Pap Test: Informazioni Utili per la Prevenzione del Tumore al Collo dell'Utero

Il Pap test (test di Papanicolaou, dal cognome del medico che lo ha inventato) è un esame di screening per la diagnosi precoce di lesioni precancerose o di tumori della cervice uterina. Questo esame, noto anche come striscio vaginale, consente di riconoscere le cellule provenienti dalle lesioni che precedono l’insorgenza di un tumore o da una lesione tumorale già presente.

Di recente è a volte sostituito dal test per il Papillomavirus (HPV-DNA test), un esame che permette di rilevare tracce di DNA del virus all’origine della stragrande maggior parte dei tumori della cervice. Entrambi gli esami di screening si effettuano prevalentemente in donne sane, senza alcun segno di possibile malattia. Lo scopo è individuare precocemente tumori della cervice uterina o specifiche alterazioni predisponenti nelle cellule del collo dell’utero, che col passare del tempo potrebbero dare origine a questo tipo di cancro.

A Cosa Serve il Pap Test?

Il Pap test è un esame citologico tra i più comunemente consigliati alle donne per individuare precocemente eventuali alterazioni delle cellule della cervice uterina, che potrebbero evolvere in patologie più severe. È un test di prevenzione che si effettua per individuare il tumore al collo dell’utero, la parte finale dell’utero collegata direttamente alla vagina. Il tumore al collo dell’utero è dovuto alla persistenza nelle cellule dell’infezione da HPV (Human Papilloma Virus), un virus che si trasmette sessualmente. La presenza del virus e le modificazioni cellulari vengono individuate efficacemente dal pap test.

Il Pap test è un esame che consente di individuare le anomalie delle cellule del collo dell’utero che precedono di molti anni l’insorgenza di un tumore. Quest’esame, noto anche come striscio vaginale, consente di riconoscere le cellule provenienti dalle lesioni che precedono l’insorgenza di un tumore o da una lesione tumorale già presente.

Il Pap test prevede il prelievo di un piccolo campione di cellule dalla superficie della cervice uterina (eso-cervicale) e del canale cervicale (endo-cervicale). L’esame viene eseguito durante una visita ginecologica con l’uso di uno speculum, uno strumento che consente di mantenere aperto il canale vaginale per facilitare il prelievo delle cellule mediante una spatola o un apposito spazzolino.

In sintesi, il Pap test è utilizzato per:

  • Alterazioni cellulari (lesioni precancerose e cancerose): Consente di individuare modificazioni delle cellule cervicali che potrebbero evolvere in tumore.
  • Infezione da HPV: Il test può evidenziare la presenza di cellule anomale causate dal Papillomavirus umano, il principale responsabile del tumore della cervice uterina.

Modalità di Esecuzione del Pap Test

Il Pap test si effettua con le stesse modalità di una visita ginecologica, durante la quale si sfrutta lo speculum, uno speciale strumento che dilata leggermente l’apertura vaginale e permette di vedere il collo dell’utero. Con il Pap test il canale vaginale viene divaricato dal ginecologo tramite uno strumento, chiamato speculum, per consentire il prelievo di alcune cellule e muco dalla cervice con una spatolina e uno spazzolino conico. L’esame può essere condotto durante una normale visita ginecologica, dura pochi secondi e in genere comporta un fastidio minimo.

L’operatore preleva una piccola quantità di secrezioni dal collo dell’utero con un piccolo spazzolino e poi dispone il campione su un vetrino, fissandole con uno spray apposito. Oggi è anche possibile conservare il campione in una provetta in una apposita soluzione. Sul campione, e nello specifico sulle cellule esfoliate dal tessuto di rivestimento della cervice nella parte che sporge nel canale vaginale, si farà l’esame citologico in laboratorio, esaminandolo con appositi metodi di colorazione e un approfondito esame computerizzato.

Nel pap test tradizionale l’operatore preleva una piccola quantità di secrezioni dal collo dell’utero tramite un piccolo spazzolino, disponendole su un vetrino e fissandole con uno spray apposito.

Pap Test Tradizionale e in Fase Liquida: Quali Sono le Differenze?

