Calcitonina: Farmaco, Indicazioni e Utilizzo

La calcitonina è un farmaco utilizzato per diverse condizioni mediche, tra cui l'osteoporosi postmenopausale, il morbo di Paget e l'ipercalcemia da tumori maligni. Questo articolo fornisce informazioni dettagliate sull'uso, il dosaggio, le precauzioni e le controindicazioni di questo farmaco.

Indicazioni Terapeutiche della Calcitonina

La calcitonina è indicata per:

  • Trattamento dell'osteoporosi postmenopausale stabilizzata per ridurre il rischio di fratture vertebrali. Non è stata dimostrata riduzione di fratture all'anca.
  • Prevenzione della perdita acuta di massa ossea dovuta ad improvvisa immobilizzazione come in pazienti che hanno recentemente subito fratture di natura osteoporotica.
  • Malattia di Paget.
  • Ipercalcemia da tumori maligni.

Controindicazioni

La calcitonina è controindicata in pazienti con:

  • Ipersensibilità alla calcitonina o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
  • Ipocalcemia.

Dosaggio e Modo di Somministrazione

Il dosaggio di Calcitonina Sandoz deve essere individualizzato in base alle specifiche necessità del paziente.

Prevenzione della perdita acuta di massa ossea

La dose raccomandata è di 100 U.I. al giorno o 50 U.I. due volte al giorno per 2 - 4 settimane, somministrate per via sottocutanea o intramuscolare. La dose può essere ridotta a 50 U.I. al giorno all'inizio della fase di rimobilizzazione. Il trattamento deve essere continuato finché i pazienti tornano ad essere totalmente mobilizzati.

Malattia di Paget

Il dosaggio raccomandato è 100 U.I. al giorno somministrato per via sottocutanea o intramuscolare, tuttavia è stato raggiunto un miglioramento clinico e biochimico con il dosaggio minimo di 50 U.I. tre volte alla settimana. La dose deve essere aggiustata sulla base delle necessità individuali del paziente. La durata della terapia dipende dalle indicazioni per le quali il trattamento è richiesto e dalla risposta del paziente. L'effetto della calcitonina può essere monitorato attraverso la misurazione di appropriati indicatori di rimodellamento osseo, come i livelli sierici della fosfatasi alcalina o i livelli urinari dell'idrossiprolina o desossipiridinolina. La dose può essere ridotta in seguito a miglioramento delle condizioni del paziente.

Ipercalcemia da tumori maligni

La dose iniziale raccomandata è di 100 U.I. ogni 6-8 ore per iniezione sottocutanea o intramuscolare. In aggiunta, la calcitonina di salmone può essere somministrata per iniezione endovenosa in seguito a precedente reidratazione. Se dopo uno o due giorni la risposta non è soddisfacente la dose può essere aumentata a un massimo di 400 U.I. ogni 6-8 ore. In casi di particolare gravità o di emergenza l'infusione endovenosa, contenente fino a 10 UI/kg di peso corporeo in 500 ml di soluzione di sodio cloruro allo 0,9% può essere somministrata in un arco di tempo di almeno 6 ore. Dato che la calcitonina di salmone è un peptide, può verificarsi un adsorbimento nel materiale plastico del set di infusione. Ciò può potenzialmente ridurre la dose totale somministrata al paziente. Si raccomanda un frequente monitoraggio della risposta clinica e di laboratorio, compresa la misurazione del calcio sierico, specialmente nelle prime fasi del trattamento.

Osteoporosi postmenopausale

Nel trattamento dell'osteoporosi postmenopausale stabilizzata la dose raccomandata di calcitonina per somministrazione endonasale è di 200 UI una volta al giorno. Si raccomanda di associare il trattamento di calcitonina per somministrazione endonasale con un adeguato apporto di calcio e di vitamina D. La terapia deve essere somministrata per un lungo periodo. Si raccomanda di somministrare Calcitonina Sandoz Spray nasale alternando le narici.

Avvertenze e Precauzioni d'Uso

È necessario effettuare un esame al naso prima di iniziare il trattamento e la terapia non va iniziata in presenza di disturbi nasali. È necessario interrompere il trattamento con calcitonina per somministrazione endonasale se si sviluppano gravi ulcerazioni della mucosa nasale (per esempio penetrazione al di sotto della mucosa o forte sanguinamento). In caso di lieve ulcerazione si deve interrompere temporaneamente il trattamento finché non sia avvenuta la completa cicatrizzazione. Poiché la calcitonina è un peptide, esiste la possibilità di reazioni allergiche sistemiche e sono state riportate reazioni di tipo allergico compresi casi isolati di shock anafilattico che si sono verificati nei pazienti in trattamento con calcitonina. Tali reazioni vanno tuttavia distinte dall'arrossamento generalizzato o locale accompagnato da sensazione di calore che rappresenta un effetto indesiderato comune, ma non allergico, della calcitonina. Nei pazienti per i quali si sospetti una sensibilità verso la calcitonina, si consiglia di effettuare dei test di reazione cutanea prima di iniziare il trattamento.

In seguito a somministrazione di calcitonina i livelli serici del calcio possono diminuire in via transitoria al di sotto dei valori normali, cosa che è maggiormente evidente all'inizio della terapia nei pazienti con un ricambio osseo particolarmente elevato. Questo effetto viene diminuito quando l'attività osteoclastica è ridotta. Tuttavia occorre cautela nel trattamento di pazienti contestualmente in terapia con glicosidi cardiaci o bloccanti dei canali del calcio.

Analisi di studi controllati, randomizzati, condotti in pazienti con osteoartrite e osteoporosi hanno mostrato che la calcitonina è associata ad un aumento statisticamente significativo del rischio di cancro rispetto ai pazienti trattati con placebo. Questi studi hanno dimostrato un aumento del rischio assoluto di insorgenza di cancro per i pazienti trattati con calcitonina rispetto al placebo, che varia tra lo 0,7% e il 2,4% con la terapia a lungo termine.

Alcuni pazienti potrebbero sviluppare, dopo parecchi mesi di trattamento, degli anticorpi verso la calcitonina. Tali anticorpi sono generalmente a titolo basso e si verificano in genere alle dosi più alte. Lo sviluppo di tali anticorpi non è di solito correlato a perdita di efficacia clinica, sebbene la loro presenza in una piccola percentuale di pazienti in terapia a lungo termine con calcitonina possa comportare una riduzione della risposta al prodotto. Sembra che la presenza di anticorpi non sia correlata alle reazioni allergiche, che sono rare.

Il trattamento dei pazienti a letto deve essere accompagnato da un controllo frequente della fosfatasi alcalina sierica e dell'escrezione urinaria di idrossiprolina.

La durata del trattamento non deve normalmente superare i 3 mesi a causa delle prove di un aumento del rischio di tumori maligni in caso di uso prolungato della calcitonina. In circostanze eccezionali, ad es. Nella malattia di Paget ed in altre affezioni croniche la terapia deve essere continuata per diversi mesi. Il dolore è parzialmente o interamente ridotto.

In rari casi i tassi della fosfatasi alcalina dell'escrezione della idrossiprolina possono aumentare dopo un'iniziale caduta; in tal caso il medico deve giudicare, sulla base del quadro clinico, se la terapia deve essere continuata.

Interazioni Farmacologiche

L'uso concomitante di calcitonina e litio può portare ad una riduzione della concentrazione plasmatica di litio. Può essere necessario riaggiustare il dosaggio di litio.

L'utilizzo di calcitonina in associazione a bisfosfonati può portare ad un effetto additivo sulla riduzione del calcio.

Effetti Indesiderati

Gli effetti indesiderati osservati più frequentemente sono nausea, vomito e arrossamento. Essi sono dose-dipendenti e più frequenti dopo somministrazione i.v. che dopo somministrazione i.m.

Nausea, vomito, arrossamento con sensazione di calore e senso di instabilità sono disturbi dose- dipendenti che si possono verificare con la somministrazione parenterale della calcitonina. Nausea con o senza vomito si è verificata in circa il 10% dei pazienti trattati con calcitonina. L'effetto è più evidente all'inizio della terapia e tende a diminuire o a scomparire con una somministrazione continua o con una riduzione del dosaggio. Se richiesto, può essere somministrato un antiemetico.

La calcitonina iniettabile può provocare instabilità transitoria che può compromettere la capacità di reazione dei pazienti. Calcitonina Sandoz spray nasale può causare affaticamento, capogiri e disturbi della visione che possono compromettere la capacità di risposta del paziente. Pertanto i pazienti devono essere avvisati che si potrebbero verificare questi effetti, nel qual caso non devono guidare veicoli o usare macchinari.

Gravidanza e Allattamento

La calcitonina non è stata studiata in donne in gravidanza. La calcitonina deve essere utilizzata in gravidanza solo se il trattamento è considerato dal medico assolutamente necessario.

Non è noto se tale sostanza viene escreta nel latte materno. Negli animali è stato dimostrato che la calcitonina di salmone diminuisce la lattazione e viene escreta nel latte. Pertanto non è raccomandato allattare durante il trattamento.

Conservazione

Conservare e trasportare in frigorifero (tra 2°C e 8°C). Non congelare. Una volta aperto, conservare a temperatura ambiente. Non conservare a temperatura superiore ai 25°C. Tenere ogni volta il flacone in piedi, per ridurre il rischio di bolle d'aria che potrebbero formarsi all'interno del tubo di pescaggio.

leggi anche: