La prostata è una ghiandola presente solo negli uomini, situata di fronte al retto, che produce una parte del liquido seminale rilasciato durante l'eiaculazione. In condizioni normali, ha le dimensioni di una noce, ma con il passare degli anni o a causa di alcune patologie, può ingrossarsi fino a dare disturbi, soprattutto di tipo urinario.
Cisti Prostatica: Cosa Comporta?
Una cavità patologica che si forma nel parenchima (tessuto funzionale) prostatico, contenente una sostanza liquida e limitata da una parete propria è definita cisti prostatica. Nella maggior parte dei casi, la cisti della prostata non comporta alcun sintomo, ma se è particolarmente voluminosa può dare luogo agli stessi segni di compressione dell’uretra causati dall’adenoma prostatico: il paziente è costretto ad alzarsi più volte la notte per urinare e non riesce a svuotare completamente la vescica (indebolimento del getto urinario, gocce postminzione). La diagnosi si basa sull’ecografia prostatica.
Prostatite: Un'Infiammazione Frequente
Le prostatiti sono molto frequenti in età fertile (18-50 anni). In pazienti che non hanno mai sofferto di eiaculazione precoce l’insorgenza improvvisa di tale sintomo o il peggioramento del disturbo nei pazienti che già lamentavano tale situazione è molto frequentemente legata ad una flogosi prostatica. Laddove vi è una infezione della prostata la secrezione da essa prodotta non ha più le caratteristiche idonee per permettere la sopravvivenza degli spermatozoi. In questi casi spesso gli spermatozoi presentano una ridotta motilità (astenozoospermia) con conseguente infertilità.
Sintomi della Prostatite
L’anamnesi (cioè l’attenta raccolta dei sintomi così come essi vengono riferiti dal paziente) è molto importante per sospettare una diagnosi di prostatite. Spesso, infatti, il paziente riferisce disturbi urinari, quali ad esempio bruciore urinario che può essere anche modesto e discontinuo (per cui non raramente viene sottovalutato) e datare da molto tempo (mesi ed anche anni). Altri disturbi urinari sono un aumento della frequenza delle minzioni (pollachiuria) con necessità di urinare anche di notte (nicturia). Molte volte il paziente riferisce dolori al basso ventre ed ancora più specificatamente in mezzo alle gambe che può irradiarsi posteriormente verso il retto. Più raramente può essere presente dolore eiaculatorio o presenza di sangue nel liquido spermatico (emospermia).
Diagnosi della Prostatite
L’esame obiettivo, cioè la visita del paziente, è ovviamente indispensabile. Fino a pochi anni or sono essa risultava l’unica metodica che il medico aveva a disposizione per valutare la prostata. Infatti poichè, come abbiamo precedentemente visto, la prostata è anatomicamente situata a ridosso del retto essa è facilmente raggiungibile proprio attraverso il retto con un dito e sarà così possibile valutarne il volume (nelle prostatiti la ghiandola è spesso aumentata di volume), la consistenza (nelle prostatiti essa è spesso tesa) e, dato estremamente utile, la sua dolorabilità.
Ecografia Prostatica: Un Esame Fondamentale
L’ecografia ha rivoluzionato lo studio della prostata. Grazie a questa metodica è oggi possibile studiare molto bene la ghiandola. E’ possibile determinarne la grandezza (il volume è spesso aumentato nelle infiammazioni) e quel che più conta la struttura. Tipicamente nelle prostatiti l’ecostruttura della ghiandola risulta sovvertita. Spesso nella valutazione di una prostatite cronica è necessario eseguire una ecografia prostatica per via transrettale. Si tratta di una indagine che consente di valutare in maniera precisa la prostata.
Tipi di Ecografia Prostatica
- Ecografia sovrapubica: Per eseguire un’ecografia per via sovrapubica è necessario che il paziente abbia la vescica piena di urina. Egli dovrà pertanto bere un’ora prima dell’esame circa 1 litro di acqua e non urinare fino al momento dell’indagine. Come accennato, l'ecografia sovrapubica della prostata viene effettuata per indagare le dimensioni e la presenza di eventuali anomalie della prostata. Nonostante le diverse applicazioni possibili, nella maggioranza dei casi questo tipo di ecografia prostatica si esegue per effettuare la diagnosi di un'eventuale ipertrofia prostatica benigna. L'ecografia sovrapubica della prostata è un esame relativamente semplice, che non richiede particolari precauzioni o attenzioni. Tuttavia, l'esame dev'essere eseguito con la vescica piena.
- Ecografia transrettale: Nella valutazione delle prostatiti si possono a volte rendere necessarie alcune indagini di laboratorio particolari.
Altre Indagini Diagnostiche
- Spermiocoltura: La spermiocultura è proprio lo studio del liquido seminale alla ricerca di eventuali agenti infettanti. Per eseguire una spermiocoltura il paziente deve prima lavare molto accuratamente i genitali esterni (per evitare che il liquido seminale possa essere contaminato con germi presenti sulla cute o sul glande) e quindi raccogliere il liquido seminale in un contenitore sterile per urina. Se la coltura sarà positiva (cioè se si individua un germe responsabile dell’infezione) si procederà ad eseguire un antibiogramma, cioè a testare l’organismo isolato con vari antibiotici per individuare l’antibiotico più indicato per combattere quella specifica infezione.
- Tampone uretrale: Un’altra indagine che può essere utile è il tampone uretrale. L’esame viene effettuato introducendo un piccolo tampone nell’uretra e procedendo poi ad un esame colturale alla ricerca di eventuali germi responsabili di una infezione nell’uretra che possono poi, come si è già detto, infettare anche la prostata.