Il pap test trdazionale, noto anche con il nome di Papanicolau su vetrino, e il pap test in fase liquida sono entrambi test di screening utilizzati per ricavare le anomalie cellulari che potrebbero indicare la presenza di lesioni precancerose o cancerose del collo dell'utero. La differenza principale tra i due test è la modalità di raccolta e di analisi delle cellule cervicali.

Da alcuni anni al pap test tradizionale si è sostituito il pap test in fase liquida, chiamato anche esame citologico in fase liquida o Thin Prep. Si tratta di un test di screening il cui fine principale è quello di individuare nella popolazione femminile, oltre alla presenza di possibili infezioni di tipo micotico, batterico o virale, possibili cellule alterate della cervice e del collo dell’utero. Nel pap test tradizionale, le cellule cervicali vengono raccolte utilizzando uno strumento simile ad uno scovolini e vengono stese direttamente su un vetrino. Nel pap test in fase liquida, invece, le cellule vengono raccolte con il Cervex brush, uno strumento strutturato in modo tale da avere setole centrali più lunghe e setole laterali più corte così da raccogliere contemporaneamente cellule endo ed esocervicali; successivamente vengono immerse in un mezzo di contrasto liquido che aiuta a mantenere la loro integrità. Così facendo è necessario meno materiale per il prelievo.

Il Thin Prep è considerato l’evoluzione del pap test perché, a differenza di quest’ultimo in cui le cellule prelevate sono strisciate sul vetrino e il preparato risulta composto da cellule sovrapposte e aggregate disordinatamente, le cellule si distribuiscono e si dispongono in strato sottile, non si aggregano né si sovrappongono in maniera disordinata. Una volta effettuato il prelievo, il ginecologo introduce le cellule in un liquido di conservazione, invece di fissarle sul vetrino, questo evita di farle aggregare disordinatamente. Il boccettino contenente il prelievo viene inviato al laboratorio, dove una macchina separa automaticamente le cellule dal materiale non necessario e interferente, come sangue e muco in eccesso. Ciò migliora la qualità e la rappresentatività del campione e tale differenza incide sulla sensibilità diagnostica e riduce significativamente il numero dei campioni inadeguati e il numero delle diagnosi dubbie che richiederebbero la ripetizione del prelievo. Le pazienti che vi si sottopongono provano solo un leggero fastidio nel momento in cui il ginecologo preleva con una spatolina le cellule della mucosa del collo dell’utero. È un test di prevenzione che si effettua per individuare il tumore al collo dell’utero, la parte finale dell’utero collegata direttamente alla vagina.

Per l’analisi del materiale, la preparazione del vetrino è standardizzata, cioè omogenea e precisa perché viene effettuata direttamente in laboratorio da una macchina. In questo modo si riduce notevolmente il numero di pazienti con materiale non adeguato e quindi da richiamare per ripetere l’esame.

Pap Test e HPV-DNA Test: Quali Sono le Differenze?

Il pap test e l'HPV test sono due test di screening, utilizzati per la prevenzione del cancro cervicale, cioè del collo dell’utero. Si differenziano per i loro obiettivi e le metodologie utilizzate.

Il pap test è un esame citologico che consiste nel prelevare delle cellule dall'area del collo dell'utero (cervice), da analizzare al microscopio. Questo test viene utilizzato per individuare eventuali anomalie nelle cellule cervicali, come cellule precancerose o cancerose. L'HPV test, d'altra parte, è un test specifico per la rilevazione del virus del papilloma umano (HPV), che è la causa principale del cancro cervicale.

L'HPV test preleva campioni di cellule cervicali, come nel pap test, ma invece di analizzare le caratteristiche cellulari, cerca la presenza del materiale genetico del virus HPV nelle cellule.

In sintesi, il pap test analizza le cellule cervicali per individuare anomalie, mentre l'HPV test cerca la presenza del virus HPV nelle cellule. Entrambi i test sono importanti strumenti di screening per la prevenzione e la diagnosi precoce del cancro cervicale.

A differenza del pap test, con cui si esegue un’analisi morfologica delle cellule prelevate dalla cervice uterina, l’HPV DNA test permette di rilevare, attraverso un’analisi molecolare, la presenza o assenza del DNA virale nelle cellule stesse, indipendentemente dalla presenza o meno di lesioni.

