Citologia Nasale: Preparazione ed Esame

L'esame citologico nasale, noto anche come citologia nasale, è una procedura diagnostica non invasiva che consente di esaminare le cellule presenti nelle secrezioni del naso e dei seni paranasali. L'esame citologico nasale è un'importante strumento diagnostico in ambito otorinolaringoiatrico e viene solitamente eseguito in ambulatorio.

Indicazioni e Scopo dell'Esame

Questo esame viene solitamente prescritto per identificare la causa di sintomi come congestione nasale, secrezioni o sanguinamento dal naso, o per monitorare il decorso di alcune patologie nasali come le riniti. Di certo, grazie alla citologia nasale è stato possibile classificare molte riniti croniche. L'esame è utile per interpretare i test di provocazione nasale con l’allergene. In ambito rinoallergologico è particolarmente utile la citologia nasale.

Ma come capire qual è la causa precisa di un’infiammazione tra tutte queste? Tra le metodologie più innovative di diagnostica è possibile oggi ricorrere anche alla citologia nasale. In che modo? A chi va prescritto un esame di questo tipo?

Come si Esegue l'Esame

Durante l'esame, il medico preleva una piccola quantità di muco o di secrezione nasale utilizzando un tampone o un aspiratore nasale. Il prelievo per citologia nasale è un esame medico che prevede il prelievo di un campione di cellule dal naso per analizzarle al microscopio e individuare eventuali anomalie. Durante l’esame, il medico utilizzerà un tampone di cotone o una spatolina per prelevare un campione di cellule dal naso del paziente.

Il paziente dovrà inclinare la testa all’indietro e il medico introdurrà delicatamente il tampone o la spatolina all’interno delle narici. Dopo l’esame, il paziente potrebbe avvertire un leggero fastidio o una sensazione di naso chiuso.

Preparazione all'Esame

La procedura è semplice e non richiede alcuna preparazione specifica da parte del paziente. Il soggetto non deve aver inalato farmaci cortisonici e/o decongestionanti almeno dalla sera prima.

Fasi dell'Analisi di Laboratorio

Una volta effettuata la procedura, lo specialista sarà in grado di giungere rapidamente alla diagnosi, strisciando il materiale raccolto su un vetrino portaoggetti, fissandolo e infine, nei giorni successivi, colorandolo utilizzando la metodica May Grumwald Giemsa. Consiste nell'analizzare un campione di muco dopo colorazione (eosina/blu di metilene). E’ una metodica di facile esecuzione e poco traumatica per il paziente: una quantità sufficiente di muco(secreto nasale) viene prelevato tramite un cucchiaino "curette" di plastica flessibile, strisciato su di un vetrino, dopo opportune colorazioni istologiche con la colorazione di Wright-Giemsa, di Hansel o di May- Grunwald-Giemsa viene letto al microscopio ottico.

Interpretazione dei Risultati

In un normale campione di citologia nasale sono presenti cellule dello strato superficiale mucoso: cellule epiteali con o senza ciglia e cellule calIciformi, non compaiono invece cellule eosinofile e basofile. Nella rinite allergica in fase attiva è tipicamente presente una eosinofilia nasale , associata o meno ad un aumento delle cellule basofile. Importante la ricerca degli eosinofili, la cui presenza nel secreto nasale, caratterizza la rinite allergica in fase attiva. Lo studio della citologia nasale è un' indagine di secondo livello nella diagnosi della rinite perenne, da praticarsi in caso di discordanza tra storia clinica e prove allergiche.

Per un inquadramento completo, i risultati della citologia nasale vanno poi abbinati allo studio dell’anamnesi familiare e dello stile di vita del paziente, alla valutazione del calendario pollinico e ai risultati dell’endoscopia otorinolaringoiatria, della tomografia computerizzata del massiccio facciale e dei test allergici.

Il distretto nasale può necessitare infatti di terapie molto diverse tra loro per durata e per modalità di somministrazione, e in questo senso l’analisi quantitativa delle cellule patologiche contenute nel naso e il loro stato di riposo o attivazione (malattia cronica in stato di latenza o in fase acuta) permettono di indicare all’utente una terapia mirata.

Compartimenti Cellulari e Tecniche di Prelievo

Le interazioni tra ambiente aereo e organismo si svolgono a livello di un’interfaccia complessa che comprende il muco e l’epitelio nasale. Le conoscenze degli Autori a proposito della funzione normale e patologica di questa interfaccia sono ancora frammentarie.