- Uroflussimetria: L’uroflussimetria trova una importante applicazione nello studio delle prostatiti in quanto consente di valutare il grado di ostruzione che l’aumento di volume della prostata infiammata determina. Il paziente, in questi casi, lamenta una difficoltà nell’urinare, come se dovesse fare più “pressione” per poter fare uscire l’urina, lamenta la necessità di dover urinare molte volte ed anche di notte (nicturia), ed una riduzione della forza del getto urinario. L’uroflussimetro è un apparecchio sofisticato che consente proprio di studiare le caratteristiche della minzione. Per effettuare l’indagine il paziente deve semplicemente urinare in un imbuto e l’uroflussimetro, collocato in un’altra stanza, rileverà in tempo reale tutte le caratteristiche della sua minzione.
Trattamento delle Prostatiti
Le prostatiti, purtroppo, non sono infezioni che possono risolversi facilmente come può essere una faringite, un ascesso dentario od altre infezioni. La ragione di tutto ciò non risiede nella incapacità di trovare dei farmaci utili a sconfiggere l’infezione ma nelle caratteristiche proprie della ghiandola. Per tutto quanto sopra risulta chiaro che la terapia farmacologica delle prostatiti deve essere eseguita per un periodo congruo e con dosi generose programmando spesso dei cicli di trattamento. Fare delle terapie con farmaci non idonei o, peggio, per brevi periodi è soltanto controproducente in quanto rischia di cronicizzare ancora di più il decorso dell’infiammazione selezionando ceppi di batteri resistenti agli antibiotici somministrati.
Farmaci Utilizzati
- Antibiotici: Gli ANTIBIOTICI che vengono utilizzati sono molecole attive nei confronti dei germi che più frequentemente causano le prostatiti. Una di queste molecole che si è vista essere efficace è l’associazione di trimetropim/sulfametoxazolo. Ad un ciclo di terapia con questa molecola è consigliabile far seguire un ciclo di terapia con tetracicline (es.: doxiciclina) per eliminare infezioni causate da germi particolarmente sensibili a tali molecole (es. clamidie e micoplasmi). Laddove si sospettino altri agenti infettanti (esempio enterococchi o stafilococchi) sarà utile programmare cicli di terapia con chinolonici (es.: levofloxacina o ciprofloxacina) o cefalosporine. Generalmente sarà necessario, anche in base alla risposta clinica ed alle indagini strumentali, programmare diversi cicli, anche di lunga durata, di terapia antibiotica.
- Antinfiammatori non steroidei: Gli ANTIINFIAMMATORI NON STEROIDEI sono un’altro presidio terapeutico insostituibile nelle terapia delle prostatiti. Il medico ha a disposizione una ampia gamma di molecole da utilizzare. A questi farmaci possono affiancarsi altri presidi terapeutici che hanno una indicazione più precisa a seconda della sintomatologia. Ad esempio i farmaci alfalitici (alfuzosina, terazosina, doxazosina, tamsulosina) sono indicati laddove i sintomi ostruttivi siano più evidenti. Ancora alcuni Autori hanno prosposto di iniettare gli antibiotici direttamente nel parenchima prostatico attraverso una puntura perineale.
Consigli Utili per i Pazienti
Il più utile e importante consiglio da dare ai pazienti affetti da prostatite è che, in considerazione che spesso queste infezioni hanno un andamento cronico con episodi di riacutizzazione, essi non devono scoraggiarsi in presenza della persistenza dei sintomi o del loro riapparire. Essi dovrebbero considerare le prostatiti alla stessa stregua di altre malattie croniche come ad esempio una bronchite cronica, una tracheite cronica, un’otite cronica; tutte infezioni che per guarire necessitano di cicli ripetuti di terapia.
La cosa peggiore da fare è una “genitalizzazzione” dell’attenzione come ad esempio stare sempre a pensare al fastidio urinario, ai dolori dei testicoli, toccarsi continuamente il perineo, angosciarsi per ogni fastidio. E’ necessario chiarire che non è vero che non si guarisce ma che è necessario del tempo.
E’ molto importante avere una vita sessuale regolare: evitare periodi di continenza lunghi ciò perchè, come abbiamo visto, il liquido seminale è per buona parte una secrezione prostatica e l’eliminare con regolarità tale secrezione impedisce che essa rimanga per molto tempo nella prostata ed aumenti la sua carica infiammatoria. E’ utile sottolineare che comportamenti sessuali a rischio possono essere causa di ulteriori infezioni dell’apparato genitale e complicare od esasperare le infiammazioni già presenti.
Cercare di avere una vita quanto più possibile sana. Ridurre la sedentarietà con attività sportive, passeggiate ed esercizi fisici. Evitare di stare seduti per lungo tempo; interrompere ogni tanto i viaggi in macchina molto lunghi. Evitare pasti molto abbondanti, correggere l’eccedenza ponderale, evitare di consumare grandi quantità di cibi piccanti od irritanti.
Alcuni tipi di attività sportive sono controindicate nelle infiammazioni prostatiche. In particolare il ciclismo, l’equitazione, il motociclismo e specialmente il ciclocross ed il motocross dovrebbero essere praticati con attenzione e ciò a causa dei frequenti e ripetuti traumi che queste discipline causano a livello del perineo e quindi della prostata. Si segnala che in commercio esistono dei sellini per bicicletta studiati proprio per evitare questi traumatismi.
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