Quando Iniziare lo Screening e Ogni Quanto Ripeterlo?

Le linee guida più recenti raccomandano di iniziare lo screening a partire dai 25 anni di età. Secondo le raccomandazioni, lo screening per il tumore del collo dell’utero dovrebbe iniziare a 25 anni, non prima. Prima dello sviluppo dell’HPV-DNA test, per questi screening veniva impiegato il solo Pap test, eseguito ogni 3 anni. Questo approccio ha contribuito significativamente a ridurre la mortalità per tumore della cervice uterina.

Oggi l’HPV-DNA test è il metodo preferito, in quanto permette di individuare direttamente la presenza del virus responsabile del tumore. Può essere eseguito ogni 5 anni nelle donne tra i 25 e i 65 anni. Nei casi in cui l’HPV-DNA test dia un risultato positivo, il Pap test viene utilizzato come esame di completamento per identificare le eventuali alterazioni cellulari.

Il test impiegato finora è il Pap Test, offerto ogni 3 anni alle donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni. Poiché recenti evidenze scientifiche hanno dimostrato che sopra i 30 anni è più costo-efficace il test per il Papilloma virus (HPV-DNA test) effettuato ogni 5 anni, tutte le Regioni si stanno impegnando per adottare il modello basato proprio sull'HPV Test. Si effettua come un normale Pap test prelevando un campione di cellule dal collo dell’utero, successivamente immerso in un liquido, e analizzato in laboratorio alla ricerca del DNA del Papillomavirus.

Le persone di sesso femminile tra i 25 ed i 29 anni di età vengono invitate a effettuare il pap test ogni tre anni, mentre quelle fra i 30 e i 64 anni vengono invitate a eseguire un test HPV ogni cinque anni (in Lombardia l’estensione a tutto il territorio regionale e il completamento del passaggio da pap test a test HPV saranno completati entro il 2025).

Preparazione all'Esame

Prima di sottoporvisi è necessario avere alcune accortezze, per permettere la raccolta di un campione ottimale. Il Pap test non va fatto durante le mestruazioni (si consiglia almeno 5 giorni prima o dopo) e non devono esserci perdite ematiche in atto.

È consigliato evitare rapporti sessuali, lavande vaginali e/o terapie per via vaginale per almeno 3 giorni prima del prelievo. E’ probabile che venga richiesto alla paziente di astenersi dai rapporti sessuali, di non usare ovuli, creme o altri prodotti vaginali per le 24 ore precedenti al test. Il test HPV DNA non viene offerto prima dei 30-35 anni, poiché nelle donne più giovani le infezioni a risoluzione spontanea sono frequenti. Pertanto, lo screening con HPV DNA in questa popolazione porterebbe ad identificare e trattare lesioni con alta probabilità di regressione spontanea, generando interventi non necessari e costosi, oltre ad ansia e disagio nelle pazienti.

Si dovrebbero inoltre evitare i rapporti sessuali nelle 24 ore precedenti. Se il materiale raccolto non è ottimale è possibile che il risultato del test non sia leggibile e vada quindi ripetuto.

Oltre a evitare i rapporti sessuali nelle 24 ore precedenti, nelle 48 ore precedenti un Pap test sarebbe meglio non effettuare lavande vaginali e non inserire ovuli, prodotti spermicidi, creme, gel o schiume di qualunque tipo in vagina, a meno che siano stati prescritti dal medico, perché potrebbero eliminare o nascondere cellule con anomalie.

Sospendi almeno 3 giorni prima dell'esame i rapporti sessuali (anche con preservativo) ed eventuali terapie farmacologiche locali (candelette, ovuli, lavande, creme ecc).

Considerazioni Aggiuntive

La gravidanza, invece, non rappresenta una controindicazione all’indagine, anche se è bene informare chi esegue l’esame della propria condizione. Ugualmente, l’uso di contraccettivi (orali o locali) o la presenza di una spirale intrauterina sono irrilevanti ai fini del test.

Le donne in menopausa dovrebbero continuare a sottoporsi all’esame, anche se non hanno più rapporti sessuali, almeno fino ai 65 anni. Infatti, il test può fornire informazioni rilevanti sullo stato dell'endometrio uterino. Anche nel caso di assenza di rapporti è, comunque, raccomandabile aderire al programma di screening.

Il Pap test può essere eseguito anche nelle donne vergini senza ledere l’imene; in questo caso, informati opportunamente e preventivamente, il medico o l'ostetrica adotteranno una tecnica più delicata, usando uno speculum apposito per le donne che non hanno mai avuto rapporti sessuali. A seconda delle caratteristiche anatomiche della donna, in questi casi potrebbe però essere difficile riuscire a prelevare dal collo dell'utero il campione di muco da esaminare. Il risultato quindi può non essere altrettanto affidabile. Nonostante queste difficoltà, le donne adulte anche se vergini dovrebbero comunque sottoporsi all’indagine perché esistono rare forme che si sviluppano indipendentemente dall’infezione da Papillomavirus (HPV) trasmessa da un eventuale partner.

Occorre anche chiarire che, mentre è vero che i tumori della cervice uterina dipendono nella quasi totalità dei casi dall'infezione virale con HPV, è anche vero che la maggior parte delle infezioni da HPV si risolvono spontaneamente. Anche quando ciò non accade, gran parte delle infezioni non dà necessariamente origine a un cancro. È altrettanto importante sapere che la vaccinazione contro l’infezione da HPV non esonera dall’esecuzione del Pap test. La protezione, infatti, assicura una copertura solo contro i ceppi del virus maggiormente diffusi e che più spesso possono causare un tumore.

Le donne sottoposte a isterectomia totale (asportazione dell’utero) per un tumore dell’apparato ginecologico è bene che proseguano nel tempo i controlli oncologici indicati dal proprio medico specialista, mentre non occorre se l’utero è stato esportato per altre ragioni. Se invece l’asportazione dell’utero è stata parziale e il collo dell’utero non è stato asportato (isterectomia sub-totale), è opportuno che il test venga eseguito come da normale prassi e che la donna continui a partecipare al programma di screening.

Cosa Aspettarsi Durante e Dopo l'Esame

All’esame ci si può tranquillamente recare da sole perché non occorre nessun tipo di assistenza né durante l’esecuzione né al termine. Terminata l’indagine si può tornare a casa, anche guidando, senza nessun tipo di limitazione.

L’esecuzione di un Pap test non è dolorosa, anche se per alcune può essere più fastidioso che per altre, in relazione alla sensibilità individuale e alla delicatezza di chi lo esegue. Cercando di rilassarsi e facendo respiri lenti e profondi si può ulteriormente ridurre il lieve disagio legato all'introduzione del dilatatore e al successivo prelievo. Dopo l’esame non si dovrebbe avvertire alcun disturbo. Nei giorni successivi all’indagine si possono verificare alcune piccole perdite di sangue: in caso di dubbio, comunque, è sempre meglio rivolgersi al medico.

L’esecuzione del Pap test non comporta alcun rischio. Solo in caso di allergia al lattice è bene avvisare l’operatore, che si comporterà di conseguenza nella scelta dei guanti.

Al contrario: riduce in maniera significativa il rischio di tumore dell’utero e quindi rappresenta un importante strumento di prevenzione nel lungo termine.

In genere l’esecuzione di un Pap test richiede pochi minuti, 5 al massimo.

A meno di indicazioni diverse da parte del personale che ha eseguito l’esame, non occorre un periodo di osservazione al termine dell’indagine: ci si può rivestire subito e tornare a casa. I risultati saranno comunicati nel giro di qualche giorno.

Dopo l’esecuzione del Pap test si può riprendere subito la propria vita normale, senza nessun tipo di limitazione, anche in termini di igiene e attività sessuale.

Interpretazione dei Risultati

Un risultato negativo indica che le cellule raccolte appaiono normali all’osservazione al microscopio, o che non ci sono infezioni identificabili. Un Pap Test positivo indica presenza di cellule anomale che, in caso di lesione di alto grado confermata all’esame istologico, verranno sottoposte al trattamento al fine di prevenire l’insorgenza del cancro alla cervice. In alcuni casi, il referto del Pap test riporta la dicitura “non valutabile”. Ciò significa che il prelievo non è adeguato o che le cellule non sono chiaramente identificabili.

