La citologia nasale è una metodica diagnostica oggettiva di grande utilità in ambito rinoallergologico. Consiste nell'analizzare un campione di muco dopo colorazione (eosina/blu di metilene). In ambito rinoallergologico è particolarmente utile la citologia nasale.
Cos'è la Citologia Nasale?
La citologia nasale è una metodologia diagnostica (molto pratica, scarsamente invasiva e con lo studio al microscopio delle cellule ) che consente allo specialista ORL di differenziare le rinopatie allergiche dalle rinopatie vasomotorie non allergiche (NARNE, NARMA, NARES, NARESMA), le rinopatie infiammatorie da quelle infettive, le rinopatie batteriche da quelle virali o micotiche, e di individuare il biofilm.
Già nel 1889 Gollash, studiando il secreto nasale di un asmatico, rilevò numerosi eosinofili, e vi riconobbe un ruolo primario nella patogenesi della malattia asmatica. Numerosa è stata la letteratura scientifica riguardante lo studio citologico nelle patologie nasali, e in particolare nelle rinopatie vasomotorie allergiche, non allergiche e sovrapposte (allergiche + non allergiche).
Quando è utile?
- Diagnosi di rinite perenne, in caso di discordanza tra storia clinica e prove allergiche.
- Differenziare le rinopatie allergiche dalle non allergiche.
- Distinguere le rinopatie infiammatorie da quelle infettive.
- Identificare infezioni batteriche, virali o micotiche.
- Individuare il biofilm.
Come si Esegue la Citologia Nasale?
La citologia è una metodologia diagnostica molto pratica, scarsamente invasiva (non richiede infatti alcuna anestesia), ripetibile nel tempo per consentire allo specialista di monitorare l’andamento della patologia e valutare la risposta alla terapia. E’ una metodica di facile esecuzione e poco traumatica per il paziente: una quantità sufficiente di muco(secreto nasale) viene prelevato tramite un cucchiaino "curette" di plastica flessibile, strisciato su di un vetrino, dopo opportune colorazioni istologiche con la colorazione di Wright-Giemsa, di Hansel o di May- Grunwald-Giemsa viene letto al microscopio ottico.
Innanzitutto, viene chiesto al paziente di soffiare il naso al fine di eliminare eventuali secrezioni in eccesso. Subito dopo il medico striscia il materiale così ottenuto su di un vetrino che verrà fissato ad aria. Successivamente lo colora con la metodica di May-Grunwald Giemsa (MMG) e lo osserva al microscopio con ingrandimento 1000 x ad immersione per un totale di 50 campi microscopici. Chiaramente tutto questo comporta dei tempi successivi, quindi il referto verrà fornito al paziente dopo una settimana circa dal prelievo.
Il soggetto non deve aver inalato farmaci cortisonici e/o decongestionanti almeno dalla sera prima.
Tecniche di Prelievo
Le diverse tecniche di prelievo non esplorano per intero gli stessi sottocompartimenti, presentando possibili sovrapposizioni:
- Produzione di muco: il paziente soffia il naso direttamente su una lastra di vetro. Dopo distribuzione e fissazione con semplice essiccazione all’aria, una colorazione permette la lettura in microscopia ottica. Il risultato può essere limitato alla presenza o all’assenza di eosinofili.
- Lavaggio: Con il paziente seduto a testa flessa all’indietro, velo palatino chiuso, 5 ml di soluzione salina vengono instillati in ciascuna fossa nasale. Al termine di 10 secondi il soggetto sposta la testa in avanti e si soffia il naso in una bacinella.
- Aspirazione: dispositivi di aspirazione collegati a un recipiente permettono di misurare il volume raccolto.
- Impronte: si praticano per mezzo di piccoli dischi di carta da filtro di diametro definito, o di pellicola plastica ricoperta di albumina all’1%, depositati per 5 minuti su una superficie di mucosa piana (setto). I dischi sono poi messi in sospensione nel terreno di raccolta e preparati per l’esame citologico.
- Striscio: tecnica semplice di prelievo: un porta-cotone preferibilmente in dacron viene passato sulla superficie della mucosa del meato medio o dei turbinati. Il prelievo viene successivamente disteso con tre passaggi non sovrapposti su una lastra di vetro che è fissata attraverso semplice essiccazione all’aria.
- Brushing: una spazzola diritta è introdotta tra setto e turbinato inferiore. Alcuni movimenti di rotazione lungo il suo asse permettono di raccogliere secrezioni e soprattutto cellule epiteliali che vengono staccate in grande quantità.
- Raschiamento: eseguito con l’aiuto di un cucchiaio che permette un vero e proprio «scrapping» della mucosa. Il prelievo viene direttamente depositato su vetrino o agitato in un terreno di raccolta che servirà all’analisi citologica.
Trattamento del Prelievo
- Deposizione su vetrino e fissazione con essiccazione all’aria; dopo colorazione, una lettura qualitativa o semiquantitativa permette di descrivere le cellule epiteliali e i leucociti.
- Raccolta in mezzo liquido e centrifugazione del prelievo; l’aggiunta di un mucolitico è spesso necessaria per ottenere un ambiente omogeneo e liberare le cellule imprigionate nel muco.
Le colorazioni usate per la conta differenziale dei leucociti sono la tecnica di May-Grünwald-Giemsa, di Whright-Giemsa e di Diff-Quick, un derivato più rapido della precedente. Metodi immunochimici possono essere impiegati nella ricerca.
Lettura e Conta
- Conta cellulare totale: viene realizzato con emocitometria usando il sedimento cellulare di una prima centrifugazione (conta leucocitaria).
- Conta differenziale: la conta si esegue sulla base di 300 cellule (al di sotto di 25 cellule, non ha valore). I neutrofili e gli eosinofili non pongono in genere problemi di identificazione. I mastociti sono talvolta più difficili da distinguere.
Cosa Indica il Referto?
In un normale campione di citologia nasale sono presenti cellule dello strato superficiale mucoso: cellule epiteali con o senza ciglia e cellule calIciformi, non compaiono invece cellule eosinofile e basofile. Importante la ricerca degli eosinofili, la cui presenza nel secreto nasale, caratterizza la rinite allergica in fase attiva.
Informazioni Fornite dall’Analisi Citologica
- Soggetto normale: il polinucleato neutrofilo è il leucocita dominante con una percentuale media di circa il 90%. I linfociti si osservano frequentemente (in media 5%) mentre gli eosinofili variano fra 0 e 3%.
- Rinite allergica: in situazione di stimolazione con l’allergene, gli eosinofili si manifestano in maniera costante nelle mucose, a livelli medi che variano dal 10 al 60%.
- Rinite non allergica a eosinofili: il tasso di eosinofilia è in questo caso in media più elevato che nelle riniti allergiche (tra 20 e 100%).
- Poliposi nasosinusale: l’esame citologico delle secrezioni nasali non ha un interesse diagnostico ma, quando è eseguito, mostra delle fluttuazioni importanti nei livelli di eosinofili da un soggetto all’altro o da un giorno all’altro.
- Infezioni batteriche: la citologia non riveste interesse e presenta alcune difficoltà. Infatti, l’abbondanza delle secrezioni e la loro natura purulenta, disturbano la lettura citologica che si limita in pratica a rilevare una presenza massiva dei polinucleati neutrofili più o meno alterati.
- Riniti virali: Le infezioni rinologiche virali hanno un profilo citologico specifico (ciliocitoforia). Le cellule ciliate si distaccano, presentano importanti alterazioni delle ciglia e della loro struttura interna.
Classificazione dei Risultati (Esame Citologico Roma - Centro Medico Samar)
- C1: non adeguato/non valutabile. La presenza di un eccesso di sangue nel materiale prelevato, la necrosi del tessuto, una fissazione non perfetta o la scarsità di cellule non permette di arrivare ad una conclusione diagnostica.
