Carote e glicemia alta: verità e falsi miti

Uno degli alimenti che ha sviluppato un difficile rapporto storico con la dieta per i soggetti affetti da diabete sono proprio queste: le carote. In questo articolo ci occupiamo di conoscere quanto aumenta lo zucchero nel sangue (glicemia) dopo l’assunzione di una porzione di carote.

La glicemia e le carote: cosa succede?

La glicemia aumenta dopo l'assunzione di una porzione di carote. L’alimento, dopo la masticazione, arriva nell’apparato digerente dove viene man mano scomposto nelle sue componenti principali, i carboidrati, le proteine e i lipidi. Man mano queste componenti del cibo vengono assimilate dall’intestino e riversate nel torrente circolatorio. E’ così che i carboidrati contenuti nelle carote entrano nel nostro sangue e tendono ad aumentare il livello di carboidrati nel sangue (=zuccheri nel sangue, =glicemia).

Ma di quanto aumenta la glicemia dopo aver assunto carboidrati provenienti dalle carote? Ebbene, per quanto sorprendente, i carboidrati non sono tutti uguali nella capacità di innalzare il livello di zucchero nel sangue!

Indice glicemico delle carote: crudo vs cotto

Per poter fare un esperimento prendiamo una quantità di carboidrati fissa per esempio 50 g. Ora vogliamo stabilire come questi 50 g di carboidrati provenienti dalle carote possono aumentare la glicemia. Guardiamo alla composizione in nutrienti delle carote: 100g di carote crude contengono circa 7g di carboidrati. Quindi per poter assumere 50 g di zuccheri con le carote, bisogna mangiare 714 g di carote, una porzione enorme!

Ora vediamo cosa accade alla glicemia quando si mangiano 714 g di carote, che contengono 50 g di carboidrati. Ecco qui sotto, il grafico, nel tempo, di come si modifica la glicemia per via dell’assunzione di 50 g di carboidrati provenienti dalle carote crude e cotte, rispettivamente.

Valori dell'indice glicemico

  • Carote crude: indice glicemico di 41 (basso)
  • Carote cotte: indice glicemico di 90 (elevato)

Giusto per un rapido confronto, gli alimenti si dividono in quelli che hanno un indice glicemico BASSO (fino a 55), MEDIO (tra 55 e 69) ed ELEVATO (superiore a 70).

Cosa significa l'indice glicemico delle carote?

Le carote sono, da crude, un alimento che possiede un indice glicemico molto basso e davvero indicate per chi ha problemi di glicemia. Le carote cotte invece hanno un elevato indice glicemico: la cottura della carota produce una maggiore idratazione e gelatinizzazione dell’amido con le alte temperature e di conseguenza un aumento dell’indice glicemico.

Carote e glicemia: il parere dell'esperto

Le carote sono spesso accusate di causare picchi glicemici. Una convinzione molto diffusa su questo ortaggio è che contenga tanti carboidrati e che quindi favorisca un’elevata concentrazione di glucosio nel sangue. Ma è veramente così? «Una quantità eccessiva di glucosio nel sangue può creare con il tempo una serie di problemi di salute, favorendo innanzitutto un’alterazione della glicemia a digiuno, una condizione di pre diabete» spiega la dottoressa Serena Missori.

Chi soffre di diabete può mangiare le carote?

«Le carote sono ortaggi che contengono carboidrati» spiega la diabetologa Serena Missori. «Secondo l’American Diabetes Association, la quantità totale di questi nutrienti in un pasto è il determinante più importante della risposta glicemica post-prandiale. Innanzitutto, pur contenendo carboidrati, le carote non ne contengono in grandi quantità. In 100 grammi ne hanno all’incirca 10 grammi, di cui meno della metà sono zuccheri, quindi effettivamente assorbibili. Di conseguenza questo ortaggio ha tutte le carte in regola dal punto di vista nutrizionale per poter esser consumato anche da chi ha la glicemia alta o soffre di diabete, adottando dei piccoli accorgimenti a tavola» spiega l’esperta.

  • Moderare le quantità consumate: massimo un paio, pari all’incirca 200-300 grammi, non più di 3-4 volte a settimana.
  • Evitare di associarle all’interno dello stesso pasto a un’altra fonte di carboidrati come la pasta, il riso o il pane e consumarle invece insieme a una fonte di proteine come la carne e i suoi derivati, il pesce o una piccola porzione di legumi e verdure a foglia verde, per esempio un’insalata, che grazie alla ricchezza di fibre ne riduce l’impatto sulla glicemia.
  • Aggiungere all’interno del pasto ingredienti capaci di migliorarne ancora di più la risposta glicemica, come la cannella, una spezia ideale non solo per il suo sapore particolare, ma anche per la sua azione insulino-mimetica.

Carote crude vs carote cotte: quale scegliere?

