L'Esame Citologico Cervico Vaginale, comunemente noto come Pap test, è un test diagnostico utilizzato per rilevare anomalie nelle cellule del collo dell'utero (cervice) e nella vagina. Prende il nome dal dottor Georgios Papanikolaou, il medico greco che lo ha sviluppato negli anni '40.
Cos'è l'Esame Citologico Vaginale?
L’esame citologico vaginale è un esame di screening che permette allo specialista di prelevare ed analizzare le cellule prelevate dai tessuti vaginali al fine di individuare la presenza di patologie. Rientra fra gli esami citologici che il Pap test: questo esame permette di analizzare le cellule presenti nella cervice uterina per valutarne la loro struttura ed individuare eventuali alterazioni, indicatori di tumore del collo dell’utero.
Importanza dello Screening
L'Esame Citologico Cervico Vaginale (Pap Test) rappresenta una misura preventiva cruciale per la salute ginecologica delle donne. Permette il rilevamento tempestivo di anomalie cellulari e infezioni, in particolare quelle causate dal virus HPV, favorendo una diagnosi precoce e opportunità di trattamento immediate. Il pap test è un esame per la diagnosi precoce e tempestiva del tumore al collo dell’utero (cervice uterina ) e rappresenta quindi il metodo di prevenzione più efficace.
In passato, il Pap Test era l’unico test utilizzato nell’ambito dei protocolli di screening per il tumore del collo dell’utero e veniva offerto, ogni 3 anni, a tutte le donne di età compresa tra i 25 ed i 64 anni. Il Piano Nazionale Prevenzione 2014-2018 ha infatti introdotto il test HPV DNA come test primario per lo screening. Il test HPV DNA non viene offerto prima dei 30-35 anni, poiché nelle donne più giovani le infezioni a risoluzione spontanea sono frequenti.
Modalità di Esecuzione
L'esame citologico vaginale, detto anche più semplicemente Pap test, si effettua durante una visita ginecologica. Il medico che esegue il tampone inserisce delicatamente nella vagina lo speculum, un dispositivo che dilata leggermente le pareti vaginali in modo da favorire l’accesso alla cervice.
Preparazione all'Esame
È probabile che venga richiesto alla paziente di astenersi dai rapporti sessuali, di non usare ovuli, creme o altri prodotti vaginali per le 24 ore precedenti al test. La paziente è solitamente consigliata di evitare rapporti sessuali, lavande vaginali, e l'uso di tamponi o creme vaginali per almeno 24-48 ore prima dell'esame. Può essere richiesto di svuotare la vescica subito prima del test. Prima di sottoporsi al test, è importante discutere con il clinico in merito all'eventuale assunzione di farmaci.
L’esame non deve essere eseguito durante il periodo mestruale. L’esame può essere effettuato in tutte le fasi del ciclo mestruale, eccetto che nella fase di flusso pieno: il sangue mestruale potrebbe infatti impedire la corretta visione delle cellule cervicali. Se le mestruazioni dovessero sopraggiungere in prossimità del test, è necessario rimandare l’esame e concordare un nuovo appuntamento. È consigliato evitare rapporti sessuali, lavande vaginali e/o terapie per via vaginale per almeno 3 giorni prima del prelievo.
Prelievo e Analisi delle Cellule
Un campione di cellule prelevate dalla cervice uterina durante l’esame pelvico mediante una spatola o un apposito spazzolino. Lo specialista preleverà dal collo dell’utero un porzione di cellule del tessuto; queste verranno immediatamente apposte in un vetrino affinchè rimangano inalterate sino alla fase di analisi in laboratorio.
La metodologia in fase liquida è oggi la più comunemente utilizzata: il campione raccolto viene inserito in un liquido conservante e mandato ad un laboratorio dove la sospensione cellulare viene strisciata su un vetrino, colorata ed esaminata da un citologo e/o da un patologo. Un vantaggio di questi campioni in fase liquida è che la sospensione cellulare può essere utilizzata anche per il test HPV. Il Thin Prep è considerato l’evoluzione del pap test perché, a differenza di quest’ultimo in cui le cellule prelevate sono strisciate sul vetrino e il preparato risulta composto da cellule sovrapposte e aggregate disordinatamente, le cellule si distribuiscono e si dispongono in strato sottile, non si aggregano né si sovrappongono in maniera disordinata. Una volta effettuato il prelievo, il ginecologo introduce le cellule in un liquido di conservazione, invece di fissarle sul vetrino, questo evita di farle aggregare disordinatamente.
Il boccettino contenente il prelievo viene inviato al laboratorio, dove una macchina separa automaticamente le cellule dal materiale non necessario e interferente, come sangue e muco in eccesso. Ciò migliora la qualità e la rappresentatività del campione e tale differenza incide sulla sensibilità diagnostica e riduce significativamente il numero dei campioni inadeguati e il numero delle diagnosi dubbie che richiederebbero la ripetizione del prelievo. Si tratta di un esame semplice, veloce e indolore, le pazienti che vi si sottopongono provano solo un leggero fastidio nel momento in cui il ginecologo preleva con una spatolina le cellule della mucosa del collo dell’utero.
Risultati del Pap Test
Un risultato negativo indica che le cellule raccolte appaiono normali all’osservazione al microscopio, o che non ci sono infezioni identificabili. In alcuni casi, il referto del Pap test riporta la dicitura “non valutabile”. Ciò significa che il prelievo non è adeguato o che le cellule non sono chiaramente identificabili.
Un Pap Test positivo indica presenza di cellule anomale che, in caso di lesione di alto grado confermata all’esame istologico, verranno sottoposte al trattamento al fine di prevenire l’insorgenza del cancro alla cervice. Un singolo Pap Test “positivo” non indica necessariamente la presenza di un tumore. Le membrane che ricoprono la cervice vanno incontro a costanti cambiamenti e riparazioni.
Tipi di Anomalie Rilevate
- Cellule squamose atipiche di significato indeterminato (ASC-US): l’anomalia più frequentemente riscontrata nello striscio cervico-vaginale. L’ASC-US è caratterizzata dalla presenza di lievi modificazioni delle cellule squamose di cui la causa non è conosciuta, ma che nella maggior parte sottendono la presenza di infezioni virali.
- Lesioni di basso grado delle cellule squamose (LSIL): caratterizzate dalla presenza di modificazioni nella forma e nella dimensione delle cellule squamose. In molti casi tali modificazioni sono dovute all’infezione da Papilloma Virus (HPV).
- Lesioni squamose intraepiteliali di alto grado (HSIL): caratterizzate dalla presenza di cellule atipiche con spiccate alterazioni che, se non trattate, hanno maggior probabilità di trasformarsi in cellule cancerose.
- Carcinoma a cellule squamose: termine utilizzato per identificare una tipologia di tumore cervicale, caratterizzato dalla diffusione delle cellule squamose anomale nei tessuti più profondi della cervice o in altre aree dell’organismo.
- Adenocarcinoma: termine utilizzato per identificare una tipologia di tumore cervicale che origina nelle cellule ghiandolari e si è diffuso nei tessuti più profondi della cervice o in altre aree dell’organismo.
- Cellule endometriali: il Pap Test può rilevare la presenza di cellule endometriali, che ricoprono l’interno del corpo dell’utero. Queste cellule sono normalmente riscontrabili durante il ciclo mestruale, mentre non dovrebbero essere presenti in un campione cervicale dopo la menopausa.
Follow-up in Caso di Risultati Anomali
Il riscontro di un risultato positivo al Pap Test può essere seguito da test di follow-up e/o trattamento per valutare ulteriormente lo stato della cervice. Se, al contrario, il Pap Test risulta positivo, la paziente viene invitata a sottoporsi a colposcopia, un esame ginecologico che consente al ginecologo di guardare la cervice attraverso il colposcopio (che illumina e ingrandisce l’immagine) e di rilevare eventuali anomalie che, se necessario, vengono asportate tramite biopsia ed esaminate per gli approfondimenti diagnostici. In presenza di alterazioni lievi come ASC-US, il protocollo di screening prevede l’esecuzione di un test HPV e/o di ripetere il Pap Test dopo 6 mesi, per valutare se la lesione è regredita spontaneamente.