- C2: esito benigno. Ogni qual volta che sui preparati citologici siano presenti cellule normotipiche (a normale morfologia) la diagnosi conclusiva è C2 (patologia benigna).
- C3: esito dubbio. Se le cellule presentano alcune caratteristiche non del tutto in linea con quelle che si riferiscono alle patologie benigne, sul referto viene riportata la classe C3.
- C4: esito dubbio, probabilmente maligno. Se le cellule presentano marcate alterazioni ma non ancora tutte le caratteristiche della malignità vengono classificate come C4 (probabilmente maligno).
- C5: esito francamente maligno.
Altre Indagini Diagnostiche
Oltre alla citologia nasale, possono essere utili altre indagini per diagnosticare e monitorare le patologie nasali:
- Rinomanometria: esame diagnostico per valutare la misura oggettiva del flusso aereo nell'unità di tempo e la resistenza dell’aria nel suo passaggio attraverso le cavità nasali.
- Fibroscopia nasale e TC del massiccio facciale: per la diagnosi di poliposi nasale.
- Prove allergiche (prick test): per determinare se vi siano allergie alla base dell’infiammazione cronica.
- Analisi olfattometrica (Sniffin’ Sticks Extended Test - SSET): per valutare la capacità di discriminazione e identificazione olfattoria.
Poliposi Nasale
I polipi nasali sono escrescenze benigne di consistenza morbida, non cancerose né dolorose, che possono originare a causa dell’infiammazione e successivo rigonfiamento della mucosa che riveste le cavità nasali e i seni paranasali. Quando l’infiammazione dura più di 12 settimane, si può configurare un quadro di rinosinusite cronica con poliposi nasale. Le cause alla base della formazione della poliposi nasale non sono state ancora a oggi del tutto chiarite. Derivano solitamente da una situazione di infiammazione cronica delle cavità nasali o dei seni paranasali, e si possono associare pertanto a molte condizioni in grado di innescare tale infiammazione. Ne sono un esempio allergie, infezioni, asma, fibrosi cistica, sindrome di Churg-Strauss e alcune malattie del sistema immunitario.
La diagnosi di poliposi nasale può essere effettuata durante una visita specialistica otorinolaringoiatrica in cui alla raccolta anamnestica e all’esame obiettivo si affianca l’esame endoscopico delle fosse nasali, dei seni paranasali e della rinofaringe. Nell’ambito della diagnostica per immagini la tomografia computerizzata (TC) del massiccio facciale senza mezzo di contrasto gioca un ruolo fondamentale per localizzare i polipi, valutare l’estensione dell’infiammazione, evidenziare anomalie del massiccio facciale concomitanti e altre possibili cause di ostruzione nasale come eventuali neoformazioni.
Il trattamento della poliposi nasale deve anzitutto indirizzarsi verso una corretta e mirata terapia medica delle allergie e dell’asma ove presenti. Inoltre, è opportuno evitare per quanto possibile sostanze irritanti la mucosa nasale. Un appropriato trattamento medico può ridurre la poliposi nasale, ma in caso di fallimento terapeutico può rendersi necessario un intervento di chirurgia endoscopica dei seni paranasali (FESS, acronimo inglese di Functional Endoscopic Sinus Surgery), da parte dello specialista otorinolaringoiatra.
Ruolo dello Specialista Otorinolaringoiatra
Il ruolo dello specialista otorinolaringoiatra è fondamentale per garantire l’affidabilità del test olfattometrico.
Esempio di Valutazione e Trattamento
Un ORL che ha eseguito l'esame potrebbe anche visitare, con fibrolaringoscopia, evidenziando leggero Post nasal-drip e ipertrofia dei turbinati inferiori che si prensentano congesti. In virtù di tutto questo, potrebbe prescrivere lavaggi nasali e Zhekort spray, il tutto per diversi mesi.
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