Colesterolo 260: Cosa Fare per Gestirlo Efficacemente

Se una delle tue domande più frequenti sulla salute del tuo organismo è: “ho il colesterolo totale alto, cosa devo fare?” questo articolo può esserti molto utile. Una gestione attenta del colesterolo è fondamentale per il benessere cardiovascolare e richiede azioni mirate.

Il colesterolo è un grasso fondamentale per la salute dell’organismo: ad esempio, è un costituente delle membrane cellulari ed è utilizzato per produrre sostanze utili all’organismo come la vitamina D, il testosterone e gli estrogeni. Il colesterolo viene prodotto per circa l’80% dall’organismo e la quota rimanente viene assorbita dal cibo di origine animale assunto con la dieta. Se tutto funziona correttamente, più assumiamo colesterolo e meno ne produciamo e viceversa. Tuttavia, può capitare che questo equilibrio venga interrotto.

Il colesterolo totale è una misura della quantità complessiva di colesterolo presente nel sangue, ed è composto da due tipi principali: il colesterolo LDL (lipoproteine a bassa densità) e il colesterolo HDL (lipoproteine ad alta densità). In effetti, il colesterolo viene spesso suddiviso in due categorie: “colesterolo buono” e “colesterolo cattivo”. Questa distinzione dipende dalle proteine che lo trasportano nel sistema sanguigno.

  • LDL (lipoproteine a bassa densità): trasportano il colesterolo sintetizzato dal fegato (definito colesterolo LDL) al resto del corpo.
  • HDL (lipoproteine ad alta densità): rimuovono il colesterolo in eccesso dai diversi tessuti e lo trasportano nuovamente al fegato, che lo eliminerà.

È fondamentale comprendere i valori e le loro implicazioni per il benessere cardiovascolare. Il colesterolo LDL è spesso definito "colesterolo cattivo" perché alti livelli di LDL possono portare all'accumulo di placche nelle arterie. Un equilibrio sano tra LDL e HDL è importante per mantenere una buona salute riducendo il rischio di malattie cardiovascolari.

Il nostro corpo può sintetizzare tutto il colesterolo di cui necessita. Infatti, ogni giorno l’organismo produce un quantitativo di colesterolo (endogeno) che va da 600 a 1000 mg, grazie al lavoro del fegato e dell’intestino. Quando il livello di grassi nel sangue è troppo alto (iperlipidemia) l’organismo può andare incontro a problemi rilevanti. Infatti, si può accumulare sulla parete delle arterie, infiammandole e provocando l’indurimento delle arterie (aterosclerosi) e la formazione di incrostazioni all’interno di esse (ateroma), con la possibilità di formazione di trombi che compromettono il normale flusso sanguigno. In particolare, sono le proteine LDL ossidate a contribuire a questo processo.

Un elevato livello di colesterolo nel sangue, soprattutto di tipo LDL, rappresenta uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, che sono la principale causa di mortalità al mondo. Fino a qualche tempo fa si faceva riferimento solo al colesterolo totale. Il livello accettato era di 250 mg/dl. I valori ottimali di LDL sono diversi a seconda delle patologie associate, generalmente da 160 a 130 mg/dl.

Chi ha alti livelli di colesterolo non presenta sintomi. Anzi, soprattutto nelle fasi iniziali, questa condizione risulta quasi o del tutto asintomatica, fatta eccezione per i casi - molto rari - di ipercolesterolemia familiare omozigote, riconoscibili a causa della formazione di placche lipidiche all’interno della cute, in prossimità di gomiti, ginocchia e natiche, e depositi di colesterolo nei tendini e nella cornea (detti xantomi e xantelasmi). Tali formazioni possono comparire anche nelle fasi avanzate dell’ipercolesterolemia, quando i lipidi in circolazione superano di gran lunga i valori normali, tanto da causare lesioni ed ostruzioni all’interno dei vasi sanguigni.

Ciò costituisce un forte rischio per l’insorgenza dell’arteriosclerosi, una malattia degenerativa che interessa le arterie principali, rendendole via via meno elastiche ed ostacolando progressivamente il passaggio del sangue (e con esso di ossigeno e nutrienti). È noto, inoltre, che le placche arteriosclerotiche, dovute all’aggravarsi dei depositi lipidici, possono dar luogo a gravi complicanze (angina pectoris, ictus, infarto del miocardio, ecc.) che si manifestano solitamente dopo i 50 anni. Dunque, al superamento di questa soglia di età, è opportuno prestare particolare attenzione alla seguente sintomatologia: dolore toracico, spesso accompagnato da un forte senso di oppressione o costrizione.

L’ipercolesterolemia è la condizione in cui il colesterolo totale (LDL e HDL insieme) è troppo alto. Si può individuare grazie all’esame del sangue noto come colesterolemia, profilo lipidico o pannello lipidico, che misura i livelli di colesterolo ematico.

Colesterolo totale: fino a 200 mg/dl (sotto i 17 anni, fino a 170 mg/dl). Il colesterolo totale è considerato alto quando supera i 200 mg/dl (molto alto se supera i 240 mg/dl), mentre il colesterolo LDL è alto quando supera i 100 mg/dl. È importante anche che il valore di colesterolo buono (HDL) sia di almeno 50 mg/dl. Nel leggere i risultati dell’analisi del sangue, è importante considerare che i livelli di colesterolo nel sangue possono variare anche del 10% da un giorno all’altro. Il rapporto tra la concentrazione dei due tipi di colesterolo. Presenza o meno di altre malattie (es. Età. Il colesterolo LDL aumenta con l’età, soprattutto tra le donne.

Se le analisi del sangue hanno messo in evidenza livelli di colesterolo troppo alti, cosa si può fare per limitare i danni? In particolare, la concentrazione degli ormoni nel sangue può influenzare l'ipercolesterolemia: questo si osserva, ad esempio, nelle donne, che giovano di un livello di colesterolo LDL ridotto dagli estrogeni.

Se il tuo colesterolo totale è superiore a 240 mg/dL, è fondamentale consultare un medico per una valutazione approfondita. In questo caso una dieta corretta può essere insufficiente per raggiungere un livello ottimale di colesterolo e può essere necessario un trattamento farmacologico, dietro prescrizione medica. Le cause principali del colesterolo alto sono la presenza di altri disturbi e patologie e la predisposizione genetica.

Se tutto funziona correttamente, più assumiamo colesterolo e meno ne produciamo e viceversa. Tuttavia, può capitare che questo equilibrio venga interrotto. Il valore del colesterolo aumenta quando se ne assume troppo con una dieta sbagliata oppure quando il colesterolo endogeno è prodotto in quantità superiore alla norma.

Modifiche Dietetiche e Stile di Vita

La prevenzione è la strategia principale per mantenere la colesterolemia entro i livelli consigliati. Nelle forme lievi, la correzione dello stile di vita può essere risolutiva. Un’alimentazione varia ed equilibrata è raccomandata per tutte le persone, in ogni fascia d’età. Gli elementi chiave sono i vegetali e pochi grassi, in particolare quelli saturi.

Come abbiamo visto, si può intervenire sui livelli di colesterolo per tentare di abbassarli attraverso un regime alimentare sano ed equilibrato. Non tutti gli alimenti sono tabù per contrastare il colesterolo alto. Un modello di alimentazione particolarmente funzionale non solo per contrastare i livelli alti di colesterolo è sicuramente la dieta Mediterranea, dichiarata Patrimonio Unesco nel 2010. Tutti questi provvedimenti sono di per sé in grado di migliorare il profilo lipidico.

  • Controllo del peso corporeo. In particolare, è utile tenere d’occhio il girovita. In media, sono ideali valori inferiori a 80 cm per la donna e a 94 cm per gli uomini.
  • Evitare il fumo.
  • Evitare gli alcolici.
  • fare sport.
  • Smettere di fumare.

Via libera a cereali, legumi e vegetali: questi alimenti, infatti, non contengono colesterolo e aiutano a ridurre i livelli di quello in eccesso. I vegetali ricchi di fibre contribuiscono anche a ridurre l’assorbimento del colesterolo alimentare a livello intestinale. In caso di colesterolo alto è bene quindi consumare porzioni normali di cereali, preferendo quelli integrali a quelli lavorati, e di legumi, assumendo questi ultimi almeno 2-4 volte a settimana. Tra i cereali sono pertanto consigliati pane, pasta e riso integrali, ma anche farro, avena e orzo.

