Borrelia: Esami del Sangue e Loro Interpretazione

La malattia di Lyme (ML), nota anche come borreliosi di Lyme, è una zoonosi causata da batteri spiraliformi del genere Borrelia burgdorferi sensu lato. Questa patologia viene trasmessa all’uomo attraverso la puntura di zecche infette del genere Ixodes.

La malattia di Lyme è una sindrome multisistemica che può interessare diversi organi, tra cui:

  • Cute
  • Sistema linfatico
  • Sistema nervoso centrale e periferico
  • Sistema cardiovascolare
  • Articolazioni

I sintomi variano in base alla stadiazione della patologia e, se non trattata, l’infezione può progredire coinvolgendo diversi distretti corporei. In generale, la malattia si manifesta più gravemente nei soggetti immunodepressi o affetti da altre patologie.

Diffusione e Incidenza

La ML è diffusa in molte zone del Nord America, in Europa e in Asia. In Nord America e in Europa le manifestazioni cliniche sono fondamentalmente simili ma differiscono per alcuni aspetti, a causa della diversa distribuzione delle genospecie di Borrelia nelle 2 aree geografiche. In Europa, oltre ai mammiferi citati, anche i cinghiali e diverse specie di uccelli rappresentano un serbatoio in aumento per le forme immature di zecche.

La diffusione e la trasmissione del vettore, e di conseguenza l’incidenza della malattia, dipendono da vari fattori, come i cambiamenti climatici, l’attività dell’uomo sull’habitat, la densità degli animali selvatici sul territorio. In Europa l’habitat di I. ricinus si è notevolmente ampliato negli ultimi decenni e la zecca si è diffusa in aree più settentrionali e a quote più elevate.

Per numero di casi, la malattia di Lyme è seconda solo alla malaria fra le patologie che richiedono un vettore artropode per la sua diffusione ed è la più comune malattia umana trasmessa da zecche negli Stati Uniti e in Europa.

Manifestazioni Cliniche

Le manifestazioni cliniche della malattia di Lyme sono multiformi e possono simulare diverse affezioni cutanee e neurologiche. La lesione inizia come una macchia con evidenti bordi rossastri privi di rilievo che si espande ad anello nel corso dei giorni successivi, con o senza schiarimento centrale, fino ad un diametro di almeno 5 centimetri. Le zone più frequentemente interessate sono l’ascella, la parte posteriore del ginocchio, il collo, il cuoio capelluto e le orecchie.

Dopo giorni-settimane dal morso della zecca, la Borrelia può diffondere a diversi organi attraverso il sistema linfatico o ematico. Raramente, in Europa, soprattutto nei bambini, si osserva dopo circa 15 giorni un eritema simile a quello della Rosolia (eritema roseolico), talvolta coesistente con EM. Una particolare manifestazione cutanea, denominata Acrodermatite cronica atrofica (ACA), osservata in Europa, perché causata da Borrelia afzelii in soggetti di 50-60 anni.

Diagnosi della Malattia di Lyme

La diagnosi di malattia di Lyme è difficile e dovrebbe basarsi principalmente sulle manifestazioni cliniche (che sono polimorfe e coinvolgono vari organi) e sulla pregressa esposizione a zecche. La specificità dei test di PCR utilizzati invece si può ritenere del 98-100%.

Le Borrelie possiedono diverse proteine di superficie (OSP A-F) che, oltre ad essere importanti fattori di virulenza ed a permettere l’attacco alle cellule, inducono la produzione di anticorpi specifici di tipo IgG e IgM.

Si tratta di un test di conferma che permette di determinare contemporaneamente la presenza nel siero e nel liquido cerebrospinale in caso di sospetta neuroborreliosi di anticorpi diretti contro i diversi antigeni di Borrelia burgdorferi complex.

Esami del Sangue: Un Approccio Graduale

La diagnosi della malattia di Lyme non si basa unicamente sui risultati degli esami del sangue. Un approccio multidisciplinare che integri la valutazione clinica, l'anamnesi del paziente (con particolare attenzione all'esposizione a zecche in aree endemiche) e i risultati dei test di laboratorio è essenziale. Il percorso diagnostico segue generalmente un approccio a due fasi, raccomandato dalle linee guida internazionali.

Fase 1: Test di Screening (ELISA o IFA)

Il primo passo consiste nell'esecuzione di un test di screening, solitamente un test ELISA (Enzyme-Linked Immunosorbent Assay) o, meno frequentemente, un test IFA (Immunofluorescence Assay). Questi test rilevano la presenza di anticorpi contro la Borrelia nel siero del paziente. È importante sottolineare che questi test sono altamente sensibili, ma meno specifici.

Il test ELISA si basa sulla reazione tra gli anticorpi presenti nel campione di sangue del paziente e gli antigeni (frammenti del batterio Borrelia) adesi a una superficie solida. Se gli anticorpi specifici per la Borrelia sono presenti, si legano agli antigeni.

Fase 2: Test di Conferma (Western Blot o Immunoblot)

Se il test di screening risulta positivo o dubbio, è necessario eseguire un test di conferma, generalmente un Western Blot (o Immunoblot). Questo test è più specifico dell'ELISA e aiuta a confermare la presenza di anticorpi contro la Borrelia, riducendo il rischio di risultati falsi positivi.

Il Western Blot separa le proteine della Borrelia in base al loro peso molecolare mediante elettroforesi su gel. Le proteine separate vengono quindi trasferite su una membrana. La membrana viene incubata con il siero del paziente.

Tipologie di Anticorpi Rilevati: IgM e IgG

Gli esami del sangue per la Borrelia rilevano due principali classi di anticorpi: IgM (immunoglobuline M) e IgG (immunoglobuline G). La presenza e i livelli di questi anticorpi forniscono informazioni importanti sulla fase dell'infezione.

