Diagnosi dei calcoli renali ed esami del sangue

I calcoli renali, o nefroliti, sono ammassi piccoli e duri che si formano all’interno dei reni. I reni fanno parte del tratto urinario, il quale comprende anche gli ureteri, la vescica e l’uretra. I reni filtrano le sostanze di scarto dal sangue e producono l’urina, la quale viene trasportata fino alla vescica tramite due condotti (uno destro ed uno sinistro) chiamati ureteri.

L’urina viene quindi eliminata dalla vescica tramite l’uretra. La calcolosi renale è una patologia piuttosto frequente. Secondo alcuni studi in Italia la prevalenza è intorno al 10%, con picchi di età intorno ai 55-60 anni e rischio di recidive piuttosto elevato (50%).

Come si formano i calcoli renali

Le cause della formazione dei calcoli renali possono essere molteplici, ma nella maggior parte dei casi si formano per la precipitazione e formazione di cristalli di specifiche sostanze chimiche presenti nelle urine in concentrazioni troppo elevate. Questo può essere dovuto all’eccessiva produzione ed escrezione di queste sostanze o alla scarsa idratazione, con formazione di urine eccessivamente concentrate. I calcoli non si formano necessariamente in coloro che non bevono a sufficienza o che hanno un’elevata concentrazione di alcune sostanze nelle urine. Talvolta, i calcoli renali possono formarsi per altre ragioni, non sempre note.

Normalmente nelle urine si concentrano una quantità di sostanze chimiche che partecipano alla formazione dei cristalli (in termini tecnici queste sostanze vengono chiamate: promotrici), contrastate da altre sostanze chimiche, che inibiscono la precipitazione dei cristalli delle sostanze promotrici (inibitrici). La formazione di calcoli è lo stesso processo chimico che comporta la precipitazione dello zucchero nella tazzina di caffè oppure quando si forma il sale nelle saline. Se la sostanza contenuta nelle urine è più concentrata del normale, rischia di precipitare. Questo non avviene nei soggetti sani.

La formazione di calcoli nelle vie urinarie deriva dall'alterarsi di un delicato equilibrio tra necessità del rene di conservare acqua attraverso l'eliminazione di urine concentrate, l'eliminazione di questi sali nelle urine in quantità troppo elevate per restare disciolte senza la tendenza a formare cristalli (soluzione soprasatura), la presenza di condizioni o di sostanze che inibiscono la cristallizzazione dei sali di calcio o che legano il calcio in complessi solubili (es. il pH delle urine, il citrato, alcune glicoproteine).

Tipi di calcoli renali

I calcoli renali possono essere costituiti da varie componenti chimiche, singole o in combinazione. La maggior parte dei calcoli, nel mondo occidentale, è costituita da ossalato di calcio. I calcoli di cistina spesso si manifestano fin dall’infanzia in pazienti portatori di una condizione patologica ereditaria definita cistinuria. Questi sovente causano calcolosi complesse, voluminose, fortemente recidivanti e difficili da trattare.

I calcoli, sulla base della loro composizione e localizzazione, possono essere rotondi, affilati e appuntiti o di forma irregolare (detti “a stampo”). Le dimensioni possono variare tra quelle di un granello di sabbia e di una palla da golf, e oltre. La composizione dipende dalla sostanza chimica in eccesso che ne ha causato la formazione.

Sintomi dei calcoli renali

È cruciale sottolineare che i sintomi dei calcoli ai reni possono variare da persona a persona: alcuni individui possono essere asintomatici, in quanto le dimensioni minime consentono ai calcoli di essere espulsi facilmente, o ancora vi sono tipologie di calcoli renali che generano sintomi lievi.