Il pesce è il benvenuto: il consumo almeno 2 o 3 volte alla settimana è consigliato a chi ha problemi di colesterolo alto grazie alla particolare composizione del suo grasso. Va però ricordato che sono da preferire cotture alla griglia, al cartoccio o al vapore, mentre la frittura è da evitare.

Poco olio e di quello buono. I grassi saturi di origine animale provocano l’aumento dei livelli di colesterolo, mentre quelli insaturi di origine vegetale sono in grado di ridurlo. Si può consumare la carne, sia rossa che bianca. Vanno preferiti, però, i tagli magri. Meno grassi è meglio: è bene limitare al minimo il consumo di insaccati, formaggi e uova che contengono quantità piuttosto elevate di grassi e che influenzano negativamente il tasso di colesterolo. Verdura, cereali e legumi: sono gli amici del cuore. Nell’impostare uno schema alimentare è quindi buona norma puntare soprattutto sul consumo di questi alimenti vegetali.

Il giusto condimento. La colesterolemia è influenzata dal tipo di grassi presenti nella dieta: quelli saturi, di origine animale, provocano l’aumento del colesterolo-LDL, mentre quelli insaturi, di origine vegetale, possono abbassarlo e contribuire ad innalzare quello buono. In particolare sono da evitare burro, lardo, strutto a favore di oli vegetali polinsaturi o monoinsaturi, primo fra tutti l’olio extravergine di oliva, ma anche quelli di semi (soia, girasole, mais, arachidi).

Meno grassi in generale. Quando si parla di grassi, occorre rivolgere l’attenzione non soltanto ai condimenti, ma anche a limitare quelli presenti naturalmente nei cibi. Insaccati, formaggi, uova contengono quantità piuttosto elevate di grassi, e se consumati in eccesso possono influenzarenegativamente i livelli di colesterolo. Le fibre costituiscono un aiuto importante. La fibra vegetale riduce l’assorbimento intestinale dei grassi. Un motivo in più per riservare ai già ricordati legumi e verdure un posto d’onore nei menù, queste ultime possibilmente consumandole crude in insalata. Anche il pane sarà preferibilmente integrale, proprio per il suo maggior contenuto di fibra, così come la pasta e il riso.

Via libera al pesce azzurro. Il pesce, per la particolare composizione del suo grasso, può essere consumato anche da chi ha problemi di colesterolo. La carne può fare parte della dieta, con preferenza alla carne bianca, ma deve provenire da un taglio magro e privato del grasso visibile. Cucinare senza grassi.

Alimenti ricchi di grassi saturi, in particolare condimenti derivanti da grassi animali (come condimenti come burro, lardo, strutto, panna), carni rosse (soprattutto se processate) e formaggi (pecorino, formaggio spalmabile e parmigiano). Frattaglie (fegato, cervello, reni) e insaccati ad elevato tenore in grassi saturi. Gli insaccati e le carni conservate in generale andrebbero consumate il meno possibile non solo in ottica di prevenzione cardiovascolare, ma anche per la prevenzione dei tumori. Bevande alcoliche, soprattutto nei casi di ipercolesterolemia associata a ipertrigliceridemia. Zuccheri semplici come glucosio, saccarosio e fruttosio, soprattutto da bevande zuccherate. Questi carboidrati dovrebbero costituire al massimo il 10% dell’energia giornaliera (equivalenti a meno di 50 grammi di zucchero al giorno). Sale. Anche in questo caso è importante tenere d’occhio le etichette.

L’alimentazione, da sola, però non sempre è sufficiente. Praticare attività fisica che aumenta il colesterolo ‘buono’ a scapito di quello ‘cattivo’. Eliminare i chili e soprattutto il girovita in eccesso, arrivando a valori inferiori a 80 cm per la donna e a 94 cm per gli uomini.

Colesterolo alto: ecco gli alimenti da consumare con prudenza

  • Carne di manzo
  • Carne di agnello
  • Carne di maiale
  • Carne di pollo (con la pelle)
  • Lardo di maiale
  • Formaggi e prodotti lattiero-caseari ad alto contenuto di grassi
  • Oli vegetali ricchi di grassi saturi (palma, cocco, palmisto)
  • Snack salati
  • Prodotti da forno
  • Alimenti fritti (in particolar modo fuori casa)
  • Bevande alcoliche

Alimenti Chiave per Abbassare il Colesterolo

Una dieta bilanciata che includa determinati cibi può aiutare a ridurre il colesterolo totale e migliorare il profilo lipidico del sangue.

  • Avena: l'avena è ricca di beta-glucani, una forma di fibra solubile che ha dimostrato di ridurre il valore del colesterolo LDL ("colesterolo cattivo").
  • Noci: le noci sono una fonte eccellente di grassi sani, tra cui acidi grassi omega-3 e grassi monoinsaturi, che possono aiutare a migliorare i livelli di colesterolo. Consumare una manciata di noci al giorno può contribuire a ridurre il colesterolo LDL e a mantenere il colesterolo HDL ("colesterolo buono") a livelli ottimali.
  • Legumi: fagioli, lenticchie e piselli sono ricchi di fibra solubile e proteine vegetali. Questa combinazione aiuta a ridurre i livelli di colesterolo LDL e a migliorare il profilo lipidico. I legumi sono anche poveri di grassi saturi, rendendoli un'ottima scelta per una dieta a basso contenuto di colesterolo.
  • Pesce grasso: pesci come il salmone, le sardine e il tonno sono ricchi di acidi grassi omega-3, perfetti per ridurre il colesterolo LDL e migliorare i livelli di colesterolo HDL.
  • Frutta e verdura: frutta e verdura sono ricche di fibra, vitamine e antiossidanti. La fibra solubile presente in frutta come le mele e le pere può contribuire a ridurre il colesterolo LDL.
  • Avocado: l'avocado è una fonte eccellente di grassi monoinsaturi e fibre, che possono aiutare a migliorare il profilo lipidico del sangue. I grassi monoinsaturi presenti negli avocado possono ridurre i livelli di colesterolo LDL senza abbassare il colesterolo HDL.
  • Oli vegetali: gli oli vegetali, come l'olio d'oliva e l'olio di canola, sono ricchi di grassi monoinsaturi e polinsaturi.
  • Semi di chia e lino: i semi di chia e di lino sono ottime fonti di acidi grassi omega-3 e fibra solubile. Questi nutrienti possono aiutare a ridurre il colesterolo LDL e a mantenere i livelli di colesterolo HDL.
  • Cereali integrali: i cereali integrali, come il riso integrale, il farro e la quinoa, sono ricchi di fibre e nutrienti essenziali. La fibra solubile contenuta nei cereali integrali può aiutare a ridurre i livelli di colesterolo LDL e a migliorare la salute del cuore.

Altri Cibi Utili

Esistono anche altri cibi che possono aiutare a gestire il colesterolo alto, grazie alla loro composizione nutrizionale:

  • Cibi ricchi di fibre solubili: sono tutti quelli vegetali che appartengono al III, IV, VI e VII gruppo fondamentale degli alimenti. Ne abbondano anche i semi oleosi e gli pseudocereali (amaranto, quinoa, chia, grano saraceno, canapa ecc). D'altro canto, sono proporzionalmente più abbondanti nella frutta, negli ortaggi e nelle alghe.
  • Cibi ricchi di antiossidanti vitaminici: le vitamine antiossidanti sono i carotenoidi (provitamina A), la vitamina C e la vitamina E. Hanno un effetto benefico sul colesterolo alto, poiché ostacolano lo stress ossidativo garantendo l'efficienza delle lipoproteine. I carotenoidi sono contenuti negli ortaggi e nei frutti rossi o arancioni (albicocche, peperone, melone, pesche, carote, zucca, pomodori ecc); sono presenti anche nei crostacei e nel latte. La vitamina C è tipica della frutta acidula e di alcune verdure (limoni, arance, mandarini, pompelmi, kiwi, peperoni, prezzemolo, cicoria, lattuga ecc).
  • Cibi ricchi di fitosteroli: i fitosteroli sono lo alter ego del colesterolo. Dal punto di vista metabolico, esercitano un effetto diametralmente opposto e favoriscono la riduzione della colesterolemia. Ricordiamo che alcuni fitosteroli simulano l'effetto degli estrogeni femminili, anche se l'entità di questa reazione non è del tutto chiara.
  • Cibi ricchi di lecitine: sono molecole in gradi di legare sia composti grassi che acquosi; per questo vengono utilizzate anche come additivi. Nel tubo digerente legano il colesterolo e i sali biliari, riducendone l'assorbimento. A livello metabolico migliorano il rapporto colesterolo buono-cattivo e abbassano il totale.
  • Cibi ricchi di antiossidanti vegetali: i più diffusi sono di natura polifenolica (fenoli semplici, flavonoidi, tannini). Alcuni rientrano nel gruppo dei suddetti fitosteroli (isoflavoni). Si comportano più o meno come le vitamine. Abbassano lo stress ossidativo e ottimizzano il metabolismo delle lipoproteine; sembrano correlarsi a una riduzione del colesterolo totale e LDL.
  • Cibi ricchi di acidi grassi essenziali polinsaturi omega 6: hanno una funzione simile ai precedenti. Sono più abbondanti nella dieta rispetto a DHA, EPA e ALA. Acido linoleico(LA): ne sono ricchi: semi di girasole, germe di grano, sesamo, quasi tutta la frutta secca, germe di mais e i relativi oli.
  • Acido oleico: è tipico delle olive, dei semi di colza, dei semi di tè, delle nocciole e dei relativi oli (in particolare l'extravergine di oliva).
  • Acido eicosapentaenoico e docosaesaenoico (EPA e DHA): molto attivi dal punto di vista biologico, sono contenuti soprattutto nei prodotti della pesca e nelle alghe. Svolgono un ruolo protettivo da tutte le patologie metaboliche, tra le quali anche il colesterolo alto.
  • Acido alfa linolenico(ALA): rispetto ai precedenti è biologicamente meno attivo. Ha la stessa funzione di EPA e DHA.

Integratori Alimentari

In aggiunta alle modifiche dietetiche e allo stile di vita, alcuni integratori possono supportare la gestione del colesterolo totale. L’Istituto Superiore di Sanità sottolinea che sono poche le evidenze dei benefici degli integratori. Ad esempio, l'integratore Normolip 5 è specifico per contribuire a mantenere i livelli di colesterolo nella norma grazie alla combinazione di ingredienti naturali che supportano la salute cardiovascolare. Altri integratori utili sono:

  • Integratori a base di oli ricavati dal germe dei cereali: il più diffuso è quello di grano.
  • Integratori di chitosano: è un glucide non disponibile ricavato dalla chitina contenuta nel carapace dei crostacei.

Intervento Farmacologico

Su suggerimento dei medici, può rendersi necessario un intervento farmacologico: esistono diverse categorie di farmaci in grado di ridurre la colesterolemia.

  • Statine: è una classe di farmaci in grado di ridurre la sintesi delle LDL nel fegato e aumentare quella delle HDL. Le più utilizzate sono la simvastatina e atorvastatina. Gli effetti collaterali sono pochi e possono includere la sofferenza muscolare (generalmente nelle prime settimane di trattamento).
  • Fibrati: utili anche nella riduzione del colesterolo, vengono utilizzati soprattutto nella ipertrigliceridemia.
  • Ezetimibe: agisce ostacolando l'assorbimento intestinale di colesterolo e sali biliari.
  • Resine sequestranti gli acidi biliari: riducono il riassorbimento degli acidi biliari e non vengono assorbite dall'intestino.
  • Mega dosi di niacina (vitamina PP): possono ridurre i valori ematici dei trigliceridi e del colesterolo LDL, aumentando la frazione delle HDL.

Nota: Esistono molte ricerche sul rapporto tra colesterolemia, dieta e sport.

Tabella Riepilogativa Alimenti e Colesterolo

Alimenti da Preferire Alimenti da Limitare Benefici
Avena, noci, legumi, pesce grasso, frutta e verdura, avocado, oli vegetali, semi di chia e lino, cereali integrali Carni rosse, insaccati, formaggi grassi, burro, lardo, strutto, oli di palma e cocco, snack salati, prodotti da forno, alimenti fritti, bevande alcoliche Riduzione del colesterolo LDL, aumento del colesterolo HDL, miglioramento del profilo lipidico

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