Le persone con diabete hanno generalmente un rischio maggiore di sviluppare altre patologie. Oltre alle complicanze croniche del diabete (retinopatia, neuropatia, nefropatia, piede diabetico, complicanze cardiovascolari etc) possiamo annoverare anche un maggiore rischio di infezione in vari distretti corporei comprese le basse vie respiratorie. Infezioni batteriche e/o virali a carico di bronchi e polmoni possono provocare bronchiti e polmoniti anche gravi.
Diabete e Sistema Immunitario: Un Rischio Aumentato
Le persone che soffrono di diabete si ammalano più facilmente di malattie infettive che possono necessitare di un ricovero ospedaliero. Il rischio sembra maggiore per chi ha il diabete di tipo 1 rispetto a coloro che hanno il diabete di tipo 2. Uno studio del 2018 ha stimato questo rischio come quadruplo nel diabete di tipo 1 e il doppio nel diabete tipo 2 rispetto alle persone non diabetiche. Sembra evidente che i soggetti diabetici rispetto ai sani abbiano un sistema immunitario meno efficiente perché danneggiato o messo in condizioni di non lavorare in modo corretto.
In caso di diabete si possono osservare:
- riduzione della risposta immunitaria
- riduzione della funzione dei neutrofili
- disfunzione dell’azione degli anticorpi
- riduzione delle difese antiossidanti contro i radicali liberi
- disbiosi intestinale (alterazione dell’equilibrio del microbiota intestinale) con alterazione dell’immunomodulazione.
Il Ruolo degli AGEs nell'Infiammazione
Uno dei meccanismi che possono spiegare questa evidenza è l’iperglicemia (eccesso di zucchero nel sangue). Soprattutto nelle persone con diabete che non riescono a mantenere un buon controllo glicemico, gli zuccheri in eccesso si distribuiscono in tutti i tessuti, si attaccano alle proteine, agli enzimi e ai lipidi favorendo una serie di danni e disfunzioni. Questi prodotti molecolari “zuccherati” sono chiamati prodotti finali della glicazione avanzata (Advanced Glycation End-products, AGEs) e sono responsabili di numerosi effetti negativi come i danni sul sistema immunitario, l’aumentata infiammazione e la riduzione delle difese antiossidanti con un aumento dei radicali liberi e delle tossine che a loro volta aumentano ulteriormente i danni cellulari e uno stato di infiammazione generalizzata.
Un punto chiave di questi meccanismi sembra essere rappresentato dai recettori per gli AGEs (RAGE). I recettori RAGE sono attivati dagli AGEs ma anche da altri fattori, come la proteina Beta Amiloide presente ad esempio nelle placche che si formano nel cervello delle persone che soffrono di Alzheimer, e stimolano diverse vie di infiammazione con conseguente disfunzione cellulare e maggiore produzione di radicali liberi e AGEs. Quando questa stimolazione diventa cronica si crea un vero e proprio circolo vizioso che compromette sempre di più la funzionalità del tessuto interessato.
I RAGE si trovano in molti organi e tessuti “nobili” come i polmoni, il cuore, i muscoli, le cellule del sistema immunitario e i neuroni. L’attivazione costante e prolungata di RAGE e la conseguente infiammazione cronica potrebbero avere un ruolo nell’eziopatogenesi del diabete e/o delle sue complicanze nonché nell’invecchiamento in generale.
L'Impatto sui Polmoni
I polmoni presentano elevati livelli di RAGE e in caso di loro costante attivazione porterebbero a favorire varie patologie del polmone a carattere infiammatorio comprese le polmoniti. Questi recettori localizzati nel polmone sono attivati anche da AGEs che derivano da reazioni chimiche in risposta al fumo e alle sostanze inquinanti dell’aria.
Sostanze che Contrastano gli AGEs
Alcune sostanze possono avere un’azione antiglicante e di contrasto agli AGEs:
- Vitamina B6: entra in competizione con gli zuccheri e interferisce nei processi di formazione delle molecole glicate.
- Vitamina B1: importante nel metabolismo del glucosio all’interno delle cellule ed è stato dimostrato che riduce gli effetti indotti da stimoli iperglicemici nelle cellule endoteliali dei vasi sanguigni nel diabete di tipo 2 con potenziali effetti positivi che aiutano a mitigare o ritardare le complicanze vascolari.
- Carnosina: è un dipeptide costituito da 2 aminoacidi; è presente principalmente nel cervello e nel muscolo scheletrico e la sua concentrazione diminuisce con l’età. Questa molecola ha grande affinità per gli zuccheri e può fungere da scudo per impedire la glicazione delle proteine e dei lipidi. Sembrerebbe che gli effetti antiglicazione sui topi siano maggiori che nell’uomo per i quali il risultato resta significativo. Sono attualmente in corso ulteriori studi per rafforzare il potenziale terapeutico della carnosina.
- Polifenoli: si stanno studiando gli effetti antiglicanti dei polifenoli estratti da diverse piante e frutti. I risultati sono incoraggianti a testimoniare che questa grande famiglia di antiossidanti è particolarmente “amica” della salute.
Il Ruolo degli Acidi Grassi Essenziali Omega
Un ulteriore spinta verso l’infiammazione viene data dalla perdita di equilibrio tra gli acidi grassi omega-6 e gli acidi grassi omega-3. Gli studi più recenti ci dicono che l’alimentazione moderna e di stampo occidentale sbilancia il rapporto tra questi grassi troppo a favore degli omega-6 con l’inevitabile produzione di sostanze infiammatorie. Questa condizione è molto diffusa nei soggetti con una o più patologie croniche e ha ripercussioni anche sul sistema immunitario perché gli omega-6 deprimono la risposta immunitaria mentre gli omega-3 la stimolano.
Gestione del Diabete Durante le Malattie Infettive
In pratica nel soggetto con diabete, la condizione metabolica è tale da renderlo più vulnerabile quindi necessita della massima attenzione per stabilizzare la glicemia e l’emoglobina glicata in primis, ma anche il corretto stato di nutrizione è fondamentale per poter sostenere al massimo il sistema immunitario.
In una persona diabetica, contrarre una normale influenza può aumentare il livello di glucosio nel sangue. Inoltre, la malattia può impedire di mangiare correttamente e vi è da considerare che il diabete può rendere il sistema immunitario più vulnerabile a gravi casi di influenza. È possibile comunque prevenire la normale influenza facendo il vaccino ogni anno. Il momento migliore per vaccinarsi è tra ottobre e metà novembre, prima che la stagione influenzale inizi. Una volta però che si è contratto il virus è bene rimanere a casa dal lavoro o da scuola e limitare il contatto con gli altri per evitare di diffondere l'infezione.
Ecco alcuni consigli:
- Assicurarsi di continuare a prendere le pillole o l'insulina. Non smettere di prenderle anche se non è possibile mangiare. Il diabetologo potrebbe addirittura consigliarvi di prendere una dose in più di insulina durante la malattia.
- Verificare il livello di glucosio nel sangue ogni quattro ore, e tenere traccia dei risultati.
- Bere molti liquidi (privi di calorie), e provare a mangiare normalmente. Se non è possibile, cercare di alimentarsi con cibi morbidi e liquidi con una quantità di carboidrati equivalente alla propria dieta normale.
Quando Rivolgersi al Medico
È fondamentale rivolgersi al medico in caso di:
- Ci si sente male a mangiare normalmente e non si è in grado di tenere il cibo per più di 6 ore.
- Diarrea severa.
- Perdita di peso (3kg e oltre).
- Temperatura superiore a 38,5 gradi.
- Il livello di glucosio nel sangue è inferiore a 60 mg / dL o rimane superiore a 300 mg / dL.
- Moderati o grandi quantità di chetoni nelle urine.
- Problemi di respirazione.
- Sonnolenza o mancanza di lucidità.
Asma e Diabete: Un Legame Stretto
Sembrerebbero due disturbi distanti tra loro, eppure i numeri delle statistiche li legano in modo stretto: quanti soffrono di diabete hanno il doppio degli altri (83 per cento) la possibilità di sviluppare l’asma e quanti hanno l’asma hanno un 28 per cento in più di probabilità di sviluppare il diabete.
Il dottor Nguyen osserva: «Il nostro studio suggerisce di intraprendere azioni preventive nel caso di asma per scongiurare il presentarsi del diabete, mettendo in opera gli stili di vita adatti. Inoltre spinge a una maggiore cautela nell’impiego del cortisone che può non solo innalzare temporaneamente la glicemia, ma aumentare proprio il rischio di diabete».
«Sì, il cortisone è diabetogeno, lo si impiega per curare le bronchiti croniche - fa eco il dottor Cesare Berra, responsabile della Diabetologia clinica all’Irccs Multimedica di Milano. Che mostra apprezzamento per un’indagine molto vasta che sostiene, con la forza dei numeri, un accostamento già in parte noto.
«Chi ha l’asma ha diverse cause correlate con il diabete 2: genetiche, ambientali, e tra queste ultime figura l’inquinamento. Da non dimenticare, a tale proposito, il fumo. Le sigarette favoriscono l’insorgere di ambedue le patologie».
Il dottor Berra allarga il discorso collegandosi con le linee-guida europee che da tre anni sollecitano i cardiologi nella necessità, in caso di infarto o altro incidente cardiovascolare, di accertarsi che non sia presente anche il diabete. Di controllare se la glicemia è alta.
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