IgM: La Risposta Immunitaria Iniziale

Gli anticorpi IgM sono i primi a comparire dopo l'infezione. Solitamente, diventano rilevabili nel sangue entro 1-2 settimane dalla comparsa dell'eritema migrante (l'eruzione cutanea caratteristica della malattia di Lyme) e raggiungono il picco tra la 3ª e la 6ª settimana. La presenza di IgM indica generalmente un'infezione recente.

IgG: La Risposta Immunitaria a Lungo Termine

Gli anticorpi IgG compaiono più tardi rispetto agli IgM, solitamente dopo 4-6 settimane dall'infezione. Raggiungono il picco dopo circa 4-6 mesi e possono persistere per anni, anche dopo il trattamento antibiotico. La presenza di IgG può indicare un'infezione passata o presente.

Interpretazione dei Risultati

L'interpretazione dei risultati degli esami del sangue per la Borrelia è un compito complesso che richiede una valutazione attenta del quadro clinico del paziente, dell'anamnesi e dei risultati di entrambi i test (screening e conferma). Un risultato positivo al test di screening seguito da un risultato positivo al Western Blot supporta la diagnosi di malattia di Lyme.

Possibili scenari e loro interpretazione:

  • ELISA positivo, Western Blot positivo: Supporta la diagnosi di malattia di Lyme.
  • ELISA positivo, Western Blot negativo o indeterminato: Può indicare un falso positivo al test di screening.
  • ELISA negativo, Western Blot negativo: Rende meno probabile la diagnosi di malattia di Lyme.
  • ELISA negativo, Western Blot positivo: Questo scenario è raro e può indicare un falso positivo al Western Blot o un'infezione molto precoce.

Limiti degli Esami del Sangue

È fondamentale essere consapevoli dei limiti degli esami del sangue per la Borrelia per evitare interpretazioni errate e decisioni terapeutiche inappropriate. Alcuni dei principali limiti includono:

  • Finestra sierologica: Nelle prime settimane dopo l'infezione, gli anticorpi potrebbero non essere ancora rilevabili.
  • Reazioni crociate: Gli anticorpi contro la Borrelia possono reagire in modo crociato con altri batteri o virus.
  • Persistenza degli anticorpi: Gli anticorpi IgG possono persistere per anni dopo il trattamento.
  • Variabilità dei test: La sensibilità e la specificità dei test possono variare.
  • Immunosoppressione: Nei pazienti immunocompromessi, la risposta anticorpale può essere attenuata.

Test Alternativi e Complementari

Oltre ai test sierologici (ELISA e Western Blot), esistono altri test che possono essere utilizzati per diagnosticare la malattia di Lyme:

  • PCR (Polymerase Chain Reaction): Rileva il DNA della Borrelia.
  • Coltura: Consiste nel coltivare il batterio Borrelia in laboratorio.
  • Test di stimolazione linfocitaria (LST): Misura la risposta immunitaria cellulare alla Borrelia.
  • Test per le co-infezioni: Valutare la presenza di co-infezioni, come anaplasmosi, babesiosi ed ehrlichiosi.

Considerazioni Speciali

In alcune situazioni, l'interpretazione degli esami del sangue per la Borrelia può essere particolarmente complessa, come nei casi di:

  • Malattia di Lyme cronica
  • Sindrome post-trattamento della malattia di Lyme (PTLDS)
  • Malattia di Lyme disseminata
  • Pazienti immunocompromessi

L'Importanza della Valutazione Clinica

Gli esami del sangue per la Borrelia sono solo uno strumento diagnostico. Un approccio multidisciplinare che coinvolga medici di base, infettivologi, reumatologi e neurologi è essenziale per una diagnosi accurata e una gestione ottimale della malattia di Lyme.

Nuovi test diagnostici per la malattia di Lyme

La ricerca continua a progredire nello sviluppo di nuovi e più accurati test diagnostici per la malattia di Lyme.

Saggi immunoenzimatici basati su VlsE Diversi test EIA di terza generazione comprendono l’epitopo VlsE o una parte di esso. Tra questi ultimi, il più caratterizzato è il C6 EIA, che impiega un oligopeptide (il "peptide C6") corrispondente alla sesta regione invariabile (IR-VI) all'interno di VlsE.

Saggi immunoenzimatici basati sulla proteina C della superficie esterna (OspC) OspC è una lipoproteina di superficie che provoca una risposta immunitaria umorale forte e precoce (22). Per questa caratteristica di immunodominanza è stata utilizzata da molto tempo nella diagnostica. Va sottolineato che la risposta delle IgM all'OspC diminuisce molto lentamente nel tempo (22) e, per contro, il passaggio alla classe IgG di OspC non viene generalmente rilevato nei primi stadi della malattia.

Le alternative In alternativa a OspC, sono stati effettuati test sierologici utilizzando un breve peptide sintetico (10-aminoacidi) chiamato pepC10, che corrisponde a un frammento carbossilico di OspC. Un diverso epitopo OspC, l’OspC1, è stato recentemente scoperto attraverso la mappatura lineare degli epitopi e può produrre sensibilità e specificità EIA migliorate rispetto a pepC10 (25), ma al riguardo sono necessari ulteriori studi. d) EIA singleplex che combinano rVlsE o C6 peptide con rOspC o pepC10. Multiantigene singleplex Comprendono test EIA progettati combinando l'antigene OspC (o pepC10) con VlsE (o C6) in un singolo test, o eseguendo due test con antigene singolo in parallelo e combinando quindi i risultati (ovvero chiedendo reattività in entrambi i saggi per un'interpretazione complessiva di sieropositivi).

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