  • Compartimento libero: Composto da cellule di sfaldamento, immerse nelle secrezioni (muco, lacrime ...). Questo compartimento è l’elemento dominante di una semplice produzione di muco, senza lavaggio né stimolazione preliminari.
  • Compartimento aderente: Formato da una pellicola di muco aderente e denso che tappezza la superficie epiteliale e nel quale si riconoscono anche leucociti, soprattutto polinucleati, dispersi in maniera eterogenea. È consigliabile prelevarlo dopo produzione di muco, mediante uno striscio o, in alternativa, attraverso lavaggio o aspirazione.
  • Sottocompartimento mobilizzabile: Si trova nella mucosa superficiale, in particolare a livello ghiandolare. Lo si può evidenziare con stimolazione colinergica ghiandolare pura (metacolina). Accanto ai polinucleati, si possono osservare dei linfociti in numero significativo. Si esaurisce a breve termine.
  • Sottocompartimento cellulare epiteliale: Non è mobilizzabile nelle fosse nasali spontaneamente o attraverso stimolazione. Deve essere estratto attraverso raschiamento o brushing. La sua raccolta fornisce molte cellule epiteliali tra le quali si possono trovare anche leucociti, in particolare polimorfonucleati neutrofili o basofili, e mastociti.
  • Compartimento cellulare mucoso profondo: È accessibile solo con biopsia ed esula quindi dall’esame citologico.

Le diverse tecniche di prelievo non esplorano per intero gli stessi sottocompartimenti, presentando possibili sovrapposizioni.

Tecniche di prelievo:

  • Produzione di muco
  • Lavaggio
  • Aspirazione
  • Impronte
  • Striscio
  • Brushing
  • Raschiamento

Citologia Epiteliale e delle Secrezioni Nasali

La valutazione qualitativa e quantitativa delle cellule epiteliali nasali è indispensabile per assicurarsi della presenza di cellule ciliate in numero adeguato durante indagini di approfondimento per la ricerca di discinesie ciliari primarie. È interessante anche nelle patologie infettive e/o infiammatorie croniche del naso e dei seni, dove permette di valutare la qualità del prelievo e la ripercussione epiteliale della patologia (iperplasia secretoria, metaplasia squamosa). Il prelievo deve essere eseguito con brushing, poiché la raccolta cellulare per lavaggio o aspirazione raccoglie soltanto cellule epiteliali desquamate e quindi alterate.

Trattamento del Prelievo e Metodi di Colorazione

Deposizione su vetrino e fissazione con essiccazione all’aria; dopo colorazione, una lettura qualitativa o semiquantitativa permette di descrivere le cellule epiteliali e i leucociti. Oppure raccolta in mezzo liquido e centrifugazione del prelievo; l’aggiunta di un mucolitico (Digest-EURt, ditiotreitolo ...) è spesso necessaria per ottenere un ambiente omogeneo e liberare le cellule imprigionate nel muco.

Le colorazioni usate per la conta differenziale dei leucociti sono la tecnica di May-Grünwald-Giemsa, di Whright-Giemsa e di Diff-Quick, un derivato più rapido della precedente. Metodi immunochimici possono essere impiegati nella ricerca.

Lettura e Conta Cellulare

  • Conta cellulare totale: Viene realizzato con emocitometria usando il sedimento cellulare di una prima centrifugazione (conta leucocitaria).
  • Conta differenziale: La conta si esegue sulla base di 300 cellule (al di sotto di 25 cellule, non ha valore). I neutrofili e gli eosinofili non pongono in genere problemi di identificazione. I mastociti sono talvolta più difficili da distinguere.

Informazioni Fornite dall’Analisi Citologica

Soggetto normale: il polinucleato neutrofilo è il leucocita dominante con una percentuale media di circa il 90%. I linfociti si osservano frequentemente nel soggetto sano (in media 5%) mentre gli eosinofili variano fra 0 e 3%.

Rinite allergica: in situazione di stimolazione con l’allergene, gli eosinofili si manifestano in maniera costante nelle mucose, ma a livelli medi che variano dal 10 al 60%. Questa eosinofilia è ben correlata ai sintomi clinici. Nel raschiamento, il tasso dei monociti si innalza dal 40 al 70%.

Rinite non allergica a eosinofili: il tasso di eosinofilia è in questo caso in media più elevato che nelle riniti allergiche (tra 20 e 100%). Le soglie a partire dalle quali una rinite non allergica è considerata un NARES sono variabili a seconda degli Autori e comprese in generale tra il 10 e il 20%.

Poliposi nasosinusale: l’esame citologico delle secrezioni nasali non ha un interesse diagnostico ma, quando è eseguito, mostra delle fluttuazioni importanti nei livelli di eosinofili da un soggetto all’altro o da un giorno all’altro.

Infezioni batteriche: la citologia non riveste interesse e presenta alcune difficoltà. Infatti, l’abbondanza delle secrezioni e la loro natura purulenta, disturbano la lettura citologica che si limita in pratica a rilevare una presenza massiva dei polinucleati neutrofili più o meno alterati.

Riniti virali: Le infezioni rinologiche virali hanno un profilo citologico specifico (ciliocitoforia). Le cellule ciliate si distaccano, presentano importanti alterazioni delle ciglia e della loro struttura interna.

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