% della popolazione adulta. In Italia si considera che ne sia affetta 1 persona su 10. Il 20-40% dei pazienti con calcoli della colecisti svilupperà complicanze correlate, di cui la colecistite acuta è la più frequente.

Fino ad alcuni decenni fa, la calcolosi della colecisti era più frequente nel sesso femminile, soprattutto in donne in sovrappeso e che avevano avuto più gravidanze: in tempi recenti si è assistito ad un progressivo aumento dell’incidenza della cistifellea nel sesso maschile, e ciò sembra essere dovuto ai cambiamenti dietetici che sono stati precedentemente citati.

Calcoli di Colesterolo e Bile

Fra i tipi di calcoli alla cistifellea, quelli di colesterolo si formano quando le concentrazioni di questa molecola all’interno della bile sono troppo elevate. La bile prodotta dal fegato contiene in maniera equilibrata diversi componenti; può tuttavia accadere che tale equilibrio si spezzi favorendo la precipitazione del colesterolo e/o dei pigmenti biliari in essa contenuti.

Quali Sono le Cause e i Fattori di Rischio?

Molteplici sono le cause che possono favorire l’insorgenza di calcoli, e spesso le cause sono sconosciute.

Le donne hanno doppia probabilità di sviluppare calcoli rispetto agli uomini: le gravidanze, le terapie ormonali e contraccettive aumentano il colesterolo nella bile e pertanto rendono più facile la sua precipitazione.

Altri fattori che possono aumentare i rischi di calcolosi della colecisti sono:

  • dieta ricca di grassi e colesterolo e povera di fibre
  • diete eseguite senza controllo e rapido calo ponderale
  • sovrappeso
  • obesità
  • diabete

È noto che i calcoli biliari sono più frequenti nelle persone in sovrappeso o obese, soprattutto se donne. Il rischio di calcoli alla cistifellea sembra aumentare quando l’alimentazione è ricca di colesterolo, di grassi saturi, di acidi grassi trans e di zuccheri raffinati.

Altri Fattori di Rischio

  • Rapido dimagrimento: un'eccessiva restrizione calorica o il digiuno prolungato facilitano la formazione di calcoli rallentando la motilità della colecisti e prolungando la permanenza della bile al suo interno.
  • Obesità: l'obeso tende a secernere più colesterolo e meno sali biliari e ad avere un minore svuotamento della cistifellea.
  • Dieta squilibrata: la comparsa di calcolosi della cistifellea può essere correlata sia ad una dieta eccessivamente ricca di lipidi, sia troppo povera, o ancora, a diete troppo restrittive iniziate in maniera brusca o, peggio, a digiuni.

Quali Sintomi Può Causare la Colelitiasi?

La sintomatologia è caratterizzata da generici disturbi digestivi che compaiono usualmente dopo i pasti; la classica manifestazione della calcolosi della colecisti è la colica biliare.

La colica biliare si verifica solitamente dopo un pasto abbondante e frequentemente di notte: il paziente avverte un forte dolore sotto l’arcata costale destra, dolore che aumenta progressivamente e che può irradiarsi alla spalla e alla scapola dello stesso lato. Al dolore si può associare nausea e vomito o più generici disturbi dispeptici (bruciori in sede epigastrica e sensazione di acidità).

In molti casi, i calcoli alla cistifellea possono non dare segni della loro presenza (calcoli asintomatici). Qualora esistano, i sintomi dei calcoli della colecisti sono riconducibili soprattutto alla colica biliare, postprandiale, nausea, vomito e dolore viscerale.

In un caso su cinque invece presenta sintomi, prima di tutto un dolore intenso e prolungato nel lato destro della pancia, sopra l’intestino e sotto il costato, con irradiamento verso la schiena, in particolare vicino alla scapola destro, e il braccio. Solitamente il dolore compare dopo mangiato e può durare anche qualche ora, cioè durante la digestione. Indigestione con rigonfiamento dell’addome.

Un dolore intenso e prolungato nel lato destro della pancia, sopra l’intestino e sotto il costato, con irradiamento verso la schiena, in particolare vicino alla scapola destro, e il braccio. Solitamente il dolore compare dopo mangiato e può durare anche qualche ora, cioè durante la digestione.

Come Riconoscere la Colica Biliare

La “colica” biliare si distingue per:

  • la sua localizzazione (generalmente all’epigastrio, la zona al di sotto dello sterno, e solo nel 30% dei casi all’ipocondrio destro, il fianco destro),
  • la durata (da 30 minuti a 3 ore) e l’intensità,
  • e può essere associata a nausea e a vomito.