I sintomi più comuni, oltre al dolore acuto che si irradia verso addome, fianco e schiena, sono:

  • Tracce di sangue nelle urine (ematuria)
  • Bisogno di urinare frequentemente (pollachiuria)
  • Nausea e vomito
  • Sensazione di bruciore durante la minzione (disuria)

Altri sintomi includono:

  • Dolore acuto e persistente, che può iniziare improvvisamente e variare in intensità, spesso spostandosi dalla parte bassa della schiena o dai fianchi verso l'addome. In presenza di calcoli renali, il dolore viene spesso definito dai pazienti equivalente a una sorta di “coltellata” al fianco.
  • Sangue nelle urine (ematuria): l'urina può apparire rosa, rossa o marrone a causa della presenza di sangue.
  • Febbre, brividi, debolezza, diarrea e urina torbida, in caso di infezione associata ai calcoli renali. La temperatura corporea può superare i 38°C.
  • Il bisogno frequente o urgente di urinare può essere associato al dolore di tipo colico, e potrebbe esserci un senso di incompletezza nella minzione.

La sintomatologia dolorosa associata alla presenza di un calcolo nell’apparato urinario è detta “colica renale”. Si ha per una distensione improvvisa del rene (idronefrosi) causata da un accumulo di urine al suo interno. In presenza di colica renale, la prima cosa da fare è alleviare il dolore (terapia medica).

Oltre alla sintomatologia caratterizzata principalmente dal dolore tipo colica, il primo sintomo può essere dato da un’infezione delle vie urinarie o ematuria.

Diagnosi dei calcoli renali

I segni e sintomi associati con la calcolosi renale possono indurre il clinico a ricercare i calcoli sia nelle urine che all’interno dell’apparato urinario, tramite metodiche di diagnostica per immagini.

Le analisi del sangue e delle urine possono fornire informazioni molto utili riguardanti lo stato di salute del paziente. Insieme all’analisi del calcolo renale possono essere richieste anche l’analisi del sangue e delle urine (compresa la raccolta delle 24 ore), in modo da verificare la presenza di eventuali sostanze in eccesso che possono aver determinato la formazione del calcolo, oltre che per valutare lo stato di salute complessivo del paziente.

Quando dovrebbero essere svolti gli esami del sangue dei reni? Gli esami del sangue dei reni dovrebbero essere svolti nei giovani con malattie renali note. Esistono poi altre categorie di persone il cui corretto funzionamento renale dovrebbe essere indagato attraverso questi esami. Un’altra categoria di persone è data dai portatori di ipertensione arteriosa, diabete mellito, cardiopatia ischemica o tutti coloro che, per vari motivi, vengono trattati con farmaci che possono alterare la funzione renale.

Esami di laboratorio

In presenza di sintomi indicativi di calcolosi renale, il clinico o il laboratorio di solito forniscono al paziente un contenitore sterile ed una garza a maglie fini con la quale filtrare le urine. Questa procedura è necessaria poiché non è possibile sapere quando i calcoli verranno eliminati.

Il paziente deve quindi esaminare la garza alla ricerca di qualsiasi granello venga trattenuto, tenendo presente che i calcoli possono essere facilmente visibili, ma anche avere le dimensioni di un granello di sabbia. Nel caso in cui venga trovato un calcolo, questo deve essere messo in un contenitore sterile e asciutto e portato al laboratorio che effettuerà l’analisi.

L’analisi dei calcoli renali viene effettuata in seguito alla loro espulsione spontanea o rimozione dall’apparato urinario, per determinarne la composizione chimica. Il laboratorio ne analizza in primo luogo le caratteristiche fisiche: dimensioni, forma, peso, colore e struttura. Spesso viene anche archiviata una foto del calcolo per annotarne meglio forma e aspetto. Il calcolo può quindi essere frammentato in modo da osservarne le eventuali stratificazioni. Per determinare la composizione del calcolo vengono effettuati uno o più test.

I calcoli vengono analizzati tramite spettroscopia infrarossa e rifrattometria a raggi X. Nel caso di calcolosi renale ricorrente, deve essere analizzato solo il primo calcolo.

