Il libro di Francesco Albanese tratta i principali reperti citologici delle lesioni neoplastiche e non neoplastiche della cute del cane e del gatto.
Struttura del Libro
Il libro è organizzato in cinque capitoli:
- Capitolo 1: Morfologia delle cellule che normalmente compongono la cute, la cui conoscenza è essenziale per interpretare i reperti patologici.
- Capitolo 2: Tecniche diagnostiche che possono essere eseguite per la raccolta di cellule da lesioni cutanee. In base alla tipologia di lesione osservata, viene fornita una guida corretta circa la tecnica da utilizzare al fine di ottenere un campione che sia il più possibile rappresentativo della sua natura.
- Capitoli 3 e 4: La citologia delle lesioni, rispettivamente, non neoplastiche e quelle neoplastiche.
- Capitolo 5: Scritto a quattro mani con il Dr. Francesco Albanese.
A chi si rivolge
Il pubblico principale sono i veterinari interessati alla citologia cutanea, quali i dermatologi veterinari. Tuttavia, l'approccio pratico utilizzato, caratterizzato da molte lesioni cliniche, rappresenta un utile strumento di apprendimento sia per gli studenti che per i giovani medici veterinari.
Lo studente o il principiante, cioè chi approccia per la prima volta la citologia cutanea, trova indicazioni molto utili, specialmente nei primi due capitoli. Il veterinario più esperto può trovare invece informazioni avanzate, soprattutto nei capitoli 3, 4, e 5, dedicati alle malattie infiammatorie e alle neoplasie cutanee.
Punti di Forza del Libro
I punti di forza del libro sono:
- La semplicità con cui vengono trattati gli argomenti.
- La valutazione della citologia attraverso la comparazione degli aspetti macroscopici e microscopici.
- L'approccio citologico, non più basato sul pattern cellulare.
Un Approccio Innovativo
Il capitolo 3, inerente la citologia delle lesioni infiammatorie, lo ritengo davvero innovativo. La citologia è una disciplina che non può prescindere dalla conoscenza delle lesioni cliniche da cui le cellule sono state campionate, e questo è soprattutto vero per quanto riguarda le lesioni non-neoplastiche (infiammatorie). Essa è, infatti, un eccezionale strumento diagnostico al servizio della clinica.
Spesso, la descrizione di un preparato citologico resta fine a se stesso, come per esempio accade in presenza di una flogosi pio-granulomatosa, pattern infiammatorio frequentissimo e comune a numerose malattie dermatologiche. Il riconoscimento della lesione clinica è pertanto fondamentale per l'interpretazione delle cellule da essa campionate.
Per questo motivo, nel capitolo 3 ho pensato di discutere i vari quadri citologici a partire dal segno clinico, suddividendo le malattie infiammatorie in diversi sottocapitoli: lesioni papulari, pustolose, nodulari ecc.
Tecniche di Campionamento
Tutte le lesioni ritenute sospette, in particolare quando le lesioni cosiddette primarie non sono facilmente identificabili, devono essere campionate. Si consiglia di campionare anche le lesioni secondarie, come croste, scaglie, collaretti, se si ritiene possano essere parte significativa del processo patologico.
Ad esempio, nelle lesioni crostose possono "nascondersi" agenti eziologici quali dermatofiti, lieviti, acari o contenere segni patognomonici di specifiche condizioni. In caso di lesioni ulcerate, si consiglia di campionare l’intera lesione nel caso sia abbastanza piccola da essere inclusa in un punch comprendendo anche parte di cute sana adiacente o, in alternativa, di eseguire una sua asportazione (losanga cutanea) sempre comprendendo parte del tessuto sano adiacente.
Nelle lesioni alopeciche o ipo-tricotiche si raccomanda di prelevare campioni sia dalle aree più alopeciche sia da quelle apparentemente meno alopeciche/ipo-tricotiche o a diverso tempo di insorgenza e, possibilmente, anche da aree di cute apparentemente sana avendo cura di etichettarle separatamente. Utilizzare un punch da 8 o, al massimo, da 6 mm di diametro nella maggior parte dei casi.
Evitare di usare un punch per prelevare pustole o lesioni vescicolo-bollose di dimensioni maggiori in quanto il movimento rotatorio della procedura porterebbe alla rottura del tetto della lesione e alla perdita di informazioni fondamentali.
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