L'AIDS è la malattia che deriva dall'infezione del virus HIV: quali sono le situazioni di rischio e come evitare e prevenire il contagio?
L’infezione da HIV non può essere diagnosticata attraverso i sintomi né attraverso le comuni analisi del sangue.
L'unico modo per accertare l’infezione è quello di sottoporsi al test per l’HIV.
I test per l'HIV sono in grado di evidenziare la presenza del virus o degli anticorpi diretti contro di esso.
Per accertare (diagnosticare) l'infezione da HIV il primo test da effettuare è la ricerca di anticorpi specifici nel sangue per mezzo di kit autorizzati e validi per tutti i tipi e sottotipi di HIV.
Il test non segnala la presenza del virus ma quella degli anticorpi prodotti dal sistema immunitario verso il virus.
Il test è anonimo e gratuito.
Il test prevede un counselling infermieristico informativo ed il prelievo ematico.
Metodologie di Test HIV
L’analisi sierologica si basa sull’utilizzo di diverse metodiche che si integrano a vicenda in modo da combinare la massima sensibilità in fase di screening con la massima specificità in fase di conferma.
Il test di screening consiste in un saggio in chemiluminescenza (CLIA), in grado di rilevare con la massima sensibilità tutte le possibili reattività nei confronti del virus.
E’ tuttavia possibile che vengano rilevate anche false reattività.
Pertanto, in presenza di un risultato positivo o dubbio al test di screening si procede all’analisi del campione con altra metodica analitica (ELFA=Enzyme Linked Fluorescence Immunoassay) e con test di conferma ad elevata specificità in Western Blot (WB).
Un'eventuale positività al test ELISA deve essere assolutamente confermata dal test denominato western blot.
Più specifico del precedente, questo esame consente di evidenziare, su un supporto di nitrocellulosa, la presenza degli anticorpi contro i singoli antigeni dell’HIV.
Test Combinati HIV 1/2 Ab-Ag
Il test HIV 1/2 Ab-Ag permette la determinazione combinata dell'antigene p24 del virus dell'immunodeficienza umana di tipo 1 (HIV-1) e degli anticorpi specifici contro ii virus dell'immunodeficienza umana di tipo 1 e/o contro ii virus dell'immunodeficienza umana di tipo 2 (HIV-2) in campioni di siero o plasma umano.
Poco dopo l’infezione con HIV, ma prima della sieroconversione, gli antigeni di HIV possono essere rilevati nei campioni di siero o plasma.
Test Rapidi
I test rapidi sul sangue hanno una sensibilità comparabile a quella dei test tradizionali, mentre quelli sulla saliva, potendo essere condizionati da fattori individuali o dall'assunzione di alimenti e bevande, dovrebbero essere confermati da un test sul sangue.
I test rapidi offrono l’indubbio vantaggio di fornire l’esito in pochi minuti.
Da alcuni anni anche la LILA offre la possibilità di effettuare il test rapido presso alcune delle sue sedi locali e in altri luoghi di ritrovo non convenzionali (vedi TEST IN LILA).
Il test viene eseguito da personale formato ed è accompagnato da un colloquio di counselling finalizzato alla valutazione dei rischi corsi.
Se il test è reattivo (ovvero preliminarmente positivo), la persona viene indirizzata ad un centro di malattie infettive per eseguire un test di conferma su prelievo di sangue.
Dal dicembre del 2016 è possibile acquistare in farmacia un autotest per l’HIV: si tratta di un test rapido che prevede l’auto prelievo di una goccia di sangue dal dito e fornisce un risultato in 15 minuti.
Se il test è reattivo (ovvero preliminarmente positivo) è necessario effettuare un test di conferma presso una struttura sanitaria.
La possibilità di effettuare il test in autonomia, la riservatezza, la rapidità dei risultati, sono gli elementi allettanti di questa opportunità, ma è bene tener presente anche le controindicazioni: viene meno la possibilità di accedere al counselling e di essere sostenuti e orientati nel caso in cui il test sia reattivo.
Carica Virale (Viremia)
Esistono, inoltre, test per la misurazione della quantità di virus nel sangue (carica virale o viremia) basati sulla tecnica molecolare di amplificazione genica (real time PCR).
La carica virale è infatti un indice del livello di riproduzione (replicazione) del virus e, quando la cura è efficace, la carica virale scende al di sotto del valore misurabile dal metodo utilizzato.
Questo significa che il virus è mantenuto sotto controllo dalla terapia prevenendone i danni a carico del sistema di difesa dell’organismo (sistema immunitario).