«Un etto di carote crude contengono 4,7 grammi di zuccheri. Con la cottura i carboidrati presenti in questo ortaggio diventano maggiormente accessibili agli enzimi intestinali, ma avendone solo piccole quantità gli effetti sulla glicemia sono veramente minimi». Quindi no, le carote crude non alzano la glicemia. E nemmeno quelle cotte.

Benefici e proprietà delle carote

Le carote sono un ortaggio che spicca per la ricchezza di composti bioattivi naturali con effetti nutraceutici e benefici per la salute. Le carote garantiscono innanzitutto un buon contenuto di antiossidanti, tra cui i carotenoidi responsabili del colore arancione dell'ortaggio. Tra questi spicca il betacarotene, il precursore della vitamina A, noto per essere alleato della salute della pelle. Le carote forniscono un buon quantitativo di fibre.

Le carote sono radici commestibili non amidacee indicate anche per le persone che vogliono tenere sotto controllo la glicemia. Le cipolle hanno un basso indice glicemico e il loro consumo può aiutare a controllare i livelli di zucchero nel sangue e a prevenire l’iperglicemia nei diabetici.

Consigli per i diabetici

Quando la glicemia è alta, si parla di diabete alto. Contrariamente a quanto si possa pensare, non tutte le verdure sono ugualmente adatte ai diabetici.

Verdure amidacee

Patate, patate dolci, zucca, castagne.

Le persone diabetiche devono seguire una dieta il più possibile salutare per poter controllare la malattia. Tra le verdure, quelle consigliate ai diabetici sono quelle non amidacee come carote, zucchine e broccoli, che dovrebbero coprire almeno metà del piatto.

Come consumare le carote: crude o cotte?

Le carote crude sono un’ottima scelta per uno spuntino sano davanti alla televisione o per arricchire insalate e piatti freddi. Tuttavia, ci sono anche alcuni svantaggi da considerare. Le carote crude possono essere più difficili da digerire per alcune persone, specialmente se consumate in grandi quantità. Il betacarotene, un precursore della vitamina A, è più facile da assorbire per l’organismo quando le carote sono cotte. Anche se la cottura può aumentare sensibilmente l’indice glicemico delle carote, questo rimane comunque nella fascia media (tra 56 e 69).

Le carote, sia crude che cotte, hanno un basso carico glicemico grazie al loro contenuto moderato di carboidrati. Le carote, specialmente se consumate con la buccia, sono ricche di fibre. Le fibre rallentano l’assorbimento degli zuccheri nel sangue, mitigando l’effetto dell’indice glicemico.

Per preservare al massimo i nutrienti delle carote il metodo di cottura da preferire è la cottura al vapore o la bollitura con poca acqua, che può essere recuperata in forma di brodo. Un’altra opzione è la cottura al forno, che concentra i sapori e la dolcezza delle carote senza aggiungere grassi.

In conclusione, non esiste un modo universalmente migliore per consumare le carote. Il consiglio è di variare il modo di consumare le carote, alternando tra crude e cotte, e scegliendo metodi di cottura che preservino al massimo le loro proprietà nutritive.

Carote contro il diabete: nuovi studi

Per quello che riguarda la parte di alimentazione, presto si potrebbe arrivare a un consiglio generale: quello di includere sempre le carote - meglio se crude - nel menu. Andando più a fondo, gli autori hanno poi dimostrato che i benefici delle carote si erano ripercossi anche sul microbiota, la cui composizione era più equilibrata e più favorevole rispetto a quella del microbiota degli animali di controllo. I batteri del gruppo che aveva mangiato carote producevano più acidi grassi a catena corta, noti per essere potenti regolatori del metabolismo degli zuccheri.

Per quanto riguarda i meccanismi d’azione che renderebbero le carote così efficaci, probabilmente il merito è di una serie di composti bioattivi e, in particolare, del falcarinolo e del falcarindiolo, due sostanze sintetizzate per combattere i funghi e i batteri, e dotate anche di un’azione antinfiammatoria.

Consigli generali sull'assunzione di carote

Buongiorno, non si preoccupi dell'introduzione di carote nella sua alimentazione. Le carote sono verdure e come tali sono ricche di vitamine, minerali, fibre e soprattutto di beta-carotene (precursore della vitamina A) quindi non sono da considerare come fonte di zuccheri. Una porzione di verdure a pasto è in media 200-250 gr e può essere composta da una sola verdura o più verdure per arricchire il piatto.

Buongiorno! Sì, le carote sono considerate una verdura dolce, grazie al loro sapore naturalmente dolce. Contengono zuccheri, ma in quantità relativamente moderate. Mangiare 3 carote come porzione non è eccessivo, soprattutto per una persona senza diabete. Le carote sono ricche di vitamine, minerali e fibre, rendendole un'ottima scelta per una dieta sana. Tuttavia, come per ogni alimento, è bene bilanciare il consumo con altre verdure e alimenti per assicurarsi una dieta varia ed equilibrata.

In conclusione, le carote non sono delle verdure da escludere da una sana alimentazione equilibrata.

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