Colestasi: Esami del Sangue e Valori Chiave

La colestasi è una condizione caratterizzata dalla riduzione o dall’arresto del flusso biliare, compromettendo il normale processo digestivo e metabolico. Nella colestasi, il flusso di bile, secreto digestivo prodotto dal fegato, è compromesso in uno qualsiasi dei punti di passaggio tra le cellule epatiche e il duodeno.

Cos'è la Bile e Quale Funzione Ha?

La bile è prodotta dal fegato ed è una secrezione costituita principalmente da acqua, con un colore compreso tra il giallo e il verdastro. Attraverso le vie biliari, e passando per la cistifellea, raggiunge l’intestino tenue. Qui, oltre a permettere l’assorbimento dei grassi, fa sì che l’organismo riesca a metabolizzare diverse vitamine come la A, la vitamina D, la E e la K. La bile può inoltre trasportare l’eccessivo colesterolo prodotto dal fegato fino alla cistifellea, dove tende ad accumularsi formando particelle solide.

Perché è Importante Misurare i Valori degli Acidi Biliari?

In un organismo sano, al termine di un processo digestivo gli acidi biliari sono riassorbiti dal fegato, e solo un 10% della loro quantità rimane nel sangue. Nel sangue, la concentrazione di acidi biliari può essere alta quando il fegato è malfunzionante.

Di particolare interesse è l’acido ursodesossicolico, un acido biliare secondario prodotto dalla flora batterica intestinale e utilizzato come principio attivo in farmaci per contrastare la colangite biliare primitiva.

Colestasi Gravidica: Esami del Sangue Fondamentali

La colestasi gravidica, nota anche come colestasi ostetrica o prurito gravidico, è una condizione epatica specifica della gravidanza in cui il flusso normale della bile dal fegato viene interrotto. Gli ormoni della gravidanza, in particolare gli estrogeni, possono influenzare la funzione del fegato e rallentare il flusso biliare. Questo accumulo di bile nel fegato porta al riversamento di acidi biliari nel flusso sanguigno, causando il caratteristico prurito.

Sintomi della Colestasi Gravidica

  • Prurito intenso, spesso peggiore di notte
  • Urine scure
  • Feci chiare
  • Ittero (colorazione giallastra della pelle e degli occhi), sebbene meno comune
  • Nausea
  • Perdita di appetito
  • Affaticamento

Esami del Sangue Chiave per la Diagnosi

La diagnosi di colestasi gravidica si basa sull'anamnesi, sull'esame obiettivo e sui risultati degli esami del sangue. Questi esami aiutano a valutare la funzionalità del fegato e a misurare i livelli di acidi biliari nel sangue.

  1. Acidi Biliari Totali: L'esame più importante per la diagnosi, con valori superiori a 10 μmol/L considerati indicativi.
  2. Transaminasi (ALT e AST): Enzimi epatici che possono essere elevati in caso di danno al fegato.
  3. Bilirubina Totale e Frazionata: Aiuta a valutare la funzionalità del fegato e a determinare se l'ittero è presente.
  4. Fosfatasi Alcalina (ALP): I livelli aumentano fisiologicamente durante la gravidanza, ma un aumento significativo può supportare la diagnosi.
  5. Gamma-Glutamil Transferasi (GGT): Un aumento può indicare un danno al fegato o un'ostruzione delle vie biliari.
  6. Tempo di Protrombina (PT) e INR: Valutano la capacità del sangue di coagulare.
  7. Emocromo Completo: Fornisce informazioni sullo stato di salute generale della paziente.

Monitoraggio e Gestione

Il monitoraggio dovrebbe includere la ripetizione degli esami degli acidi biliari, delle transaminasi e della bilirubina a intervalli regolari, solitamente una o due volte a settimana. Il trattamento principale prevede l'uso di acido ursodesossicolico (UDCA) per migliorare il flusso della bile e ridurre i livelli di acidi biliari nel sangue. Inoltre, è importante pianificare il parto in modo appropriato, solitamente intorno alle 37-38 settimane di gestazione, per ridurre il rischio di complicanze fetali.

Colestasi Intraepatiche Progressive Familiari (PFIC)

Le colestasi intraepatiche progressive familiari (PFIC) appartengono a un gruppo eterogeneo di patologie autosomiche recessive che compromettono la formazione della bile e si manifestano con colestasi di origine epatocellulare. L’incidenza è stimata tra 1/50.000 e 1/100.000 nascite e costituiscono il 10-15% delle colestasi neonatali.

Tipi di PFIC

Esistono diversi tipi di PFIC, tra cui:

  • PFIC1: Causata da mutazioni in ATP8B1, codificante la proteina FIC1.
  • PFIC2: Causata da mutazioni in ABCB11, codificante la pompa proteica di escrezione dei sali biliari.
  • PFIC3: Esordio più tardivo, raramente in età neonatale.
  • PFIC4: Causata da una mutazione in omozigosi o in eterozigosi composta del gene TJP2.
  • PFIC5: Esordio molto precoce e gravità di presentazione clinica.

Esami di Laboratorio nelle PFIC

Gli esami di laboratorio possono essere diagnostici, soprattutto in caso di colestasi con valori di GGT nella norma e acidi biliari elevati (PFIC 1-2). Più complessa è la diagnosi di PFIC3 caratterizzata da GGT e acidi biliari elevati. PFIC4 e PFIC 5 sono caratterizzate da valori di GGT normali.

Diagnosi Differenziale

È importante distinguere la colestasi gravidica da altre condizioni che possono causare prurito e anomalie degli esami del fegato durante la gravidanza. Queste condizioni includono:

  • Epatite virale
  • Calcoli biliari
  • Steatosi epatica acuta della gravidanza
  • Sindrome HELLP (emolisi, enzimi epatici elevati e piastrine basse)
  • Prurito gravidico (senza anomalie degli esami del fegato)

Tabella Riassuntiva Esami del Sangue nella Colestasi Gravidica

Esame del Sangue Valore Indicativo di Colestasi Significato Clinico
Acidi Biliari Totali > 10 μmol/L Indicatore chiave di colestasi
Transaminasi (ALT e AST) Elevati Infiammazione o danno al fegato
Bilirubina Totale e Frazionata Aumento della bilirubina diretta Disfunzione epatica o ittero
Fosfatasi Alcalina (ALP) Aumento significativo Supporta la diagnosi, ma non specifico
Gamma-Glutamil Transferasi (GGT) Normali o leggermente elevati Danno al fegato o ostruzione delle vie biliari
Tempo di Protrombina (PT) e INR Prolungati (in casi gravi) Disfunzione epatica grave

Trattamento Farmacologico

Il trattamento farmacologico dei pazienti con PFIC, oltre alla comune presa in carico delle colestasi croniche, si basa sull’acido ursodesossicolico (UDCA). In caso di scarsa risposta all’UDCA è possibile proporre una parziale diversione biliare esterna.

Cosa Mangiare e Cosa Evitare

Tutta la gamma di alcolici e superalcolici deve essere evitata, così come l’insieme dei condimenti grassi quali burro, panna, margarine, strutto e lardo.

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