Frequenza del Test
In passato, il Pap Test era l’unico test utilizzato nell’ambito dei protocolli di screening per il tumore del collo dell’utero e veniva offerto, ogni 3 anni, a tutte le donne di età compresa tra i 25 ed i 64 anni. L’introduzione e validazione di un nuovo test molecolare per la ricerca del materiale genetico (DNA) dei tipi di HPV (test HPV DNA) ad “alto rischio”, ha recentemente modificato le indicazioni dei programmi di screening nazionali. Le persone di sesso femminile tra i 25 ed i 29 anni di età vengono invitate a effettuare il pap test ogni tre anni, mentre quelle fra i 30 e i 64 anni vengono invitate a eseguire un test HPV ogni cinque anni (in Lombardia l’estensione a tutto il territorio regionale e il completamento del passaggio da pap test a test HPV saranno completati entro il 2025).
Alcune donne necessitano di uno screening più frequente. Le donne che si sono sottoposte a isterectomia totale (rimozione dell’utero e della cervice) e che non hanno una storia familiare di tumore cervicale o di cambiamenti della cervice non necessitano di sottoporsi a screening per il tumore cervicale.
HPV e Tumore Cervicale
Il tumore cervicale è causato da una crescita incontrollata di cellule della cervice, il ristretto punto di giunzione tra il corpo dell’utero e la vagina. Il tumore cervicale si sviluppa lentamente. All’inizio, i cambiamenti pre- tumorali determinano un aspetto differente delle cellule che rivestono l’interno e l’esterno della cervice rispetto alle cellule normali.
La maggior parte dei casi di tumore cervicale sono causati da infezioni persistenti da certi tipi di virus del papilloma umano (HPV). Le infezioni da HPV sono la più frequente patologia sessualmente trasmissibile (si diffondono oralmente, a livello anale e genitale). La maggior parte delle infezioni si risolvono senza trattamento, in quanto l’organismo stesso è in grado di eliminarle. Il fattore di rischio più importante per il tumore cervicale è l’infezione da virus del papilloma umano (HPV) ad alto rischio.
Il tumore al collo dell’utero è dovuto alla persistenza nelle cellule dell’infezione da HPV (Human Papilloma Virus), un virus che si trasmette sessualmente. La presenza del virus e le modificazioni cellulari vengono individuate efficacemente dal pap test. Il pap test è un esame che consente di individuare le anomalie delle cellule del collo dell’utero che precedono di molti anni l’insorgenza di un tumore.
Vaccinazione contro l'HPV
Poiché il vaccino contro l’HPV non è protettivo contro tutti i virus che possono causare il tumore cervicale, le donne vaccinate dovrebbero comunque sottoporsi al test di screening. La Food and Drug Administration ha approvato il vaccino per l’HPV perchè venga usato nelle donne con età compresa tra i 9 e i 26 anni per prevenire il tumore cervicale e l’infezione dai tipi di HPV che causano il 70% di condilomi e formazioni tumorali. I vaccini sono somministrati in 3 dosi in un periodo di 6 mesi. La FDA considera il vaccino sicuro ma efficace solo nel caso in cui venga somministrato prima dell’esposizione al virus.
Considerazioni Finali
Il tumore cervicale ha una crescita lenta e progressiva e può impiegare diversi anni per diffondersi oltre la cervice. Per questo motivo, sottoporsi regolarmente a visite ginecologiche e al test di screening è necessario per determinare la presenza di cellule precancerose e permettere la rimozione dei tessuti malati. Una regolarità degli esami può anche rilevare tessuti in trasformazione (da normali a tumorali).
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