Il test PCR (Polymerase Chain Reaction) è in grado di rilevare precocemente la presenza dell’HIV nel sangue attraverso una tecnica di amplificazione molecolare di quantità molto piccole di RNA o DNA.
Periodo Finestra e Tempi di Attesa per i Test HIV
Gli anticorpi anti-HIV compaiono nel sangue in un periodo compreso tra 3 settimane e 3 mesi (periodo finestra) dopo il contagio ed è, quindi, possibile effettuare un test a partire da circa un mese dopo il comportamento o l’evento a rischio.
Il test non è in grado di rilevare l’infezione nei giorni immediatamente successivi al contagio.
Poiché l’organismo non produce immediatamente gli anticorpi, vi è dunque un periodo in cui il test non è in grado di diagnosticare l’infezione (Periodo Finestra).
A seguito di un comportamento a rischio, l’indicazione è quella di effettuare il test ad un mese di distanza, periodo sufficiente a riscontrare il contagio nella quasi totalità dei casi.
Il risultato del test, però, per essere considerato definitivo, deve essere confermato dopo 3 mesi, nei test di terza generazione, mentre, secondo le indicazioni del Ministero della Salute, i test di quarta generazione, che sono più sensibili e riconoscono anche l'antigene virale p24, possono fornire un risultato definitivo a partire dai 40 giorni successivi all'evento a rischio.
E’ quindi possibile effettuare il test a partire da due/tre settimane circa dopo una sospetta esposizione e una risposta definitiva si ha dopo 40 giorni per i test di quarta generazione (ricerca combinata anticorpi/antigene p24) e dopo 3 mesi per i test di terza generazione (solo ricerca anticorpi).
Se il Test viene eseguito nel rispetto del Periodo Finestra, il risultato è da considerarsi valido e definitivo.
Il periodo finestra è di 3 mesi.
Interpretazione dei Risultati
L’esito del test è positivo se viene riscontrata l’infezione da HIV (sieropositività all’HIV).
Cosa si intende per falsi negativi e falsi positivi?
Il test potrebbe dare esito negativo anche se la persona ha contratto l’HIV (falso negativo): questo può accadere se il test viene fatto a ridosso del comportamento a rischio, cioè nel cosiddetto Periodo Finestra.
Può anche accadere che il test dia esito positivo in una persona che non ha l’HIV (falso positivo): per questo motivo, a fronte di un risultato preliminarmente positivo, è prevista l’effettuazione di un test di conferma prima dell’eventuale diagnosi di positività all’HIV e della comunicazione dei risultati.
Se il sangue di un donatore risulta HIV-positivo, il donatore viene informato?
Sì, il donatore sarà informato in modo riservato e personalizzato.
Accesso al Test
Puoi effettuare il test negli ospedali, nei centri di cura delle IST (Infezioni Sessualmente Trasmissibili) e nei laboratori di analisi accreditati.
Le modalità di accesso cambiano di struttura in struttura, chiedi informazioni.
Nessuna persona può essere sottoposta al test senza consenso, se non per motivi di necessità clinica nei suoi interessi.
Il test è volontario e, perché venga eseguito, è necessario il tuo consenso esplicito ed informato.
La decisione di fare il test è solo tua: prendi il tempo che ti occorre per affrontarlo serenamente.
Alcuni centri effettuano il test in forma anonima, altri in forma riservata.
Nel primo caso non viene richiesto alcun documento personale, ma viene utilizzato un codice criptato per la tua identificazione.
Nel secondo caso è necessario esibire un documento identificativo al momento dell’effettuazione del test o del ritiro dei risultati.
È preferibile eseguire il test in un centro pubblico o privato?
I test utilizzati in Italia, sia nei laboratori pubblici che privati, devono rispondere alle stesse norme di legge.
Si tratta di colloqui di breve durata con personale esperto che dovrebbero essere previsti da tutti i centri pubblici che effettuano il test, sia prima del prelievo che al momento della comunicazione dei risultati.
Considerazioni Importanti
Cio’ che deve portare una persona ad effettuare il test non è la presenza di sintomi, che compaiono in una fase tardiva della malattia, ma la consapevolezza di aver avuto comportamenti a rischio.
Fare il test è un momento delicato e a volte molto stressante: valuta l’opportunità di non affrontarlo in solitudine e di farti sostenere da una persona che ti è vicina e di cui ti fidi.
In Italia è però altissima e in costante crescita la percentuale di diagnosi tardive: sono molte, dunque, le persone non consapevoli di aver contratto il virus e che arrivano al test HIV in uno stato di salute già debilitato.
Se sei minorenne e vuoi effettuare il test HIV, la legge prevede che il consenso sia a carico dei tuoi genitori o di chi esercita la patria potestà.
Se hai corso un rischio effettivo e non vuoi comunicare ai genitori la decisione di fare il test, la prassi è quella di prendere in considerazione la tua richiesta ed eventualmente chiedere l’autorizzazione al Tribunale dei minori.
Se hai più di 16 anni, sarà valutata anche la possibilità di eseguire il test con il tuo consenso, coinvolgendo i tuoi genitori solo a seguito dell’eventuale risultato positivo.
HIV e Gravidanza
L’esecuzione del test non è mai obbligatoria, ma le Linee Guida nazionali sul concepimento raccomandano che questo venga prescritto tra gli esami di routine nel corso della gravidanza.
Una donna con l’HIV può infatti trasmettere il virus al nascituro o alla nascitura (trasmissione verticale) durante la gravidanza, il parto e l'allattamento al seno.
Il rischio può essere estremamente ridotto (<1%) adottando le dovute precauzioni: idonea terapia durante la gravidanza, parto cesareo, allattamento artificiale, idonea terapia al neonato.
Un uomo con l’HIV non può invece trasmettere il virus direttamente ai nascituri, ma è necessario che non lo trasmetta alla futura madre al momento del concepimento.
Se avete in progetto di diventare genitori e non conoscete il vostro stato sierologico, non perdete l’occasione di effettuare entrambi il test per l’HIV.
La diagnosi precoce è in ogni caso un fattore di grande importanza per prevenire complicazioni alla vostra salute.
HIV e Lavoro
La Legge 135/90 vieta a datrici e datori di lavoro lo svolgimento di indagini volte ad accertare lo stato di positività all’HIV.
Nonostante questo, la LILA riceve diverse segnalazioni da parte di persone con HIV in cerca di lavoro, alle quali è richiesto, tra la lista degli esami comuni da fare, anche il test dell'HIV.
La richiesta del test è una pratica diffusa, ma si tratta di un abuso non giustificato da rischi reali e dettato da ignoranza e pregiudizi.
I Ministeri della Salute e del Lavoro sottolineano che l’HIV non si trasmette attraverso il contatto occasionale e che la presenza sul luogo di lavoro di persone con HIV non è un rischio per la sicurezza; laddove sussista un rischio professionale, vi è già l’obbligo di adottare precauzioni di carattere universale.
Il test HIV non può dunque essere richiesto indiscriminatamente a tutti i lavoratori e lavoratrici.
Nel caso ti venga richiesto il test HIV senza un valido e giustificato motivo, puoi rifiutarti di farlo e denunciare l’abuso.
Sintomi dell'Infezione da HIV
In alcuni casi l’infezione non genera alcun sintomo (sieroconversione asintomatica), in altri casi si manifesta invece una sintomatologia acuta (sindrome acuta retrovirale) che insorge tra i 4 giorni e le 4 settimane successive al contagio e dura solitamente da 1 a 3 settimane.
I sintomi più comuni includono febbre, spossatezza, sudori notturni, rigonfiamento dei linfonodi, mal di gola, eruzioni cutanee: poiché si tratta di sintomi molto comuni e in parte simili a quelli di una semplice influenza, non c’è motivo di allarmarsi, ma se si manifestano (al di fuori della stagione fredda e) a ridosso di un comportamento sessuale a rischio, è importante fare subito i dovuti accertamenti.
Situazione Attuale e Terapie
L’infezione da HIV, nel nostro paese, è ormai considerata un’infezione cronica che lascia spazio a progetti di vita personali, lavorativi e familiari, compreso quello di diventare genitori.
Non esiste ancora una cura in grado di guarire dall’HIV ma, se l’infezione viene diagnosticata precocemente, le terapie antiretrovirali disponibili offrono un’aspettativa di vita paragonabile a quella della popolazione generale.
Oltre a sostenere lo stato di salute, le terapie antiretrovirali hanno un’importante funzione preventiva: riducendo la quantità di virus nell’organismo, riducono significativamente anche il rischio che l’HIV venga trasmesso ad altre persone.
HIV-1 e HIV-2: Quali Sono le Differenze?
Che differenza c’è tra HIV-1 e HIV-2? I test per l’HIV sono in grado di rilevare entrambi?
HIV-1 e HIV-2 sono due differenti ceppi del virus: il primo è il più diffuso nel mondo; il secondo è meno diffuso e meno patogeno e si trova prevalentemente in Africa occidentale.
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