Valutazione della funzionalità renale

Quali sono i principali esami per indagare la funzionalità renale? La velocità di filtrazione glomerulare si può rilevare facilmente con un algoritmo, il più affidabile è CKD-EPI. Rappresenta un valore affidabile di funzionalità renale per la maggior parte della popolazione. Il filtrato glomerulare si determina con maggiore precisione sulle urine delle 24 h ricavandolo dal rapporto creatinina urinaria, volume urinario/creatinina plasmatica e tempo.

L’urea deriva dal catabolismo proteico e correla quindi con la dieta. I valori normali sono quelli cui fa riferimento il laboratorio di analisi.

Quando il valore della creatinina è preoccupante? Il valore alterato della creatinina plasmatica è preoccupante qualora, sebbene rapportato all’età ed alla massa muscolare, è in continua crescita.

Per valutare la funzionalità renale possono essere richiesti esami come:

  • Esame delle urine
  • Esame del sangue (creatinina, urea)
  • Raccolta delle urine delle 24 ore

Diagnostica per immagini

La tomografia computerizzata (CT) è l’esame di diagnostica per immagini più comunemente utilizzato per individuare i calcoli renali. La TC dell’addome e delle pelvi combina una serie di immagini a raggi X per fornire un’immagine 3D dell’apparato urinario.

L’ecografia addominale è un’altra metodica di diagnostica per immagini utile per rilevare la presenza di calcoli nell’apparato urinario. L’ecografia offre il vantaggio di non richiedere l’utilizzo di radiazioni; tuttavia, risulta meno affidabile rispetto alla TC nel fornire immagini dei calcoli e determinarne la localizzazione.

Altri esami diagnostici includono:

  • Urografia: permette uno studio accurato della forma delle vie escretrici e della posizione del calcolo (anche se non visibile alla radiografia).
  • Scintigrafia renale: se c’è un sospetto di danno renale.

Trattamento dei calcoli renali

La terapia dei calcoli urinari è diversa a seconda della sede del calcolo, delle sue dimensioni, della sua presunta composizione e degli effetti determinati dal calcolo sull’apparato urinario. Un calcolo non curato con il tempo aumenta di dimensioni.

È necessario concordare con il proprio medico il trattamento più adeguato. In presenza di colica renale, la prima cosa da fare è alleviare il dolore (terapia medica).

Molti calcoli renali riescono a fuoriuscire spontaneamente con le urine, ma talvolta le dimensioni elevate o la forma irregolare ne determinano l’impossibilità di espulsione. Talvolta i calcoli, infatti, sono talmente grossi da non riuscire a passare dai reni agli ureteri, altre volte sono di minori dimensioni, passano negli ureteri ma non riescono a percorrerli; in queste situazioni sono necessarie idonee terapie. I calcoli possono essere rimossi chirurgicamente, di solito tramite dei dispositivi in grado di risalire attraverso l’uretra e la vescica lungo gli ureteri, fino a raggiungere la sede in cui sono presenti.

Alcune tecniche includono:

  • Litotripsia: una metodica meno invasiva che consiste in una sorta di bombardamento dei calcoli tramite ultrasuoni che ne causa la frammentazione.
  • Litotrissia percutanea o transuretrale: per frantumare il calcolo e asportarne i frammenti.

Alimentazione e calcoli renali

La composizione delle urine è direttamente correlata all’alimentazione, perché va adattato alla tipologia di calcolosi a cui è soggetto il paziente. È importante valutare l'assunzione di proteine, di verdure, di latticini, di alcool, di sale e il pH urinario.

Nel caso in cui il calcolo contenga calcio, può essere richiesta una diminuzione della sua assunzione, invece della sua eliminazione completa dalla dieta. Alcune persone assumono calcio in eccesso dalla dieta, ma talvolta questo può essere concomitante con un eccesso di sodio, motivo per il quale talvolta può essere richiesta una diminuzione nell’assunzione di sale.

In generale, è consigliabile:

  • Bere molti liquidi per mantenere un volume di urine superiore ai 2 litri nell’arco di 24 ore.
  • Seguire una dieta equilibrata, adattata al tipo di calcolorenale.

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