Le cellule squamose costituiscono il rivestimento della porzione esterna della cervice.

  • Cellule squamose atipiche di significato indeterminato (ASC-US): l’anomalia più frequentemente riscontrata nello striscio cervico-vaginale. L’ASC-US è caratterizzata dalla presenza di lievi modificazioni delle cellule squamose di cui la causa non è conosciuta, ma che nella maggior parte sottendono la presenza di infezioni virali.
  • Lesioni di basso grado delle cellule squamose (LSIL): caratterizzate dalla presenza di modificazioni nella forma e nella dimensione delle cellule squamose. In molti casi tali modificazioni sono dovute all’infezione da Papilloma Virus (HPV).
  • Lesioni squamose intraepiteliali di alto grado (HSIL): caratterizzate dalla presenza di cellule atipiche con spiccate alterazioni che, se non trattate, hanno maggior probabilità di trasformarsi in cellule cancerose.
  • Carcinoma a cellule squamose: termine utilizzato per identificare una tipologia di tumore cervicale, caratterizzato dalla diffusione delle cellule squamose anomale nei tessuti più profondi della cervice o in altre aree dell’organismo.

Le cellule ghiandolari rivestono il canale cervicale e il corpo dell’utero.

  • Adenocarcinoma: termine utilizzato per identificare una tipologia di tumore cervicale che origina nelle cellule ghiandolari e si è diffuso nei tessuti più profondi della cervice o in altre aree dell’organismo.
  • Cellule endometriali: il Pap Test può rilevare la presenza di cellule endometriali, che ricoprono l’interno del corpo dell’utero. Queste cellule sono normalmente riscontrabili durante il ciclo mestruale, mentre non dovrebbero essere presenti in un campione cervicale dopo la menopausa.

Una certa percentuale di anomalie nelle donne può rimanere non diagnosticata con un singolo Pap Test, per questo è importante sottoporsi a screening regolarmente. Una limitazione del test è rappresentata dalla raccolta del campione. Il Pap Test viene eseguito su un gruppo di cellule molto limitato presenti sul collo dell’utero e sulla parete vaginale.

Un singolo Pap Test “positivo” non indica necessariamente la presenza di un tumore. Le membrane che ricoprono la cervice vanno incontro a costanti cambiamenti e riparazioni. Il riscontro di un risultato positivo al Pap Test può essere seguito da test di follow-up e/o trattamento per valutare ulteriormente lo stato della cervice.

In presenza di alterazioni lievi come ASC-US, il protocollo di screening prevede l’esecuzione di un test HPV e/o di ripetere il Pap Test dopo 6 mesi, per valutare se la lesione è regredita spontaneamente.

Vaccinazione Anti-HPV

Poiché il vaccino contro l’HPV non è protettivo contro tutti i virus che possono causare il tumore cervicale, le donne vaccinate dovrebbero comunque sottoporsi al test di screening. La Food and Drug Administration ha approvato il vaccino per l’HPV perchè venga usato nelle donne con età compresa tra i 9 e i 26 anni per prevenire il tumore cervicale e l’infezione dai tipi di HPV che causano il 70% di condilomi e formazioni tumorali. I vaccini sono somministrati in 3 dosi in un periodo di 6 mesi. La FDA considera il vaccino sicuro ma efficace solo nel caso in cui venga somministrato prima dell’esposizione al virus.

Progressi nella Ricerca e Prevenzione

Dalla ricerca scientifica stanno emergendo metodi di intelligenza artificiale per migliorare l’interpretazione dei risultati del Pap test e del test HPV e aumentare l’affidabilità dei risultati dello screening del tumore cervicale. Sarà così possibile migliorare la precisione diagnostica, anche grazie a tecnologie con cui identificare biomarcatori molecolari associati al rischio di progressione delle lesioni cervicali, permettendo approcci più precisi e mirati.

Questi sviluppi si accompagnano a progressi nella prevenzione, per esempio con vaccini anti-HPV di nuova generazione che offrono una protezione ampliata contro ulteriori ceppi virali oncogeni.

leggi anche: