Biopsia Prostatica: Cosa Fare per Gestire il Dolore e Altre Considerazioni Importanti

La biopsia prostatica è un esame diagnostico fondamentale per la conferma o l’identificazione di un tumore alla prostata. Questa procedura consiste nel prelievo di piccoli campioni di tessuto prostatico, che vengono poi analizzati al microscopio per verificare la presenza di cellule tumorali.

La biopsia prostatica rappresenta dunque di frequente l’ultimo passaggio di visite ed esami prima della diagnosi. È in genere prescritta in base ai risultati di esami precedenti, come la risonanza magnetica, un valore elevato di PSA nel sangue (la sigla PSA sta per antigene prostatico specifico), o dopo che il medico ha rilevato la presenza di noduli all’esplorazione rettale.

Tipi di Biopsia Prostatica

Esistono diverse tecniche per eseguire una biopsia prostatica:

  • Biopsia prostatica standard: È una procedura poco invasiva, comunemente utilizzata in urologia per la diagnosi del tumore alla prostata. Generalmente, vengono prelevati 12 campioni di tessuto seguendo uno schema prestabilito, al fine di esaminare accuratamente l’intera ghiandola prostatica.
  • Fusion biopsy: Consente di biopsiare selettivamente i noduli che la risonanza magnetica ha evidenziato, combinando in tempo reale l’immagine della risonanza magnetica con l’ecografia transrettale. La tecnica, essendo mirata, consente di ridurre il numero di prelievi bioptici dai 12-50 del passato ai 2-3 di oggi.
  • Biopsia transrettale: Il prelievo di campioni dalla prostata viene effettuato con uno speciale ago fatto passare attraverso l’ultima porzione dell’intestino (il retto).
  • Biopsia transperineale: Il prelievo è effettuato invece attraverso l’area compresa tra l’ano e la base dello scroto (il perineo). A oggi la procedura per via transperineale è l’approccio preferibile per via del minor rischio di infezioni dopo la procedura.

Preparazione alla Biopsia Prostatica

La preparazione alla biopsia prostatica è un passaggio fondamentale per garantire la sicurezza e l’efficacia della procedura. In generale, il paziente deve seguire alcune indicazioni comuni sia per la biopsia prostatica standard che per quella fusion.

Indicazioni comuni:

  • Per prevenire eventuali infezioni batteriche, a partire dal giorno prima del test viene di solito prescritta una terapia antibiotica, da proseguire per altri 4 5 giorni.
  • Inoltre, sempre allo scopo di ridurre al minimo le possibilità di contaminazione batterica, viene consigliato un clistere (per pulire il retto e rendere più igienica la procedura).
  • Almeno 5 giorni prima dell'esame è necessario, se possibile, sospendere i farmaci che interferiscono con la coagulazione, qualora si assumano. Se occorre, il medico li sostituirà con eparina a basso peso molecolare da iniettare sottocute.

Per quanto riguarda le differenze tra la preparazione alla biopsia standard e quella fusion, quest’ultima richiede generalmente una risonanza magnetica multiparametrica (mpRM) preliminare.

Come Viene Eseguita la Biopsia Prostatica

La biopsia prostatica viene eseguita in anestesia locale: questo permette di ridurre i rischi dell’anestesia generale sul paziente e non rende necessaria la degenza in ospedale. Il test viene eseguito in ambulatorio.

Biopsia Prostatica Transrettale:

  1. Il paziente viene posizionato in decubito laterale, poggiato su un fianco con gambe flesse e ginocchia che vengono sollevate verso il petto.
  2. Durante la procedura, una sonda ad ultrasuoni (circa 10 cm), ricoperta di gel lubrificante, viene inserita nel retto.
  3. Verrà fatta un’iniezione per rendere la prostata insensibile. Si potrà avvertire bruciore per qualche secondo.
  4. Una volta che l’area è sufficientemente addormentata, un tubo guida verrà inserito nel retto. Il tubo contiene un dispositivo per biopsia con ago a molla, utilizzato per prelevare campioni.
  5. Il medico preleverà 10-18 campioni. In caso di fastidio durante una qualsiasi parte della biopsia, informare il medico.