Il dolore ha intensità massima nella regione epigastrica (la zona al di sotto dello sterno), con una irradiazione verso l’ipocondrio destro nel 30% dei casi ed un’irradiazione verso la schiena nel 6%; solo in una percentuale poco superiore al 10% la sede del dolore è esclusivamente l’ipocondrio destro.

Come si Fa la Diagnosi?

In presenza di questi sintomi per poter definire la diagnosi di calcoli della colecisti risulta fondamentale eseguire un’ecografia dell’addome superiore, l’esame diagnostico di prima scelta, più accurato per lo studio della colecisti. Tale esame non presenta rischi legati a radiazioni in quanto si basa sull’impiego di onde ultrasonore e non necessita di una preparazione particolare se non il digiuno da qualche ora.

Cosa Permette di Evidenziare l'Ecografia

L’ecografia consente di:

  • evidenziare eventuali polipi della colecisti (adenomiomi);
  • ottenere una valutazione del fegato e del pancreas;
  • evidenziare un’eventuale steatosi epatica e definirne la severità;
  • riconoscere eventuali lesioni focali o noduli, da approfondire successivamente con altri esami di secondo livello.

Con una semplice ecografia dell’addome, cioè un esame che usa gli ultrasuoni per “guardare” dentro la pancia. Non fa male e dura pochi minuti.

Complicazioni dei Calcoli alla Colecisti

La colelitiasi può complicarsi con una infiammazione della colecisti, detta colecistite, che si manifesta, oltre che con dolore, con febbre e brividi: di fronte a questa situazione il paziente sovente ricorre al Pronto Soccorso, dove, oltre alla terapia antidolorifica, viene instaurata anche una terapia antibiotica; in alcuni casi si può anche arrivare ad un intervento chirurgico di colecistectomia, eseguito in urgenza.

La presenza inoltre di calcoli millimetrici, la cosiddetta microlitiasi, o in certi casi di “bile densa- fango biliare” è associata a un rischio di migrazione dei calcoli dalla colecisti nella via biliare principale o coledoco, causando in tal modo l’ostruzione della via biliare principale, la colangite, ovvero un quadro infiammatorio-infettivo della via biliare principale e la pancreatite acuta.

L’ostruzione della via biliare principale determina la comparsa di ittero cutaneo e alle sclere degli occhi per il deposito dei sali biliari (composti da bilirubina) che conferiscono il classico colore giallo alla cute, alle sclere, alle mucose e all’urina.

L’ostruzione da parte di frammenti di calcoli della papilla di Vater, ovvero dello sbocco della via biliare principale e del dotto pancreatico nel duodeno causa invece la pancreatite acuta, un’infiammazione acuta del pancreas, che nei casi più severi può estendersi ai tessuti attorno al pancreas e all’interno dell’addome e in alcuni casi determinare un quadro di sepsi, ovvero di risposta infiammatoria sistemica che può compromettere la funzione cardio-circolatoria, respiratoria e renale.

Inoltre la presenza di calcoli della colecisti, soprattutto se inveterata e correlata a colecistite cronica, costituisce un fattore di rischio per il carcinoma della colecisti.

Calcoli della Colecisti e Intervento Chirurgico

Il trattamento chirurgico standard della calcolosi della colecisti è rappresentato dalla colecistectomia laparoscopica.

L’intervento chirurgico vien eseguito in anestesia generale introducendo una telecamera nell’addome, attraverso una piccola incisione a livello dell’ombelico, e attraverso altre tre piccole incisioni dove vengono inseriti gli strumenti usati per l’intervento chirurgico. La telecamera proietta le immagini su un monitor e tutto l’intervento si svolge guardando il video.

L’impiego di nuove tecnologie di immagine come monitor 3D, video e telecamere ad alta risoluzione HD, schermi 4K e l’uso della fluorescenza consentono di rendere ancora più sicuro l’intervento, riconoscendo accuratamente le strutture anatomiche vicine.

L’intervento consiste nell’asportazione completa della colecisti e nella sua estrazione. Tale procedura non implica conseguenze sulle abitudini fisiologiche alimentari e intestinali. L’approccio laparoscopico mini-invasivo per intervento in elezione, programmato, consente un ricovero limitato nel tempo (abitualmente di un giorno) e una ripresa precoce delle proprie attività quotidiane e dell’attività lavorativa.

Cosa Succede Dopo l'Intervento?

Dopo l’intervento, la maggior parte dei pazienti torna a una vita normale in pochi giorni. Nonostante l’assenza della colecisti, il corpo continua a produrre bile in modo efficace. Può essere utile seguire una dieta leggera nelle prime settimane.

Prevenzione

Non sempre è possibile prevenire la formazione dei calcoli, ma uno stile di vita sano può ridurre il rischio: alimentazione equilibrata, attività fisica regolare, mantenimento del peso corporeo e controllo di patologie metaboliche associate.

Mangiare in modo sano, fare attività fisica, non ingrassare troppo e perdere peso lentamente (se serve) aiutano a ridurre il rischio.

Secondo alcuni studi chi segue una dieta vegetariana corre un minor rischio di sviluppare dei calcoli biliari. Tra i consigli degli esperti per prevenirli c’è proprio quello di aumentare il consumo di frutta e verdura. Accanto alla buona abitudine di mangiare frutta e verdura, va ricordato che anche ridurre il consumo di grassi aiuta ad evitare la formazione dei calcoli biliari.

Tuttavia, sicuramente chi soffre di calcoli è bene che segua una dieta povera di grassi, e di alimenti processati come per esempio gli insaccati, e in generale un’alimentazione equilibrata facendo attenzione ai cibi ad alto contenuto di colesterolo. È bene limitare il consumo di alcol e di bevande molto zuccherate o processate.

Calcoli Asintomatici e Sintomatici

Molti dei pazienti con litiasi biliare rimangono senza sintomi per molti anni (circa il 50-70%) e possono anche non svilupparne mai alcuno. In altri casi, con una frequenza difficilmente stimabile, i calcoli possono causare sintomi o complicanze anche severe, come la colecistite acuta, l’empiema della colecisti, le angiocoliti o la pancreatite acuta.

Parlando in termini puramente statistici circa il 60-80% dei portatori di calcoli alla cistifellea è asintomatico; di questi ogni anno anno il 3% diventerà sintomatico (20-40% in 10 anni). Solo una percentuale dell’1-4% per anno sviluppa sintomi legati ai calcoli o alle sue complicanze. Circa il 10% dei pazienti sviluppa sintomi nei 5 anni successivi alla diagnosi di calcolosi e circa il 20% nei 20 anni successivi.

Numerosi altri sintomi generali aspecifici, come la cefalea, o sintomi digestivi, quali le turbe del transito o le turbe dispeptiche, la nausea ed il vomito in assenza di dolore, possono condurre all’esecuzione di un’ecografia addominale e quindi al rilievo di litiasi della colecisti. Questi sintomi non sono però generalmente legati alla presenza dei calcoli. La loro contemporaneità in assenza di dolore biliare non modifica il carattere “asintomatico” di un’eventuale calcolosi della colecisti.

Trattamenti Alternativi alla Chirurgia

Negli ultimi 20 anni sono stati proposti numerosi alternative alla chirurgia per il trattamento della litiasi della colecisti.

La dissoluzione farmacologica con acidi biliari è stata introdotta nei primi anni ’70. Il farmaco di scelta è l’acido ursodesossicolico. L’indicazione migliore è rappresentata dai pazienti sintomatici con piccoli (< 5 mm) calcoli di colesterolo mobili in una colecisti funzionante. Tale evenienza comprende circa il 15% dei pazienti portatori di litiasi biliare. La terapia ha una durata variabile fra i 6 ed i 12 mesi ed è necessario monitorare con cura i pazienti per verificarne l’efficacia.

La litotrissia con onde d’urto è stata proposta a metà degli anni ’80 e diverse sono le modalità di produzione delle onde. È stato rilevato che l’efficacia della terapia è proporzionale alla quantità di energia trasferita ai calcoli. La metodica prevede la frammentazione dei calcoli in pezzi più piccoli che possano poi essere dissolti farmacologicamente o che possano passare nell’intestino. È quindi necessaria l’esecuzione di una terapia medica adiuvante con acido ursodesossicolico.

La litolisi per contatto è la metodica per la quale l’esperienza clinica è minore. L’agente chimico proposto è il metil-terbutil-etere (o MTBE). L’MTBE è solitamente introdotto nella colecisti attraverso un catetere transepatico percutaneo. Una pompa automatica peristaltica agevola una distribuzione efficace e la rimozione del solvente. Tuttavia, i calcoli composti in prevalenza da colesterolo possono dissolversi in un periodo che va da ore a giorni. L’impiego è consigliato in pazienti che sono ad alto rischio chirurgico. Resta comunque una tecnica con indicazioni eccezionali giustificabile solo per ragioni di ricerca presso Centri altamente specializzati.

Quando Rivolgersi al Medico

Se il dolore è prolungato per giorni e molto forte, bisogna recarsi dal medico per una visita. Se la diagnosi è confermata il medico valuterà come intervenire: se si tratta di piccoli calcoli e la colecisti non è infiammata, sarà sufficiente assumere un farmaco per un certo periodo e la situazione si risolverà.

È importante non trascurare i sintomi e rivolgersi tempestivamente al medico, poiché i calcoli, se non trattati, possono provocare complicanze.

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