Biopsia Prostatica Transperineale (TPUSP):

  1. Se la biopsia viene eseguita in anestesia locale, verrà chiesto di spogliarsi, indossare un camice e sdraiarsi supini su una poltrona reclinabile con le gambe posizionate in staffe di supporto.
  2. Lo scroto sarà nastrato per assicurarsi che non sia di intralcio.
  3. Verranno praticate due iniezioni per anestetizzare la zona. La prima iniezione viene somministrata sotto la pelle del perineo per addormentare il punto di ingresso dell’ago per biopsia e la seconda per addormentare la prostata.
  4. Una volta che l’area è sufficientemente addormentata, un tubo guida verrà inserito nel retto.
  5. L’ago per biopsia viene inserito nel perineo utilizzando un dispositivo speciale per prelevare un campione dal lato sinistro della prostata. Viene inserito un nuovo ago per biopsia per prelevare un campione dal lato destro della prostata.
  6. Il medico preleverà circa 24 campioni, a seconda delle dimensioni della prostata. Durante il prelievo dei campioni si percepirà un forte “clic” e una sensazione di sfarfallio. Tuttavia, se si avverte dolore quando viene inserito l’ago per biopsia, informare immediatamente il medico.

Dolore e Fastidio Durante e Dopo la Biopsia

Prima della biopsia prostatica, in genere viene effettuata un’anestesia locale. Alcuni pazienti riportano fastidio nel corso dell’esame (specie nel momento in cui viene effettuato il prelievo) che tuttavia è di lieve entità e passeggero.

Grazie all'impiego di anestetici, la biopsia prostatica è un esame generalmente ben tollerato e poco doloroso. Fitte molto brevi e di intensità limitata vengono tipicamente avvertite durante i prelievi bioptici.

Talvolta è possibile avvertire dolore dopo il termine della biopsia. Subito dopo la biopsia ci si potrebbe sentire storditi, quindi non fare sforzi e farsi accompagnare a casa da qualcuno. Per alcuni giorni dopo la biopsia, la prostata potrebbe essere un po’ “indolenzita”, con conseguenti difficoltà temporanee di erezione.

Possibili Complicanze

La biopsia prostatica è una manovra invasiva non esente da rischi. Le complicanze sono rare, attestandosi globalmente su un 5-10% dei casi.

Nello specifico, la biopsia prostatica può dare complicanze emorragiche, infiammatorie, infettive ed allergiche. Le complicanze emorragiche sono le più frequenti, tanto da manifestarsi fino al 20% dei casi; in genere si tratta di emorragie lievi e transitorie, rese evidenti da tracce di sangue più o meno vistose nelle urine, nelle feci e/o nell'eiaculato; in tal senso non è nemmeno corretto parlare di complicanze, dato che entro certi limiti sono da ritenersi fenomeni normali.

Effetti collaterali comuni:

  • Sanguinamento nelle urine, nel liquido seminale o perdite rettali di colore rosso. Tutti i pazienti hanno sangue nelle urine e nelle feci, nonché nello sperma (per un massimo di sei settimane).
  • Dopo il test può verificarsi anche un lieve rialzo della temperatura corporea. In genere si tratta di sintomi che si risolvono spontaneamente.
  • Circa una persona su 50, al termine dell’esame, fa fatica o non riesce a svuotare spontaneamente la vescica. In questi casi è necessario inserire temporaneamente un catetere vescicale che verrà rimosso dopo qualche giorno.

Follow-up e Cosa Aspettarsi Dopo l'Esame

Dopo l'esecuzione della procedura è opportuno un periodo di osservazione di circa un'ora per sorvegliare la comparsa di eventuali complicazioni immediate. Prima di tornare a casa è anche importante verificare la ripresa delle minzioni spontanee e pertanto al paziente viene chiesto di bere mezzo litro d’acqua per favorire la diuresi.

Al fine di ridurre il rischio di sanguinamento, è bene evitare lunghi viaggi in macchina nelle 48 ore successive e i rapporti sessuali per circa una settimana. Per il resto si può riprendere subito la vita normale. In caso di impossibilità alla minzione, di febbre superiore a 38 °C o importante sanguinamento, contattare il pronto soccorso più vicino alla propria abitazione.

Screening e Prevenzione

Lo screening e i controlli regolari della prostata sono essenziali per la prevenzione e la diagnosi precoce del cancro alla prostata. Le indicazioni comuni per una biopsia prostatica includono elevati valori di PSA, anomalie rilevate durante l’esplorazione rettale o anomalie alla risonanza magnetica prostatica multiparametrica.

Molti tumori prostatici sono benigni a basso rischio ed evolvono lentamente, ma esistono anche casi ad alto rischio in cui la malattia si sviluppa rapidamente e forma metastasi già in uno stadio precoce.

leggi anche: